Carbonaio
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Il carbonaio è il mestiere di trasformare la legna in carbone vegetale. Era un mestiere molto diffuso in Italia fino alla metà del secolo scorso, nelle località di montagna e di collina dove c'era abbondanza di legna, che costituisce la materia prima. L'arte consiste nel tagliare legna nei boschi, trasportarla in spiazzi piani e aperti (chiamati ial) accatastarla in carbonaie o poiàt ed innescare il processo di combustione lenta che porta alla carbonizzazione ossia alla trasformazione della legna che è un composto organico in carbone.
In passato il carbone vegetale veniva utilizzato come bene succedaneo del carbone fossile e per alcuni usi speciali dovuti all'alto potere di adsorbimento. Ora il carbone vegetale, noto anche come carbonella, è richiesto per alimentare i barbecue e i forni a legna delle pizzerie. Il carbone vegetale ha forti proprietà adsorbenti, ma questo tipo di carbone vegetale viene prodotto con un processo di distillazione secca o carbonizzazione artificiale.
| Per approfondire, vedi la voce carbonaia. |
| Per approfondire, vedi la voce Carbone vegetale. |
I carbonai, per esercitare il loro mestiere, dovevano abbandonare il paese dall'inizio della primavera fino ad autunno inoltrato per trasferirsi con la famiglia in montagna dove c'era la legna da tagliare e dove bisognava sorvegliare giorno e notte il poiàt per 5 o 6 giorni, per ottenere da 30 a 40 quintali di legna circa 6 forse fino a 8 quintali di carbone.
Le donne, oltre a partecipare alla produzione, badavano ad ogni altra cosa di necessità della famiglia, compreso l'onere di allevare ed educare i figli e quando capitava portare a termine le gravidanze.
[modifica] Curiosità
Il comune di Bondone ha ricordato il mestiere di carbonaio nell'art. 1 del proprio statuto e ha dedicato a quel mestiere un monumento posto nella piazza principale del paese. Qui la figura de carbonaio viene ricordata ogni anno il 9 settembre in occasione dell'adempimento del voto fatto per ai tempi della della peste del 1630, poiché i quel giorno di festa i carbonai con le loro famiglie tornavano in paese. E viene recitata la seguente poesia scritta in occasione della dedica al monumento.
La vita dei carbonai
| (IT)
« Traduzione in italiano
Carbonaio, agli ultimi di marzo partivi da Bondone, quando sulle cime c'era ancora la neve per andare a fare la stagione. La moglìe, i bimbi e le bimbe, le capre e le galline caricavi tutto sul carretto e andavi lassù in montagna, dove ancora non erano spuntate le foglie.
Quante fatiche: tagliare la legna, portarla alla “ial”
a Bondone il tuo lavoro non lo fanno più! In piazza alla Levata c'è un bel monumento a te dedicato, che testimonia il tuo passato! E adesso per ricordarti un'Ave Maria alla nostra Madonna con il Bambino in braccio. Carbonaio, qua sulla terra: povero, stracciato, affaticato, sporco! Lassù in cielo, siamo sicuri, che dal Signore sei stato ben ricompensato. » |
(IT)
« Testo originale in dialetto
Carbonér, a-i ültem de mars te partìe da Bondù, quante sö le söme ghera a mò la nèf, pör nà a fa la stagiù. La fònno, i matèi e le matele, le cavre e le galine te cargave töt söl beròc e te nave la sö 'n del mut, en de no ero gnamò spontà 'l bròch.
Quate faighe: taià la legno, portalo a la jal
a Bondù el tò mestèr no i le fö pö, a la Löao ghè en bel monoment a tè dedecà, che el parlo del tò pasà! E adèss pör recordàt n'Ave Mario a la noso Madono dal Bambì en bròs. Carbonèr, chè: poarèt, strasà, faigà, 'nbarbesà! Lasö 'n ciel, sùm secür, che dal Segnùr te si stà be' pagà. » |
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(Una poesia di Gianpaolo Capelli di Bondone sulla vita dei carbonai del suo paese, con il consenso dell'autore a pubblicare su wikipedia con licenza GFDL))
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