Carunchio

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Carunchio
comune
Carunchio – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia Chieti – stemma Chieti
Sindaco Gianfranco D'Isabella (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°55′0″N 14°32′0″E / 41.91667°N 14.53333°E / 41.91667; 14.53333 (Carunchio)Coordinate: 41°55′0″N 14°32′0″E / 41.91667°N 14.53333°E / 41.91667; 14.53333 (Carunchio)
Altitudine 714 m s.l.m.
Superficie 32 km²
Abitanti 668[1] (31-12-2010)
Densità 20,88 ab./km²
Frazioni Cerreto, Pedicone
Comuni confinanti Carpineto Sinello, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Fraine, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, Torrebruna
Altre informazioni
Cod. postale 66050
Prefisso 0873
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069012
Cod. catastale B853
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti carunchiesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 18 agosto
Localizzazione
Carunchio è posizionata in Italia
Carunchio
Posizione del comune di Carunchio all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Carunchio all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Carunchio è un comune italiano di 671 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Alto-Vastese.

Indice

[modifica] Storia

La prima menzione risale al 1173 in una bolla papale nella quale vengono confermati i confini della diocesi di Chieti. In seguito fu dei d'Avalos e dei Marinelli dei principi Caracciolo. Anticamente l'abitato fu in un'altra zona, forse in località Taverna, ma poi fu trasferito nell'odierno per via di incursioni saracene e slave.[2]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Borgo fortificato

È sviluppato ad anelli concentrici sfalsati in quota convergenti nella parte più alta ov'era il castello di cui rimangono i ruderi. Inoltre rimangono i ruderi delle case-mura e della Porta Coluccia, numerosi sotto-portici ed una probabile casa-torre sita tra Via Umberto I, Via Coluccia e Via Nocicchio. Nel catasto onciario del 1742 è citata una Via dei Rinforzi dove erano site le mura urbane e le case-mura.[3]

[modifica] Palazzi fortificati

Sono siti in Via Monte. Il primo impianto risale al XIII-XIV secolo. Dei ruderi medievali sono rintracciabili nei livelli inferiori della torre campanaria e del molino di Palazzo Castelli. I palazzi fortificati sembrano circoscrivere la forma di antico castello fortificato.[4] I principali palazzi fortificati di Carunchio sono i seguenti:

  • Palazzo Castelli. È un insieme di vari elementi con corte interna quadrangolare. L'edificio, nella sua forma attuale, risulta del XVI-XVIII secolo.[4]
  • Palazzo Turdò. È di forma quadrangolare con garitte angolari e cortile con cisterna. È del tipo fortificato. Risale al XIX secolo.[4]
  • Palazzo Turdò vecchio. È di forma quadrangolare. Ne rimangono dei resti.[4]

