Casal di Principe

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Casal di Principe
comune
Casal di Principe – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Renato Natale (lista civica) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Casal di Principe)Coordinate: 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Casal di Principe)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 23,49 km²
Abitanti 21 011[1] (31-12-2010)
Densità 894,47 ab./km²
Comuni confinanti Cancello ed Arnone, Grazzanise, San Cipriano d'Aversa, San Tammaro, Santa Maria la Fossa, Villa di Briano, Villa Literno
Altre informazioni
Cod. postale 81033
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061019
Cod. catastale B872
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casalesi
Patrono Maria SS. Preziosa
Giorno festivo 12 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casal di Principe
Posizione del comune di Casal di Principe nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Casal di Principe nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Casal di Principe (Casale 'e Principe o anche solo Casale in campano[2]) è un comune italiano di 21.011 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casal di Principe è situato nella pianura di Terra di Lavoro specificamente tra il bacino inferiore del Volturno e l'agro aversano in zona bonificata, a tre chilometri a sud dei Regi Lagni, corsi d'acqua minori che corretti ed inalveati in occasione delle opere di bonifica, costituiscono insieme al fiume Volturno la rete idrografica della zona. Durante il periodo fascista ha costituito, con i vicini comuni di San Cipriano d'Aversa e Casapesenna, il comune di Albanova, appartenente alla Provincia di Napoli, per poi dividersi di nuovo nel dopoguerra.

Le prime notizie su Casal di Principe risalgono ai tempi della civiltà degli Osci, precedente a quella dei romani i quali utilizzarono questa zona come avamposto sul litorale Domizio e vi erano di stanza poche guarnigioni. Inizialmente chiamato solamente Casale, sembra che sia nato dopo la distruzione della vicina Liternum (Patria): infatti l'esercito barbarico lasciò ovunque morte, distruzione e terrore nell'animo dei Liternesi, i quali vagarono nelle campagne dando vita ai Locus "aggregazioni di case", da uno di questi dovette iniziare Casal di Principe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca normanna[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo Casale fu feudo longobardo, circondato da ogni parte da vaste proprietà appartenenti ai monaci certosini benedettini di Monte Cassino, del Volturno, di Cava e di Capua. Nel corso dei secoli si perdono quasi le tracce della sua esistenza e si ritrovano intorno all'anno 1030, in epoca Normanna (con Rainulfo Drengot), abbinata ad Aversa che è stata per eccellenza città normanna. Ai tempi della dominazione normanna, Casale dovette subire le vicende dei normanni aversani e capuani.

Epoca sveva[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Signoria Sveva Casale era feduo della Casa Rebursa d'Aversa. In Italia, quando succedettero al trono gli Angioini, la Casa Rebursa d'Aversa si ribellò e la loro casata venne distrutta. Per questo motivo nel 1263 una parte di Casale fu data a Guglielmo Stendardo (o Estendardo) valoroso cavaliere francese; Carlo Seripando ne comprò una parte dalla Regia Corte; Giagnette ne possedette una quinta parte; Ursini possedette interamente Casale e lo vendette con altri luoghi delle vicinanze a Gurrello Aurilia. In seguito il possedimento passò ai figli Raimondo e Pietro Aurilia, il primo Conte di Corigliano e il secondo Conte di Caiazzo.

Ducato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1418 Raimondo e Pietro Origlia vendettero il possedimento a Giacomo Gargano (o Galgano), milite di Aversa. Con la morte di costui nel 1422 il feudo passò ai figli Giovanni Milite, Loise, Marinello, Luca e Matteo e così restò feudo della casata Galgano fino al 1754, anno in cui morì l'ultimo barone di questa famiglia. Il feudo tornò alla Regia Corte. Il 21 marzo 1758 Casale fu elevato a Ducato e D. Giuseppe de Rossi prendeva il suo possesso. Con la sua morte avvenuta il 14 marzo 1780 i beni e quindi anche il Ducato di Casale fu ereditato dall'unica figlia D. Maria Teresa de Rossi che morì alcuni anni dopo nel 1783 a Napoli. Il 3 marzo 1795 fu investito Duca di Casale D. Alfonso Sanchez de Luna, primogenito della Duchessa D. Maria Teresa de Rossi: costui fu l'ultimo Duca e Barone di Casale.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Da fonti non meglio identificate sembra che il nome Casal di Principe derivi da un evento risalente al periodo 1458-1490 durante il quale Mattia Corvino fu re d'Ungheria. Sembra che un suo figlio naturale di nome Stanislao abbia attentato alla vita del padre per subentrargli sul trono. Scoperta la tresca, Mattia, che era imparentato con Ferdinando I d'Aragona re di Napoli per averne sposata la figlia Beatrice, fa arrestare il figlio insieme con i complici e, per non ammazzarlo, li espelle dal regno chiedendo per essi ospitalità a Ferdinando I. Viene a loro assegnato un vecchio casale ubicato in una zona malsana e acquitrinosa dell'entroterra, appunto perché doveva essere una punizione.

