Vasto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Vasto (disambigua).
Vasto
Panorama di Vasto
Vasto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°6′0″N 14°42′0″E / 42.1, 14.7Coordinate: 42°6′0″N 14°42′0″E / 42.1, 14.7
Altitudine: 144 m s.l.m.
Superficie: 70,65 km²
Abitanti:
39.070 31/05/2008
Densità: 552 ab./km²
Frazioni: Difenza, Incoronata, Lebba, Montevecchio, Pagliarelli, Pian di Marco, Pozzitello, San Biagio, San Lorenzo, San Nicola, Sant'Antonio Abate, San Tommaso, Vasto Marina, Vignola, Villa De Nardis, Zimarino 
Comuni contigui: Casalbordino, Cupello, Monteodorisio, Pollutri, San Salvo
CAP: 66054
Pref. telefonico: 0873
Codice ISTAT: 069099
Codice catasto: E372 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti: vastesi 
Santo patrono: San Michele Arcangelo 
Giorno festivo: 29 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Vasto (Uast in dialetto vastese) è un comune italiano di 39.070 abitanti in provincia di Chieti. È la 204° città per numero di abitanti in Italia e la 7° in Abruzzo.[senza fonte]

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Vasto Centro e Stazione meteorologica di Vasto Punta Penna.

[modifica] Storia

La leggenda narra che Diomede, re d'Etolia, dopo l'assedio di Troia sbarcò con le sue genti nell'Italia meridionale, fondando diverse città: tra queste ci sarebbe Histon, il cui nome sarebbe stato scelto in ricordo del monte Histone di Corfù).

Verso il V secolo a.C. Histon era un centro dei Frentani. Conquistata dai Romani dopo la guerra sociale del 91-88 a.C., prese il nome di Histonium e divenne municipio romano: nello stemma cittadino compare la scritta VASTUM OLIM HISTONIUM ROMANUM MUNICIPIUM. Durante l'età imperiale acquisì importanza.

L'antica struttura romana, a trama viaria ortogonale si conserva visibile sopratutto nella parte nord della città attuale, dove rimangono riconoscibili il decumanoe il cardine massimi. Vi erano presenti un Capitoliume terme e sono testimoniati diversi altri luoghi di culto. Un anfiteatro è nascosto sotto l'attuale piazza Rossetti. Le mura sono inglobate nella successiva cinta muraria medioevale: restano la porta di santa Maria e la torre di Bassano, uno dei torrioni cilindrici. Ville e necropoli sono attestate fuori dal centro urbano antico. La frana del 1956 ha cancellato le numerose tracce di antichità esistenti nella parte orientale.

Durante la dominazione logobarda fu un gastaldato del ducato di Benevento. Nell'802 venne distrutta dai Franchi di Pipino il Breve, guidati da Aimone, duca di Dordona, al quale fu concesso in feudo parte del territorio cittadino, fondandovi una nuova città. Un'altra parte venne data a un Gisone. I due "gastaldati" presero il nome dei rispettivi signori e divennero "Guasto d'Aimone" e "Guasto Gisone".

La città passò in seguito in possesso di diversi feudatari. Subì saccheggi dai Saraceni e dagli Ungari.

Tra il 1041 e il 1271 fu in possesso dell'abbazia di San Giovanni in Venere. Nel febbraio 1177 ospitò papa Alessandro III qui costretto da una tempesta e in ringraziamento dell'ospitalità ottenne dal suo successore papa Pio VI un'indulgenza plenaria in forma di giubileo presso la chiesa di San Pietro[1]. Fu presa dai crociati nel 1194 e dai Veneziani nel 1240

Nel 1385 i centri di "Guasto d'Aimone" e di "Guasto Gisone" furono riuniti per disposizione del re di Napoli Carlo III. Furono in possesso di Vasto i Caldora (a cui si devono: il castello caldoresco, la torre di Bassano, la torre Diomede de Moro e la torre di Santo Spirito) e quindi i Guevara. Dal 1496 fu concessa in feudo al nobile spagnolo Roderigo d'Avalos la cui famiglia la tenne poi fino al 1798.

