Rocca di Mezzo

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Rocca di Mezzo
comune
Rocca di Mezzo – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Sindaco Mauro Di Ciccio (PD) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)Coordinate: 42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)
Altitudine 1.322 m s.l.m.
Superficie 86,95 km²
Abitanti 1 556[1] (31-12-2010)
Densità 17,9 ab./km²
Frazioni Fonteavignone, Rovere, Terranera
Comuni confinanti Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Lucoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Ocre, Ovindoli, Rocca di Cambio, San Demetrio ne' Vestini, Sant'Eusanio Forconese, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo
Altre informazioni
Cod. postale 67048
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066082
Cod. catastale H402
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti rocchigiani
Patrono san Leucio
Giorno festivo 11 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca di Mezzo
Posizione del comune di Rocca di Mezzo all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Rocca di Mezzo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Rocca di Mezzo (la Rocca in dialetto locale) è un comune italiano di 1.544 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, appartenente alla Comunità Montana Sirentina e sede del Parco regionale naturale del Sirente - Velino. È stazione climatica estiva e centro turistico di sport invernali, situata a breve distanza dagli impianti sciistici di Campo Felice e Ovindoli.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune gode di una posizione quasi centrale nell'altopiano delle Rocche, all'interno della catena del Velino-Sirente. Il suo territorio si estende tra le dorsali del Velino a ovest e del Sirente a nord est, occupando un'area di circa 87 km² e presentando dislivelli notevoli, che vanno dai 925 ai 2241 m s.l.m.. Dal punto di vista geomorfologico, la porzione di altopiano compreso nel territorio comunale (con un'altitudine media di 1270/1280 m) è caratterizzata da fenomeni carsici di notevole interesse, fra cui doline, inghiottitoi e grotte. L'inghiottitoio di Terranera, noto come Pozzo Caldaio, è attualmente il più importante: le sue acque si disperdono, per poi riaffiorare nelle Grotte di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini. Fanno parte del territorio del comune di Rocca di Mezzo anche i Piani di Pezza.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Rocca di Mezzo.

Accessibilità[modifica | modifica sorgente]

Il comune è raggiungibile:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Le vicende storiche legate all'Altopiano delle Rocche, e a Rocca di Mezzo in particolare, hanno spesso avuto un legame con le avverse condizioni climatiche della zona. Il lungo periodo di innevamento invernale, le asperità naturali, la scarsità di comunicazioni, hanno provocato un isolamento duraturo, riducendo i contatti con i territori circostanti. I primi insediamenti umani della zona risalgono all'età paleolitica, come testimonia il ritrovamento nei Piani di Pezza e in Val d'Arano di stazzi utilizzati da pastori, provenienti dal Fucino e dalla Valle dell'Aterno.

In epoca preromana la porzione di altopiano integrato nell'attuale comune di Rocca di Mezzo apparteneva alla popolazione italica degli Equi. La presenza dei Marsi nel territorio dell'odierna frazione di Rovere, come vuole la tradizione, pur non potendosi escludere (data la vicinanza alla marsicana Ovindoli), non appare a tutt'oggi documentata.[2]. Durante l'occupazione romana, l'altopiano diventò un'importante zona strategica, in quanto situato tra i due grandi assi viari dell'Abruzzo: la Tiburtina Valeria, che da Roma giungeva fino a Ostia Aterni (l'odierna Pescara), e la Claudia Nova, costruita dall'imperatore Claudio, che da Amiternum conduceva fino a Popoli.

Storia medievale[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio rocchigiano e l'intero Abruzzo seguirono le vicende del resto d'Italia e fecero parte prima del Regno di Odoacre, poi di quello di Teodorico e dei suoi successori (fine del V secolo e prima metà del VI) e infine, a seguito della riconquista giustinianea, dell'Impero romano d'Oriente (attorno alla metà del VI secolo). Conquistato dai longobardi, il territorio dell'attuale comune di Rocca di Mezzo fece parte per circa cinquecento anni del Ducato di Spoleto.

È proprio sul finire di questo lungo periodo che si fa risalire la fondazione del paese (attorno all'anno 1000), cui parteciparono, secondo la tradizione, quattro comunità dedite alla pastorizia e all'agricoltura: S. Bartolomeo all'Anatella, S. Marco all'Intera, S. Damaso a Valle Caldora, S. Savino sotto il monte Cedico (attuale monte Rotondo). Tali comunità di pastori si sarebbero riunite intorno al colle di San Calvario, creando col tempo un borgo fortificato, simile a quelli che sarebbero sorti, in epoca successiva, a Rocca di Cambio, Ovindoli e San Potito. Il più antico documento in cui appare il nome di Rocca di Mezzo è tuttavia di un paio di secoli posteriore ed è un atto del 1237, mediante il quale «...notar Berardo di Roccadimezzo roga instrumento col quale Ertania di detta Rocca, figlia di Michele, e Simone suo figlio...fecero perpetua rinuncia...di qualunque petizione, lite, azione...»[3]. La presenza di un notaio a Rocca di Mezzo o comunque originario del luogo, presupponeva l'esistenza, durante il Regno di Federico II, di un centro abitato già pienamente sviluppato e relativamente importante.