Da quel momento nasce, quindi, Casal di Principe, cioè il casale dove vive il principe.

Al di là della veridicità o meno del fatto, oggi troviamo molteplici coincidenze con esso: i nomi Mattia e Stanislao, questo di chiare origini slave, sono molto diffusi a Casal di Principe ed il cognome Corvino è addirittura il più diffuso.

Periodo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 aprile 1928 il comune di Casal di Principe venne fuso con San Cipriano d'Aversa,Con La Frazione Casapesenna, formando il comune di Albanova[3].

La comunità viveva principalmente di agricoltura, settore che poi è andato via via riducendosi a favore dell'edilizia e del terziario cantieristico, il quale oggi occupa la maggior parte della forza lavoro locale. Un tempo la coltivazione della canapa era la principale attività del paese, ma col passare degli anni ha lasciato il posto ai frutteti (pesche, albicocche e mele in prevalenza), e alla coltivazione della barbabietola da zucchero. Ma anche i cereali, specialmente l'avena e il mais, trovano ampi spazi di coltura perché molto utilizzati nella zootecnica, in quanto Casal di Principe è uno dei principali centri di allevamento della bufala campana da cui si ricava il latte per la famosa mozzarella che tanta rinomanza ha acquisito negli anni.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 il comune di Albanova venne disciolto, e Casal di Principe recuperò la propria autonomia[4].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il monumento più di spicco è il Palazzo Coppola[senza fonte], situato nel centro, è attualmente una proprietà privata, anche se in passato ci sono stati tentativi da parte del Comune di renderlo pubblico.
  • La statua dedicata ai Caduti è situata in piazza San Rocco ed è stata denominata "il nanerottolo": si tratta di un inerme soldatino ritratto nell'atto di lanciare una granata, la cui simbolica militaristica è stata fatta a lungo oggetto di satira popolare.
  • Di recente costruzione per iniziativa popolare è la statua di papa Giovanni Paolo II situata nei pressi della rotonda che incrocia la via Vaticale e la via Circumvallazione Esterna. È stata denominata "la pescheria" perché sormontante un globo terraqueo si erge la statua all'interno di un recinto con catena, ancora e piastrelle dalle tonalità marine.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunali sono presenti molti edifici di culto cattolici tra cui le cappelle dedicate ai santi cari alla tradizione locale antica e moderna come Santa Lucia e San Biagio. In particolare la Chiesa di San Biagio custodisce una reliquia del Santo e un antico busto in gesso del santo. Le chiese parrocchiali sono[5]: Parrocchia del Santissimo Salvatore, Santa Maria Preziosa, Spirito Santo e San Nicola.

Parrocchia SS. Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

È la chiesa più importante di Casal di Principe: essa guarda su Corso Umberto I. Confina ad oriente con piazza Vittorio Emanuele, a mezzogiorno e ad occidente con la strada pubblica, a settentrione con la casa parrocchiale.

È a tre navate con crociera e misura 36 metri per 15. Gli ornamenti sono di stile barocco. Alle spalle dell'altare maggiore spicca il torno marmoreo della immagine della Santissima Vergine, detta la Preziosa, costruito nel 1933, venticinquesimo anniversario dell'Incoronazione. Vi sono sei altarini. Sulla parete destra vi è una tela fatta affrescare da Giulio Pizzella che porta la data del 1633. Sulla chiesa si eleva una magnifica torre campanaria.

