Palena

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Palena
comune
Palena – Stemma
Palena – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Domenico Parente (centrosinistra) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 41°58′54″N 14°08′03″E / 41.981667°N 14.134167°E41.981667; 14.134167 (Palena)Coordinate: 41°58′54″N 14°08′03″E / 41.981667°N 14.134167°E41.981667; 14.134167 (Palena)
Altitudine 767 m s.l.m.
Superficie 91 km²
Abitanti 1 424[1] (31-12-2010)
Densità 15,65 ab./km²
Frazioni Aia dei Cordoni, Palena Stazione, Quarto Santa Chiara
Comuni confinanti Ateleta (AQ), Campo di Giove (AQ), Cansano (AQ), Gamberale, Lettopalena, Montenerodomo, Pacentro (AQ), Pescocostanzo (AQ), Taranta Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66017
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069060
Cod. catastale G271
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti palenesi
Patrono san Falco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palena
Posizione del comune di Palena all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Palena all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Palena è un comune italiano di 1.424 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale fa anche parte ed è sede della Comunità montana Aventino-Medio Sangro.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Palena.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del centro abitato pare derivare da "pala" ossia prato in forte (erto) pendio.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nella località Capo Fiume sono stati trovati dei fossili, ora in mostra nel museo paleontologico comunale ove mostra com'era l'ambiente della Maiella 7 milioni di anni fa.[3] Il territorio comunale di Palena risulta già abitato sin dall'epoca paleolitica, a prova di ciò, sono stati trovati nella zona di Palena alcuni manufatti di questo periodo. Susseguentemente, nel periodo italico ed in epoca romana, alcune contrade di Palena, risultano abitate come dimostrano alcune tombe ed edifici del tempo. Il capoluogo comunale risale all'alto medioevo quando il paese risulta feudo dei Gualtieri, degli Orsini, di Antonio Caldora, di Matteo Di Capua e dei D'Aquino. Vari monaci benedettini hanno abitato la zona.[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Palena è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Architettura civile e militare[modifica | modifica sorgente]

  • Il Castello. Il castello è sito su di uno sperone roccioso, nella parte più alta del centro storico di Palena. L'edificio originario risale al XII secolo, ma, verosimilmente, nei secoli seguenti è stato più volte rimaneggiato per via dei violenti terremoti che si sono susseguiti nel paese e nelle zone limitrofe, una di queste scosse si è verificata nel 1933 la quale ha portato vari danni all'edificio, tra cui la distruzione dei torrioni, del maschio e del belvedere. Il castello, come lo vediamo oggi, è dovuto alla ricostruzione, per via della distruzione della seconda guerra mondiale, attuata negli anni cinquanta epoca in cui viene rifatto il belvedere presso uno degli angoli. Attualmente si sta cercando di rifunzionalizzare i suoi interni. I vari stabili del castello sono coperti con tetti a doppia falda realizzati con manto di coppi e cornici a romanelle su tre filari di tegole sovrapposte. L'impianto è rettangolare risultante dall'unione dei vari stabili. Delle finestre, anch'esse rettangolari, sono disposte su due livelli. Un loggiato con quattro arcate è sito su di uno dei lati più lunghi, mentre sul lato opposto vi è una serie di quattro archetti. L'ingresso al castello è possibile mediante una porta urbica che ha un unico fornice ad arco a tutto sesto. Sul lato opposto vi è un portale architravato con cornice modanata e disegni geometrici.[8]
  • La castelletta. È sita in località Piana del Casone. Inizialmente sorta come masseria di sostegno della pastorizia presso un tratturo. Ora viene utilizzato a scopo abitativo privato. La costruzione dell'edificio risale al XVII secolo sopra un edificio preesistente che leggende popolari vogliono un tempio dedicato a Giove o ad Ercole. Nel 900 col decadere della pastorizia l'edificio fu adattato a residenza con adattamenti all'uopo dell'edidicio. L'edificio consta di due livelli. Due torrette circolari sorgono su due angoli. Alcune finestre sono sorte, forse, in seguito alle trasformazioni a scopo abitativo. La facciata è austera e priva di decorazioni. La tettoia è a cornici con romanelle costituite a tre file di coppi sfalsati l'un con l'altro.[9] L'aspetto è romanico-rurale. Trattasi di una cascina fortificata isolata dal centro abitato.[10]
  • Case con portici. Trattasi di case a schiera site in piazza del Municipio. Gli edifici originari, forse, sono medievali. L'aspetto odierno è frutto di modifiche e rimaneggiamenti nel corso del tempo. Al piano terra vi sono degli esercizi commerciali, ai piani superiori, invece, vi sono delle abitazioni private. I portici presentano degli archi a tutto sesto ed a sesto acuto. Spesso, sopra i portici, sono siti due piani con un mezzanino con delle finestre, per la maggiore ovali, inoltre vi sono delle cornici marcapiano o tra il pianterreno ed i piani superiori o fra i piani superiori ed il mezzanino.[11]

