Mozzagrogna

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Mozzagrogna
comune
Mozzagrogna – Stemma Mozzagrogna – Bandiera
Mozzagrogna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Tommaso Schips (lista civica [Uniti per Crescere] [1]) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 42°12′41″N 14°26′45″E / 42.211389°N 14.445833°E42.211389; 14.445833 (Mozzagrogna)Coordinate: 42°12′41″N 14°26′45″E / 42.211389°N 14.445833°E42.211389; 14.445833 (Mozzagrogna)
Altitudine 223 m s.l.m.
Superficie 13,71 km²
Abitanti 2 308[1] (31-12-2010)
Densità 168,34 ab./km²
Frazioni Castel di Sette, Castelli, Cavezza, Colle Ruzzo, Cornice, Cuna Re di Coppe, Fonte della Noce, Lucianetti, Ponticelli, Rosciavizza, Villa Romagnoli
Comuni confinanti Fossacesia, Lanciano, Paglieta, Santa Maria Imbaro
Altre informazioni
Cod. postale 66030
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069056
Cod. catastale F785
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 575 GG[2]
Nome abitanti mozzagrognesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mozzagrogna
Posizione del comune di Mozzagrogna all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Mozzagrogna all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Mozzagrogna (li Scavùnë nel dialetto locale[3]) è un comune italiano di 2.237 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, alla periferia est di Lanciano.

