Rocca San Giovanni

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Rocca San Giovanni
comune
Rocca San Giovanni – Stemma
Il palazzo comunale
Il palazzo comunale
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Sindaco Giovanni Enzo Di Rito (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 42°15′00″N 14°28′00″E / 42.25°N 14.466667°E42.25; 14.466667 (Rocca San Giovanni)Coordinate: 42°15′00″N 14°28′00″E / 42.25°N 14.466667°E42.25; 14.466667 (Rocca San Giovanni)
Altitudine 155 m s.l.m.
Superficie 21,47 km²
Abitanti 2 379[1] (31-12-2010)
Densità 110,81 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Fossacesia, Lanciano, San Vito Chietino, Treglio
Altre informazioni
Cod. postale 66020
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069074
Cod. catastale H439
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti roccolani
Patrono san Matteo
Giorno festivo 21 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca San Giovanni
Posizione del comune di Rocca San Giovanni all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Rocca San Giovanni all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Rocca San Giovanni è un comune italiano di 2.384 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, a nord-est di Lanciano. Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il suo territorio è esteso 21,47 km². Sorge su un colle roccioso che si affaccia sulla splendida Costa dei trabocchi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese fu fondato nell'XI secolo da Oderisio I ed ampliato da Oderisio II abati del Monastero di San Giovanni in Venere come forte di rifugio per i monaci dell'abbazia stessa.[2] In effetti il primo documento in cui viene menzionato il paese è del 1º marzo 1046 in un diploma dell'imperatore Enrico III per il monastero stesso. Nel 1346 i cittadini di Lanciano espugnarono il paese per rubare il grano ivi contenuto. Nel 1381 un nuovo saccheggio con susseguente incendio interessò il paese da parte di Ugone Ursini conte di Manoppello. Il terremoto del 1626 distrusse gran parte delle mura. Nel XIX secolo il territorio comunale non subisce modificazioni strutturali. Il 24 gennaio 1863 l'allora sindaco Giustino Croce fece voto di debellare il brigantaggio nel territorio comunale... Egli stesso afferma che il brigantaggio "ha preso una misura colossale in tutta Italia. È espressione solenne e concorde di tutto un popolo che protesta contro tutte le scene di sangue e desolazione e riafferma incontrastabilmente il concetto unitario in cui tutto il popolo anela!..." Agli inizi del XX secolo un grande esodo interessò il paese con meta Stati Uniti, Canada, Argentina ed Australia. I nazisti distrussero una torre quadrangolare detta "Il castello" l'8 novembre 1943.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

L'arco dei Filippini.
  • Chiesa di San Matteo. È sita in piazza degli eroi. Secondo alcune fonti bibliografiche attendibili la chiesa originaria sarebbe stata costruita all'interno del castrum di San Giovanni in Venere. L'edificio medievale copia in dimensioni più ridotte l'abbazia di San Giovanni in Venere. Tra il XIV ed il XV secolo è stato aggiunto il campanile. Nel Settecento la travatura venne sostituita da volte a vela nella navata centrale e da volte a botte. Successivamente vennero aggiunte a ridosso della facciata delle costruzioni tra cui l'edificio comunale costituendo così un portico d'accesso alla chiesa, nello stesso periodo, verosimilmente, vennero aggiunti dei livelli in più nel campanile. La facciata risale al 1927. Il coronamento è a timpano spezzato. Il campanile presenta un corpo staccato dal resto della chiesa. L'interno è a tre navate suddivisi da arco a sesto acuto Sulla navata centrale si appoggia una copertura a capriata in legno.[4]
  • Palazzo comunale. Fu costruito tra la fine degli anni '60 e gli anni '70 dell'Ottocento e restaurato nel 1926. Il palazzo è ad impianto quadrato ed in stile neomedievale lombardo. Al pianterreno è sito un porticato che è costituito da tre archi a tutto sesto. Al primo piano tre aperture con arco a tutto sesto immettono al balcone con balaustra traforata. Ai lati vi sono due finestre identiche. La parte centrale della facciata è leggermente avanzata rispetto al resto dell'edificio. La facciata è completamente realizzata in blocchi squadrati di arenaria. All'interno una imponente scalinata immette alla sala consiliare. Dal 2004 all'interno si svolge una raccolta di arte contemporanea che raccoglie sculture, pitture ed incisioni poste sullo scalone interno principale e nella sala consiliare.[5]
  • Casino Murri. È sito in contrada San Giacomo (E 42.286386, N 14.457912). Anticamente era una residenza colonica, rimasta a lungo in stato di abbandono e da non molto recuperato da privati. Fu costruito tra la seconda metà del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, successivamente sono stati aggiunti i due successivi livelli che ne hanno alterato il primitivo aspetto. La cappella interna, verosimilmente, è un'aggiunta successiva alla costruzione originaria. La costruzione è a pianta rettangolare ed è distribuita su due piani, la cappella privata è posta sul lato occidentale mentre i due piani aggiuntivi si trovano nel lato settentrionale. La gradonata a due rampe di scale immette direttamente al primo piano Il corpo di fabbrica originario è in laterizio lasciato a vista solamente sulle rampe di scale esterne.[6]
  • Resti di mura e Torrione dei Filippini. I principali ruderi delle mura della rocca sono posti in via abate Oderisio in cui vi è il Torrione dei Filippini. Le mura risalgono ai Normanni da cui furono costruite nel 1061. Le mura sono a scarpa in ciottoli di pietra dei dintorni.[7]
  • Il centro storico risale al trecento ed è in stile medievale. Alcune foto antiche mostrano che vi era ancora una torre isolata ma distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Annesso al centro storico vi è un portale a sesto acuto in conci di arenaria.[8]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Cittadini ed ospiti illustri[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Giovanni Enzo Di Rito lista civica Sindaco
2011 in carica Giovanni Enzo Di Rito lista civica Sindaco

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Acquarelli, Foce, Lappeto, Montegranaro, Perazza, Piane di Marche, Piane Favaro, Pocafeccia, Pontone del Signore, Puncichitti, San Giacomo, Santa Calcagna, Tagliaferri, Vallevò, Vetiche

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Autori vari, Rocca San Giovanni e la sua storia, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  3. ^ Autori vari, Archivio storico, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  4. ^ Autori vari, chiesa di San Matteo, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  5. ^ Autori vari, Palazzo comunale, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  6. ^ Autori vari, Casino Murri, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  7. ^ Autori vari, Resti di mura e Torrione dei Filippi, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  8. ^ Autori vari, Centro storico, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Archivio Centrale dello stato, Ministero della Pubblica Istruzione, fondo Antichità e Belle Arti, IV vers., Div. I 1920-1924, b. 1249 fasc. s.n. Rocca S. Giovanni - chiesa di San Matteo.
  • Soprintendenza per i beni architettonici e per il Paesaggio per l'Abruzzo, archivio storico, b. S. Matteo a Rocca San Giovanni, L'Aquila.
  • O. Di Carlo, Note storiche e catasto dei beni posseduti nella rocca. Documenti estratti dagli antichi catasti di Rocca. 1568-1700, Rocca San Giovanni, 1999.
  • C. Serafini, L'archivio comunale di Rocca S. Giovanni. Note di storia lovale tra '800 e '900, Bucchianico, 1996.
  • L. Di Cintio, Rocca San Giovanni: Lo statuto del 1200, Lanciano, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]