La città per la sua bellezza venne chiamata l'"Atene degli Abruzzi".[senza fonte] Il 29 marzo 1710 Carlo III d'Austria, con suo diploma concede a Vasto il privilegio del titolo di "Città".[senza fonte]

Vasto fu la prima città d'Abruzzo che, il 4 settembre 1860, si dichiarò per Garibaldi e di Vittorio Emanuele.

Nel 1938, in epoca fascista, Vasto venne ribattezzata ufficialmente Istonio, con un chiaro riferimento al suo antico nome latino, Histonium, e mantenne tale denominazione fino all'autunno del 1944.

[modifica] Etimologia del nome

Il nome odierno di "Vasto" deriva, dal termine "guasto", che indicava un gastaldato, suddivisione longobarda del territorio. Il nome "Guasto" si è poi modificato nel tempo e nei documenti catastali e comunali in Uasto e poi in Vasto. Il nome completo della città è in effetti "Città Del Vasto" (città del gastaldo).

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


 

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

[modifica] Cattedrale di San Giuseppe

La cattedrale di San Giuseppe.

La chiesa di San Giuseppe, in origine annessa al convento degli agostiniani, risulta esistente nel 1266-1271 quando vi studiò il beato Angelo da Furci, che in seguito si trasferì a Parigi. Al 1293 è datata la costruzione del portale, testimoniata dalla data riportata sulla lunetta. Il campanile barocco risale al 1730.

Nel 1808 a causa dei continui litigi tra le parrocchie di Santa Maria Maggiore e di San Pietro, la chiesa, che cambiò il nome in San Giuseppe, fu innalzata a "collegiata insigne" e accolse tutti i preti della città. Nel 1814 il comune di Vasto spostò sul campanile della chiesa l'orologio in precedenza presente sul Palazzo di Città. Il 23 luglio 1853 fu elevata a cattedrale della ripristinata diocesi di Vasto.

Nel 1890 la chiesa venne completamente ricostruita in stile neogotico: della chiesa medievale rimane solo il portale duecentesco su cui venne inserito nel 1928 il rosone.

[modifica] Chiesa di Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore era in origine dedicata a Sant'Eulerio e si trovava nella zona denominata Castellum, forse sede di una fortificazione. Le sue origini risalgono al IX secolo. All'edificio a navata unica fu aggiunto nel 1234 un ampio porticato e un ospedale per infermi. Nel 1331 fu innalzata la torre campanaria a base quadrata.

Nel 1566 fu distrutta da una scorreria dei Turchi guidati da Pialì Pascià e fu ricostruita dalla famiglia D'Avalos. Nello stesso secolo, il marchese Francesco Ferrante II d'Avalos donò alla chiesa la reliquia della Sacra Spina. Nel 1645 un nuovo incendio distrusse completamente l'edificio, mentre la reliquia fu salvata da uno schiavo turco.

Nel 1785 la chiesa venne rimaneggiata, ingrandendo la navata centrale e aggiungendovi le due navate laterali. Nel 1826 si avviò la costruzione della cupola.

Nella navata di destra ci sono le tombe dei d'Avalos e delle altre famiglie nobili di Vasto. Nella cripta riposa il corpo di san Cesario. Nella chiesa vengono conservati dipinti attribuiti a Paolo Veronese, alla scuola di Tiziano, a Francesco Solimena; a questi si aggiungono calici, reliquari antichi e un prezioso e raro organo del 1700.

[modifica] Chiesa di Maria santissima del Carmine

La chiesa è attestata nel 1362, con il nome di San Nicola degli Schiavoni ed era officiata dalla confraternita omonima, sorta fra la numerosa colonia croata qui residente. Nel 1522 le famiglie slave erano 50, in seguito si ridussero di numero, fino ad essere completamente assorbite.