Il paese, adagiato su una verde collina che guarda la Valle del Sangro, presenta due centri abitati (Mozzagrogna e Villa Romagnoli); il resto della popolazione è sparso per le campagne coltivate a vigna e uliveti. Degli antichi boschi sono oggi rimasti piccoli querceti sparsi qua e là.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scarse sono le notizie storiche del paese anticamente chiamato "Villa Schiavone" in quanto fondato da una colonia di Schiavoni stanziati in questo luogo nel XVI secolo[4] che nel secolo precedente si stanziarono a Lanciano e, tempo dopo, scacciati da Lanciano stessa, furono costretti a porre rifugio nei paesi limitrofi di Santa Maria Imbaro, Santa Vittoria e Pietra Costantina. In seguito, questi tre paesi si staccarono da Lanciano e nel 1807 furono riuniti in un solo comune detto il comune delle Ville (Villa Mozzagrogna, Treglio, Villa Pietra Costantina e Villa Santa Maria Imbaro[5] Il nome attuale deriva da una famiglia di Lanciano che ebbe il paese in feudo.[4] Nel 1816 i due paesi di Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna si staccarono mentre Pietra Costantina fu inglobato nel nascente comune di Mozzagrogna.[5] Il paese fu quasi del tutto distrutto durante la seconda guerra mondiale.[6] Per la lunga permanenza dei tedeschi a Mozzagrogna la quasi totalità degli edifici del paese furono rasi al suolo e svaligiati.[5]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Rocco.
    • Storia. È sita in Viale Frentano. La chiesa odierna risale, come si può appurare dall'epigrafe dentro la chiesa, al 1950, mentre risalgono al 1990 i lavori di ammodernamento.[7]
    • Descrizione. La facciata è suddivisa in due corpi con timpano. Le cornici dei timpani e delle aperture sono in pietra, il resto della facciata è ricoperto di intonaco e rifinito con una vernice giallastra. Alla sinistra della facciata è posto il campanile composto da una torre in mattoni su cinque piani scanditi all'esterno da altrettanti cornici marcapiano. Le pareti laterali intonacate presentano delle finestre con chiusura ad arco. L'interno è a navata unica suddivisa in quattro campate i soffitti sono coperti da volta a botte. Nell'ultima campata a sinistra, sull'arcone, si apre una barconata con un parapetto ligneo. Le pareti sono dipinte di giallo.[7]
  • Chiesa di Maria Santissima della Vittoria.
    • Storia. È sita in piazza della Vittoria in contrada Villa Romagnoli. La costruzione, come riportato da una targa posta all'interno, venne iniziata nel 1855 e venne lasciata a metà. La costruzione riprese nel 1889 e conclusa nel giro di qualche anno. Fu danneggiata nella seconda guerra mondiale e venne restaurata solamente nel 1952.[8]
    • Descrizione. La facciata è sormontata da un timpano ed è suddivisa in tre parti mediante quattro lesene. Il portale principale è sormontato da una lunetta. Sulle campate laterali vi sono altrettanti portoni secondari. Alla destra della chiesa vi è il campanile suddiviso in tre piani. ai fianchi vi sono delle lesene con trabeazione che funge da marcapiano. L'interno è ad aula unica suddivisa da sei campate mediante pilastri Le campate presentano copertura a botte. La volta a botte dell'ultima campata presenta delle lunette. All'ingresso vi è un ambone o endonartece sostenuto da due coppie di piccoli pilastri a base quadrati in ordine dorico che sostengono tre arcate a sesto ribassato.[8]
  • Castello di Septe (o forse Septae), oggi detto di Sette.
    • Storia. Fu fondato dai Longobardi sul termine dell'VIII secolo[9], mentre altre fonti lo vogliono costruito tra il IX ed il X secolo[10] successivamente fu feudo dei conti di Chieti fino alla conquista da parte dei Normanni. Nel 1259, re Manfredi donò il castello con il suo feudo alla città di Lanciano. Nel 1268 vi soggiornò il conte Filippo di Fiandra insieme a tutta la sua famiglia. Nel 1308 il conte venne cacciato per arroganza, indi il castello seguì un periodo di decadenza. Nel 1625 il feudo del castello venne venduto a privati, dapprima agli Anfosso e poi ai Procaccino. Nel 1721 la baronessa Chiara de Osses rimanendo senza eredi, donò il castello ad Antonio Genoino, famiglia di cui il castello rimase di proprietà fino alla metà del 1900 quando l'ultimo erede della famiglia scomparve misteriosamente durante la seconda guerra mondiale. La forma attuale è dovuta ad una recente costruzione. Attualmente è sede di un hotel dal nome del castello.[9]
    • Descrizione. Ai lati della facciata vi sono due torrioni con merlatura. Il corpo centrale è sormontato da una tettoia. Le pareti esterne sono realizzate interamente in pietra. Una cornice a bugnato corre per tutta la facciata principale che, sopra il portone principale, risulta spezzata e sopraelevata dal resto della cornice. Le varie finestrelle, strette, presentano un archetto a tutto sesto. Tutt'intorno vi è un giardino. L'aspetto è simil tardo-medievale - rinascimentale.[11]
  • Villa Marcantonio.
    • Storia. È sito in piazza San Rocco. Il progetto del palazzo viene attribuito a Gino Coppedè ipotesi avvalorata dalla somiglianza del palazzo con i Palazzi Pastorino a Genova e Romagnoli a Firenze. La sua realizzazione risale tra l'Ottocento ed il Novecento. Il palazzo è in stile liberty. Attualmente versa in uno stato di abbandono.[12]
    • Descrizione. Nella facciata principale vi è una serie di avancorpi serviti da una scala monumentale. Il palazzo è suddiviso in tre piani. Sotto il cornicione vi sono delle teste di leone. Completano la facciata principale ed il prospetto nord delle colonne in ordine ionico e delle lesene in stile bugnato. Il portale del prospetto nord è a tutto sesto, sulla scala che lo precede vi sono due state raffiguranti due leoni. L'unica balaustra del balcone è in pietra.[12]

Festività e sagre[modifica | modifica sorgente]

