Vairano Patenora

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Vairano Patenora
comune
Vairano Patenora – Stemma Vairano Patenora – Bandiera
Vairano Patenora – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Bartolome cantelmo (lista civica) dal 07/06/2012
Territorio
Coordinate 41°20′00″N 14°08′00″E / 41.333333°N 14.133333°E41.333333; 14.133333 (Vairano Patenora)Coordinate: 41°20′00″N 14°08′00″E / 41.333333°N 14.133333°E41.333333; 14.133333 (Vairano Patenora)
Altitudine 168 m s.l.m.
Superficie 43 km²
Abitanti 6 470[1] (31-12-2010)
Densità 150,47 ab./km²
Frazioni Marzanello, Vairano Scalo
Comuni confinanti Ailano, Caianello, Marzano Appio, Pietravairano, Pratella, Presenzano, Raviscanina, Riardo, Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81058
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061095
Cod. catastale L540
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Vairanesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vairano Patenora
Posizione del comune di Vairano Patenora nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Vairano Patenora nella provincia di Caserta
Sito istituzionale


« Noi, attraverso i campi e sui primi abbozzi di una via ferrata, ci arrestammo ad un bivio per attendervi Garibaldi. Il sito di intersezione delle due strade era abbastanza capace e l'adornavano una casa rusticana e una dozzina di pioppi. »
(Alberto Mario, comandante dello stato maggiore garibaldino , da "Vita di Garibaldi")


Vairano Patenora è un comune italiano di 6.470 abitanti della provincia di Caserta nella Regione Campania, in Italia.

Il termine Vairano deriva dal nome latino di persona Varius a cui si aggiunge il suffisso -anus che indica possesso. Quindi Vairano significa: terra di Vario. Patenora, invece, si riferisce alla pianura circostante, scavata dal Volturno, che è detta Patenaria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Autostrada A1 Milano Napoli: uscita casello di Caianello. Attraversare l'abitato di Caianello (località Montano) e raggiungere il tratto urbano della S.S. n. 6 Casilina. Da Benevento: superstrada Telesina direzione Caianello, uscita Vairano Scalo (siete già nel comune di Vairano Patenora). Da Caserta autostrada A1 oppure percorso via Capua-S.S. n. 6 Casilina direzione Roma. Dall'Abruzzo e dal Molise seguire la S.S. n. 85 Venafrana. Dal Lazio (Roma, Cassino) percorrere la S.S. n. 6 Casilina direzione Capua. Treno: Stazione Vairano-Caianello, Ferrovia Roma - Frosinone - Cassino - Napoli linea Roma-Napoli via Cassino e Ferrovia per Isernia-Carpinone e successive diramazioni per Campobasso e per Sulmona-Pescara.Vairano Patenora si estende in una suggestiva valle scavata nei secoli dal fiume Volturno. Il territorio vairanese si incunea tra il massiccio del Matese e il Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio vairanese era abitato già nel Neolitico. Infatti sono stati ritrovati, sulle montagne circostanti, manufatti in bronzo e ferro e i resti di un accampamento risalente all'Età del bronzo. I primi ad insediarsi in questo luogo furono gli Opici. Successivamente furono i Sanniti ad impadronirsi della zona. Nel 290 a.C., durante la III Guerra Sannitica, i Romani tolsero ai loro rivali le terre vairanesi e le posero sotto il controllo sidicino. Con la fine dell'egemonia romana, Vairano passò sotto il controllo longobardo e vi rimase per quasi quattro secoli. Durante l'XI secolo, sotto il dominio normanno venne eretta la prima fortezza. Il 20 maggio 1191 l'imperatore Enrico VI di Svevia donò il castello di Vairano a Roffredo dell'Isola abate di Montecassino. I Vairanesi scontenti della decisione regia opposero resistenza all'abate cassinate. Nella notte tra il 7 e l'8 agosto 1193 Vairano, guidata dal conte Ruggero di Cacciapuoti, sconfisse le truppe di Roffredo e di Enrico VI che assediavano la città. Negli anni successivi Vairano ospitò molti nomi illustri tra cui: Federico II di Svevia, Carlo II d'Angiò, il papa Gregorio X. Nel 1437 la città fu saccheggiata dal Patriarca Vitellesco. Durante la guerra tra il re di Napoli, Ferrante I d'Aragona, e il suo rivale Giovanni d'Angiò, Vairano, fedele al re, fu assediata dagli angioini ma riuscì a resistere come aveva già fatto nel 1193. Nel 1461 il castello fu quasi totalmente distrutto da Marino Marzano, oppositore degli Aragonesi. A causa sua la città rimase depopulata et dehabitata per lungo tempo. Il castello attuale venne costruito tra il 1491 e il 1503 dal barone Innico II d'Avalos Cacciapuoti. Nel 1500 viene eretto il borgo di Marzanello come avamposto di quello vairanese. Nel 1590 Vairano fu acquistata dal barone Antonio Mormile di Frignano Cacciapuoti e nelle mani della sua famiglia rimase fino alla caduta del feudalesimo avvenuta nel 1806. L'ultimo barone di Vairano fu Angelo Cacciapuoti morto il 3 maggio 1960.

