Pretoro

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Pretoro
comune
Pretoro – Stemma Pretoro – Bandiera
Pretoro – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Sindaco Antonio Borgonsoli (lista civica Pretoro Insieme) dal 13/06/2004
Territorio
Coordinate 42°12′58.69″N 14°08′34.94″E / 42.216303°N 14.143039°E42.216303; 14.143039 (Pretoro)Coordinate: 42°12′58.69″N 14°08′34.94″E / 42.216303°N 14.143039°E42.216303; 14.143039 (Pretoro)
Altitudine 602 m s.l.m.
Superficie 26 km²
Abitanti 956[1] (31-10-2013)
Densità 36,77 ab./km²
Frazioni Colle Pagnotto, Passo Lanciano, Ponte
Comuni confinanti Fara Filiorum Petri, Lettomanoppello (PE), Pennapiedimonte, Rapino, Roccamontepiano, Roccamorice (PE), Serramonacesca (PE)
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069069
Cod. catastale H052
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pretoresi
Patrono San Domenico di Sora
Giorno festivo 6 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pretoro
Posizione del comune di Pretoro all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Pretoro all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Pretoro (Prëtèurë in dialetto locale) è un comune italiano di 956 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana della Maielletta.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Pretoro è fortemente influenzato dal massiccio montuoso della Maiella, per cui l'effetto mitigatore del mare è assai scarso: le precipitazioni sono decisamente abbondanti, superano i 1000 mm, e sono concentrate in primavera, autunno, e in inverno in forma prevalentemente nevosa, tant'è che molto spesso la neve tende ad arrestarsi proprio all'altezza del paese, per poi trasformarsi in pioggia più a valle. Le temperature sono basse e si aggirano tra i 4 °C di gennaio e i 22 °C di luglio, per una media annuale di 12-13 °C.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Pretoro di notte

Nelle vicinanze vi sono degli scavi archeologici preistorici, che dimostrano l'antichità del paese. Le origini del paese di Pretoro possono essere fatte risalire al periodo italico (VI-V secolo a.C.). Per quanto concerne la toponomastica, il nome "Pretoro" o "Preturo" deriverebbe dal nome "Praetorium" e caratterizzerebbe un punto di vigilanza del passaggio dalla vallata nella quale si avevano insediamenti della gente Peligna e avevano la loro sede i Frentani.

L'attuale vecchio borgo medioevale è sorto intorno al 1600 dopo la distruzione del Castello di Pretoro, arroccato sull'estremità della roccia e denominato "Castrum Pretorii de Theti", allora presidiato costantemente da uno scudiero e 12 servitori. Bisogna notare come, sempre in questo periodo, l’insediamento maggiore sia stato trasferito dalla valle a monte. Nel secondo medioevo si hanno anche tracce del passaggio dei Francesi: il Santuario della Mazza, da loro costruito e adornato da un portale del secolo XIII, ne è sicura testimonianza (la sua facciata è chiaramente rivolta a nord-ovest, cioè verso la Francia). Pretoro in quel periodo partecipò alle crociate (XII secolo) con alcuni suoi uomini.

L’attività artigianale dei Pretoresi era stata molto redditizia e costituiva la maggior fonte di ricchezza. Se andiamo ad analizzare la tipologia dell'economia pretorese tra la fine dell’ottocento e gli inizi del Novecento, la dovremmo definire come prevalentemente "agricolo-pastorale", laddove l'agricoltura è essenzialmente basata sull'ulivo e la pastorizia è forte di ben diecimila capi di bestiame già nel primo dopoguerra. Soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale e la massiccia emigrazione Pretoro ha visto stravolta la sua economia e ha sperimentato una trasformazione dell'originario tessuto artigianale in industria.

È stato rinvenuto un documento molto importante nell'Archivio di Stato di Chieti. Si tratta di una piantina di Pretoro realizzata nel 1854, che riporta tutti gli edifici principali del centro storico. Sono indicate, tra le altre cose, le due chiese principali (Sant'Andrea e San Nicola) e le rovine dell'antico castello.

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Dal dialetto particolare con caratteristiche che lo differenziano dai dialetti circostanti, Pretoro è considerata un'oasi etnica, un'isola linguistica soprattutto per quanto riguarda la fonetica ed il lessico, dovuta a fattori storici ed etnici. Una lingua difficile, un dialetto particolare, gentile ed austero allo stesso tempo, che ha parole e frasi di sorprendente efficacia, inflessioni melodiose, penetranti, fiere, ma che presenta anche melanconie e soavi tenerezze, e che non somiglia a nessun dialetto della vicina provincia di Pescara e a nessun vernacolo della vallata del Foro e men che meno a quello di Guardiagrele. Il dialetto pretorese quindi non può definirsi un dialetto pescarese ma neanche un dialetto chietino, il che presuppone una unità etnica pre-romana distinta dalle circostanti[senza fonte].