Nel 1638 si demolì la vecchia chiesa e se ne costruì una nuova intitolata a Maria santissima del Carmine, in cui, in un altare minore, si continuò a venerare san Nicola; anche la confraternita assunse la nuova denominazione. Vennero chiamati a Vasto da Diego d'Avalos i "clerici regolari della Madre di Dio", o "padri Lucchesi" che vi giunsero da Napoli a fondare un convento con annesso collegio. All'opera concorsero il marchese, l'università e la confraternita, che concesse la chiesa e una rendita annua di 50 ducati. Alcuni vastesi entrarono nell'ordine e Giuseppe Ricci e Luigi Barbotta ne divennero generali. Convento e collegio furono abbandonati poi nel 1807 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi decretata da Giuseppe Bonaparte.

Tra il 1758 e il 1761 la chiesa venne ricostruita su disegno di Mario Gioffredo; i lavori interessarono anche il contiguo collegio. Nel 1762 l'interno dell'edificio fu decorato con stucchi ad opera di Michele Saccione di Napoli. La nuova chiesa neoclassica, con influenze vanvitelliane[senza fonte], presenta una pianta a croce greca con cinque cappelle.

Sull'altare maggiore si conserva il dipinto di Crescenzo La Gamba con Presentazione di Maria Bambina all'Eterno Padre e sugli altari laterali a destra San Benedetto nella grotta, di Nicola Tiberi, e a sinistra la Madonna del Carmine con san Nicola e sant'Andrea di Giulio de Litiis. Nelle cappelle minori, di destra e di sinistra, sono ospitati rispettivamente l'Estasi di santa Teresa d'Avila e il Crocifisso con santi, del napoletano Fedele Fischetti.

Accanto alla facciata si trova un piccolo campanile barocco di sezione trapezoidale.

[modifica] San Michele Arcangelo

Nel 1656 in seguito ai terremoti e alla peste i Vastesi murarono solennemente una pietra del santuario di San Michele Arcangelo che secondo una visione li avrebbe protetti da quei flagelli sulla porta di Santa Maia. A circa 300 m all'esterno delle mura, su un terreno donato da Francesco Cresci, con vista sul promontorio del Gargano il 19 marzo del 1657 fu iniziata l'edificazione della chiesa, che venne terminata nel 1675, come si legge sopra la porta in una iscrizione latina dettata da Giovanni Palma. San Michele Arcangelo fu acclamato patrono della città, con conferma pontificia ottenuta nel 1827. La chiesa conserva l'altare maggiore in legno, con doratura ad oro zecchino, lavoro di artista veneziano.

[modifica] Altre chiese

Stella Maris.
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di San Paolo Apostolo
  • Chiesa di Sant' Anna
  • Chiesa di San Francesco da Paola o dell'Addolorata
  • Chiesa di Santa Maria di Pennaluce
  • Chiesa di Stella Maris, sita nella piazza principale della frazione di Vasto Marina.
  • Chiesa di San Francesco D'Assisi
  • Seconda chiesa di Vasto Marina, situata sul lungomare.

[modifica] Palazzi

[modifica] Palazzo D'Avalos

Situato in Piazza Pudente, è costruito sui resti di un edificio del XIV secolo, di cui conservano alcuni elementi decorativi tra cui una bifora. Nel 1427, viene ingrandito dai Caldora. Alla fine del XV secolo il palazzo venne ancora rimanggiato da Innico II d'Avalos.

Nel 1566 L'edificio fu incendiato dai Turchi, guidati da Pialy Pascià e del palazzo rimasero in piedi solo i muri perimetrali. I lavori di restauro, iniziati dai d'Avalos nello stesso anno furono diretti da fra' Valerio De Santis, conventuale di San Domenico. Al cortile venne aggiunto un portico (oggi tre delle quattro arcate sono chiuse). Sul lato orientale fu realizzata una spaziosa terrazza per gli appartamenti marchesali; sul lato principale, rivolto verso il mare, era possibile ammirare, fino a poco tempo fa, il baldacchino dei signori vastesi. Il palazzo opitò Vittoria Colonna.