Passato al Regno normanno (fine dell'XI secolo), poi a quello svevo-normanno di Sicilia retto da Federico II, Rocca di Mezzo divenne, nel Duecento, un feudo ambito, per la ricchezza dei suoi armenti e per la particolare posizione di cui godeva, al confine tra il territorio aquilano e quello di Celano. Nel 1222 Rocca di Mezzo era infeudato a Bernardo d'Ocre, il quale fu costretto a cederlo ai Conti di Celano. Tornò alla corona durante il regno di Corrado IV, figlio di Federico II, che dopo soli quattro anni lo riconsegnò ai Conti di Celano. Nel 1268 iniziò per il paese e per il suo Stato di appartenenza il dominio angioino, e, nella prima metà del Quattrocento, quello aragonese, instaurato da Alfonso il Magnanimo.

Agli inizi del XV secolo Rocca di Mezzo aveva un migliaio di abitanti ed era il più popoloso castello del territorio aquilano, seguito da Paganica, Pizzoli e Lucoli[4]. Nel luglio del 1423 fu investito da Braccio da Montone, che era penetrato in Abruzzo con l'intenzione di conquistare l'Aquila. Dopo nove mesi di assedio il paese capitolò (maggio 1424) e fu saccheggiato e in parte distrutto dai bracceschi. La morte del condottiero, avvenuta ai primi di giugno del 1424 e la ritirata del suo esercito dall'Aquilano, permise alla popolazione, che era stata precedentemente dispersa, di tornare a Rocca di Mezzo ed iniziare l'opera di ricostruzione. Il recupero demografico fu relativamente rapido perché in una rilevazione del 1488 si contarono in paese 285 famiglie, per un totale di circa 1.500 abitanti[5]

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni del Cinquecento Rocca di Mezzo passò, insieme a tutto il Regno di Napoli agli Asburgo di Spagna, che lo diedero in feudo a vari signori, fra cui i Colonna di Gallicano (XVI secolo e prima metà del XVII) e i Barberini (dalla metà del Seicento agli inizi dell'Ottocento). In età napoleonica, con la promulgazione della legge del 2 agosto 1806, vennero di fatto aboliti i diritti feudali nel Regno e Rocca di Mezzo passò a dipendere direttamente dalla Corona.

Dopo la restaurazione borbonica, il paese visse un periodo di relativa tranquillità fino alla sua incorporazione al nascente Regno d'Italia. Negli ultimi decenni dell'Ottocento sperimentò un notevole incremento demografico ed iniziò a svilupparsi ai piedi della collina su cui era rimasto arroccato fin dalla sua nascita. Tale crescita, arrestatasi agli inizi del Novecento a causa dell'emigrazione, riprese con vigore nella seconda decade del secolo, portando la popolazione a toccare il suo massimo storico nel 1921 (4.168 abitanti secondo i dati censuali di quell'anno).

La scarsa redditività dell'agricoltura (spesso di sussistenza) e l'inarrestabile crisi della pastorizia transumante diedero tuttavia nuovo impulso al fenomeno dell'emigrazione, che non si arrestò neppure in epoca fascista, nonostante la legislazione restrittiva inaugurata dal regime fin dalla fine degli anni venti del Novecento. In effetti fra il 1921 e il 1936 il comune registrò un decremento demografico consistente (dell'ordine del 24%) che si è protratto fino ai giorni nostri: dal 2001 la popolazione di Rocca di Mezzo si mantiene costantemente al di sotto dei dei 1500 abitanti, inferiore persino a quella stimata nel 1488. Fra le mete preferite dagli emigranti rocchigiani segnaliamo, oltre Roma e l'Italia settentrionale, il Venezuela, il Sudafrica, gli Stati Uniti d'America e la Germania.

Fin dagli anni venti e trenta del Novecento iniziò a svilupparsi in zona il turismo che subì un forte incremento a partire dal 1960 circa. Di pari passo si verificò un aumento consistente dell'edilizia residenziale, legata soprattutto alla vicinanza degli impianti sciistici e al fresco clima estivo che ha sempre attratto molti vacanzieri dalla vicina capitale. Tale incremento, pur avendo avuto un impatto negativo sull'ambiente naturale circostante e sulla qualità di vita dei residenti, ha generato e continua a generare reddito e occupazione.

