Cesa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cesa (disambigua).
Cesa
comune
Cesa – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Caserta – stemma Caserta
Sindaco Vincenzo De Angelis (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°58′0″N 14°14′0″E / 40.96667°N 14.23333°E / 40.96667; 14.23333 (Cesa)Coordinate: 40°58′0″N 14°14′0″E / 40.96667°N 14.23333°E / 40.96667; 14.23333 (Cesa)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 2 km²
Abitanti 8 241[1] (31-12-2010)
Densità 4 120,5 ab./km²
Comuni confinanti Aversa, Gricignano di Aversa, Sant'Antimo (NA), Sant'Arpino, Succivo
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061029
Cod. catastale C561
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cesani
Patrono san Cesario di Terracina
Giorno festivo 3 novembre
Localizzazione
Cesa è posizionata in Italia
Cesa
Posizione del comune di Cesa all'interno della provincia di Caserta
Posizione del comune di Cesa all'interno della provincia di Caserta
Sito istituzionale

Cesa è un comune italiano di 8.241 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Indice

[modifica] Storia

La fondazione di Cesa è molto antica: infatti, il primo documento che ne accerta l’esistenza è un diploma dei principi Pandolfo I e Landolfo III di Capua, risalente all’anno 964 d.C. Cesa fu probabilmente uno dei minuscoli casali appartenenti alla Liburia Atellana, e visse una storia agreste senza alcunché di notevole. Diverse sono le ipotesi sull’etimologia del nome. Una leggenda narra di una pietosa donna chiamata Cesa che curava i feriti e dava sepoltura, proprio nel luogo dove ora sorge Cesa, ai morti negli scontri che imperversavano nel campo atellano degli osci. Molto più attendibile è l'ipotesi che il toponimo Cesa tragga origine dall'aggettivo latino caesus - dal verbo caedere (tagliare): infatti, Cesa essendo un piccolo insediamento dell’antica Atella e, quindi, tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione. Una spiegazione egualmente attendibile, e riconducibile sempre al verbo latino caedere, ipotizza che Cesa in origine fosse un terreno boschivo e che, in seguito ad un’opera di paziente dissodamento, quel terreno fosse stato chiamato Cesa da "silva caesa" (selva tagliata). Posta, quindi, questa più attendibile versione sull’etimologia di Cesa, niente o poco si sa sulla sua più remota storia. Dovette, però, vivere e subire con i suoi pochissimi abitanti tutte le vicende della morente Atella e, più tardi, della nascente Aversa, poiché, dopo il Mille, Cesa fu per lungo tempo un casale della città normanna, appartenuto prima al feudo del conte Roberto di Sant’Agata, e successivamente ai Carafa, ai Villano, ai Palomba, ai Del Tufo e ai Maresca, che ne furono gli ultimi proprietari.

La casa in cui nacque Francesco Bagno, uno membri attivi della fondazione della Repubblica Napoletana.

[modifica] Personaggi illustri

Cesa ha dato i natali, tra gli altri, a:

  • Francesco Bagno (1744-1799) medico, docente universitario, autore di diverse e illuminanti opere di carattere medico, che durante la Repubblica Napoletana del 1799 ricoprì importanti cariche (tra l’altro fu Rettore dell’Università di Napoli) e che, ristabilita la monarchia, venne impiccato il 28 novembre 1799, subendo così la stessa sorte degli altri martiri della Repubblica Napoletana;
  • Mons. Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote che esercitò in Aversa il suo ministero di parroco, eccellente latinista, autore di molte ed importanti opere di Diritto canonico, come pure di eleganti e dotti testi di genere narrativo (famosissima la sua Eutrapelia), considerato senza dubbio dai suoi contemporanei l’uomo più dotto nella città e diocesi di Aversa, al punto da affidare a lui, un sacerdote, la carica di Sindaco della città durante la breve vita della Repubblica Napoletana;
  • Domenico Di Fiore (1769-1848) celebre avvocato, attivista durante la rivoluzione partenopea, che ricoprì, durante la Repubblica Napoletana, diversi ed importanti incarichi e che, al ritorno dei Borboni, si rifugiò in Francia, dove continuò la sua opera di rivoluzionario. In Francia conobbe lo scrittore Stendhal, col quale strinse un forte vincolo di amicizia e che il Di Fiore raccomandò per la sua nomina a console, e collaborò a numerosi giornali francesi e ricoprendo diverse cariche istituzionali;
  • Don Giustino Marini (1797-1837) umile sacerdote morto in concetto di santità, solerte ed instancabile predicatore, innamorato di Cristo e dei fratelli, alla cura dei quali dedicò tutta la sua vita e tutte le sue energie, morendo il 6 luglio del 1837 per assistere i suoi fedeli colpiti dal colera;
  • Francesco De Michele (1911-1997) storico, poeta e scrittore molto affermato e conosciuto per le sue opere, diverse delle quali inserite in molte antologie della Lingua italiana e tradotte e pubblicate in Francia;
  • Ammiraglio Alberto Romano Comandante del Porto di Napoli;
  • Prof. Gerardo De Michele, pneumologo di fama internazionale e politico dalle peculiarità eccelse grazie alle quali venne eletto Sindaco di Napoli;
  • Luigi Pagano, Dirigente generale Amministrazione penitenziaria per il nord-italia, direttore del Carcere di San vittore durante il periodo di Tangentopoli.
  • Prof. Domenico De Michele, (1925-2010), internista di chiara fama, docente di Clinica delle Malattie Tropicali e sub-tropicali dell'Università di Napoli, negli anni '50 fu anche Sindaco di Cesa, cui donò la fontana (poi rimossa) di piazza Alfonso De Michele
  • Mons. Francesco Marino , Nato a Cesa il 24 novembre 1955, è stato eletto vescovo di Avellino il giorno 8 gennaio del 2005.

Sua ecc.za Marino, sacerdote dotato di poliedrica cultura e di profondo carisma, ha ricevuto l'ordinazione episcopale nella cattredale di Aversa ed il 15 gennaio ha iniziato il Suo ministero episcopale nella santa e verde terra Irpina.

[modifica] Cultura

[modifica] Il patrono

San Cesario fu un diacono e martire, vissuto nel I secolo. Discendeva dalla nota "gens julia" e secondo la tradizione era di origini africane e si sarebbe trasferito a Terracina durante il dominio dell'imperatore Claudio.

La parrocchia di San Cesario a Cesa (CE), conserva una statua in argento del santo, opera di orefici napoletani che lo raffigura in apoteosi, nell'atto di ricevere la palma del martirio. La statua viene esposta solo in occasione della festa del santo. Il 19 giugno 1612 la Santa Sede affidò alla parrocchia alcune reliquie del braccio del santo che attualmente sono conservate in un reliquiario argenteo a forma di braccio, nella statua argentea e nella statua lignea esposta nella cappella dedicata al santo. Il 2007 si è festeggiato l'anno giubilare di San Cesario (1900º anniversario del martirio del santo).

[modifica] Curiosità - detti e luoghi comuni locali

Una tipica frase detta in modo scherzoso / affettuoso, detta più che altro a mo' di sciogli lingua, dagli abitanti di Sant'Antimo ai cesani è la seguente:
Chi ven a Cces mor accis (Chi viene a Cesa muore ucciso)e chi fa ammor va Mparavis ( e chi fa l'amore va in Paradiso).

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vincenzo De Angelis (lista civica) dal 29/05/2007

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue