Santo Stefano di Sessanio

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Santo Stefano di Sessanio
comune
Santo Stefano di Sessanio – Stemma
Santo Stefano di Sessanio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Antonio D'Aloisio (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°20′33.59″N 13°38′45.48″E / 42.342664°N 13.645967°E42.342664; 13.645967 (Santo Stefano di Sessanio)Coordinate: 42°20′33.59″N 13°38′45.48″E / 42.342664°N 13.645967°E42.342664; 13.645967 (Santo Stefano di Sessanio)
Altitudine 1251 m s.l.m.
Superficie 33,14 km²
Abitanti 117[1] (31-12-2010)
Densità 3,53 ab./km²
Comuni confinanti Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), L'Aquila
Altre informazioni
Cod. postale 67020
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066091
Cod. catastale I360
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti stefanari
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 3 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santo Stefano di Sessanio
Posizione del comune di Santo Stefano di Sessanio all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Santo Stefano di Sessanio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Santo Stefano di Sessanio è un comune italiano di 120 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Il territorio del comune rientra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

La tesi più accreditata è che il nome Sessanio derivi da una corruzione di Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell'attuale abitato, probabilmente distante sei miglia da un più importante villaggio romano. Altra origine potrebbe essere "des six ans", ovvero dei sei anni. I sei anni sarebbero la condanna dei ladri che venivano incarcerati nella rocca del paese. Un'altra origine del nome deriverebbe da "six anni" posto in cui venivano confinati sotto l'impero romano per sei anni i condannati.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Alcune teorie affermano che Sextantio (sei) farebbe riferimento al villaggio romano di S. Marco, quello di maggior rilievo sull'altipiano aquilano. Le prime notizie documentate relative al territorio di Santo Stefano si hanno nel 760, quando il re longobardo Desiderio donò Carapelle Calvisio[2] al monastero di S. Vincenzo al Volturno.

La storia di Santo Stefano è quindi collegata con quella di queste due località, almeno fino all'XI secolo. L'opera capillare degli ordini monastici determina un aumento delle terre coltivabili, il ripopolamento delle campagne anche ad alte quote, nonché la nascita e il consolidamento di borghi fortificati, tanto più sicuri quanto più in posizione elevata.

Nel 1308 si hanno le prime notizie certe dell'esistenza del borgo fortificato di Santo Stefano di Sessanio. Tra fine XIII e inizio XIV secolo si assiste alla formazione del vasto dominio feudale della Baronia di Carapelle Calvisio, comprendente, tra gli altri, il territorio di Santo Stefano che ricopre un'importante funzione strategica come primo centro della Baronia confinante con il Contado aquilano a controllo del percorso proveniente da Barisciano. Nel 1474 sotto gli Aragonesi, l'abolizione della tassa sugli animali e il riordino dei pascoli di Puglia consentono un forte sviluppo della pastorizia e della transumanza al punto che in quell'anno Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Rocca Calascio e Carapelle hanno nella dogana di Puglia ben 94.070 pecore.

Costanza, figlia unica di Innico Piccolomini, cede la Baronia di Carapelle Calvisio a Francesco I de' Medici Granduca di Toscana. Ai Medici, dal 1579, queste terre apparterranno fino al 1743. In questo periodo Santo Stefano raggiunge il massimo splendore come base operativa della Signoria di Firenze per il fiorente commercio della lana "carfagna", qui prodotta e poi lavorata in Toscana e venduta in tutta Europa.

Nel XIX secolo con l'unità d'Italia e la privatizzazione delle terre del Tavoliere delle Puglie ha termine l'attività millenaria della transumanza e inizia un processo di decadenza del borgo che vede fortemente ridotta la popolazione a causa del fenomeno dell'emigrazione. Nel XXI secolo l'antico borgo sta avendo una rinascita, grazie al turismo, incentivato dalla politica dei sindaci che si sono susseguiti, grazie alla volontà dei pochi giovani rimasti che, volontariamente, hanno dato il loro contributo alla pro-loco dalla fine degli anni Sessanta fino ad oggi e grazie ai primi investimenti dei residenti. Nel 2004 è arrivato in paese un giovane imprenditore, Daniele Elow Kihlgren, di origini svedesi, che ha acquistato una piccola parte del borgo per realizzarci un albergo diffuso ed ha attirato, grazie alla pubblicità, l'interesse di altri investitori, facendo sviluppare in modo considerevole tutte le attività della zona.

Il 6 aprile 2009 il paese è stato colpito dal terremoto che ha abbattuto la Torre Medicea, simbolo del borgo, e alcune abitazioni, danneggiandone molte altre.

Il costo per il restauro della torre è stato stimato intorno al milione di Euro, per un periodo di intervento di circa 2 anni.[3]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Elisabetta Leone Partito Democratico Sindaco
2011 in carica Antonio D'Aloisio lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo deriva da Calvino Calvisio, nobile romano che elesse a propria residenza estiva Carapelle, chiamata perciò Carapelle Calvisio, da non confondere Carapelle in Puglia.
  3. ^ http://151.12.58.154/mbac/pdf/terremoto/41%20Torre%20Civica%20di%20Santo%20Stefano%20di%20Sessanio-Model.pdf
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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