Pizzoferrato

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Pizzoferrato
comune
Pizzoferrato – Stemma
Pizzoferrato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Palmerino Fagnilli (lista civica Diamoci una mano per Pizzoferrato) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°55′00″N 14°14′00″E / 41.916667°N 14.233333°E41.916667; 14.233333 (Pizzoferrato)Coordinate: 41°55′00″N 14°14′00″E / 41.916667°N 14.233333°E41.916667; 14.233333 (Pizzoferrato)
Altitudine 1251 m s.l.m.
Superficie 30 km²
Abitanti 1 160[1] (31-12-2010)
Densità 38,67 ab./km²
Frazioni Castiglione, Collalto, Turchi, Valle del Sole
Comuni confinanti Civitaluparella, Gamberale, Montenerodomo, Quadri, Sant'Angelo del Pesco (IS)
Altre informazioni
Cod. postale 66040
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069066
Cod. catastale G724
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pizzoferratesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pizzoferrato
Posizione del comune di Pizzoferrato all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Pizzoferrato all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Pizzoferrato è un comune italiano di 1.127 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Medio Sangro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Medaglie al valor militare[modifica | modifica sorgente]

Pizzoferrato è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[2]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Vi sono scarse notizie inerenti al paese. Nel Catalogus Baronum viene citato come Pictum Ferratum, mentre risalgono al X secolo alcune rovine e le chiese sulla rupe che sovrasta il paese. In epoca feudave il paese venne tenuto da varie famiglie, tra le quali l'ultima fu la famiglia Monaco[3] Prima dell'anno mille nel comune di Pizzoferrato c'erano 3 piccoli abitati il cui nome incominciava per "Pitius" cioè "Pizzo":[4]

  • Pitius Superior (Pizzo Superiore), attualmente identificabile con la Rocca che sovrasta il paese[4]
  • Pitius Medium (Pizzo Medio) molti la identificano con la Rocca Fonte Maggiore.[4]
  • Pitius Inferior (Pizzo Inferiore) attualmente detta Roccarsa.[4]

Tutt'intorno a questi tre Pitius vi erano delle faggete, dei cerreti e delle abetine mentre la popolazione si dedicava alla pastorizia transumante ma poi si dedicavano all'agricoltura.[4]

Sulla fusione dei 3 "Pizzi" vi sono 2 ipotesi:[4]

  1. Secondo un archivio napoletano un'ignota catastrofe distrusse i tre Pizzi così gli abitanti superstiti si stanziarono nel centro odierno.[4]
  2. secondo un'altra ipotesi si salvarono 2 fratelli, Rocco e Lorenzo. Rocco si stanziò a Pizzoferrato mentre Lorenzo a Gamberale, fatto provato che una delle chiese di Pizzoferrato è dedicata a San Rocco, mentre il patrono di Gamberale è San Lorenzo.[4]

Una piantina dell'archivio delle carte geografiche attesta che il nome è "Pizzosterrato" cioè Pizzo fuori terra. Nel Medioevo quando fu invaso dai briganti ed il paese fu costretto a chiudere le porte d'accesso il nome fu cambiato nell'odierno.[4]

Originariamente masserie a Pizzoferrato non c'erano, per il brigantaggio, quando, in Abruzzo il brigantaggio venne eliminato, la popolazione andò così a stanziarsi in masserie (dette anche frazioni), invece, chi non andò ad abitare nelle masserie preferì andare ad abitare a Pizzoferrato paese.[4]

Le 3 masserie-frazioni attuali sono:

Il fenomeno che trattava lo spostarsi di popolazione perdurò ancora per qualche secolo.[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Madonna del Girone. Questa chiesa si trova presso la rupe del centro del paese.
    • Storia. Non vi sono date certe sulla sua fondazione, ma si sa che è la più antica. La costruzione viene fatta risalire all'XI secolo mentre l'abside è un'aggiunta del XIII secolo. La struttura attuale ad un'unica navata con volta a botte e lunette viene fatta risalire al XIX secolo. La chiesa fu danneggiata nel terremoto del 1984 e successivamente restaurata.[5]
    • Descrizione. La facciata è interamente intonacata. Al centro si apre un portale in pietra semplice, sopra al portale vi è una finestra anch'essa realizzata in pietra ed architravata. Sul lato destro della facciata vi è il campanile. Nella chiesa della Madonna del Girone vi sono i resti delle statue di San Nicola di Bari e San Domenico del XIV secolo ed un dipinto del 1650 circa. La campana della chiesa è di Agnone. All'interno vi sono l’acquasantiera in marmo nero della Maiella[5] ed un crocifisso. Il crocifisso, secondo una leggenda, era bramato dai tedeschi in fuga sulla Linea Gustav, durante la II guerra mondiale, ma non riuscendolo a portare via spararono una raffica di mitra al crocifisso, il quale, secondo testimoni, il crocifisso stesso, per non essere colpito, si spostò. A tutt'oggi ne rimangono i fori dei proiettili sul muro come testimonianza. In questa chiesa si rifugiarono anche qualche partigiano per non essere catturato dai tedeschi, ma i partigiani, scoperti, si videro costretti a sacrificarsi buttandosi dalla rupe che dà sul paese.[6]
  • Chiesa di San Rocco. Questa chiesa è sita in piazza San Rocco.
    • Storia. Risale alla 2ª metà del XIX secolo. Fu costruita sulle rovine della cappella preesistente di San Rocco.[7]
    • Descrizione. La facciata, rettangolare è in conci di pietra ornati da lesene. Il campanile è in tre livelli. All'interno ad unica navata con, al termine, un'abside, e cappelle laterali, vi è una trabeazione. La volta è a botte con lunetta. Il presbiterio è a cupola. Gli stuchi e le decorazioni sono tinteggieti di beige.[7]
  • Chiesa di San Nicola. Della chiesa originaria attualmente ne rimane solo un piccolo rudere che, anticamente sosteneva un muro perimetrale. Si trattava nel quartiere di Pizzo o Terra vecchia presso la chiesa della Madonna dei gironi. Nell'Ottocento fu distrutta perché in condizioni precarie. L'interno era a due navate col soffitto in legno dorato nello stesso stile della chiesa di Pescocostanzo[8][9].
  • Chiesa di San Domenico in Silvis. Nella località San Domenico in Silvis o "La Valle" vi è l'eremo eponimo costante di una chiesetta rurale pittoresca in stile romanico rurale posta sotto una rupe a burrone. La facciata è stata realizzata in pietra calcarea della Maiella. La copertura è a capanna. Nel retro è sita la grotta ov'è l'eremo originario del santo. iniziata ad essere costruita nel 1921 è stata terminata nel 1923. L'interno è ad un'unica navata a due campate con copertura a botte.[8][10].

I palazzi, il fileremo ed il castello[modifica | modifica sorgente]

  • Il Palazzo Municipale. Il palazzo è del tipo a blocco isolato realizzato nel XIX secolo a due piani più sottotetto a piazza San Rocco. È statio recentemente restaurato. Le pareti esterne sono state realizzate in pietra calcarea smussata, conci di pietra negli angoli e mattoni nelle rifiniture.[11]
  • Il Palazzo Casati. Questo palazzo è suddiviso in tre piani e la sua costruzione è attribuita alla 2ª metà dell'Ottocento. Il lato sito verso la valle è stato più volte rifatto. Il 1º piano non ha finestre, nei successivi vi sono due finestra con timpano, di cui uno a tutto sesto ed uno ogivale. Inoltre vi è un loggiato a bifora ed uno a trifora.[12]
  • Resti del Castello Baronale-Palazzo-Ducale del XVI secolo, recentemente restaurato ed ora utilizzato come sala convegni.[13] Degli elementi che rimangono non è possibile determinare la sua reale estensione, ad ogni modo le cronache della parrocchia di Pizzoferrato narrano di un palazzo a più piani con solai in legno. Attualmente il palazzo ducale occupa il vecchio castello ed è di proprietà comunale. Il palazzo ducale ha due piani con due torrioni cilindrici su due angoli del palazzo stesso.[14]
  • Sulla rupe vi è anche "il fileremo", che è rappresentato da una villa.[13]
  • Due belvedere. Dai belvedere si può ammirare un panorama che arriva alla Dalmazia, tanto che da Gabriele D'Annunzio venne definita la terrazza d'Abruzzo".[13]