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Falco.
La chiesa della Madonna del Rosario.
  • Chiesa di San Falco.
  • Eremo della Madonna dell'Altare. È sito alla sinistra della Strada statale 84 tra il Valico della Forchetta ed il Monte Porrara, alla sinistra dell'Aventino.[12]
    • Storia. Pietro da Morrone, nel 1235-36 lasciò l'eremo di Castel di Sangro per cercare un luogo più impervio e solitario, superando il Valico della Forchetta arrivò su una contrafforte rocciosa per rimanere per circa quattro anni in una grotta nei pressi, cui, nei dintorni, nel XIV secolo i monaci celestini vi costruirono l'edificio religioso. Malgrado i frati, con l'abolizione dell'ordine dei frati stessi, nel 1807, il complesso religioso passò in gestione alla famiglia Perticone, la quale, nel 1970, donò gli edifici religiosi al comune di Palena.[13][14] Il toponimo altare, secondo alcuni studiosi, è dovuto alla forma della roccia a forma di altare.[15]
    • Descrizione. L'eremo è posto su di una rupe che rende impenetrabile l'edificio su tre lati. Il complesso religioso è formato da una chiesa, un centro abitato e da un giardino pensile. Il centro abitato è composto su tre livelli compreso il seminterrato. I portali del centro abitato hanno stipiti ed arco a tutto sesto. La chiesa ha copertura a capanna nella parte a sud ed una copertura irregolare a nord. La facciata ha un portale architravato con degli stipiti, cornice modanata e fregio con stemma centrale. Ai lati del portale vi sono due lesene su cui vi sono sei capitelli con ornamenti a voluta e di tipo vegetale e floreale. Sopra il portale vi è un'apertura semicircolare con arco a sesto ribassato. La chiesa ha pianta rettangolare.[13][14] L'interno della chiesa rispecchia quello di una casa di facoltosi.[15]
    • Tradizioni e leggende. In molte occasioni dei pellegrini arrivavano all'eremo trascorrendovi la notte. Attualmente vi si giunge il 2 luglio per la festa di San Falco di Palena. La leggenda sulla fondazione narra dell'apparizione di un'immagine sacra ad un pastorello.[15] Un'altra festa è il 12 settembre. Successivamente l'eremo viene chiuso il 21 novembre per essere riaperto durante la Pentecoste.[14]
  • Chiesa di San Cataldo. È sita in località San Cataldo lungo la Strada Statale 84. È stata costruita nell'XI secolo ma è stata rimaneggiata dopo la Seconda guerra mondiale per via dei gravi danni subiti. La facciata è nella struttura tipica dell'architettura religiosa abruzzese. Ai lati del portale vi sono due classiche finestre devotionis tipiche delle chiese rurali. Ai lati della chiesa vi sono tre finestre per lato. Il blocco aggiunto sul retro fungeva da sagrestia. L'interno, ad un'unica navata presenta un altare realizzato in stucco ed una statua di gesso siti sul fondo. Un'altra statua, raffigurante San Cataldo è stata portata in un altro luogo dopo la chiusura al culto della chiesa. Tuttavia la chiesa è meta dei festeggiamenti del santo.[16]
  • Chiesa e convento di Sant'Antonio. È sita in località Villa Galardi ai piedi del Monte Porrara. Il complesso religioso risale al XVI secolo dopo che il papa Paolo III ha approvato la costruzione dell'edificio il 21 agosto del 1539, in seguito vennero distrutti dal terremoto del 1706, successivamente vennero ricostruiti apportando qualche modifica seguendo le mode del tempo. Recentemente il complesso è stato restaurato nelle finiture esterne. Attualmente il convento, che è a due livelli, ospita, oltre il suddetto "Museo dell'Orso Marsicano" anche una struttura ricettiva turistico-culturale. Il chiostro del convento è attorniato da un portico, anch'esso a due livelli che poggiano su pilastri in pietra su cui si sviluppano delle arcate a tutto sesto, il soffitto è con volta a crociera. La chiesa, invece, è preceduta da un portico in cui vi sono tre arcate su cui sopra vi sono altrettante finestre. Il cornicione è a romanelle. L'interno, barocco, è a singola navata con trabeazione. L'organo è posto sopra un ambone che arriva fino al coro. L'ambone è coperto da una cupola a sesto ribassato ed è separato dalla navata mediante un arco.[17]
  • Chiesa della Madonna del Carmine. È sita lungo la Strada Statale 84. La chiesa risale al 1835 ove forse vi era una piccola edicoletta di sosta per i viandanti. La chiesa è addossata ad una collina. La chiesa è composta da un'aula, un nartece, una sagrestia ed un presbiterio. La facciata è a capanna con tre finestre ad arco tutto sesto di cui la centrale è più grande. Si accede alla chiesa mediante una scalinata.[18]
  • Chiesa del Rosario. È sita a Corso Umberto I. Le varie iscrizioni poste all'inteno della chiesa riferiscono le varie fasi della costruzione dell'impianto iniziato a costruire nel 1757 su un'antica costruzione. Nel 1832 cambiò nome nell'attuale (prima si chiamò Chiesa di Santa Maria della Neve). La facciata è preceduta da due rampe di scale. La facciata, di stampo barocco, è suddivisa in tre campate mediante un doppio ordine di lesene l'uno sopra all'altro. Il primo ordine di lesene è in ordine ionico con delle volute poste secondo un'inclinazione di 45º. Il secondo ordine è in ordine corinzio ed è intonacato. La campata centrale è più alta ed è sormontata da un timpano con la conrice spettata. Il basamento è in pietra squadrata. Il portale ha una cornice di stampo settecentesco. Sopra vi è un rosone ad imitazione di una ruota. con decorazione di archi trilobati e testine d'angelo. Ai lati vi sono due finestre strombate. L'interno è a croce greca completamente intonacato. Delle cappelle sono poste ai lati di entrambi i bracci della croce greca. Le cappelle sono incorniciate da pilastri corinzi e archi a tutto sesto. Un organo, intarsiato e placcato d'oro, è posto su un ambone sito a sua volta sopra due colonne all'ingresso dell'edificio di culto.[19]
  • Chiesa di San Francesco. È sita in largo Capitoli. Antinori afferma che la chiesa risale al XIV secolo. Lo stile barocco dell'interno fa supporre che la chiesa sia stata ristrutturata tra il XVIII secolo ed il XIX secolo. Nel 1984 è stata resa inagibile per via dei danni del terremoto. Una scalinata permette l'accesso alla chiesa. La chiesa è in due livelli che suddividono lesene in un doppio ordine. La facciata termina con un timpano curvilineo. Le lesene inferiori sono in ordine dorico con basamento in pietra. Le lesene superiori sono ioniche (con piedistalli) con delle volute. Il portale è posto tra due lesene e sormontato da un timpano curvo con, al centro, un'iscrizione. I lati dell'edificio sono intonacati. Delle aperture rettangolari, sempre sui lati dell'edificio, presentano una strombatura. Il tetto è a doppio spiovente in cui si erge un tamburo ottagonale con delle finestre rettangolari, anch'esse strombate. Il campanile è realizzato in pietra ed è posto nella zona absidale. L'ultimo livello della torre campanaria è frutto di una modifica successiva. L'interno è ad aula unica.[20]