Nonostante gli sforzi delle locali associazioni culturali, come recentemente ha fatto l’ex emigrato Felice Marcantonio col "Vocabolario Italiano-Pretorese (e cenni di grammatica pretorese)", il pretorese sta scomparendo, in quanto la popolazione pretorese d'origine rappresenta sempre più una minoranza rispetto ai pretoresi "acquisiti", e cioè le decine di persone, soprattutto delle campagne di Fara Filiorum Petri, Rapino e Casacanditella, che nei decenni scorsi si sono trasferiti nella parte bassa di Pretoro, presso la vallata del Foro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese, luoghi di culto e scavi archeologici[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Andrea.
  • La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo risale al XV-XVI secolo. È la chiesa principale del paese ed è posta sulla parte più alta del paese. L'interno è a due navate a pianta irregolare, visto che il pavimento è adattato alla roccia. Lo stile è neoclassico con influssi barocchi.[2]
  • La Chiesa di San Nicola. L'impianto originario è romanico, mentre l'attuale risale al XVI-XVII secolo epoca in cui l'edificio viene ricostruito completamente come testimoniano le due monofore sul lato che dà a valle. La chiesa è culto di San Domenico, santo per cui vengono celebrate le rievocazione de "Lu Lope" e dei serpari. All'interno si trovano una pietà in terracotta policroma del XVII secolo ed un portale ligneo del 1630.[3]
Chiesa della Madonna della Mazza
  • La Chiesa della Madonna della Mazza. Risale al XIII-XIV secolo. in alcune mappe arcaiche viene citata come "Madonna del Monte". Trattasi di un eremo fondato dai monaci benedettini cistercensi ed era dipendenza del Monastero di Santa Maria Arabona sito presso Manoppello Stazione. L'immagine della madonna in trono con bambino risale al XV secolo. Il nome di Madonna della Mazza è dovuto al fatto che è raffigurata con uno scettro (chiamato volgarmente mazza). La chiesa è meta di turisti la prima domenica di luglio.[4] Le prime notizie che si hanno sull'edificio sono per le decime ecclesiastiche del biennio 1324-25 durante il periodo cistercense. Un altro documento anticipa al XIII secolo la costruzione della chiesa, fatto comprovato dalla vita religiosa sita ai piedi della Maiella nello stesso secolo. La chiesa con l'annesso romitorio hanno conosciuto vari periodi di abbandono e, nel 838 erano completamente in rovina, ma già nel 1843 erano restaurati e riaperti ai fedeli. L'interno è ad un'unica navata, di cui l'archivolto è andato irrimediabilmente smarrito. Un ingresso secondario murato è posto sul lato a monte, mentre nel lato a valle vi era un grande arco che immetteva forse in un'appendice laterale probabilmente utilizzata a scopo abitativo. Il romitorio è a due livelli con accesso su di un lato dell'edificio stesso è stato recentemente restaurato. Delle leggende narrano dell'immagine della Madonna della Mazza ritrovata pressi un albero ma, riportata in paese venne ritrovata sul luogo di partenza, un'altra testimonianza narra di una nevicata durante uno scorso 2 luglio fenomeno che impedì la processione ma la Madonna ritornò da sola sui monti lasciando delle impronte sulla neve.[5]
  • La Grotta dell'eremita. La grotta è sita ad 8 km da Pretoro a 900 m.s.l.m. L'eremo risulta citato in un documento del 1581, nel quale viene citata una "Ecclesiam Sancti Angeli" presso la chiesa di Santa Maria del Monte o della Mazza. Data l'esistenza di una sorgente ed uno stillicidio d'acqua all'interno la grotta era fenomeno di culto di San Michele Arcangelo. Delle indagini archeologiche all'interno hanno riportato utensili in selce, reperti ceramici dell'età del Bronzo. Sull'ingresso vi sono alcune prove dell'esistenza di eremiti nella grotta, la volta è stata scalpellata per potervi porre gli intonaci, mentre sotto vi sono dei resti di fondamenta dell'eremitaggio, mentre dei resti di letame e di chiusura parziale dell'accesso provano che la grotta è stata usata dai pastori come ricovero delle greggi. La grotta è fonte di leggende sugli eremiti, le quali narrano che l'acqua del Foro si separava per far passare l'eremita. La grotta, inoltre fu abitata da sfollati di Pretoro durante la seconda guerra mondiale[6]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Necropoli del Crocifisso.
  • Il territorio comunale è interessato dagli scavi archeologici siti in località Crocifisso che hanno riportato alla luce una necropoli.