L'unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

La localizzazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre 1860, che suggellò l'Unità italiana dopo le imprese garibaldine, passato alla storia come "incontro di Teano", secondo alcune fonti si è invece svolto a Vairano Scalo, presso la località di Taverna della Catena.[2].

Durante il periodo fascista, nella Taverna della Catena venne rinchiuso il pensatore e filosofo socialista Antonio Gramsci.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal 7 giugno 2012 il dott. Bartolomeo Cantelmo (lista civica) è sindaco del comune di Vairano Patenora.

Fotografie[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Vairano Patenora è così blasonato:

D'azzurro, al lupo al naturale passante sulla campagna erbosa di verde sormontato da croce rossa ad otto punte patente. Sotto lo stemma una fascia recante scritto: "Vairanum impugnans in nullo profecit". Analizzando i componenti dello stemma si può dedurre che il colore azzurro indica: gloria, virtù e fermezza incorruttibile. Il verde della campagna, invece, rappresenta: vittoria, onore e abbondanza. Il lupo, che in araldica rappresenta il capitano ardito, simboleggia, probabilmente, l'antico difensore del borgo Ruggero da Cacciapuoti, che guidò Vairano alla vittoria contro le armate dell'abate Roffredo dell'Isola nel 1193. Tale trionfo è ricordato anche nel motto latino sottostante l'arme che recita:"Vairanum impugnans in nullo profecit", cioè: "Assediando Vairano non ottenne nulla".

Il lupo ha il capo rivolto al cielo dove titaneggia la Croce di Malta di colore rosso. Tale croce presenta otto punte che simboleggiano otto importanti virtù cristiane:

  • Lealtà
  • Pietà
  • Franchezza
  • Coraggio
  • Gloria ed onore
  • Disprezzo per la morte
  • Solidarietà verso i poveri
  • Rispetto per la Chiesa

Il colore rosso indica coraggio e valore. Il fatto che il lupo guardi il cielo, dove si trova la croce e che l'animale rappresenta l'eroe vairanese, indica che Ruggero e la città stessa seguivano, e seguono tuttora, le virtù che la croce incarna.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il tessuto economico di Vairano Patenora è basato essenzialmente sul commercio, sull'agricoltura e sull'artigianato.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Vairano Scalo è stazione ferroviaria sulla Roma-Napoli, via Cassino. Nel centro del paese si trova l'edificio della Taverna della Catena, vincolato e recentemente restaurato e un monumento dedicato allo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II che alcuni ritengono che qui sia avvenuto.

La frazione è ricca di esercizi commerciali e di servizi di ristorazione, grazie alla sua favorevole collocazione all'uscita dell'autostrada del Sole di Caianello, come tappa per i turisti che viaggiano verso le mete invernali (Roccaraso) o estive (Vasto, Termoli)

A differenza di Vairano Scalo, l'altra frazione: Marzanello, rimane ancora, prevalentemente, legata al settore primario.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il castello aragonese[modifica | modifica sorgente]

La fortezza aragonese di Vairano, fatta costruire tra il 1491 e il 1503 da Innico II d'Avalos Cacciapuoti, è composta da quattro torri di cui la più grande, posta a sud-est, è detta "Torre Mastra" . L'interno dell'antico è distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna.

