Montenerodomo

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Montenerodomo
comune
Montenerodomo – Stemma
Montenerodomo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Antonio Tamburrino (lista civica Sempre Insieme) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 41°59′00″N 14°15′00″E / 41.983333°N 14.25°E41.983333; 14.25 (Montenerodomo)Coordinate: 41°59′00″N 14°15′00″E / 41.983333°N 14.25°E41.983333; 14.25 (Montenerodomo)
Altitudine 1.165 m s.l.m.
Superficie 29 km²
Abitanti 775[1] (31-12-2010)
Densità 26,72 ab./km²
Frazioni Casale, Fonticelle, Marangola, Schiera, Selvoni, Verlinghiera
Comuni confinanti Civitaluparella, Colledimacine, Gamberale, Lettopalena, Palena, Pennadomo, Pizzoferrato, Torricella Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069054
Cod. catastale F578
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti monteneresi
Patrono san Fedele da Sigmaringa
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montenerodomo
Posizione del comune di Montenerodomo all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Montenerodomo all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Montenerodomo è un comune italiano di 736 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Medio Sangro.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Uno scudo di foggia sannita di colore azzurro con un leone d’oro, linguato, armato e illuminato di rosso, che tiene tra le branche anteriori un bisante d’oro e poggiante con la branca posteriore sinistra sulla campagna d’argento, sormontato da una corona turrita d’argento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu antica città frentana-carecina che, verso il IV-III secolo venne spostata a valle ove divenne municipio romano, mentre dell'epoca protostorica rimangono delle mura megalitiche.[2]

Il primo documento in cui viene citato il comune di Montenerodomo è del XII secolo. Fra il XV secolo ed il XVII secolo fu feudo di varie famiglie, tra le quali: i Caldora, i Di Capua e i D'Aquino.[3]

Montenerodomo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Martino.
  • I ruderi di Juvanum.
  • L'Abbazia di Santa Maria in Palazzo.
  • Le mura megalitiche. Site presso un colle roccioso nelle vicinanze del borgo vecchio della città vi sono delle mura poligonali con pietre a secco di epoca sannitica Nei secoli IV III secolo a.C. l'abitato venne spostato più a valle, ove sorse Juvanum. Quando venne fondato il borgo medievale di Montenerodomo: forse le mura magalitiche vennero usate come mura difensive dell'abitato.[4]
  • Palazzo Croce. È la residenza della famiglia di Benedetto Croce. È posto nella parte nord ovest dell'abitato. Parte delle mura sono in paramento murario in pietra, mentre all'interno gli ambienti sono a volta.[5]
  • Chiesa di San Vito. La chiesa è stata costruita nel Settecento. La chiesa ha un prospetto in pietra con timpano triangolare. Il portale ai lati ha due piedritti ed un architrave in pietra. La facciata ha una finestra circolare. L'interno è ad aula.[6] Il campanile è a vela.
  • Chiesa di San Martino. La costruzione della chiesa risale al XIV secolo. La facciata è realizzata con bozze di calcare con pezzi di laterizio cementati con molta malta. Il portale, in pietra, sopra presenta un arco a tutto sesto. Ai lati cantonali vi sono delle aperture simili alle finestrelle devotionis delle chiese rurali. Il cornicione è a "romanelle" realizzato con tre file di tegole sfalsate l'una con l'altra. Il campanile è a vela. L'interno è a vela.[7]
  • Pagliare. Sono un gruppo di edifici posti in località Serra Montitti, anticamente abitazioni rurali, fienili e stalle. Gli edifici sono molto scarne e realizzate in bozze di pietra molte volte senza intonaco. Molti di questi edifici sono su due piani, con il pian terreno in parte scavato nella roccia.[8]
  • Borgo Medievale. La prima citazione del borgo è del XII secolo. Nel Quattrocento fu possedimento dei Caldora indi dei Capua, i quali tennero il feudo fino alla metà del Seicento, quando fu venduto ai D'Aquino. Ancora sono visibili i segni della seconda guerra mondiale, quando furono distrutti il palazzo degli avi di Benedetto Croce e gran parte del palazzo della famiglia De Thomasis, quest'ultimo sorto forse sui ruderi dell'antico castello.[9] Le mura originarie del borgo sono in muratura a secco con pezzi di pietra calcarea smussata e con riempimento degli interstizi con scaglie di pietra e cottoli cementati con malta di calce.[9]

Persone legate a Montenerodomo[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Arnaldo Rossi lista civica Sindaco
2009 in carica Antonio Tamburrino lista civica "Sempre insieme" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Autori Vari, Montenerodomo e la sua storia (1ª parte), Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  3. ^ Autori Vari, Montenerodomo e la sua storia (2ª parte), Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  4. ^ Autori Vari, Mura Megalitiche, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  5. ^ Autori Vari, Palazzo Croce, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  6. ^ Autori Vari, Chiesa di San Vito, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  7. ^ Autori Vari, Chiesa di San Martino, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  8. ^ Autori Vari, Pagliare, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  9. ^ a b Autori Vari, Pagliare, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  10. ^ Il filosofo, nel 1919, dedica al paese natale degli avi paterni una monografia. Cfr. B. Croce, Montenerodomo: storia di un comune e due famiglie, Laterza, Bari 1919, poi collocata, unitamente a quella su Pescasseroli, in appendice alla Storia del Regno di Napoli (Laterza, Bari 1925 e ss.).
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Juvanum 2.JPG

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Veduta del sito archeologico di Juvanum
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