Cansano
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| Cansano | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 835 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 40,30 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 6 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Campo di Giove, Pacentro, Palena (CH), Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Sulmona | ||||||||
| CAP: | 67030 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0864 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 066018 | ||||||||
| Codice catasto: | B624 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 1 (sismicità elevata-catastrofica) | ||||||||
| Nome abitanti: | cansanesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Giovanni Battista | ||||||||
| Giorno festivo: | 24 giugno | ||||||||
Cansano è un comune di 268 abitanti della provincia dell'Aquila: fa parte della Comunità montana Peligna.
Indice |
[modifica] Geografia
Cansano è situato a 12 km da Sulmona, su un colle in prossimità della Valle Peligna, a 835 m sul livello del mare. Il paese si inserisce in un paesaggio naturale pressoché intatto: da Cansano si può raggiungere molto facilmente il Parco Nazionale della Majella e, in particolar modo, il Bosco di Sant'Antonio e Passo San Leonardo. La posizione inoltre favorisce gli spostamenti anche verso i centri turistici più attivi della zona: Pescocostanzo, Campo di Giove, Pacentro e Sulmona. Il paese presenta un clima di montagna, con estati calde ed asciutte ed inverni rigidi e ricchi di precipitazioni. Tuttavia, nel corso del tempo ci sono state variazioni nel clima, che ora è poco più umido in estate e meno nevoso d’inverno.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Il calo demografico
[modifica] Il secondo dopoguerra
Nel grafico è possibile notare quanto la popolazione di Cansano, a partire dai primi anni del XX secolo, sia diminuita, arrivando dai circa 2000 abitanti a poco più di 250 censiti ultimamente. Le ragioni di questo forte calo sono numerose. Al di là delle vittime delle due guerre mondiali, però, bisogna considerare la situazione verificatasi negli anni Cinquanta, il secondo dopoguerra, in cui la condizione economica dei singoli abitanti non favoriva una ripresa generale. Il fenomeno dell'emigrazione, pertanto, agì grandemente, in modo tale che circa settecento persone abbandonarono il paese fra il 1951 ed il 1961. Le amministrazioni degli anni successivi, poi, non permisero a Cansano di sfruttare l’ambito culturale e turistico (le scalinate, gli scorci e le fontane caratteristiche, costruiti in selci e pietra, furono cementificati, mentre il centro storico, non più abitato, veniva abbandonato e lasciato in decadenza). Perciò, se, da una parte, la popolazione diminuiva per azione dell'emigrazione e dello squilibrio fra mortalità elevata e scarsa natalità, anche il paese andava perdendo ciò che avrebbe potuto garantire una rinascita economica.
[modifica] La situazione al giorno d'oggi
Oggi Cansano raggiunge un massimo di 350 abitanti nella stagione estiva. Numerosi sono, infatti, i turisti che trascorrono parte delle vacanze a Cansano: le iniziative di recupero del centro storico e di rivalutazione delle tradizioni, la costruzione di servizi turistici e le scoperte archeologiche hanno permesso al territorio di acquistare nuovo valore anche dal punto di vista turistico e culturale. Inoltre, nell’ultimo periodo si è avuto un aumento della natalità.
[modifica] Luoghi di interesse
[modifica] Archeologia
Il Parco Archeologico Naturalistico Ocriticum è indubbiamente il luogo di maggior interesse storico di Cansano. Collocato appena fuori dal paese, in zona Tavuto - Pantano, il parco archeologico è stato inaugurato assieme all'omonimo centro di documentazione, che si trova in paese, il 10 gennaio 2004. I primi scavi, effettuati nel 1992, hanno portato alla luce i resti di un antico centro romano, abbastanza importante soprattutto in ambito religioso. L'area archeologica comprende due templi, consacrati l'uno a Giove e l'altro ad Ercole, il primo romano ed il secondo italico, ed un sacello delle divinità femminili Cerere e Venere. Inoltre, nell'area sono presenti anche le rimanenze di un centro abitato e di un forno per la produzione della calce. Si è risaliti al nome Ocriticum mediante una stele funeraria ritrovata nei pressi della zona templare, riportante l'incisione SEX(TO) PACCIO ARGYNNO CULTORES IOVIS OCRITICANI P(OSUERUNT) (il cui significato è "i sacerdoti ocriticani di Giove posero a Sesto Paccio Arginno"). Numerosi sono gli ex-voto rinvenuti, conservati presso il Museo Archeologico di Chieti e presso il Centro di documentazione Ocriticum, che accoglie inoltre una mostra permanente sull'emigrazione ed è stato sede di diverse mostre temporanee, tra cui quelle fotografiche Il Volo ed Anima, rispettivamente nel 2005 e nel 2007, di Giovanni Guadagnoli e quella pittorica di Marco Di Paolo, nel 2006. La sala convegni del Centro di Documentazione ospita, inoltre, conferenze, proiezioni, presentazioni di vario tema e genere.
