Roccascalegna
| Roccascalegna comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
Castello di Roccascalegna |
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Nicola Fiorindo Travaglini (lista civica) dal 28/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°4′0″N 14°19′0″E / 42.06667°N 14.31667°ECoordinate: 42°4′0″N 14°19′0″E / 42.06667°N 14.31667°E | ||||
| Altitudine | 430 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 22 km² | ||||
| Abitanti | 1 362[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 61,91 ab./km² | ||||
| Frazioni | Aia di Rocco, Articciaro, Capriglia, Collebuono, Colle Grande, Fontacciaro, Solagne | ||||
| Comuni confinanti | Altino, Archi, Bomba, Casoli, Gessopalena, Torricella Peligna | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 66040 | ||||
| Prefisso | 0872 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 069075 | ||||
| Cod. catastale | H442 | ||||
| Targa | CH | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | roccolani | ||||
| Patrono | S.S. Cosma e Damiano | ||||
| Giorno festivo | 27 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Roccascalegna all'interno della provincia di Chieti |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Roccascalegna è un comune italiano di 1.401 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità Montana Aventino-Medio Sangro.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Toponimo
Il nome del paese deriverebbe, come nel Catalogus Baronum del 1379 come Rocca-scarengia feudo del Conte di Manoppello. Alcuni studi francesi non ben identificati hanno appurato che scarengia deriverebbe da scarenna cioè dirupo, scarpata o burrone, indicante il fianco scosceso del dirupo dello sperone roccioso in cui si trova la rocca-castello, altri da Rocc-aschar dal longobardo Aschari, una rotazione consonantica del nome del paese trasforma la r in l facendolo diventare man mano, dopo varie e nuove trasformazioni, nel nome attuale. Una leggenda popolare vuole invece che il nome del paese derivi da "Rocca scale di legna", dalla scala a pioli, ovviamente in legno, che dal paese portava direttamente nella torre del castello (scala raffigurata anche nello stemma comunale)[2].
[modifica] Medioevo
Come riferito dal Catalogus Baronum, l'origine del paese è del XII secolo, più precisamente nel 1160, forse su di un insediamento preesistente. Certo però e che in località Collelongo sono stati ritrovati dei ruderi dell'Eneolitico e a Capriglia e a Colle Cicerone dei ruderi di epoca romana. Tuttavia dei monaci, verosimilmente già esistevano in zona come per la Chiesa di San Pancrazio già esistente nell'829. La chiesa attuale risale al 1205 come ricostruzione della preesistente chiesa. Originariamente il borgo è sorto come avamposto longobardo per il controllo della Valle del Rio Secco per difendere la zona contro i Bizantini. I Longobardi eressero, dove ora è il castello di Roccascalegna, una torre d'avvistamento. Indi si susseguirono dapprima i Franchi, poi i Normanni. Il vero e proprio castello, tuttavia, è, verosimilmente, di epoca normanna. Nel 1320 Roccascalegna viene nominata nel periodo angioino "cum castellione", all'epoca, quindi, il castello già esisteva. La successiva menzione è del XV secolo, nel regno di Giovanna II di Napoli durante le gesta di Giacomo Caldora, con la ribellione del figlio Antonio, i soprusi di Raimondo Caldora e l'ascesa al trono degli Aragonesi al trono del Regno di Napoli. In questo periodo un soldato sotto il comando di Giacomo Caldora, Raimondo Annechino è feudatario del paese, la sua famiglia rimase feudataria del borgo fino al 1525 quando Giovanni Maria Annechino fece ricostruire il castello.[3]
[modifica] L'evo moderno
Con l'avvento dell'evo moderno vi è il solito avvicendarsi dei feudatari e vari passaggi dai feudatari stessi alla Regia Corte e da questa ad un nuovo signore cui far accettare i Capitoli. Nel 1531 Diego Sarmemto conferma questi Capitoli o Statuti, ma subito dopo il paese ritorna alla Regia Corte che la vende a Giovanni Genovois di Chalem che la rivende ai Carafa. Orazio Carafa oppresse i paesani fino a che, il 15 ottobre 1584 insorgono e, aiutati dal prete, lo uccidono. Gli succedono il fratello Giovanni Girolamo e Girolamo. Alla fine del secolo i Carafa, oberati di debiti, sono costretti a vendere il castello. Ai Carafa succedono i Corvo o de Corvis. Gli ultimi feudatari di Roccascalegna furono i Nanni. Il castello, all'epoca versava in pessime condizioni. La loro residenza fu spostata più in basso, in un luogo ritenuto più comodo. Oggi tale palazzo è adibito a residenza privata, ma vi sono anche un forno ed un laboratorio di un artigiano. Con l'unità d'Italia prosperano lutti, ruberie, emigrazione e brigantaggio mentre i ricchi borghesi speculano sulla proprietà fondiaria. Il castello per essere restaurato dovrà attendere il finire del millennio.[3]
[modifica] Leggende
Secondo una tradizione popolare - ripresa in chiave surreale anche nel film "Sottovoce" del 1993 [4] - nel corso del XVIII secolo uno degli ultimi esponenti della famiglia Corvo-De Corvis si sarebbe trasferito dalla Corte di Napoli ai suoi possedimenti di Roccascalegna, dove avrebbe cercato di ripristinare lo Ius primæ noctis. Ciò avrebbe naturalmente suscitato una ribellione tra i suoi sudditi, e uno sposo, non disposto a cedere alla barbara usanza, mascheratosi da donna si sarebbe nottetempo introdotto nel Castello e sostituito alla consorte, uccidendo il feudatario.[5]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Roccascalegna è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio Bandiera arancione del Touring Club Italiano.