Risorse naturalistiche[modifica | modifica sorgente]

I dintorni sono ricoperti da boschi di faggio, querce ed abeti che ospitano orsi bruni marsicani, cinghiali, lupi, martore, poiane, falchi, scoiattoli oltre a mammiferi ed uccelli rari.

Vari itinerari di trekking ed escursioni boschivo-montane possono favorire l'incontro fra questi animali ed i turisti.

A circa 3 chilometri dal paese si trova un villaggio turistico chiamato "Valle del Sole", a 1492 m s.l.m. dove si trovano una pista da sci di fondo e una da sci alpino, insieme a sentieri segnalati dal Club Alpino Italiano (CAI).

Persone legate a Pizzoferrato[modifica | modifica sorgente]

Pizzoferrato è la città natale di Bruno Sammartino, emigrato giovanissimo negli USA, dove ha intrapreso con successo la carriera di wrestler. Sammartino detiene infatti tuttora il record di regno di campione mondiale più lungo di sempre, e di giorni da campione mondiale più lungo di sempre della World Wrestling Entertainment, la più importante compagnia mondiale di wrestling. Il 6 aprile 2013 è stato inoltre inserito nella Hall Of Fame WWE durante le celebrazioni pre Wrestelmania XXIX tenutesi in quello da lui definito "il palcoscenico più importante della vita", il Madison Square Garden NY.

A Nino D'Angelo è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria di Pizzoferrato[6]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2007 Palmerino Fagnili sindaco
2008 2013 Nicola Tarantini sindaco
2013 in carica Palmerino Fagnilli lista civica Diamoci una mano per Pizzoferrato sindaco

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ leggi la motivazione al seguente url: Istituto Nastro Azzurro, Pizzoferrato (Chieti). URL consultato il 17/10/09.
  3. ^ Francesco Bonomi, Pizzoferrato e la sua storia, 2004. URL consultato il 17/10/09., Sangroaventino, Pizzoferrato e la sua storia, 2004. URL consultato il 17/10/09.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n Tuttoabruzzo, Pizzoferrato. URL consultato il 17/10/09.
  5. ^ a b Sangroaventino, Chiesa della Madonna del Girone, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  6. ^ a b Autori vari, Storia e curiosità del comune di Pizzoferrato (CH). URL consultato il 17/10/09.
  7. ^ a b Sangroaventino, Chiesa di san Rocco, 2004. URL consultato il 17/10/09.
  8. ^ a b Don V. Sammartino, Cronistoria parrocchiale (Trascrizione dal manoscritto), Pizzoferrato, Archivio parrocchiale di Pizzoferrato, 2000.
  9. ^ Sangroaventino, Chiesa di San Nicola, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  10. ^ Sangroaventino, Chiesa di San Domenico in Silvis, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  11. ^ Sangroaventino, Palazzo municipale, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  12. ^ Sangroaventino, Palazzo Casati, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  13. ^ a b c Turistinitalia, Pizzoferrato. URL consultato il 29/01/2010.
  14. ^ Sangroaventino, Castello Baronale-Palazzo Ducale, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Info su Pizzoferrato e dintorni http://www.istitutonastroazzurro.it/comunedipizzoferrato.html

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