Dopo la morte di Cesare Michelangelo d'Avalos, nel 1729, i suoi discendenti preferirono risiedere stabilmente a Napoli presso la corte, e il palazzo vastese decadde. Attualmente è sede del museo archeologico e della pinacoteca. La sezione archeologica ospita statue femminili, teste di Afrodite, Eros, Zeus e Sileno oltre una serie di statuine bronzee, tutte raffiguranti la figura di Eracle. La Pinacoteca contiene un settore dedicato alla pittura contemporanea ed in particolare a quella del'800, in cui si possono ammirare opere di Filippo Palizzi, Valerio Laccetti, Francesco Paolo Michetti e Giulio Aristide Santoro, tutti artisti abruzzesi.

[modifica] Altri palazzi

  • Palazzo della Penna

[modifica] Castelli

[modifica] Castello Caldoresco (o di Caldora)

Castello Caldoresco.

Il castello di Caldora venne edificato su una struttura preesistente nella prima metà del XV secolo dal signore di Vasto Giacomo Caldora. Nel 1464 sostenne un assedio durato tre mesi contro le truppe del re Ferdinando I d'Aragona. Adibito a tribunale e a carcere tra il 1605 e il 1697, restaurato e rafforzato nel 1713, è stato utilizzato verso la metà dell'Ottocento come abitazione per privati.

Il complesso presentava in origine una pianta quadrata con torri angolari cilindriche (di cui solo due rimangono), articolata intorno ad un cortile centrale, secondo un modello risalente all'architettura militare svevo-angioina. In seguito ai danneggiamenti subiti durante il XV secolo fu successivamente rimaneggiato da Innico D'Avalos, che vi aggiunse sui lati i bastioni a mandorla (ne rimangono tre dei quattro originari) e ne irrobustì le mura, dotandole di un coronamento sporgente continuo su beccatelli, aggiornando la costruzione secondo le più recenti tecniche difensive. Aggiunte e sopraelevazioni si devono alle trasformazioni subite a partire dal XVIII secolo per adeguarlo a funzioni residenziali.

[modifica] Altri castelli

  • Castello Aragonese, sulla ex statale 16, nei pressi della chiesetta di San Michele.
  • Castello di Miramare, nel centro, sotto la Villa comunale.

[modifica] Torri

La Torre di Bassano.
  • Torre di Bassano
  • Torre Diomede del Moro
  • Torre di Santo Spirito

[modifica] Monumenti

Monumento in onore di Gabriele Rossetti.
  • Monumento a Gabriele Rossetti, nell'omonima piazza del centro storico
  • Monumento all'emigrante, in piazza Belvedere Romani, opera dello scultore ortonese Aldo D'Adamo.
  • Monumento alla Bagnante, collocato sulla scogliera a Vasto Marina.

[modifica] Musei

Oltre al Museo civico archeologico e alla pinacoteca comunale, ospitati nel Palazzo D'Avalos, è presente un museo del costume.


[modifica] Cultura

[modifica] Celebrazioni storiche

Nel 1723 si era svolta a Vasto la cerimonia di consegna della collana dell'ordine del Toson d'oro da parte del maschese Cesare Michelangelo d'Avalos al principe Fabrizio I Colonna, su incarico dell'imperatore Carlo VI. I festeggiamenti durarono dal 23 ottobre al 2 novembre. Il principe Colonna giunse a Vasto con un corteo di 186 cavalli riccamente bardati. All'arrivo fu accolto dagli spari e salve dei 57 pezzi di artiglieria del castello, dalle campane suonate a festa e da scoppi di mortaretti. La mattina seguente la cerimonia di consegna si svolse a palazzo D'Avalos: il principe inginocchiato giurò fedeltà all'imperatore e ricevette dal marchese le insegne. La cerimonia fu seguita dal canto di un Te Deum e da spari a salve delle artiglierie del castello e dei fucili e dal festosi scampanii. Dalle finestre del palazzo vennero gettati al popolo vari generi commestibili e dalla fontana davanti alla chiesa di San Giuseppe, venne fatto uscire vino bianco e rosso. Seguirono giochi e fuochi d'artificio e musica, mentre alla finestre del palazzo ardevano torce.