Persone legate a Palena[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[22] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 38 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 22 1,54%

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Domenico Parente centro-sinistra Sindaco
2010 in carica Domenico Parente centro-sinistra Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Palena 2.JPG

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Veduta di Palena

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Autori Vari, Palena e la sua storia (1ª parte), Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  3. ^ Autori Vari, Palena e la sua storia (2ª parte), Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  4. ^ Autori Vari, Museo casa degli artisti uomini e ollustri di Palena, Associazione Culturale Palenese. URL consultato il 20/12/2009.
  5. ^ a b Autori Vari, Raccolta O. Recchione, Musei italiani. URL consultato il 20/12/2009.
  6. ^ Autori Vari, Oreste Recchione, Dizionario etimologico on line, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  7. ^ Dalla lista monumenti in: Autori Vari, Palena, Comune di Palena. URL consultato il 20/12/2009.
  8. ^ Autori Vari, Castello, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  9. ^ Autori Vari, La Castelletta, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  10. ^ Dalla foto e dal testo in: Autori vari, La Castelletta nel paragrafo Il territorio del Sangro-Aventino (CH) in Guida ai castelli d'Abruzzo, Carsa Editore, 2000, Pag. 144-145, ISBN 88-85854-74-7.
  11. ^ Autori Vari, Case con portici, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  12. ^ Dalla piantina 83 del Grande Atlante Stradale De Agostini, 1993, Novara
  13. ^ a b Autori Vari, Eremo Celestiniano (Santuario della Madonna Dell'Altare), EPOV. URL consultato il 20/12/2009.
  14. ^ a b c Autori Vari, Eremo celestiniano della Madonna dell'Altare, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  15. ^ a b c Autori vari, Madonna dell'Altare in Eremi d'Abruzzo Guida ai luoghi di culto rupestri, Carsa Editore, 2000, Pag. 48-49, ISBN 88-85854-74-5.
  16. ^ Autori Vari, Chiesa di San Cataldo, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  17. ^ Autori Vari, Chiesa e convento di Sant'Antonio, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  18. ^ Autori Vari, Chiesa della Madonna del Carmine, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 17/09/08.
  19. ^ Autori Vari, Chiesa del Rosario, già S. Maria della Neve, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  20. ^ Autori Vari, Chiesa di San Francesco, Sanrgoaventino, 2004. URL consultato il 20/12/2009.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio De Nino, Palena in Il Pallano, 1/1/1889.
  • Antonio De Nino, Palena, Lettopalena e Montenerodomo nel 1652 in RASLA (Rivista Abruzzese di Scienze Lettere ed Arti, XIX, 1904.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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