Cappadocia (Italia)

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Cappadocia
comune
Cappadocia – Stemma Cappadocia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Lucilla Lilli (Lista Civica "Insieme per crescere") dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 42°00′27″N 13°16′51″E / 42.0075°N 13.280833°E42.0075; 13.280833 (Cappadocia)Coordinate: 42°00′27″N 13°16′51″E / 42.0075°N 13.280833°E42.0075; 13.280833 (Cappadocia)
Altitudine 1.108 m s.l.m.
Superficie 67,20 km²
Abitanti 550[1] (31-12-2012)
Densità 8,18 ab./km²
Frazioni Camporotondo, Petrella Liri, Verrecchie
Comuni confinanti Camerata Nuova (RM), Castellafiume, Filettino (FR), Pereto, Rocca di Botte, Tagliacozzo, Vallepietra (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 67060
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066023
Cod. catastale B677
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cappadociani
Patrono San Biagio e santa Margherita
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cappadocia
Posizione del comune di Cappadocia all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Cappadocia all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Cappadocia (Cappadoza in abruzzese[2]) è un comune italiano di 550 abitanti della provincia de L'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Marsica 1. Si estende lungo il confine tra Abruzzo e Lazio, nel pieno dell'Appennino centrale sul versante nord-orientale aquilano dei Monti Simbruini, nella Valle di Nerfa. Il territorio, particolarmente montuoso, ha da sempre condizionato l'economia della zona, dedita per lo più all'allevamento, al commercio del legname e al turismo, sviluppatosi negli ultimi anni. Nel comune sono comprese le frazioni di Petrella Liri, Camporotondo sede dell'omonima stazione sciistica e Verrecchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome è incerta, e oggetto di diverse ipotesi[3]:

  • dal latino Caput Duodecim, secondo cui il paese sarebbe stato fondato da dodici briganti che avrebbero compiuto una sorta di “ratto delle Sabine” presso la vicina Petrella
  • sempre dal latino Caput Otium, ossia luogo di riposo per i pastori che conducevano al pascolo le greggi
  • dall’omonima regione dell’Anatolia, nell’attuale Turchia[4]

Nell'antichità Equi e Marsi abitavano la Valle di Nerfa prima dell'occupazione romana, ma sono scarse le testimonianze archeologiche, tra cui i ritrovamenti dentro Grotta Cola sopra Petrella e i resti di mura in opera incerta sull’alto corso del Liri[5].

Il primo documento storico che cita Cappadocia[6][7] è la bolla del 1188 di Papa Clemente III, che elenca le chiese di San Biagio e Santa Margherita[8], che sorgevano nell'attuale Vallefredda, in prossimità del Liri. Nell'Alto Medioevo Cappadocia era soggetta al monastero di Montecassino (i cui monaci costruirono il convento di San Tommaso, sopra le sorgenti del Liri, nella zona chiamata “La Spogna”, e quello di San Pietro a sud di Petrella), tanto che i parroci ottennero il titolo di abate. Successivamente fece parte della contea e del ducato di Tagliacozzo, feudi del Regno di Napoli posseduti prima dagli Orsini e poi dai Colonna, fino all'eversione della feudalità nel 1806 e all'annessione al Regno d'Italia nel 1860.

I suoi abitanti erano principalmente dediti alla transumanza verso l'Agro Romano[9] e alla raccolta della legna nei grandi boschi sopra il paese. Colpita dal terremoto di Avezzano del 1915 e messa in crisi dalla partenza di molti ragazzi come alpini nella Grande Guerra, si spopolò poi rapidamente con l'emigrazione verso Roma nel secondo dopoguerra.

Delle due antiche chiese medievali, Santa Margherita a Vallefredda fu distrutta dal terremoto e ricostruita nella parte nuova del paese, mentre San Biagio è tuttora esistente, sebbene ampliata e trasformata nel XVII secolo.

Luoghi rilevanti[modifica | modifica sorgente]

Cittadini illustri[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il Comune è stato istituito nel 1811, composto dalle frazioni di Petrella Liri, Verrecchie, Castellafiume e Pagliara dei Marsi, e facente parte della Provincia de L'Aquila, Circondario di Avezzano, Mandamento di Tagliacozzo; nel 1830 Castellafiume si separa con Pagliara, mentre nel 1928 cede a Tagliacozzo Verrecchie, che riacquista nel 1947[12].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1 luglio 1985 31 dicembre 1994 Angelo Coletta Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 2004 Giovanni Sartori Lista Civica Sindaco
14 giugno 2004 8 luglio 2011 Bruno Murzilli Lista Civica Sindaco deceduto
7 maggio 2012 in carica Lucilla Lilli Lista Civica Sindaco

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Di Pietro A.: Origini e storia di Tagliacozzo e dintorni, rielaborazione dell'edizione del 1869; Adelmo Polla Editore, 1996
  • Massotti V.: Historia Cappadociae; Tagliacozzo; 1996
  • Burri E.: La grotta dell’equivoco letterario; D’Abruzzo, n. 46; estate 1999
  • Grossi G.: Le origini di Avezzano; Archeoclub della Marsica, 2000 Link sul Comune di Avezzano
  • Fiorillo A.: Storia di Cappadocia, Petrella Liri e Verrecchie; Ass. cult. Nuovo Mondo, 2005/2013 Link su Academia.edu
  • Fiorillo A.: Sull'origine di Cappadocia; Aequa, n. 35; ottobre 2008 Link su Academia.edu

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 136.
  3. ^ Alessandro Fiorillo, Storia di Cappadocia, Petrella Liri e Verrecchie, pag. 10-16
  4. ^ Sebbene manchino elementi storici per avvalorare tale legame, va notato come entrambi i santi patroni di Cappadocia (Margherita di Antiochia e Biagio di Sebaste) siano originari dell'Anatolia
  5. ^ Alessandro Fiorillo, Storia di Cappadocia, Petrella Liri e Verrecchie, pag. 201-203
  6. ^ Storia di Cappadocia
  7. ^ Alessandro Fiorillo, Storia di Cappadocia, Petrella Liri e Verrecchie, pag. 201-203
  8. ^ “Sanctii Blasii. Sanctae Margheritae in Cappadocia”, e nell’elenco “Ab Ecclesia Sanctii Blasii, grani cuppas sex; Ab Ecclesia Sanctae Margheritae, grani cuppas sex”, equivalenti a circa 240 kg di grano complessivamente
  9. ^ Alessandro Fiorillo, Storia di Cappadocia, Petrella Liri e Verrecchie, pag. 77-82
  10. ^ Grotta di Beatrice Cenci
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Geo-storia amministrativa d'Abruzzo

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]