La rievocazione della cerimonia, ideata da Francescopaolo D'Adamo, si svolge ogni anno a Vasto.


[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La prima squadra di calcio della città è la Football Club Pro Vasto. La società era nata nel 1902 sotto il nome di "Vastese Calcio S.r.l.", ma fallì alla fine della stagione 1994/1995 dopo la gestione del presidente Armando Scopelliti. Nell'estate del 1997 venne ricostituita con il nome attuale. Attualmente milita nella serie D e nella stagione 2008/2009 ha ottenuto 11 risultati utili consecutivi (di cui 10 vittorie ed 1 pareggio), risultato mai raggiunto prima nella storia del club.

La seconda squadra è il "Vasto Marina" che milita nel campionato di prima categoria.

L'ASD Vasto Calcio A 5 è la squadra di calcio a cinque

[modifica] Beach Soccer

L'Agenzia Lemme Vasto è una società sportiva italiana di beach soccer che milita nella serie A ed ha vinto il campionato italiano nel 2001.

Vasto ha ospitato nel 2005,2006 e 2008 la Coppa Italia beach soccer e nel 2007 è stata tappa del campionato italiano di beach soccer. Lo stadio è situato sul lungomare Duca degli Abruzzi a Vasto Marina.

[modifica] Ciclismo

Vasto è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Ed è stata anche tappa di partenza del Giro d'Italia:

[modifica] Basket

La Biofox Vasto è la principale squadra di basket della città, che attualmente milita in serie C2. L'attuale presidente è Giancarlo Spadaccini. La squadra affiliata alla FIP dal 1971, ha giocato fino alla stagione 1978-1979 nei campionati giovanili, poi nel campionato promozione. Ha giocato nella serie B2 nel 1986-1991. Nel 1995 è stata esclusa dalla serie C1 ed ha giocato nella serie C2. Gioca nella serie C1 nella stagione 1998-1999 e successivamente ancora nella serie C2.

Vasto, dal 24 settembre al 7 ottobre 2007, ha ospitato i campionati europei femminili (Eurobasket Women Italia 2007) insieme ad altre tre cittadine della provincia (Chieti, Lanciano e Ortona), grazie alla ristrutturazione del Palasport Comunale, ora Pala BCC, sede della squadra locale.

[modifica] Pallamano

La "A.S. Pallamano Vasto" è la locale squadra di pallamano, che partecipa al campionato nazionale di serie B, nel girone D. La squadra è guidata da Michele Bevilacqua. Il terreno di gioco è la Palestra Salesiani di Vasto.

[modifica] Personalità legate a Vasto

[modifica] Trasporti

La città è servita da un'uscita a nord della città (Casalbordino - Vasto nord) ed un'altra a sud (Vasto sud - Montenero di Bisaccia) dell'autostrada A14.

È dotata di un porto e dalla stazione ferroviaria di Vasto - San Salvo che effettua collegamenti di media/lunga/breve percorrenza e la stazione di Porto di Vasto per i trasporti regionali.

Il più vicino aeroporto è quello di Pescara, che dista da Vasto circa 60 km ed è collegato alla città per mezzo della A14.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Luciano La Penna (centrosinistra) dal 13/06/2006
Centralino del comune: 0873 3091
Posta elettronica: info@comune.vasto.ch.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Bibliografia

  • "Histonivum ed il Vasto" di Vittorio Anelli,Renato Cannarsa Editore

[modifica] Note

  1. ^ Il beneficium si celebra ogni anno la terza domenica di gennaio. Dopo la frana del 1956, in seguito al danneggiamento della chiesa di San Pietro, si celebra nella chiesa di Sant'Antonio da Padova.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali