Navelli

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Navelli
comune
Navelli – Stemma
Navelli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Paola Di Iorio (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 42°14′19″N 13°43′46″E / 42.238611°N 13.729444°E42.238611; 13.729444 (Navelli)Coordinate: 42°14′19″N 13°43′46″E / 42.238611°N 13.729444°E42.238611; 13.729444 (Navelli)
Altitudine 760 m s.l.m.
Superficie 42 km²
Abitanti 594[1] (31-12-2010)
Densità 14,14 ab./km²
Frazioni Civitaretenga
Comuni confinanti Acciano, Bussi sul Tirino (PE), Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, San Benedetto in Perillis
Altre informazioni
Cod. postale 67020
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066058
Cod. catastale F852
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti navellesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Navelli
Posizione del comune di Navelli all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Navelli all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Navelli è un comune italiano di 614 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Navelli si trova a circa 700 m s.l.m. ed a 34 km dalla città dell'Aquila ed è posto sul versante sud-ovest di un rilievo che domina l'Altopiano di Navelli. Il Comune confina a nord con Carapelle Calvisio, a nord-est con Capestrano, ad est-sud-est con Collepietro, a sud con Acciano e ad ovest con Caporciano. L'unica frazione di Navelli è Civitaretenga.

La Piana di Navelli corre parallelamente alla valle del fiume Aterno in direzione est-ovest, con una larghezza di circa 3 km ed una lunghezza di 25 km. La Piana di Navelli, insieme a quella di Capestrano, alla Valle Peligna, l'Altopiano delle Rocche, e l'altopiano delle Cinquemiglia, costituisce il complesso di altopiani interni abruzzesi tra l'allineamento dei Monte Velino-Sirente-Monti Marsicani e la dorsale appenninica, lungo la direttrice nord-ovest/sud-est della successione dei Monti della Laga, il Gran Sasso, la Majella, le Montagne del Morrone ed i Monti della Meta.

La Piana di Navelli è stata originata da dislocazioni tettoniche[3], cioè scorrimenti degli strati superficiali terrestri, e, data la presenza di fenomeni carsici, non presenta corsi d'acqua superficiali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A causa del salto di quota che si ha rispetto alla costa, la Piana di Navelli costituisce un limite climatico tra la zona sub-collinare o marittima verso la zona adriatica e quella interna montana.

Il clima è rigido e poco piovoso, per le catene montuose della Maiella e Gran Sasso-Laga che bloccano in parte i venti umidi orientali. I venti occidentali, invece, sono ostacolati dalla catena dei Monti Simbruini e Matese.

Gli squilibri barometrici con la costa fanno sì che la Piana sia battuta da venti di forza considerevole.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti italici nella zona di Navelli si fanno risalire ai Vestini intorno al VI secolo a.C., quando nella zona sottostante l'attuale paese si trovava il vicus Incerulae[4]; come traccia di queste origini si ha un'iscrizione in dialetto vestino conservata nel Museo Archeologico di Napoli e risalente al III secolo a.C. che cita un tempio italico dedicato a Hercules Iovius nel sito dell'attuale Chiesa di Santa Maria in Cerulis[5].

L'attuale paese fu fondato dall'unione in epoca medievale (VIII-X sec.) di sei villaggi: Villa del Plano, Villa della Piceggia (o Piaggia) Grande, Villa della Piceggia (o Piaggia) Piccola, Villa di Santa Lucia, Villa del Colle e Villa di Turri[6]; come traccia dei villaggi originali, nella piana restano alcune chiese medievali, come quella di Santa Maria in Cerulis citata già nel 787 sul Chronicon Vulturnense.

I villaggi originali si riunirono in un unico castello, costruito sul colle dove tuttora si trova il paese, già citato nel 1092 una bolla del Monastero di San Benedetto in Perillis. La fortezza era dotata di una torre che, in epoca rinascimentale, venne trasformata nel campanile della chiesa parrocchiale. Sulle rovine del castello, poi, fu costruito nel 1632 il Palazzo Baronale.

Le abitazioni vennero costruite in epoca medioevale nella zona della “Villa di Piceggia grande”, ampliandosi in epoca rinascimentale verso la “Villa di Piceggia piccola”: le due zone, medievale (l'attuale “Spiagge grandi”) e rinascimentale (“Spiagge piccole”), sono ancora distinguibili nell'abitato.

Il castello di Navelli appartenne alla Diocesi di Valva e nel 1269 partecipa alla fondazione del Comitatus Aquilano nel Quarto di Santa Maria. Per sedare i conflitti relativi al pagamento delle decime, il 29 agosto 1424 passa da quella di Valva alla diocesi di L'Aquila su iniziativa di Papa Martino V.

Nel 1423 il Navelli si difese dalle truppe di Braccio da Montone, arrendendosi senza però essere espugnata; per onorare la resistenza all'assedio, venne concesso dalla Regina Giovanna II di Napoli di inserire nello stemma del paese la scritta “Navellorum Merito Coronata Fidelitas”.

Il 4 e 5 dicembre 1456 un disastroso terremoto distrusse numerosi centri, alcuni dei quali mai più ricostruiti. Nel 1498 il Castello di Navelli fu cinto da mura; una delle cinque porte del paese (la Porta Villotta o Porta Sud) fu in seguito inglobata nel Palazzo Onofri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Navelli figura tra I borghi più belli d'Italia.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, realizzato nel 1631 in stile tardo-barocco con sfumature neoclasiche;
  • Chiesa della Madonna del Rosario, in stile barocco, fu edificata dopo il terremoto del settecento;
  • Chiesa di Santa Maria in Cerulis, sita nell'area del cimitero, risale all'XI secolo e sorge sulle rovine di un tempio italico dedicato ad Hercules Iovius;
  • Chiesa cimiteriale del Suffragio, in stile rinascimentale;
  • Oratorio di San Nicola, sita in campagna, ha una struttura a tetto con una sola navata;
  • Oratorio della confraternita del Gonfalone, in stile barocco, è di forma circolare e si trova vicino al palazzo Baronale subito sopra la chiesa di San Sebastiano;
  • Cappella di San Pasquale, cappella gentilizia risalente al Seicento barocco;
  • Cappella di San Gennaro e Rosario, cappella gentilizia dell'attiguo palazzo Piccioli;
  • Chiesa della Madonna del Campo, a tetto in stile rinascimentale con una sola navata;
  • Chiesa di San Girolamo, a volta in stile rinascimentale con una sola navata;
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a volta in stile rinascimentale con una sola navata;
  • Chiesa della Madonna di Loreto, a volta in stile rinascimentale con una sola navata;
  • Cappella di San Rocco, a volta in stile rinascimentale con una sola navata.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Baronale, palazzo fortificato costruito nel 1632;
  • Palazzo Piccioli, palazzo settecentesco in stile neoclassico;
  • Palazzo Francesconi, palazzo seicentesco con annessa la cappella gentilizia di San Pasquale;
  • Palazzo Piccioli, palazzo seicentesco con annessa cappella gentilizia di San Gennaro e Rosario;
  • Palazzo de Roccis, palazzo dell'Ottocento situato la Chiesa della Madonna del Rosario;
  • Palazzo Onofri, risalente al 1498, è annesso ad una delle cinque porte di accesso al paese;

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Porta San Pelino, detta anche Porta Nord;
  • Porta Villotta, detta anche Porta Sud;
  • Porta Macello, detta anche Porta Est;
  • Porta Santa Maria detta anche Porta Ovest.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Necropoli di Navelli, II-I secolo a.C.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Sagra dei Ceci e dello Zafferano[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione enogastronomica, promossa dalla Pro loco di Navelli ad agosto, promuove le produzioni tradizionali del territorio con un'affluenza di circa 10.000 presenze nell'arco del fine settimana[8]. Nata nel 1976, ha come sede storica il boschetto Santucci, sostituito nel 2007 dalla Piazza San Pelino a seguito degli incendi boschivi che hanno colpito la zona. Oltre alla cucina di piatti allo zafferano o ai ceci locali, la sagra permette anche l'acquisto di altri prodotti del luogo ed è arricchita da manifestazioni di contorno sportive e culturali.

Palio degli Asini[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1980 come manifestazione di contorno alla Sagra dei Ceci e dello Zafferano[9], il Palio degli Asini vuol essere una parodia del famoso Palio di Siena. Preceduto da una sfilata di carri partita da Piazza Piccioli con personaggi in costume tradizionale e sbandieratori, la gara, che si svolgeva nel boschetto Santucci, si svolge lungo via Pereto con fantini assegnati agli asini di ciascuna contrada all'ultimo momento tramite sorteggio. Costumi e scenografie sono sviluppati in collaborazione con il Teatro Stabile d'Abruzzo.

Vivi il Trattuto[modifica | modifica wikitesto]

Evento organizzato dalla Fondazione Silvio Salvatore Sarra la seconda domenica di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna dell’Arco, con la volontà di far riscoprire e vivere questo aspetto peculiare dell’Abruzzo interno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione più caratteristica di Navelli è quella dello Zafferano dell'Aquila. Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna da parte di un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci di Navelli che, facente parte del tribunale dell'inquisizione istituito nel Sinodo di Toledo nel 1230, intuì la possibilità di coltivarlo nella Piana di Navelli[10].

Ben presto la coltura dello zafferano si estese a tutta la zona di L'Aquila, appena fondata, iniziando un fiorente commercio con Milano e Venezia in Italia, e Francoforte, Marsiglia, Vienna, Norimberga ed Augusta all'estero. Nel 1317 il Re Roberto d'Angiò abolì le tasse sullo zafferano al fine di favorirne il commercio. Per le zone interne il commercio dello zafferano ha rappresentato una delle fonti tradizionali di reddito, al pari della commercializzazione dei prodotti dell'allevamento ovino.

Risale al XX secolo la costituzione della prima cooperativa di coltivatori di zafferano su iniziativa di Silvio Sarra di Civitaretenga. Il 4 febbraio 2005 lo Zafferano dell'Aquila è stato iscritto nel Registro delle Denominazioni d'Origine Protetta[11] ed il 13 maggio 2005 viene fondato il Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila. I produttori che possono utilizzare il marchio "Zafferano DOP dell'Aquila" sono iscritti in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo e l'area di produzione DOP comprende i comuni di Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant'Angelo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 30 marzo 2010 Paolo Federico Lista Civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Navelli – Arte e Cultura - Geologia
  4. ^ I Borghi più belli d’Italia: Navelli
  5. ^ Comune di Navelli – Arte e Cultura – Cronologia eventi
  6. ^ Comune di Navelli – Arte e Cultura - Storia
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Pro loco di Navelli: Sagra dei Ceci e dello Zafferano
  9. ^ Pro loco di Navelli: Palio degli Asini
  10. ^ Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila: storia dello zafferano
  11. ^ Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila: marchio DOP

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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