Sulle origini della chiesa del Santissimo Salvatore non esiste documentazione: un unico riferimento ci è offerto dalle "Rationes" ove è scritto "Il sacerdote Nicola di Casandrino per la terza parte della chiesa di San Salvatore in Casal di Principe pagava tre tarì e grani IO". Questa notizia è del 1324 e c'informa che in quel tempo la chiesa già esisteva. La documentazione precisa inizia dopo il Concilio di Trento, da quando cioè i parroci furono obbligati a risiedere nelle loro parrocchie. Per questa chiesa, a partire dal 1581. Inoltre presso la Sagrestia è conservato un crocifisso ligneo della scuola napoletana del XII secolo e una tavola raffigurante la Vergine datata 1725.

Parrocchia Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dello Spirito Santo è di costruzione più recente, del primo dopoguerra (1918), e quando è stata costruita si trovava quasi ai confini: la chiesa è ubicata in Piazza Villa (sott 'a Vill in dialetto).

Lo stile è romanico ed è ad una sola navata. L'altare maggiore è in marmo, di stile pregevole e le decorazioni ci riportano al settecento. Ai due lati porta lo stemma francescano, ciò fa pensare che fu prelevata da qualche chiesa francescana d'Aversa. Sulla parte sinistra, nell'entrata, si trova una tela donata da Agostino Caprio, la quale rappresenta la Crocifissione. Lo stile e il simbolo in essa presente, il sole e la luna, che vogliono raffigurare la notte e il giorno, la fanno considerare molto antica, probabilmente del 1300-1400. La trama della composizione si svolge in due piani: la scena del monte con le tre croci in basso a sinistra, più su il Crocifisso che sta nell'ampiezza del cielo.

Patrono[modifica | modifica wikitesto]

Patrona del paese è Maria Santissima Preziosa, viene venerata nella chiesa del Santissimo Salvatore e condivisa con la omonima Parrocchia sita alla via Maria SS. Preziosa (traversa di Corso Dante). Vi sono leggende che fanno risalire l'origine dell'effige all'evangelista S.Luca.[senza fonte]

Una solenne processione che coinvolge tutta la cittadinanza accompagna l'effigie della Vergine, il martedì in Albis, dalla Chiesa del SS. Salvatore alla Chiesa Maria SS. Preziosa. A settembre l'immagine viene riportata nella Chiesa madre.

L'8 settembre 1908 fu celebrata per la prima volta la solenne incoronazione della patrona del paese. L'evento si è poi ripetuto nel 1958 e nel 1988. L'11 settembre 2008, nello stadio comunale, è stato celebrato il centenario dell'incoronazione dell'effigie di Maria SS. Preziosa, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe e di circa trentamila persone. La cerimonia è stata dedicata alla memoria di don Giuseppe Diana.

Leggenda del Santo Patrono[modifica | modifica wikitesto]

Si dice che una statua raffigurante il volto di Santa Maria Preziosa si trovava ad Aversa e molti rappresentanti dei rispettivi paesi la volevano come Patrono del proprio paese, ma nessuno riusciva a spostarla. Un giorno andarono dei bambini di Casal di Principe e riuscirono a trasportarla facilmente nel loro paese. Fu da allora che Santa Maria Preziosa divenne Patrono di Casal di Principe.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Casal di Principe è conosciuta per la produzione della mozzarella di bufala campana, che viene esportata in tutto il mondo. A discapito delle proprie origini contadine, oggi la città è diventata un centro propulsore del commercio e dell'imprenditoria in genere.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura si basa sulla coltivazione di barbabietole da zucchero, pomodori, granturco e ortaggi; la frutta più coltivata è la mela e la pesca.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è scarsamente industrializzato e le poche realtà presenti riguardano l'industria del gas, quella della produzione di fili elettrici e affini all'elettricità e le vernici.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'unico turismo presente è quello religioso, soprattutto legato a Maria Santissima Preziosa e a don Giuseppe Diana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le feste popolari sono:

  • 03 Febbraio: S. Biagio
  • 15 agosto: Sant'Assunta;
  • 12 settembre: Festa del Patrono;
  • 13 dicembre: Santa Lucia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti:

