Cesa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cesa (disambigua).
Cesa
comune
Cesa – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Cesario Liguori (Cesa al centro) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°58′00″N 14°14′00″E / 40.966667°N 14.233333°E40.966667; 14.233333 (Cesa)Coordinate: 40°58′00″N 14°14′00″E / 40.966667°N 14.233333°E40.966667; 14.233333 (Cesa)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 2 km²
Abitanti 8 241[1] (31-12-2010)
Densità 4 120,5 ab./km²
Comuni confinanti Aversa, Gricignano di Aversa, Sant'Antimo (NA), Sant'Arpino, Succivo
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061029
Cod. catastale C561
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cesani
Patrono san Cesario di Terracina
Giorno festivo 3 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesa
Posizione del comune di Cesa nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Cesa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Cesa è un comune italiano di 8.241 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cesa fu in origine probabilmente uno dei minuscoli casali appartenenti alla Liburia Atellana, in cui si svolsero pochi eventi storici di rilevo. Il primo documento che accerta l’esistenza del borgo è un diploma dei principi Pandolfo I e Landolfo III di Capua, risalente all’anno 964 d.C., ma oltre a questo poco è noto sulla sua più remota storia.

Fu legata probabilmente a le vicende della morente Atella e, più tardi, della nascente Aversa, poiché, dopo il Mille, Cesa fu per lungo tempo un casale della città normanna, appartenuto prima al feudo del conte Roberto di Sant’Agata, e successivamente ai Carafa, ai Villano, ai Palomba, ai Del Tufo e ai Maresca, che ne furono gli ultimi proprietari.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le ipotesi sull’etimologia del nome. L'ipotesi più attendibile lega che il toponimo Cesa all'aggettivo latino caesus - dal verbo caedere (tagliare): infatti, Cesa è un piccolo insediamento dell’antica Atella e, quindi, tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione.[senza fonte]

Una spiegazione egualmente attendibile, e riconducibile sempre al verbo latino caedere, ipotizza che Cesa in origine fosse un terreno boschivo chiamato in seguito a disboscamento "silva caesa" (selva tagliata).[senza fonte]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La parrocchia di San Cesario a Cesa conserva una statua in argento del santo, esposta solo in occasione della festa, opera di orefici napoletani che lo raffigura in apoteosi, nell'atto di ricevere la palma del martirio.

Il 19 giugno 1612 la Santa Sede affidò alla parrocchia alcune reliquie del braccio del santo che attualmente sono conservate in un reliquiario argenteo a forma di braccio, nella statua argentea e nella statua lignea esposta nella cappella dedicata al santo.

Il 2007 si è festeggiato l'anno giubilare di San Cesario (1900º anniversario del martirio del santo).

Modi di dire[modifica | modifica sorgente]

Una tipica frase detta in modo scherzoso-affettuoso, detta più che altro a mo' di scioglilingua, dagli abitanti di Sant'Antimo ai cesani è la seguente:

Chi vene a Cces more acciso e chi fa ammore va 'mparavise (Chi viene a Cesa muore ucciso e chi fa l'amore va in Paradiso).

Personalità legate[modifica | modifica sorgente]

Cesa ha dato i natali, tra gli altri, a:

  • Mons. Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote che esercitò in Aversa il suo ministero, latinista di vasta cultura ed autore di molte ed importanti opere di Diritto canonico, nonché di testi di genere narrativo (famosissima la sua Eutrapelia). Gli fu affidata la carica di Sindaco della città durante la breve vita della Repubblica Napoletana;
Targa commemorativa apposta sulla casa in cui nacque Francesco Bagno, uno membri attivi della fondazione della Repubblica Napoletana.
  • Francesco Bagno (26 giugno 1744- 28 novembre 1799) medico, professore di medicina nell'Ospedale degli Incurabili[3], autore di diverse opere di carattere medico, che durante la Repubblica Napoletana del 1799 ricoprì importanti cariche inclusa quella di Rettore dell’Università di Napoli) e che, ristabilita la monarchia, venne impiccato il 28 novembre 1799, subendo così la stessa sorte degli altri martiri della Repubblica Napoletana;
  • Domenico Di Fiore (1769-1848) avvocato, attivista durante la rivoluzione partenopea, che ricoprì, durante la Repubblica Napoletana, diversi ed importanti incarichi e che, al ritorno dei Borboni, si rifugiò in Francia, dove continuò la sua opera di rivoluzionario. In Francia collaborò a numerosi giornali e conobbe lo scrittore Stendhal, col quale strinse un forte vincolo di amicizia e che il Di Fiore raccomandò per la sua nomina a console[console di cosa e dove? lo raccomdò a chi?];
  • Don Giustino Marini (1797-1837) sacerdote morto in concetto di santità il 6 luglio del 1837 per assistere i suoi fedeli colpiti dal colera;
  • Francesco De Michele (1911-1997) storico, poeta e scrittore molto affermato e conosciuto per le sue opere, diverse delle quali inserite in molte antologie della Lingua italiana e tradotte e pubblicate in Francia;
  • Gerardo De Michele, pneumologo di fama internazionale e politico, eletto Sindaco di Napoli;
  • Luigi Pagano, Dirigente generale Amministrazione penitenziaria per il nord-italia, direttore del Carcere di San vittore durante il periodo di tangentopoli.
  • Prof. Domenico De Michele, (1925-2010), internista di chiara fama, docente di Clinica delle Malattie Tropicali e sub-tropicali dell'Università di Napoli, negli anni '50 fu anche Sindaco di Cesa, cui donò la fontana (poi rimossa) di piazza Alfonso De Michele
  • Francesco Marino, nato a Cesa il 24 novembre 1955, eletto vescovo di Avellino il giorno 8 gennaio del 2005.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione comunale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Nello Ronga, La Repubblica Napoletana del 1799 nel territorio atellano, Istituto di Studi Atellani, 1999, ISBN 9788849800920. (consultabile anche online)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]