[modifica] Chiese ed edifici religiosi

  • Chiesa parrocchiale o chiesa di San Giovanni Battista. È sita in via monte. Risale ad un'epoca precedente al XV secolo. La struttura pre-cinquecentesca è legata al castello del paese avendo la torre campanaria con la funzione da torre di vedetta. Le zone interne conserva ancora delle monofore ad arco trilobato risalenti verosimilmente al XIII-XIV secolo. Il portale, del 1756, è in pietra scolpita di artisti molisani, i Calvitti di Pescopennataro. La chiesa è stata interessata da vari restauri tra il XVI ed il XVIII secolo. L'interno è a navata unica con volta a botte, fu ornato nel 1860 e restaurato di nuovo all'inizio del XIX secolo. Nel presbiterio, sopra il coro, nella cantoria è posto un organo risalente ad un periodo compreso tra il 1755 ed il 1792 ed attribuito a Francesco d'Onofrio che ha sostituito il precedente strumento del 1692 di Liberatore Pallotta di Agnone riciclando degli elementi fonici. La cassa lignea, addossata sul muro, è vivacemente decorata, ha prospetto diviso da paraste, le colonne ai lati sono a torgitlioni decorato da elementi vegetali dorati, le volute sempre ai lati sono decorate con dei putti che suonano le zampogne, il coronamento dell'organo è caratterizzato dall'ornamento a motivi vegetali. L'organo è stato restaurato.[5]
  • Ex convento di Santa Maria degli Angeli. È sito in contrada Taverna. Attualmente è adibito ad attività commerciale. Risale al 1536. Le strutture abitative, tra cui camere, fondaci, refettorio, biblioteca e chiostri, sono andate demolite e rimangono, invece, dei resti architettonici quali muri, cisterne, pozzi, frammenti lapidei erratici sparsi ovunque nelle zone circostanti e degli ambienti riferibili ad una cappella e ad luogo che forse è un cortile. L'interno della chiesa è ad un'unica navata.[6]
  • Resti della chiesa di San Michele Arcangelo. Sono siti in località San Michele in un luogo detto La Cesagna, fuori dal paese sulla Ex Strada statale 86 Istonia in direzione Torrebruna. Risalgono ad un periodo antecedente al XVIII secolo. All'epoca della famiglia Rinaldi vi risiedeva l'eremita fra Nicola Del Vecchio di Castiglione. Nel catasto si accenna di un unico altare con annessa statua dell'arcangelo sito nell'aula probabilmente unica. A fianco vi era una casetta per l'alloggio dell'eremita. Tra le proprietà vi erano dei terreni presso la chiesa e una decina di campi in varie contrade: tre case, due vigne, degli oliveti e quattro buoi. Nel 1851 ancora in buono stato, fu utilizzata come cimitero fino al 1857 quando la cappella era colma, tuttavia alcuni anziani accennano per la sepoltura nella chiesa nei primi anni del XX secolo per i deceduti d'influenza spagnola. Attualmente la chiesa e l'annesso fabbricato dell'eremita sono ancora esistenti e la chiesa è senza tetto parzialmente coperta da materiali crollati e da vegetazione. La chiesa è danneggiata da sottrazioni di materiali per riciclo di elementi architettonici negli anni sessanta del XX secolo. Verso la fine del XX secolo e gli inizi del nuovo millennio si poteva ammirare all'interno una pietra verosimilmente riconducibile all'altare.[7]

[modifica] Fontane

  • Fontana municipale. È sita in piazza della chiesa del purgatorio. Risale ad un periodo precedente al XVIII secolo. Un'iscrizione mostra la data del 1895. Si hanno notizie di progetti per la realizzazione della fontana risalenti al secondo decennio del XIX secolo per una spesa di poco più di una sessantina di ducati. Mentre nel 1844 si dovette ricostruire la fontana per via di una frana con una spesa di circa centocinquanta ducati, ma nel 1863 la spesa salì a circa settemila ducati. La crescita sproporzionata dei costi è da ricercare nella qualità artistica del progetto. La fontana è tripartita da quattro paraste e da conci bugnati e da una cornice orizzontale con ovuli e foglie d'acanto. Tra una parasta e l'altra il rivestimento è realizzato in laterizio. Nel riquadro centrale vi è una targa con una data. In una foto di epoca fascista è raffigurato, nella nicchia centrale uno stemma.[8]
  • Fonte della noce. È sita in via fonte della noce. È stata costruita precedentemente al XIX secolo. Fu realizzata da un architetto di Agnone. La parete principale ha degli archi a tutto sesto. Nell'arco centrale vi sono cinque aperture quadrate.[9]

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Gianfranco D'Isabella (lista civica) dal 16/05/2011

[modifica] Manifestazioni ed eventi

Eventi e manifestazioni significative a Carunchio:[10]

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cenni storici
  3. ^ Borgo fortificato
  4. ^ a b c d Palazzi fortificati
  5. ^ Chiesa parrocchiale
  6. ^ ex convento di Santa Maria degli Angeli
  7. ^ Resti della chiesa di San Michele Arcangelo
  8. ^ Fontana municipale
  9. ^ Fonte della noce
  10. ^ Feste e tradizioni

[modifica] Voci correlate

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