Rivisondoli

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Rivisondoli
comune
Rivisondoli – Stemma
Rivisondoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Roberto Ciampaglia (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 41°52′16″N 14°04′03″E / 41.871111°N 14.0675°E41.871111; 14.0675 (Rivisondoli)Coordinate: 41°52′16″N 14°04′03″E / 41.871111°N 14.0675°E41.871111; 14.0675 (Rivisondoli)
Altitudine 1.320 m s.l.m.
Superficie 32 km²
Abitanti 688[1] (31-12-2010)
Densità 21,5 ab./km²
Comuni confinanti Barrea, Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rocca Pia, Roccaraso,
Altre informazioni
Cod. postale 67036
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066078
Cod. catastale H353
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti rivisondolesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivisondoli
Posizione del comune di Rivisondoli all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Rivisondoli all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Rivisondoli è un comune italiano di 717 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. È un noto centro turistico, rinomato per la pratica degli sport invernali e per le escursioni naturalistiche, compreso com'è all'interno della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia e del Parco Nazionale della Majella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'uomo durante la preistoria è dimostrata da strumenti litici ritrovati nel territorio comunale e da tratti di mura poligonali (oggi non più visibili) che furono rinvenute in località Serra Castellaccio. Non sono stati ritrovati reperti che possano attestare la presenza di un abitato in età romana. La prima citazione storica di esso risale solo al 724 ed è rappresentata da un cenno contenuto nel Diploma di Grimoaldo II duca di Benevento, che fa riferimento a un Rigu Sundulum.

Tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII, il paese andò acquistando la tipica fisionomia di borgo arrampicato, praticamente avvinghiato alla roccia, centrale rispetto alle aree coltivabili ed alle zone adibite a pascolo che tornavano ad essere decisive per l'economia ed il progresso sociale del luogo, il quale, finita l'epoca delle invasioni, cominciava di nuovo a fiorire grazie alla ripresa della transumanza.

Il nucleo del borgo arroccato che sempre di più si sviluppò dal '300 in poi è ancora oggi evidente e presenta una struttura urbana raccolta, con edifici che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine a scalinate che assecondano perfettamente il ritmo del pendio, e provvisto di un particolare tipo di cinta muraria (case a schiera).

Nacque in quel periodo la primitiva ed ormai scomparsa chiesa parrocchiale di Santa Maria a Fonte o dell'Ospedale. Essa si ergeva di fianco all'albero della fonte, un olmo altresì non più esistente, che si riteneva prova dell'origine longobarda del comune, ed alla piccola ma monumentale fontana che oggi è l'unica superstite vestigia dell'antica parrocchia.

La storia del paese continuò più o meno tranquilla durante i secoli fino agli albori del '700, in cui si consolidò anche l'Università, di tipo feudale (baronia), che appartenne ai Cantelmo di Popoli fino all'estinzione di questa grande famiglia. Il feudo venne poi alienato dagli eredi in via femminile di Giuseppe, l'ultimo dei Cantelmo, passando per lungo tempo da un "padrone" all'altro: prima ad Antonio Marchesano, poi a Pompeo Scala e da questi a Tarquinio Rosato che lo alienò a Fabrizio Mellucci originario di Capua il quale dopo averla acquistata nel 1623 per 18.000 ducati fu costretto a svenderlo ai Sardi di Sulmona, che governarono Rivisondoli fino all'epoca napoleonica.

La tranquilla vita del piccolo centro venne però turbata dai terremoti del 1703 e del 1706, che determinarono il crollo della gran parte delle costruzioni; nonostante ciò la popolazione non si perse d'animo e ricostruì il paese dalle fondamenta, dimostrando una determinazione che si manifestò anche dopo il rovinoso incendio del 1792 ed il catastrofico terremoto del 1915.

Un altro stravolgimento di non lievi proporzioni fu l'abolizione del regime feudale, che contribuì a liberare ulteriormente le forze produttive e l'intraprendenza della popolazione e a far virare l'economia della pastorizia transumante a quella della pastorizia stanziale, che favorì la nascita di un ceto di contadini e pastori agiati.

Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 cominciò un'altra fase ancora, con l'inserimento sulla linea ferroviaria Sulmona-Isernia e l'arrivo di Re Vittorio Emanuele e della sua famiglia, che nel 1913 furono ospitati nell'elegante edificio ottocentesco dell'Albergo degli Appennini, attualmente conosciuto come Residenza Reale. La venuta dei reali contribuì a fare diventare Rivisondoli una delle più note stazioni sciistiche e favorì l'arrivo di sempre maggiori quote di turisti ed appassionati della montagna.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ancora visibili le porte che consentivano l'accesso al borgo: la quattrocentesca Porta Antonetta e la porta nei pressi di Palazzo Sardi, nonché la cosiddetta Porta di Mezzo.

Eventi bellici e tellurici (come il terremoto del 1915) hanno cancellato per sempre molte evidenze storico-artistiche, ma hanno risparmiato tuttavia importanti testimonianze architettoniche quali il Palazzo Baronale, la bella e settecentesca chiesa del Suffragio e la chiesa di Sant'Anna; quest'ultima, restaurata nel 2013, è la cappella annessa al palazzo Baronale e internamente ospita un altare barocco in stucco.[2]

Da ricordare inoltre, per la sentita devozione cui si rivolgono le popolazioni dell'altopiano, è il santuario della Madonna della Portella.