Il borgo è circondato da mura intervallate da 14 torri. Si può accedere nella fortezza attraverso tre porte: porta Oliva, porta di Mezzo, o di Mezzogiorno, e porta Castello, o di Sant'Andrea.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Vairano Patenora[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Bartolomeo: edificata in origine nel 1310 e successivamente sostituita dall'attuale edificio tra il 1779 e il 1823. Nella nuova chiesa vennero portati tutti i beni custoditi nella precedente, tra cui lo stemma dei baroni d'Avalos. Il culto nel paese
  • Chiesa della Madonna di Loreto: eretta nel Cinquecento da un chierico, rimasto colpito da un pellegrinaggio al santuario di Loreto, nella piazza di Santa Lucia, appena fuori dalle mura del borgo. In passato la chiesa aveva tre altari i cui affreschi sono andati perduti. Si conserva un'immagine della Vergine al di sopra dell'entrata principale.
  • Chiesa di San Tommaso: di incerta data di costruzione, è situata nel borgo medievale. Precedentemente intitolata al Santissimo Sacramento, venne intitolata a san Tommaso nel 1777.

Vairano Scalo[modifica | modifica sorgente]

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne Mascioni opus 1189[4], costruito nel 2011 ed inaugurato il 17 dicembre dello stesso anno. A trasmissione mista, ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera di 32 note. La sua disposizione fonica è la seguente:
Prima tastiera - Grand-orgue
Montre 16'
Montre 8'
Flûte harmonique 8'
Viole de gambe 8'
Prestant 4'
Flûte 4'
Doublette 2'
Cornet V 8'
Forniture IV-V
Trompette 8'
Trompette en chamade 8'
Seconda tastiera - Positif
Principal 8'
Bourdon 8'
Prestant 4'
Flûte douce 4'
Quinte 2.2/3'
Doublette 2'
Cromorne 8'
Tremblant
Terza tastiera - Récit-expressif
Violonbasse 16'
Diapason 8'
Flûte traversiere 8'
Viole de gambe 8'
Voix celeste 8'
Basson et hautbois 8'
Prestant 4'
Flûte octaviante 4'
Nazard 2.2/3'
Octavin 2'
Fourniture IV
Voix humaine 8'
Tremblant
Basson 16'
Trompette harmonique 8'
Clairon 4'
Pédale
Contrebasse 16'
Sousbasse 16'
Grand quinte 10.2/3'
Basse 8'
Flûte 8'
Octave 4'
Bombarde 16'
Trompette 8'

Marzanello[modifica | modifica sorgente]

  • Borgo di Marzanello: creato nel Cinquecento come avamposto di quello vairanese, è ormai decaduto. È formato da poche case e dalla diroccata chiesa di San Nicola.
  • Chiesa di Santa Maria del Monte: situata nei pressi del borgo di Marzanello, è composta da due navate e conserva affreschi e il quadro raffigurante la Vergine.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Religiosi[modifica | modifica sorgente]

  • 13 e 14 giugno: festeggiamenti in onore di s. Antonio da Padova nella frazione Scalo.
  • 16 luglio: festa del Carmine nella frazione Scalo.
  • 23, 24 e 25 agosto: solenni festeggiamenti in onore di San Bartolomeo apostolo, patrono di Vairano Patenora.
  • Prima domenica di settembre: solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine del Carmelo, patrona di Vairano Scalo.
  • Seconda domenica di settembre: solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Monte, patrona di Marzanello.
  • 26 settembre: festeggiamenti in onore dei SS. medici Cosma e Damiano protettori di Vairano Scalo.
  • 6 dicembre: Sagra di S. Nicola nella frazione Marzanello, con la processione nelle vie cittadine, musica popolare e vendita di prodotti tipici come la "vrola" (nome con cui viene chiamata la caldarrosta nell'Alto Casertano).