  • 20 gennaio: processione della statua di San Sebastiano e vendita in piazza di crispelle dolci di patate.
  • aprile: la statuina della Madonna, che si trova sulla piazzetta di contrada Lucianetti, viene trasferita dal Parroco presso una famiglia che la ospita. La statuina, a turno, gira nelle case di chi la richiede e vi rimane un giorno.
  • Venerdì Santo: processione.
  • Seconda metà di luglio: sagra del prosciutto crudo a Villa Rimagnoli.
  • Prima domenica di agosto: festa in onore di Santa Maria della Vittoria a Villa Romagnoli.
  • 15 e 16 agosto: festa Patronale in onore di San Rocco Parrocchia di Mozzagrogna.
  • Seconda metà di agosto: Sagra di sagne e ceci a "Lu Vallone", presso Fonte della Noce.
  • Fine agosto: Sagra dei dolci tipici locali a Villa Romagnoli.
  • 8 dicembre: processione della statua della Madonna. Lungo il tragitto sui balconi delle case vengono stese lenzuola bianche finemente decorate. Qualcuno ricopre il manto stradale di petali di rose. Tornata in piazza, prima della messa, la statua è messa sulla soglia della Chiesa girata verso la piazza affollata come per vedere gli spari pirotecnici in suo onore. Nei campi vengono accesi dei falò.

Persone legate a Mozzagrogna[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Mario Fosco - storico, scrittore di testi narrativi, testi teatrali, poesie e canti.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l’ultimo conflitto mondiale fu teatro di ripetuti e devastanti bombardamenti e di efferate azioni di guerra da parte degli opposti schieramenti, che provocarono cinquanta vittime civili e la quasi totale distruzione dell’abitato. La popolazione tutta, seppure provata dagli stenti e dalle sofferenze, intraprendeva poi la difficile opera di ricostruzione.»
— Mozzagrogna (CH), 1943

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti, Abruzzo

Il paese di Mozzagrogna è attiguo all'abitato di Santa Maria Imbaro, dove è situato l' Istituto di ricerca Mario Negri Sud. [13]Originalmente quest'ultimo centro avrebbe dovuto essere costruito nel sud della Puglia, ma alla fine i direttori per evitare disguidi con le politiche attuali scelsero un appezzamento di terra vicino il mare nell'Abruzzo per la costruzione.
Il Consorzio Mario Negri Sud, nato il 5 dicembre 1980, è un centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica gestita dall'omonima fondazione senza scopo di lucro. Possiede un campus, alloggio per ricercatori e visiting scientist. Le attività del centro iniziarono il 1º febbraio 1988, nella ricorrenza del 25º anniversario del della fondazione del "Mario Negri" di Milano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Luigi De Filippis Sindaco
Fileno Cianfrone Sindaco
Pasquale Luciani Sindaco
2004 Filippo Manci Sindaco
2004 2009 Giuseppe Bussolo Lista civica Sindaco
2009 2014 Tommaso Schips Uniti per crescere Sindaco
2014 in carica Tommaso Schips Uniti per crescere Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 433.
  4. ^ a b Autori Vari, Mozzagrogna e la sua storia, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  5. ^ a b c Autori Vari, Archivio storico, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  6. ^ Autori Vari, Mozzagrogna e la sua storia (2ª parte), Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 novembre 2009.
  7. ^ a b Autori Vari, Chiesa di San Rocco, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 novembre 2009.
  8. ^ a b Autori Vari, Chiesa di Santa Maria SS. della Vittoria, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 novembre 2009.
  9. ^ a b Autori Vari, Castello di Septe, Sangroaventinoturismo, 2004. URL consultato il 18 novembre 2009.
  10. ^ Autori Vari, Provincia di Chieti - Mozzagrogna - Castel di Septe, mondimedievali. URL consultato il 18 novembre 2009.
  11. ^ Descrizione dalla foto da: Autori Vari, Castello di Septe, Sangroaventinoturismo, 2004. URL consultato il 18 novembre 2009.
  12. ^ a b Autori Vari, Villa Marcantonio, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 novembre 2009.
  13. ^ Sangroaventino, Santa Maria Imbaro e la sua storia. URL consultato il 13/12/08.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Fosco. Mozzagrogna, dalla selce alla Sevel. PU.MA, 2002

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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