I Musei, i parchi e la natura[modifica | modifica sorgente]

  • Il centro museale san Domenico. Il museo è stato istituito con la deliberazione del comune di Pretoro n. 34 del 12/02/96. Il museo ha lo scopo di divulgare gli aspetti culturali e naturali su lupi, serpenti e la storia di Pretoro. Il museo è sito in un locale anticamente adibito ad officina di fabbro che, per l'apertura del museo, è stato restaurato.[7]
  • Riserva regionale Valle del Foro
  • L'area faunistica del Lupo Appenninico. Il parco è nato dal Piano di Assetto Naturalistico della Riserva regionale guidata del Foro su citata nel 1999, quando due anni prima la riserva del Foro stessa era nata come tutela del territorio. Difatti, nel 1999 con la realizzazione del Parco nazionale della Maiella tutte le aree protette che erano finite al suo interno venivano assimilate al nascente parco nazionale. L'area faunistica è posta tra le località "Calvario" e cava "Falselongo".[8]

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

  • Primi piatti: "P'ttlolozz'" sorta di rombi di pasta fatta con farina ed acqua, la pasta viene cotta al sugo; "Pasta alla chitarra" abruzzese, viene realizzata mediante uno strumento apposito detto chitarra.[9]
  • Secondi piatti: agnello alla brace cotto con legna mista di abete, faggio, carpino e ginepro; "coratella" e "turcinelli" realizzati con budella di maiale e ripieni con animelle e peperoncino.[9]
  • Verdure e pane: "ciabbotta" misto di verdure da porre su fette di pane casareccio; "pizz' e foij" stufato di verdure con sarda affumicata; "pizza scim" pane bianco non lievitato e sciapo.[9]

Libri su Pretoro[modifica | modifica sorgente]

Qui troverete tutti i documenti pubblicati dal Comune che trattano le tradizioni e la storia del nostro paese. Le opere sono disponibili presso l'Ufficio Turistico, salvo i casi in cui sia diversamente specificato.

[Libro] Marcantonio Felice "Spiccioli di cronaca per non dimenticare - Pretoro 1935-1950", Litografia Eurografica, Guardiagrele, 2008 [Libro] Marcantonio Felice "Vocabolario Italiano-Pretorese (e cenni di grammatica pretorese)", Litografia Eurografica, Guardiagrele, 2008 [Libro] Domenico Malandra "Pretoro ...racconta gli anni prima dell'emigrazione - raccolta fotografica", Editrice Italica, Pescara, 2006 [DVD] studio Duesse Foto "Lu Lope e il Miracolo di San Domenico", 2005 [Libro] AA. VV. "San Domenico Abate: IX Centenario della Santificazione," Casa Editrice Tinari, Chieti, 2004 [Libro] AA. VV. "Pretoro: dal Medioevo all'età Contemporanea", Casa Editrice Tinari, Villamagna (CH), 2004 [Libro] AA. VV. "La storia di Pretoro", Casa Editrice Tinari, Villamagna (CH), 1999 [Libro] AA. VV. "I notai storici Elia e Ermenegildo Lupiani di Pretoro 1712-1802", Casa Editrice Tinari, Villamagna (CH), 1999 [Libro] AA. VV. "Il Catasto Onciario di Pretoro 1745", Casa Editrice Tinari, Bucchianico (CH), 1998 Collana di studi delle tradizioni popolari a Pretoro (CH)

Marcantonio Felice (con illustrazioni di Nino Di Fazio) "I soprannomi di Pretoro e piccole storie ad essi connesse -Quaderno di studi delle tradizioni popolari a Pretoro-", Industria Grafica DE.MA., Pescara, 2005 Marcantonio Felice (con illustrazioni di Nino Di Fazio) "Profumi di terra: Lu pan d'na vot' (il pane di una volta) -Quaderno di studi delle tradizioni popolari a Pretoro-", Industria Grafica DE.MA., Pescara, 2004 Marcantonio Felice (con illustrazioni di Nino Di Fazio) "'Il sorcio dorme' ed altri giochi 1945-1965 -Quaderno di studi delle tradizioni popolari a Pretoro-", Casa Editrice Tinari, Chieti, 2003 AA. VV. "San Domenico a Pretoro -Quaderno di studi delle tradizioni popolari a Pretoro-", Casa Editrice Tinari, Chieti, 2003 Alessandro Mucciante, Marcello Maggiori, “Una stratigrafia in grotta con industria del Paleolitico superiore nei pressi di Pretoro (PE)”, in Atti della Società Toscana di Scienze Naturali, Memorie, serie A, vol. CVII, anno 2000-2001, Pisa, pp. 33-39.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Antonio Borgonsoli lista civica Sindaco
2009 in carica Antonio Borgonsoli lista civica "Pretoro insieme" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2013.
  2. ^ Comune di Pretoro, Chiesa di Sant'Andrea Apostolo (sec. XV-XVI). URL consultato il 10 gennaio 2010.
  3. ^ Comune di Pretoro, Chiesa di San Nicola. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  4. ^ Comune di Pretoro, Chiesa della Madonna della Mazza sec. XIII-XIV (mt. 1000). URL consultato il 10 gennaio 2010.
  5. ^ Autori Vari, Madonna della Mazza in Eremi d'Abruzzo Guida ai luoghi di culto rupestri, 2000, pag.38-39. ISBN 88-85854-74-5.
  6. ^ Autori Vari, Grotta dell'eremita in Eremi d'Abruzzo Guida ai luoghi di culto rupestri, 2000, pag.40-41. ISBN 88-85854-74-5.
  7. ^ Comune di Pretoro, Centro Museale San Domenico. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  8. ^ Comune di Pretoro, I lupi del Parco della Majella sono a Pretoro. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  9. ^ a b c Comune di Pretoro, Enogastronomia a Pretoro. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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