Ateleta

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Ateleta
comune
Ateleta – Stemma Ateleta – Bandiera
Ateleta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Giacinto Donatelli (lista civica) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 41°51′23″N 14°11′54″E / 41.856389°N 14.198333°E41.856389; 14.198333 (Ateleta)Coordinate: 41°51′23″N 14°11′54″E / 41.856389°N 14.198333°E41.856389; 14.198333 (Ateleta)
Altitudine 760 m s.l.m.
Superficie 41,62 km²
Abitanti 1 174[1] (31-12-2010)
Densità 28,21 ab./km²
Frazioni Carceri Alte, Carceri Basse, Colli, Sant'Elena
Comuni confinanti Castel del Giudice (IS), Gamberale (CH), Palena (CH), Pescocostanzo, Roccaraso, San Pietro Avellana (IS)
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066005
Cod. catastale A481
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti ateletesi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ateleta
Posizione del comune di Ateleta all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Ateleta all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Ateleta è un comune italiano di 1.203 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. È parte della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Paesaggio dei boschi di Ateleta in autunno

Ateleta è posta su territori della sponda sinistra del fiume Sangro, ad una altitudine compresa tra 737 metri della stazione ferroviaria ed i 1.883 metri di Monte Secine. La superficie comunale è di 4.169 ettari. Comprende il nucleo abitato del capoluogo e le frazioni di Carceri Alte, Carceri Basse e Sant'Elena. Gli abitanti sono circa 1.230 con elevato indice di persone anziane. È il più a sud dei comuni della provincia dell'Aquila. La montagna ateletese per antonomasia è il Monte Secine, ma è frequentata d'estate anche la zona del Monte dell'Ellera (Merzoni) che raggiunge l'altezza di 1.481 metri.

Il Monte Secine domina la vallata dove fra un'ansa e l'altra scorre il Sangro, che con le sue acque scava la roccia e fa ritrovare sulle sue sponde centinaia di esperti pescatori di trota e dove un tempo non molto lontano nuotava il gambero d'acqua dolce, ormai rimasto un ricordo nelle menti degli ateletesi più vecchi.

Folti boschi ricoprono colline e pianori; cerri, faggi ed alberi a foglia caduca colorano con diverse tonalità di verde il paesaggio (particolarmente suggestivo nella stagione autunnale).

Il sottobosco regala prataioli, spinareie e qualche volta anche porcini; ma soprattutto per delizia del palato e dell'olfatto i tartufi di cui questa terra è particolarmente ricca.

L'unico sito archeologico sono i resti di un antico castello, nella zona Carceri, ormai andato distrutto nel terremoto del 1456.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

I primi agglomerati risalgono a un periodo non lontano dall'anno Mille e sono localizzati nelle zone di Roccapizzi, Carceri ed Asinella, siti poi distrutti dal terremoto del 1456.

Nel Settecento alcune famiglie di Pescocostanzo, a causa della crisi della pastorizia, si trasferirono in queste zone,; la popolazione raggiunge, alla fine del secolo, 607 persone.

Durante l'occupazione napoleonica, Giuseppe de Thomasis fece pressione presso Gioacchino Murat, affinché fosse istituito il comune di Ateletae per incentivare l'arrivo di coloni, venne abolito il pagamento della tassa fondiaria e, infine, il 14 febbraio 1811 fu istituito il nuovo Comune di Ateleta.

Col passare del tempo, la popolazione arrivò a toccare i 3.000 abitanti, ma all'inizio del Novecento, a causa della povertà e di mille difficoltà, molti emigrarono verso le Americhe.

Durante la Seconda guerra mondiale Ateleta conobbe la devastazione di quasi il 90% del suo territorio disgraziatamente posizionato sulla linea Gustav.

Dopo gli anni cinquanta riprese ancora una volta il flusso migratorio verso nazioni che offrivano prospettive di vita migliori.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Appena usciti dalla Fondo Valle Sangro, che collega il mare con la valle del Sangro, girando a sinistra abbiamo di fronte la Funticella, residuo restaurato dell'antico lavatoio con annesso abbeveratoio degli animali, quindi ci si immette in via Sangrina verso il paese, ma subito sulla destra si incontra la caserma dei carabinieri; continuando all'imbocco del ponte che scavalca il torrente S. Cristoforo a destra si incrocia la strada che porta alla zona residenziale del parco delle Tereselle e successivamente alla frazione di S. Elena.