[modifica] Il castello e le chiese
Da Piazza XX Settembre, in cui è possibile osservare il monumento ai caduti e la recentissima chiesa di San Rocco, si può scendere lungo via Umberto I fino al cortile interno del Castrum Cansani, il castello medievale, a cui si accedeva tramite Porta da Capo (oggi detta Arch' de' gli Buseche) e di cui è possibile ancora osservare la struttura del mastio. Le ale del castello nel corso del tempo hanno subito numerosi rimaneggiamenti, poiché, non più funzionali dal '700, sono divenute abitazioni di alcuni abitanti del paese. Tra costoro si ricorda Chiara Villani, autrice di raffinate decorazioni pittoriche che ricoprono le pareti interne della sua abitazione: angeli, motivi floreali e ghirigori d'ogni genere, realizzati con la tecnica del punto a croce, rivestono le pareti bianchissime, che sembrano lenzuola ricamate. Del castello era rimasta la torre di avvistamento, ma crollò a seguito di un violento terremoto nel 1936. Nei pressi del castello si trova anche la chiesa di San Salvatore, denominata dai Cansanesi Chiesa Madre, poiché la più importante del paese fino a pochi anni fa, oltre che la più antica: edificata immediatamente dopo il castello, subì gravi danni per il terremoto del 1706 e fu dunque ricostruita; recentemente sottoposta ad un restauro, dell'edificio medievale restano solo le cripte e le fondamenta. Un'altra chiesa particolarmente importante per gli abitanti è quella di San Nicola di Bari, in cui la messa si celebra due volte l'anno: il 6 dicembre, in occasione della festività di San Nicola stesso, ed il 26 giugno, quando la statua del santo viene portata in processione. In entrambe le occasioni c'è la consegna del pane benedetto, rito molto diffuso in Abruzzo. Allo stesso modo, la chiesetta di San Donato, situata vicino al cimitero del paese, sulla strada per Pescocostanzo, viene aperta solo il giorno della processione del santo, che si celebra a metà agosto. Numerose le chiese ormai scomparse o sconsacrate; ad esempio, in via Umberto I si trova la vecchia chiesa di San Rocco, ora ristrutturata e adibita a museo. Sono ancora visibili, poi, i resti della settecentesca chiesa della Madonna della Neve, situata nella parte vecchia del paese. La chiesa, di piccole dimensioni, ora quasi completamente crollata (restano solo i muri perimetrali) ed invasa dalla vegetazione, accoglieva un'antica statua quattrocentesca, rappresentante la Madonna della Neve stessa, conservata oggi presso la chiesa di San Rocco, che veniva portata in processione il 5 agosto.
[modifica] Scorci caratteristici
Oggi si è perso questo culto con il graduale abbandono delle abitazioni della parte vecchia del paese, costituita da una lunga gradinata, che, dalla Chiesa Madre, attraversa un quartiere definito Partajova dai Cansanesi. Il termine probabilmente deriva dal nome latino della Porta di Giove, Porta Iovis (> Partajova), una volta presente, ma demolita perché pericolante dopo il terremoto del 1936. Il paese era ricco di fontane con abbeveratoi, di cui si conservano ancora, più o meno interamente, la fonte La Mandra, nell'omonima piazza, e quella detta de gliu Vuntnare, situata in via Intera. A tal proposito, nelle canzoni di Cansano è possibile trovare citazioni e riferimenti ad un'altra fontana, forse la più importante, ma oggi praticamente scomparsa: la Canala, fino agli anni 50 provvista di un mascherone in pietra, poi distrutto perché cementificato. Era situata alla base del colle su cui sorge Cansano, nei pressi dell'omonima grotta, spunto di miti e leggende popolari, e del corso d'acqua, chiamato anch'esso la Canala, ove le donne si recavano a lavare i panni e a lucidare pentole e conche.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Mario Ciampaglione (lista civica) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0864 40521
Posta elettronica: non_disponibile


