Chiesa di San Cesareo de Appia

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Chiesa di San Cesareo de Appia
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione VIII secolo
Completamento XVI secolo
L'interno della chiesa

La chiesa di San Cesareo de Appia, detta comunemente ed erroneamente San Cesareo in Palatio, è una chiesa di Roma, nel rione Celio, presso la porta San Sebastiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Questa chiesa è di origini antiche: risale all’VIII secolo e fu costruita su resti di strutture romane preesistenti, che oggi si possono osservare nei sotterranei (resti di un pavimento musivo, con scene marine del II secolo d.C.). È anche chiamata dalle fonti medievali San Cesareo in Turrim, “certamente dalla vicinanza di qualche altissima torre, delle quali la città del medio evo era irta” (Armellini, op. cit., p. 595); col XVI secolo compare anche il nome di "San Cesareo in Palatio" e questo creò molta confusione con l’omonima chiesa nel rione Campitelli.

Nel corso dei secoli la chiesa passò di mano diverse volte e fu più volte ristrutturata: nel XIV secolo fu affidata ai crociferi per fondarvi un ospedale che dava asilo ai pellegrini entrati dalla vicina porta San Sebastiano; a loro subentrarono le monache benedettine; nel XV secolo fu affidata alle cure della vicina chiesa di San Sisto Vecchio e poi a quelle della chiesa dei Santi Nereo e Achilleo; venne completamente restaurata nel XVI secolo ad opera del Cavalier d'Arpino, e poi affidata ai padri somaschi. In questa occasione furono qui trasferiti i mosaici del XIII secolo e altri arredi architettonici che si trovavano nel transetto della basilica di San Giovanni in Laterano, a quell’epoca in fase di ristrutturazione.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa presenta una facciata molto sobria con un portone d’accesso preceduto da protiro con colonne di granito. L’interno si presenta a navata unica. Alle pareti laterali, tra le finestre, vi sono dei mosaici opera del Cavalier d'Arpino, con scene della vita di san Cesareo. Nel catino absidale un mosaico che raffigura Dio Padre fra gli angeli. L’altare, l’ambone, la cattedra, le transenne del presbiterio sono elementi architettonici che appartenevano alla basilica di San Giovanni: per lo più sono composti da elementi eterogenei che risalgono al XIII secolo.

Organo[modifica | modifica sorgente]

L'organo a canne della chiesa di San Cesareo de Appia è stato costruito fra il 1997 e il 1999 da Francesco Saverio Colamarino riutilizzando come consolle un organo elettrico ed applicando il sistema multiplo per i registri. Lo strumento ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera di 32; è a trasmissione elettronica ed ha la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Bordone 16'
Principale 8'
Flauto Traverso 8'
Ottava 4'
Flauto a Camino 4'
XII 2.2/3'
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
Terza 1.3/5'
Cornetto 5 file
Ripieno 6 file
Seconda tastiera - Positivo
Principalino 8'
Salicionale 8'
Bordone 8'
Prestante 4'
Flauto 4'
Sesquialtera 2 file
Nazardo 2.2/3'
Corno di notte 2'
Flauto in Terza 1.3/5'
Quinta Acuta 1.1/3'
Piccolo 1'
Ripieno 3 file
Oboe 8'
Clarino 8'
Zampogna
Pedale
Fagotto 12'
Principale 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Basso Corale 4'
Corno di Notte 4'
Flautino 2'
Quintadena 2'
Duodecima 2.2/3'
Decimanona 1.1/3'
Ripieno 4 file

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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