Il 6 aprile 2009 Rocca di Mezzo è stata colpita, sebbene in forma meno grave rispetto ad altri centri limitrofi (fra cui Rocca di Cambio e Ocre), dal recente sisma dell'Aquila: alcune abitazioni hanno riportato lesioni di una certa entità e un campanile situato nella vicina frazione di Rovere è crollato.

Urbanistica, monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo comunale è posto alle pendici del Monte Rotondo, e il suo centro storico sorge su una collina di modesta altitudine (nota con il nome di San Calvario) situata a una cinquantina di metri al di sopra dell'altipiano e a 1329 m.s.l.m.

L'abitato è diviso in tre parti, di cui due sono situate sul colle di San Calvario, mentre la terza si estende ai suoi piedi, sull'altopiano:

  • Il Borgo (Bùlverə, nel dialetto locale) di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre (in stile tardo-barocco) affiancata da un piazzale pedonale
  • La Morge (Móricə, nel dialetto locale), si sviluppa sulle propaggini settentrionali del colle di San Calvario, a un'altitudine inferiore rispetto al Borgo. Edificata in età moderna (a partire dal XVI secolo), presenta molti scorci suggestivi (fra cui I tre archi)
  • La parte bassa, sull'altopiano propriamente detto (1277 m.s.l.m.), ospita il nuovo incasato, eretto in massima parte nel corso del Novecento, con alcuni pregevoli edifici pubblici (il vecchio Municipio, edificato nel primo decennio del XX secolo) e privati (fra cui la ex Villa Cidonio, di gusto eclettico con influenze liberty, ultimata nel 1925). La parte bassa ha conosciuto un impetuoso sviluppo a partire dai primi anni sessanta, con la costruzione di numerose villette, edifici residenziali multifamiliari e insediamenti turistici di vario tipo, generalmente privi di contenuti estetici di rilievo

Nei pressi del paese si può ammirare il Cimitero monumentale (inaugurato nel 1898). Fra le località naturali di un certo interesse si segnalano le pendici del Monte Rotondo che sovrasta il paese (con Fonte nascosta, Le Cese e le due pinete, alta e bassa). Sul versante settentrionale del Monte Velino si estendono i Piani di Pezza, mentre sulla strada che porta a Secinaro è situata l'L'Anatella (una fonte ai margini delle pendici boschive del Monte Sirente). Entrambe sono mete di gite ed escursioni.

Popolazione e amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

La costante flessione demografica conosciuta da Rocca di Mezzo dal 1921 ai giorni nostri, è stata in parte compensata negli ultimi decenni dall'immigrazione. Fin dagli anni novanta del Novecento, si sono infatti stabiliti in paese numerosi lavoratori stranieri, per lo più originari dell'Europa orientale. I residenti esteri in situazione regolare erano 103 al 31 dicembre 2010 e costituivano il 6,6% circa della popolazione complessiva del comune. Fra di essi poco meno della metà (48 unità) provenivano dalla Romania, seguiti da serbi (13), ucraini (9), albanesi (7) e polacchi (6).[7]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2012 Emilio Nusca Democratici di Sinistra Sindaco
2012 in carica Mauro Di Ciccio lista civica "Unità e progresso" - PD Sindaco

Cultura e società[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Festività e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Detti e proverbi[modifica | modifica sorgente]

  • Quando l'acqua viè da Ro're, pi'a la zapp' e va a la'ore; quando l'acqua viè da Cagn', pi'a li panni e vatt' a cagn'! (Quando la pioggia viene da Rovere prendi la zappa e vai a lavorare; quando l'acqua viene da Rocca di Cambio, prendi i vestiti e vatti a cambiare) (popolare)
  • Rocca di Mezzo è l'unico paese in cui l'estate è l'inverno - e l'inverno è l'inverno (giovanile)
  • Cappa, pane e spesa poc'e pesa (La spesa per vestiti e alimenti pesa sempre poco)

Cittadini illustri[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1954 furono girate a Rocca di Mezzo alcune scene del film La strada di Federico Fellini

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ L'appartenenza marsicana tuttavia, fa parte dell'immaginario collettivo dei roveresi. Un cippo marmoreo eretto recentemente a Rovere collega la frazione alla robur Marsorum
  3. ^ Cit. da Regesto Antinoriano, a cura di Salvatore Piacentino, c/o Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi, 1977, p. 62. La fonte è tratta da: Mario Arpea, Roccadimezzo e l'Altopiano, L'Aquila, Japadre Editore, 1999, p. 219, ISBN 88-7006-380-1
  4. ^ Mario Arpea, Op. cit., p. 85
  5. ^ Mario Arpea, Op. cit. p. 101
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Numero degli immigrati a Rocca di Mezzo per provenienza. URL consultato il 24 settembre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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