[modifica] Il Castello
Viene chiamato dai paesani La Rocca. Il castello venne verosimilmente costruito dai Longobardi a difesa dalle invasioni bizantine di un centro abitato longobardo poco tempo prima fondato, dapprima come torre d'avvistamento poi man mano ingrandito fino a diventare un castello. Il Castello domina, su di uno sprone con fianchi a burrone, la valle del Rio Secco, affluente di sinistra del Sangro. Poi, esclusa una bolla contabile del 1320, il castello di Roccascalegna cade nell'oblio fino al 1525, epoca in cui avviene un restauro causa l'introduzioni delle nuove, per l'epoca, armi da fuoco. Invece, nel 1705, è un secondo restauro, ma stavolta si tratta della monumentale rampa d'accesso. Un nuovo periodo di oblio colpisce il castello, fino al 1985, quando l'ultima famiglia di feudatari (I Croce Nanni) dona al comune il castello, il quale inizia subito un'opera di restauro terminato solamente nel 1996, restauro che porterà all'antico splendore il castello[6].
[modifica] Scavi archeologici
- In località Colle Longo sono stati trovati ad 80–90 cm. dal livello di campagna, a 250 m. s.l.m., nell'agosto del 2000 sono stati trovati dei resti archeologici comprendenti ceramiche grossolana e fine ed industria litica tuttalpiù in arenaria e selce risalenti all'Eneolitico,[7] e più precisamente al III millennio a.C.[8]
- In località Collebuono sono stati trovati, invece, dei ruderi di un edificio del III secolo a.C.[9]
[modifica] Le chiese
- La chiesa di San Pancrazio. Questa chiesa è sita presso il cimitero ed è ad 2 navate senza abside.[10]
- La chiesa di San Cosma e Damiano. Questa chiesa, invece, è a 3 navate di tipo basilicale con abside quadrato a calotta semisferica.[11]
- La chiesa di San Pietro. Anche questa chiesa è di tipo basilicale a 3 navate ma con abside leggermente spostato rispetto l'asse centrale. Anticamente, prima che si costruisse il cimitero, vi si tumulavano delle salme.[12]
[modifica] Altri luoghi d'interesse
- Il borgo. È sito ai piedi della rocca. È composto da case a loro volta composte da uno o due piani, in parte rovinate dall'incuria fino a diventare rudere ed in parte ripristinate per essere abitate site nella via che porta che segue i piedi del monticello dov'è sito il castello. La via finisce all'accesso del castello stesso presso la chiesa di San Pietro.[13]
- Vari belvedere (dal castello e dalla rampa d'accesso al castello stesso, di cui uno sulla Maiella).
- Il monumento alle vittime della tragedia di Marcinelle[14].
- L'Arca della Pace, grande scultura in bronzo dedicata alle vittime di tutte le guerre, opera dello scultore Pietro De Laurentiis, natio di Roccascalegna. Si tratta della fusione in bronzo di un gesso già esposto e pubblicato diverse volte, tra l'altro in occasione della IX Quadriennale di Roma, del 1965[15].
[modifica] Personalità legate a Roccascalegna
- Pietro De Laurentiis (Roccascalegna, 13 marzo 1920 - Roma 17 ottobre 1991), scultore.
- Anthony Zinni (Philadelphia, 1947), generale di United States Marine Corps il cui nonno Giuseppe era nativo di Roccascalegna.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT[16] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 104 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 49 3,60%
Marocco 30 2,20%
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Nicola Fiorindo Travaglini (lista civica) dal 28/05/2007
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA.VV.. Etimologia
- ^ a b Lucio Cuomo. Breve storia di Roccascalegns. URL consultato il 01-11-2009.
- ^ Regia di Claudio Pazienza, cineasta belga originario di Roccascalegna. La pellicola, sospesa tra documentario e fiction, è interamente dedicata al paese e fu girata in loco con la collaborazione della cittadinanza, che partecipò attivamente alle riprese. [1]
- ^ AA.VV.. Leggende popolari...
- ^ AA.VV.. Le origini e la storiografia del castello di Roccascalegna
- ^ A. Di Donato. Archeologia a Roccascalegna!. 15/04/08. URL consultato il 06-11-2009.
- ^ AA. VV.. Comune di Roccascalegna - (Dal 21 luglio 2003 è in svolgimento la 3^ campagna di scavo nel sito archeologico di Collelongo). URL consultato il 06-11-2009.
- ^ AA.VV.. Resti di un insediamento del III secolo a.C.. 2004. URL consultato il 06-11-2009.
- ^ AA.VV.. Chiesa di San Pancrazio. 2004
- ^ AA.VV.. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. 2004
- ^ AA.VV.. Chiesa di San Pietro. 2004
- ^ AA.VV.. Altre Segnalazioni. 2004. URL consultato il 20-10-2009.
- ^ AA.VV.. Monumento alle vittime della tragedia di Marcinelle. 2004
- ^ Dal sito ufficiale di Pietro de Laurentiis ove si citano le varie commissioni dell'artista c'è anche quella dell'"Arca della Pace" a Roccascalegna.
- ^ Statistiche demografiche ISTAT
[modifica] Bibliografia
- A. Di Loreto, Il Castello di Roccascalegna, storia e restauro, Teramo 1999
- W. Capezzali, C. Cianci, L. Cuomo, Capitoli di Roccascalegna, Bucchianico 1996
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Roccascalegna
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito a cura di Antonio Di Donato
- Il sito ufficiale del comune
- Il sito ufficiale del castello
- [2], [3], [4], [5], [6] Siti vari sul comune
|
|