Attraversando il ponte c'è il panificio ed ancora a sinistra ci si immette nel parco pubblico dove al centro fa bella figura di sé un monumento che simboleggia una catena spezzata.

Adesso c'è la strada che va in piazza Duca degli Abruzzi e quindi attraversando la zona artigianale si arriva a Trampaino.

Proseguendo via Sangrina sbocchiamo nella piazza XX settembre, centro di ritrovo dei paesani; da qui proseguendo a sinistra si arriva all'ufficio postale ed alla stazione della Sangritana, e ancora allo stadio e verso il fiume Sangro.

Sempre dalla piazza XX settembre continuando diritti ci portiamo, attraverso un viale di ippocastani, al cimitero del paese e così via ci si inoltra sulla vecchia strada che conduce a San Pietro Avellana e Castel di Sangro.

La mappa del Paese
Ateleta panorama

Nella precedente piazza si nota una lunga scalinata; via Roma, che si dirige verso piazza Carolina dove si trovano gli uffici del comune; da qui seguitando in una ragnatela di strade e stradine si sfocia nella via che ci fa arrivare a Carceri ed anche alle altre frazioni fino alla stazione di posta dove è adibita un'area da pic-nic. Alla destra di piazza XX settembre c'è un breve scalinata, interrotta dalla Circonvallazione, che ci permette di andare alla chiesa parrocchiale di S. Gioacchino . La circonvallazione ci collega con le residenze delle Coccinelle, paesino che si presenta con stradine intersecantesi, orti a ridosso di vecchie mura cadenti, scalinate inerpicantesi, selciati e giardini ricchi di fiori ed alberi fruttiferi.

Come Arrivare[modifica | modifica sorgente]

Per raggiungere Ateleta:

In automobile: basta seguire le indicazioni presenti nella mappa.[non chiaro]

In autobus autolinee:

Trasporti Molise:

Arpa:

Sangritana:

Distanze automobilistiche dai principali centri urbani e limitrofi[modifica | modifica sorgente]

Ateleta-Roma 207 km

Ateleta-L'Aquila 155 km

Ateleta-Pescara 111 km

Ateleta-Napoli 159 km

Ateleta-Isernia 43 km

Ateleta-Sulmona 47 km

Ateleta-Venafro 55 km

Ateleta-Roccaraso 14 km

Ateleta-Castel di Sangro 14 km

Musei[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Il piatto forte di questa zona è certamente l'agnello, cucinato in vari modi ma specialmente alla brace, sopra i tizzoni ardenti di legna di cerro da dove si effondono profumi che stimolano la voglia di mangiare; l'agnello di queste parti è particolarmente saporito, probabilmente ciò è dovuto alla caratteristica delle erbe e dei fiori che si trovano nei prati e dei quali si nutrono gli animali; appunto per questo agosto è festeggiato con la sagra dell'agnello.

Possiamo poi assaggiare le pizzelle, dolce tipico fatto di un impasto di uova, farina, zucchero ed un po' di liquore, il tutto spalmato sopra un ferro caratteristico che reca intarsi a forma di rombi ed al centro le iniziali delle famiglie, e messo a scaldare sopra il fuoco del caminetto.

Le pizze fritte: farina, uvetta scorza di limone o arancio ed a tipo frittella l'impasto va cotto in olio bollente.

Come primo piatto abbiamo la zuppa, fatta di frittelle tagliate a dadini dove compaiono: uova, sale, farina e facoltativo il prezzemolo, immerso in un brodo di gallina.

Caratteristica è anche la pasta alla chitarra, dove la pittra, la sfoglia di pasta, viene rullata con yu-laanar, il mattarello, sopra l'apposito attrezzo chiamato per l'appunto: chitarra, il tutto viene condito col sugo d'agnello, particolarmente la parte della pancetta.

Le brasciole, dove si amalgamano cacio grattato grossolanamente, uova e prezzemolo, impastato a mo' di polpetta che va fritta e poi messa dentro un sugo di pomodoro.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2005 in carica Giacinto Donatelli Lista Civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Ateleta è il più lungo nome palindromo di comune.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]