La chiesa di San Nicola di Bari

Fra gli altri edifici di valore storico-architettonico vi sono alcune "case" settecentesche (Casa De Capite, Casa Torre, Casa Romito, Casa Caniglia, Casa Gasparri, Casa Ferrara, Casa Notar Grossi), caratterizzate da portali con elementi anche molto particolari, incorniciati da fregi in pietra finemente lavorata e in alcuni casi anche da "vignali", tipici pianerottoli con scala prospicienti l'ingresso, e da balconi e terrazzini che fanno registrare la presenza di accurati lavori in ferro.

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Nicola di Bari, è in stile neoromanico e venne costruita nel 1931 in luogo della precedente. Esternamente, è caratterizzata dal campanile e dalla facciata, nella quale si apre un'ampia trifora; all'interno, presenta una pianta a croce latina, con tre navate, e sono visibili alcune decorazioni in stucco barocche nella cupola e, nei transetti, altari in marmi policromi.[3]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo a Rivisondoli iniziò a svilupparsi subito dopo la venuta in paese dei Reali d'Italia, nel 1913 incrementando notevolmente i suoi flussi dopo la seconda guerra mondiale, col consolidarsi della località come centro di vacanza estiva e stazione sciistica invernale. Gli impianti di risalita e le piste da sci di Monte Pratello formano con l'Aremogna e Pizzalto di Roccaraso un comprensorio sciistico di prim'ordine nel panorama sciistico italiano e tra i più importanti del Centro-sud Italia. A far conoscere sempre più il nome di Rivisondoli, grosso contributo diede l'ideazione, a partire dal 1951, del suggestivo Presepe vivente.

Il presepe vivente 2007

Il presepe vivente[modifica | modifica wikitesto]

Celebre evento è il presepe vivente, rappresentazione per quadri viventi della natività di Gesù, che va in scena il 5 gennaio, sin dal 1951. Secondo la tradizione l'ultimo nato del paese interpreta il bambinello, anche se in alcuni anni per il notevole calo di nascite si è dovuto ricorrere al gemellaggio con alcuni altri paesi come nel 1993 quando, in seguito al gemellaggio con Betlemme il bimbo giunse direttamente dalla Terra Santa.

Museo Civico dell'Arte Presepiale[modifica | modifica wikitesto]

Il museo conserva una collezione di presepi artistici e di quadri, sculture, fotografie ed altre opere d'arte di artisti noti ed affermati ma anche di giovani autori di talento, dedicate alla tradizionale rappresentazione annuale del presepe vivente. La struttura ospita spesso anche mostre personali e collettive.

Museo Civico[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 agosto 2011, con la mostra "Teofilo Patini - Bestie da soma, studi ed inediti" è stato inaugurato il nuovo Museo Civico, destinato a raccogliere le collezioni del vecchio Museo d'Arte Presepiale ed a costituire il centro aggregativo artistico della località.

Cittadini illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Caniglia (Napoli, 1905 - Roma, 1979), soprano, nata da genitori rivisondolesi.
  • Palmerio Grasso (Rivisondoli, 16?? - 1656), maestro scultore.

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 Rivisondoli ha ospitato la partenza dell'8ª tappa del Giro d'Italia di ciclismo, per la seconda volta, dopo l'arrivo e la partenza di due tappe del Giro d'Italia 1970.

Targa presso la Stazione FS

Altre informazioni[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Roberto Ciampaglia lista civica Sindaco
2011 in carica Roberto Ciampaglia lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cappella di Sant'Anna in italiabirtualtour.it. URL consultato il 29 luglio 2014.
  3. ^ Chiesa di San Nicola di Bari in italiavirtualtour.it. URL consultato il 29 luglio 2014.
  4. ^ Direzione dell'Azienda Turismo di Rivisondoli
  5. ^ Meteo Meteorologia link Roma Gruppo Astrofili Hipparcos Astronomia
  6. ^ Record meteo estremi
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Liberatore, Ragionamento topografico-istorico-fisico-ietro sul piano cinque miglia, Manfredi, Napoli, 1789
  • Giobbe Ruocco, Fonti storiche di Anversa, Pescocostanzo, Roccaraso e Rivisondoli, Vecchioni, L'Aquila, 1935
  • Antonio Giovanni Caniglia, Il nuovo monumentale santuario di Maria SS della Portella in Rivisondoli (Aq) (Piano delle Cinque Miglia), D'Amato, Sulmona, 1971
  • Antonio Pintori, Profilo storico del presepe vivente di Rivisondoli, Opera R.S. Alto Sangro, Rivisondoli, 1973
  • Cosimo Savastano, Rivisondoli: presepe, S. Atto, Teramo, 1994
  • Gianfranco Pirone, Il paesaggio vegetale di Rivisondoli: aspetti della flora e della vegetazione, Azienda autonoma di soggiorno e turismo, Rivisondoli, 1997
  • Guglielmo Magli, Ricordare Rivisondoli, Amaltea, Sulmona, 1998
  • Emidio Agostinone, Altipiani d'Abruzzo: con la descrizione dettagliata dei monumenti e delle chiese esistenti a Gioia, Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Barrea, Alfedena, Castel di Sangro, Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Scanno, Adelmo Polla, Cerchio, 2001
  • AA.VV., Rivisondoli. Guida storico-artistica alla città e dintorni, Carsa, Pescara, 2007, ISBN 978-88-501-0110-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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