Frisa
| Frisa comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Rocco Di Battista (Lista civica Frisa Unita) dal 15/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°16′0″N 14°22′0″E / 42.26667°N 14.36667°ECoordinate: 42°16′0″N 14°22′0″E / 42.26667°N 14.36667°E | ||||
| Altitudine | 237 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 11 km² | ||||
| Abitanti | 1 910[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 173,64 ab./km² | ||||
| Frazioni | Badia, Colle Alto, Colle della Fonte, Guastameroli, Vallone | ||||
| Comuni confinanti | Crecchio, Lanciano, Ortona, Poggiofiorito, San Vito Chietino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 66030 | ||||
| Prefisso | 0872 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 069037 | ||||
| Cod. catastale | D803 | ||||
| Targa | CH | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | frisani | ||||
| Patrono | san Pantaleone | ||||
| Giorno festivo | 27 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Frisa all'interno della provincia di Chieti |
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| Sito istituzionale | |||||
Frisa è un comune italiano di 1.940 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, alla periferia nord-ovest di Lanciano.
Indice |
[modifica] Storia
Alcuni reperti di epoca romana, attestano che il territorio di Frisa era abitato già in antichità, tuttavia le prime documentazioni letterarie risalgono al XI secolo quando il territorio di Frisa fu possesso di Trasmondo III, conte di Chieti.[2]
La più antica frazione di Frisa è Guastameroli di cui si hanno notizie sin dal XI secolo in un atto (forse notarile) di compravendita risalente all'anno 1087 dell'Abbazia di San Giovanni in Venere, ove la frazione viene citata come "Lo Vasto Meruli".[3]
All'inizio del 1400 il borgo divenne feudo della città di Lanciano, mentre nel 1425 fu dei Caldora indi dei Cotugno ma poi, per l'estinzione di questa famiglia, passò al demanio regio. Nei vari conteggi dei fuochi, Frisa contò 62 fuochi nel 1447, 55 nel 1601 e 67 nel 1737. Dal 1657 fino all'estinzione delle feudalità il paese fu feudo dei Caccianini (famiglia di origine lombarda) di cui il membro principale fu Felice Saverio Caccianini che fu consigliere di Intendenza sotto il governo borbonico. Nel 1809 la popolazione arrivò a 1281 abitanti e nel 1901 si arrivò a 1954 abitanti.[3]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- Ex chiesa e Convento di Santa Lucia, siti in Piazza principe di Piemonte. La prima notizia della chiesa è attestata da un atto di donazione del 1056, mentre il campanile risale al XIV secolo. Del XVIII secolo è la costruzione della sacrestia sul passaggio di collegamento fra il Castro ed i nuovi quartieri del paese. Il campanile ha delle aperture a tutto sesto forse dell'impianto originario.[4]
- Chiesa di Santa Maria (Badia di Frisa), sita in contrada Badia. La prima notizia della chiesa si ha in un atto di donazione del 1049 dove viene citato dell'annesso monastero. Forse l'impianto attuale è dovuto a rimaneggiamento ed ampliamenti nel tempo. La facciata presenta uno sviluppo orizzontale non simmetrico al suo asse. Il campanile è a vela. Un'apertura circolare è posta sopra il portale. L'interno è a tre navate con volte a vela.[5]
- Il Santuario Madonna del Popolo, sita in via Madonna del Popolo. Secondo un'iscrizione persa la chiesa venne terminata nel 1669 ed inaugurata al culto nello stesso anno. La facciata è a profilo a capanna. A fianco del portale vi sono due vani a sesto acuto, mentre sopra al portale vi è un dipinto quadrangolare con immagini sacre ed una finestra. L'interno è a navata unica artitolata in campate mediante pilastri rettangolari che sorreggono le volte a vela. Il campanile è posto sul lato sinistro del Santuario ed è suddiviso in tre livelli. All’interno, in un altare barocco era conservata una tela de1l cinquecento raffigurante la Vergine, trafugata nel 1980 e sostituita da un dipinto reinterpretato di Pietro Annigoni nel 1982 che rappresenta la Madonna con il Bambino.[6]
- Chiesa di San Pantaleone, sita in contrada San Pantaleone. La prima citazione della chiesa è del 1627 quando si parla di una cappella, tuttavia le forme odierne della chiesa sono da ricercare nel 1742 (data posta sul portale), quando viene fatto un apliamento dell'edificio religioso. La facciata è suddivisa in tre parti mediante delle paraste. Sopra il portale vi è una finestra ad arco ribassato. Il timpano è a cornici modanate con un'apertura circolare al suo interno. L'interno è ad aula unica.[7]
- Chiesa di San Filippo Neri, sita nella frazione Guastameroli. La chiesa, o meglio la parte esterna dell'edificio, venne costruita tra il XVIII ed il XIX secolo. L'interno venne ultimato alla metà dell'Ottocento. La facciata è a capanna. Ai lati della chiesa vi sono delle coppie di lesene giganti. Il campanile è posto su di un fianco della chiesa e presenta delle cornici marcapiano. L'interno è a navata unica.[8]
[modifica] Architetture civili
- Palazzo baronale Caccianini, sito in Piazza Principe di Piemonte. Il palazzo fu fatto costruire dalla famiglia Caccanini a partire dal XVII secolo come propria residenza inglobando varie strutture della cinta muraria nel proprio palazzo. Alla metà del Settecento risulta una sopraelevazione dell'edificio, mentre è degli inizi del XIX secolo l'aggiunta di un'ala trasversale dell'edificio precedente. È suddiviso in tre livelli. Solo il primo ed il terzo livello sono imbiancati, il piano centrale presenta una muratura a vista per via dello scrostamento della vernice. Al pian terreno vi sono vari ingressi per le abitazioni e i luoghi di deposito, aperti forse di recente. Le aperture al primo piano sono state murate per via dell'abbandono. Le aperture al secondo piano si affacciano su dei balconcini e incorniciate da rilievi in stucco. Nella parte del cortile il palazzo presenta due livelli anziché tre.[9]
- Passaggio di raccordo tra antico castro e i nuovi quartieri, sito in Piazza principe di Piemonte. È stato realizzato nel 1747 come indicato da un'iscrizione sulla muratura presso la porta sul lato della sacrestia della chiesa di di Santa Lucia. Il passaggio è costituito da tre campate con volte a crociera con mattoni con raccordo ad archi a tutto sesto.[10]
- Torre, sita in Piazza principe di Piemonte. Attualmente è inglobata nel palazzo Caccianini e risulta abitata (sede dei volontari di protezione civile Frisa). Fu costruita nel XIV secolo, mentre fu accorpata al XVII secolo al palazzo baronale. La base è circolare ed è costruito in pietre miste a mattoni in cui si aprono varie finestre.[11]
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Rocco Di Battista (Lista civica Frisa Unita) dal 15/04/2008
[modifica] Bibliografia
- D. D'Angelo, Frisa. Una comunità agricola in un'economia urbana in Quaderni di rivista Abruzzese n. 37, Lanciano [2001].
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Autori Vari. Frisa e la sua storia. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ a b Autori Vari. Archivio storico. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Ex Chiesa e Convento di Santa Lucia. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Chiesa di Santa Maria o Badia di Frisa. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Chiesa di Santa Maria del Popolo. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Chiesa di San Pantaleo. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Chiesa di San Filippo Neri. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Palazzo Baronale Caccianini. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Passaggio di Raccordo tra antico Castro e Nuovi Quartieri. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
- ^ Autori Vari. Torre dell'Antica Cerchia Muraria. Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13-12-2009.
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