Amico Agnifili

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Amico Agnifili
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Nato Rocca di Mezzo, 1398
Creato cardinale 18 settembre 1467 da papa Paolo II
Deceduto L'Aquila, 9 novembre 1476

Amico Agnifili o Agnifilo (Rocca di Mezzo, 1398L'Aquila, 9 novembre 1476) è stato un vescovo cattolico e cardinale italiano.

Fu vescovo dell'Aquila e venne creato cardinale da papa Paolo II nel concistoro del 18 settembre 1467.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da un'umile famiglia di pastori, fu allievo a Bologna del giureconsulto Giovanni da Saliceto e il 13 agosto 1426 conseguì la laurea in diritto canonico. Durante il periodo di formazione, ebbe anche modo di conoscere il futuro cardinale Domenico Capranica, Enea Silvio Piccolomini (poi papa col nome di Pio II) e Pietro Barbo (Paolo II), l'amicizia dei quali gli consentì di far carriera nell'amministrazione pontificia.

Fu nominato canonico della cattedrale dell'Aquila e poi arciprete di Barete. Su proposta di san Giovanni da Capestrano, dopo la morte di Giacomo Donadei, il 23 maggio 1431 fu eletto vescovo dell'Aquila. In questa occasione, adottò il cognome "Agnifilo" (in greco, amico degli agnelli) per ricordare le sue origini: resse quella diocesi fino al 1472, quando la lasciò in favore del nipote Francesco.

Fu legato pontificio all'incoronazione imperiale di Sigismondo di Lussemburgo (1433) e prese parte al Concilio di Firenze (1439): venne nominato governatore della Provincia del Patrimonio (1440), Rettore della città di Viterbo (1441), Governatore di Spoleto (1447), Custode del Conclave del 1447 e quindi Governatore di Orvieto (1447 - 1451), città che aveva ridotto all'obbedienza e aveva recuperato allo Stato della Chiesa.

Fu protettore dell'Ordine dei Frati Minori della regolare Osservanza: sotto il suo episcopato fu attivo all'Aquila, insieme al già citato Giovanni da Capestrano (che nel 1447 vi aveva fondato lo Spedale Maggiore), san Giacomo della Marca, che vi istituì un monte di pietà (1468); inoltre fu proprio l'Agnifili ad invitare san Bernardino da Siena a predicare all'Aquila, dove il santo si spense nel 1444, e a presiedere al suo processo di canonizzazione.

Papa Paolo II lo innalzò al cardinalato nel concistoro del 18 settembre 1467: ricevette il titolo di Santa Balbina e il 13 ottobre 1469 optò per quello di Santa Maria in Trastevere.

Il 20 agosto 1476 morì il nipote Francesco e tornò ad occupare la sede vescovile dell'Aquila.

Mancò alla vita il 9 novembre dello stesso anno, e fu sepolto nella cattedrale della città dell'Aquila, in un sepolcro monumentale realizzato da Silvestro dell'Aquila.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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