Laici[modifica | modifica sorgente]

  • Vairano Summer Cup: torneo di calcio al quale i calciatori si iscrivono e vengono sorteggiati nelle squadre.
  • Festa medievale: si svolge il secondo weekend di Agosto a partire dal 2001 nel borgo quattrocentesco. L'edizione 2014 sarà di due giorni: da sabato 9 a domenica 10 agosto. Durante la manifestazione si assisterà ogni sera ad un crescendo di spettacoli che culmineranno con la Giostra del Saracino (si contenderanno la vittoria le 4 storiche contrade di Vairano Centro: Terra, Fratta, Croce e Greci) e lo spettacolare incendio del castello aragonese. Per un'agevole salita al borgo la Pro Loco mette a disposizione un servizio navetta da piazza Garibaldi.
  • Sagra della Nocciola mortarella: a metà settembre nella frazione Marzanello.
  • Anniversario dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre del 1860: ogni anno il comune organizza una manifestazione e in particolare un festeggiamento speciale si è svolto per il 150º anniversario dell'incontro.
  • Mercatino di Natale: nei giorni che precedono la festa dell'Immacolata Concezione con esposizione di prodotti tipici e oggetti di artigianato lungo la via principale della frazione Scalo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. C. Vairano Sito Ufficiale che milita nel girone A molisano di Eccelenza. L'altra squadra di calcio della città è l'A.S.D. Vairano Scalo (sito ufficiale) che nella prossima stagione militerà nel campionato di Eccellenza del C.S.I.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Squadra di pallavolo, la "Folgore Vairano", che negli anni passati ha militato nel campionato nazionale di serie B2. Attualmente le squadre della Folgore Vairano Volley Ball militano nella serie C maschile e serie D femminile.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Si racconta che nelle notti di luna piena se ci si avventura per le viuzze dell'antico maniero vairanese ci si potrebbe imbattere nello spettro del noto Carlo II d'Angiò detto lo zoppo. Il sovrano napoletano, infatti, fu più volte ospite del castello che preferiva ad altri per la sua posizione e per la sua tranquillità.
  • Si racconta che durante l'anno 1195 un gruppo di Saraceni si preparava al saccheggio di Vairano ma un strano avvenimento cambiò ogni cosa. Quando l'orda era ormai ai piedi del Montauro un vecchio si parò davanti a loro e li pregò di non depredare i suoi concittadini dato che erano tutte brave persone, oneste e lavoratrici della terra. Il vecchio, inoltre, ammonì il capo saraceno dicendogli che il bottino ricavato da quel saccheggio sarebbe stato miserrimo rispetto alla macchia di infamia e sacrilegio che avrebbero dovuto portare con sé. A quel punto il capo dei Saraceni, sorpreso da tanto coraggio, si consultò con i suoi comandanti per decidere con loro il da farsi. Intanto il vecchio era scomparso come svanito o dissolto nell'aria. Dopo quello strano incontro i Saraceni procedettero verso il borgo. Giunti in città i predoni si accorsero che strade e case erano deserte; tutti i Vairanesi, infatti, si erano radunati nella chiesa cittadina per pregare insieme. Fattosi largo tra la folla, il capo saraceno giunse sull'altare maggiore e qui il mondo gli crollo addosso. "È lui! È lui" gridò il saraceno indicando la statua di San Bartolomeo. Sconvolto l'uomo si rivolse al sacerdote e gli chiese chi era rappresentato in quell'effigie. Il prete gli disse che quello era S.Bartolomeo, apostolo di Gesù Cristo e protettore di Vairano. Mentre ascoltava quelle parole il saraceno comprese ogni cosa: quel vecchio in realtà era S.Bartolomeo. Allora, pur essendo mussulmano, si inginocchiò ai piedi della statua e offrì al santo una meravigliosa collana d'oro e pietre preziose. Dopo aver compiuto tale gesto salì in groppa al suo cavallo e seguito dalla sua truppa abbandonò Vairano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ La località dell'incontro è riportata in documenti storici dell'epoca. Il "Diario storico dell'archivio del ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Ed. A.G.Grassi, Napoli 1983 n.p.160). Anche Alfonso Scirocco (Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo, Ed. Laterza, Roma 2001) descrive l'incontro come avvenuto "presso Teano, al bivio di Taverna Catena, presso una casa rustica e una dozzina di pioppi": Garibaldi si fermò al bivio, dove arrivarono la colonna delle truppe regie e il re stesso, che salutato Garibaldi, procedette a cavallo con lui verso Teano, dove si separarono. Riportano l'incontro come avvenuto a Taverna della Catena anche Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Riccardi Ricciadri Edit., Napoli, p. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Ed. Fabbri, Roma 1994, vol.31 p.124. Secondo la Treccani, la versione che vuole l'incontro avvenuto alla Taverna della Catena è la più accreditata e quella corredata da maggiori testimonianze attendibili. Incontro di Teano
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ L'organo a canne

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