  • Scuole elementari: Istituto Comprensivo[6], Secondo Circolo Didattico[7] il paritario "Istituto Maria S.S. Preziosa"[6]; paritario "Figlie di S.Anna".
  • Scuole medie: statale Benedetto Croce[8], statale Dante Alighieri, "Istituto Maria S.S. Preziosa"[6];
  • Scuole superiori: Istituto Tecnico Commerciale Statale "Guido Carli"[9] il paritario "Istituto Magistrale Maria S.S. Preziosa"[6].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Casal di Principe ha uno svincolo sulla SS 7 bis var Asse di supporto Nola-Villa Literno chiamata anche "Asse mediano".

Le strade provinciali che attraversano il territorio comunale sono[10]:

  • Strada Provinciale 30 Vaticale.
  • Strada Provinciale 76 Santa Maria Preziosa-Ponte Difesa Casale.
  • Strada Provinciale 256 Prolungamento Provinciale Casal di Principe-Ponte Difesa Casale.
  • Strada Provinciale 339 Variante di Casal di Principe lato Sud-Ovest.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita dalla fermata di Albanova, che sorge nell'adiacente comune di San Cipriano d'Aversa. Tale fermata è posta sul tronco comune alle linee Roma-Formia-Napoli e Villa Literno-Cancello ed è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Fra il 1912 e il 1960 il comune era collegato con Napoli mediante la tranvia Aversa-Albanova, costruita per iniziativa della società belga Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalle autolinee suburbane operate dalla CTP, società aderente al consorzio UnicoCampania.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio comunale[modifica | modifica wikitesto]

Casal di Principe è dotato di uno stadio comunale con campo di calcio, dove negli anni '90 era protagonista la Società Calcio Albanova allora militante in serie C2. Lo stadio è dotato anche di una pista d'atletica di 400 metri, la quale, sino alla primavera del 2012, era abitualmente usata dai cittadini dell'agro aversano come punto d'incontro, non solo per correre, ma anche solo per fare due passi in compagnia. Questo però non è più possibile, poiché inspiegabilmente la struttura è stata chiusa al pubblico per inagibilità. La struttura è stata dotata di quattro grandi riflettori per illuminare il campo la sera, mai usati del tutto, questi si vedono in lontananza all'arrivo di Casal di Principe, sulla destra, già da parecchi chilometri.

Piscina comunale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 Casal di Principe è dotata di una piscina comunale.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Palestre[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diverse palestre in Casal di Principe che coprono quasi tutti i quartieri, alcune palestre offrono solo alcune discipline, come il karate.

Camorra[modifica | modifica wikitesto]

Casal di Principe è il paese d'origine di molti esponenti del clan camorristico dei casalesi, le cui attività illegali si diramano in ampi settori dell'economia locale e regionale, con ramificazioni persino internazionali.

Del paese ha scritto Roberto Saviano nel suo romanzo Gomorra, individuandolo come il centro indiscusso della camorra casertana. Dopo l'uscita del libro, su volere del Ministero dell'Interno, a Casal di Principe sono stati rafforzati i posti di blocco che ora avvengono sempre con i Carabinieri, Polizia di Stato ed Esercito.

L'amministrazione del comune è stata sciolta tre volte per infiltrazioni camorristiche.

Persone legate a Casal di Principe[modifica | modifica wikitesto]

  • Famiglia Laudicino, Famiglia fondatrice del

clan dei casalesi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco di Casal di Principe è Renato Natale dal 09/06/2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 150.
  3. ^ Regio Decreto n° 910 del 9 aprile 1928, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 108 dell'8 maggio 1928
  4. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 22 febbraio 1946, n. 107, in materia di "Ricostituzione dei comuni di S. Cipriano di Aversa e di Casal Principe (Napoli)."
  5. ^ Le Parrocchie
  6. ^ a b c d Le scuole
  7. ^ Secondo Circolo Casal di Principe (CE)
  8. ^ Istituto secondario di I grado B. Croce - Casal di Principe
  9. ^ Contatti
  10. ^ http://www.provincia.caserta.it/documents/10805/136297/GP121Allegato
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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