Corfinio

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Corfinio
comune
Corfinio – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Massimo Colangelo (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 42°07′29″N 13°50′33″E / 42.124722°N 13.8425°E42.124722; 13.8425 (Corfinio)Coordinate: 42°07′29″N 13°50′33″E / 42.124722°N 13.8425°E42.124722; 13.8425 (Corfinio)
Altitudine 346 m s.l.m.
Superficie 18,19 km²
Abitanti 1 067[1] (31-12-2010)
Densità 58,66 ab./km²
Comuni confinanti Popoli (PE), Pratola Peligna, Raiano, Roccacasale, Salle (PE), Tocco da Casauria (PE), Vittorito
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066041
Cod. catastale C999
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti corfiniesi
Patrono sant'Alessandro
Giorno festivo 3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corfinio
Posizione del comune di Corfinio all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Corfinio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Corfinio (anticamente Corfinium, poi, nel periodo romano, Pentima, indi nel medioevo Valva, ha ripreso il nome classico nel 1928)[2] è un comune italiano di 1.030 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Peligna.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Corfinio era una città del popolo dei Peligni, sita a ridosso della depressione del fiume Gizio ad est e quella del fiume Aterno a Nord, risalente oltre il IX/X secolo prima di Cristo. Raggiunge un potere economico-culturale già nel 480 a.C. instaurando, con le popolazioni Marse, Equi e Romani rapporti commerciali e molto spesso conflittuali. Nel 308/302 a.C. i suoi territori furono inglobati nella IV regione di Roma, pur conservando una certa autonomia.

Corfinio è stata la capitale della Lega Italica durante la guerra sociale contro Roma, venendo temporaneamente rinominata Italica. Quivi fu coniata una moneta con la scritta Italia[4]. Il generale Romano Gneo Pompeo Strabone, dopo la sconfitta della città nell'88 a.C. disse: "At te Corfinium circumdata validis muris".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 in carica Massimo Colangelo Lista Civica Sindaco

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale Valvense di San Pelino

La primitiva basilica sorse sulla tomba di San Pelino, vescovo di Brindisi, martire al tempo di Flavio Claudio Giuliano, nel sepolcreto sito nei pressi della città di Corfinium, capitale dei popoli italici insorti contro Roma. La città, risorta in età longobarda con il nome Valva, fu poi definitivamente distrutta dalle incursioni di Saraceni e Ungari. L'antica Corfinium assunse in seguito il nome di Pentima, che conservò fino al 1927; nel 1928 il borgo di Pentima fu ribattezzato Corfinio in onore della gloriosa capitale italica.

Nel 1075 il vescovo Trasmondo, prediletto del grande pontefice Gregorio VII, come viene attestato nel Cronicon Casauriense, promosse la rifondazione della basilica insieme a quelle del S. Panfilo di Sulmona, utilizzando le maestranze che avevano da poco edificato S. Liberatore alla Maiella. Egli fu al centro della politica papale anti-normanna, di cui la chiesa corfiniese venne ad assumere un valore emblematico. I lavori si interruppero nel 1092 con la consacrazione della sola parte realizzata, il transetto monoabsidato del cosiddetto mausoleo di Sant'Alessandro, a fianco del quale sorgerà più tardi la nuova cattedrale che ammiriamo oggi.

La successione cronologica delle fasi costruttive dell'edificio è controversa, ma fonti storiche attendibili sembrano indicare con certezza che il complesso è stato eretto tra il 1075 e il 1124, anno in cui il vescovo Gualtiero consacrò con rito solenne la basilica di S. Pelino. La formulazione dell'impianto a tre navate spartite da possenti pilastri in pietra squadrata, trovò nel tempio valvense una delle più efficaci applicazioni regionali: l'impostazione basilicale, ritmata da pilastri anziché dalle consuete colonne, nacque dall'unione di elementi prettamente meridionali con altri di derivazione lombarda, all'insegna di una grande chiarezza d'insieme e di una notevole armonia delle proporzioni. In questo senso, le fondazioni di Valva e di Sulmona, entrambe realizzate da maestranze benedettine, rappresentarono una vera novità ed un polo di riferimento per gran parte dell'architettura regionale. La felice contrapposizione delle volumetrie del corpo longitudinale e del transetto, risulta evidenziata dalla decorazione, improntata al recupero del repertorio classico, fatta di sequenze di arcatelle cieche intervallate da lesene e rosoncini che ne percorrono i parato murario esterno. L'attuale complesso di edifici si articola in tre corpi principali, di cui la cattedrale vera e propria e l'oratorio di S. Alessandro rappresentano il blocco più antico.

L'oratorio, che si diparte dal corpo basilicale e termina con una torre di difesa, fu eretto per custodire le spoglie di papa Alessandro I (109-119), anche se il luogo della sepoltura non è mai stato identificato. Il massimo apporto decorativo della scarna facciata si concentra nel portale, ornato lungo gli stipiti e nell'architrave da tralci classicheggianti, realizzato durante la più avanzata fase costruttiva della chiesa, promossa dal vescovo Gualtiero, in carica dal 1104. L'estrema sobrietà del prospetto contrasta con la ricchezza formale e decorativa dell'abside maggiore, in cui, sapientemente miscelati, emergono elementi di derivazione classica, bizantina accanto a quelli tipicamente romanici. La medesima essenzialità si ritrova all'interno, dove due teorie di arcate confluiscono verso il presbiterio, rialzato e coperto da una volte a crociera. Un riferimento ancora più evidente al repertorio classico contraddistingue le scelte scultoree, messe a punto dai decoratori abruzzesi nel primo decennio del XII secolo, secondo un atteggiamento culturale rivolto ai modelli antichi che trovò nella chiesa valvense una delle sue massime espressioni. Testimonianza eminente di questa tendenza è il pulpito che domina nella nave mediana, realizzato al tempo del vescovo Odorisio (in carica dal 1168 al 1188): qui la decorazione, che rinuncia ad ogni contenuto narrativo, per una vivace stesura degli ornati ed il fine intaglio del fogliame, tocca un vertice, per la maestria dell'esecuzione e per la raggiunta armonia generale dell'impianto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Nomi d'Italia, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2009, p. 138.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dopo la caduta della città nell'88 a.c. - In condottiero romano Strabone ebbe a dire ,con ammirazione, "AT TE CORFINIUM CIRCUMDATA VALIDIS MURIS " A tale epoca i territori dei Peligni e Subequani facevano parte della IV Regione di Roma e la guerra fu definita "sociale" perché fu conbattuta per ottenere il riconoscimento effettivo dell cittadinanza romana. National Geographic Italia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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