Scanno

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Scanno
comune
Scanno – Stemma
Scanno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Pietro Spacone (PD - PdL) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°54′09.51″N 13°52′47.62″E / 41.902642°N 13.879894°E41.902642; 13.879894 (Scanno)Coordinate: 41°54′09.51″N 13°52′47.62″E / 41.902642°N 13.879894°E41.902642; 13.879894 (Scanno)
Altitudine 1.050 m s.l.m.
Superficie 134,34 km²
Abitanti 1 973[1] (28-02-2011)
Densità 14,69 ab./km²
Frazioni Frattura
Comuni confinanti Anversa degli Abruzzi, Barrea, Bisegna, Bugnara, Civitella Alfedena, Introdacqua, Opi, Pescasseroli, Pettorano sul Gizio, Rivisondoli, Rocca Pia, Villalago, Villetta Barrea
Altre informazioni
Cod. postale 67038
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066093
Cod. catastale I501
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 160 GG[2]
Nome abitanti scannesi
Patrono sant'Eustachio
Giorno festivo 20 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scanno
Posizione del comune di Scanno all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Scanno all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Scanno è un comune italiano di 1.948 abitanti (Censimento ISTAT 2011) situato in provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Il territorio comunale compreso all'interno dei Monti Marsicani ed in parte entro i confini del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, fa parte a sua volta della Comunità montana Peligna.

È un'importante stazione di soggiorno invernale ed estivo e fa parte del club I borghi più belli d'Italia. Nei dintorni vi sono il lago omonimo, appartenente però per tre quarti al comune di Villalago, gli impianti sciistici di Passo Godi e del Monte Rotondo, gli altopiani del Monte Greco e il Lago Pantaniello, nonché la riserva naturale delle Gole del Sagittario.

Scanno è inoltre nota come la Città dei fotografi; un luogo molto apprezzato da tanti autori italiani e stranieri. I suoi inconfondibili scorci e la sua gente sono stati lungo tutto il Novecento i soggetti di tanti famosi scatti realizzati da Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna e molti altri. Nel 1964, fu proprio una fotografia scattata a Scanno da Mario Giacomelli, ad entrare a far parte della prestigiosa collezione di opere fotografiche del Museum of Modern Art di New York. Questa immagine è conosciuta con il titolo di Il bambino di Scanno o Scanno Boy.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Scanno.
SCANNO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 3,9 5,6 9,1 13,5 19,2 23,6 26,8 26,7 21,3 14,4 9,3 5,5 5,0 13,9 25,7 15,0 14,9
T. min. mediaC) -2,5 -2,4 0,0 3,3 7,3 10,5 12,3 12,6 10,0 5,8 2,5 -0,5 -1,8 3,5 11,8 6,1 4,9

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome comunemente si fa risalire al latino scamnum (sgabello), perché il colle su cui è stato costruito il centro storico somiglierebbe ad una piccola panca[3]. In realtà il termine è più vicino ai fitotoponimi abruzzesi scandalo e scannèlla che indicherebbero il nome di una varietà rustica di orzo o le località in cui si coltivava.[4]

Come risulta da una lapide romana conservata nel Museo della lana Scanno risulta già abitata in epoca romana, all'estremità nord del territorio dei Sanniti. Un antico insediamento presente nella valle del Sagittario è il pagus Betifulus, che è stato identificato con un centro minore dei Peligni la cui fortificazione doveva situarsi sulle pendici meridionali del colle di Sant'Egidio. Di questo centro si ha testimonianza viva nelle locali leggende popolari, infatti un mitico re di Battifolo in lotta contro l'Imperatore di Roma o contro il mago Pietro Baialardo compare in una storia sulla nascita del Lago di Scanno.[5] Un'antica lapide inoltre ritrovata in località Acque Vive di Scanno ricorda un decurione di Betifulo.[6]

Durante le invasioni barbariche Scanno rimane illesa per la struttura difensiva dei monti intorno al paese, ma durante le invasioni saracene prima ed ottomana poi invece non subì le stesse sorti.
In questo periodo Scanno ha delle influenze orientali per il vestito femminile del paese.
Infatti il copricapo femminile sembra un turbante, mentre i drappeggi del vestito sono colorati alla maniera orientale.

Durante il Medioevo segue le vicende feudali del contado peligno.

Il terremoto della Marsica del 1915 distrusse completamente Frattura vecchia. Centro che si spostò nel sito originario col nome di Frattura nuova o semplicemente di Frattura. Durante la seconda guerra mondiale, Carlo Azeglio Ciampi (cittadino onorario) si rifugiò a Scanno, ospitato da una signora del posto.

Nel 1956 è stato girato a Scanno e dintorni il film Uomini e lupi con Silvana Mangano ed Yves Montand.

Il terremoto dell'Aquila del 2009 provoca lievi danni alla Chiesa della Madonna delle Grazie, alla Chiesa di Sant'Antonio da Padova.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria della Valle
San Rocco
La Madonna con il Bambino nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
L'affresco di Sant'Egidio all'interno dell'eremo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria della Valle

Detta anche della Madonna Assunta, si articola su tre navate ed è sostenuta da due pilastri con cuspidi posti a rinforzo della struttura dopo il terremoto del 1915. L'esterno, in pietra locale, è in stile romanico abruzzese. La facciata a coronamento orizzontale presenta tre portali con sopra altrettanti rosoni, di cui il centrale è il più grande. All'interno, nelle prime colonne dopo l'ingresso, è possibile osservare tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio oltre un altare policromo vi è un coro ligneo. I confessionali e il pulpito, sempre realizzati in legno, sono opera dell'artista Ferdinando Mosca di Pescocostanzo. La cappella a destra dell'entrata è intitolata a San Costanzo e ne conserva una reliquia giunta a Scanno intorno al Settecento, quando a Roma venivano aperte le catacombe e i martiri ignoti che venivano battezzati con i nomi delle virtù[7].

Chiesa di San Rocco

Dedicata anche alla Madonna del Carmine, reca su un muro esterno un affresco rappresentante San Cristoforo[7].

Chiesa di Sant'Eustachio

È la chiesa patronale, e al suo interno sono conservate varie statue tra cui Sant'Agata, Sant'Apollonia, la Fede e la Speranza, Santa Lucia, Santa Barbara e quella del titolare Sant'Eustachio[7].

Chiesa di San Giovanni Battista

Utilizzata dopo ìl'epidemia di peste del 1764 come lazzaretto, fu adibita anche a scuola elementare, seggio elettorale e teatro. Attualmente accoglie una mostra permanente di statue sacre allestita da Michele Rak[7].

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

In passato affiancata da un convento, è caratterizzata da interni in sontuosissimo barocco costellati da stucchi dorati e pregevoli tele, nonché da un particolare organo[7].

Chiesa di San Michele Arcangelo

Situata presso il cimitero, è precedente il 1576[7].

Chiesa di Sant'Antonio abate

Collocata in Strada Ciorla, viene fatta risalire al 1569 da una targa apposta sulla facciata, commissionata da un certo Ercole Ciorla, ma secondo altri documenti la sua fondazione sarebbe precedente[7].

Chiesa della Madonna di Costantinopoli

Adiacente piazza San Rocco, vanta al suo interno, sopra l'altare maggiore, un affresco fra le più pregevoli opere d'arte presenti a Scanno: una Madonna con il Bambino, seduta sul trono e con un fondo che imita dei fiori in oro, che richiama l'arte senese del XV secolo, commissionata probabilmente da un certo De Ciollis intorno al 1418[7].

Chiesa della Madonna delle Grazie

Sita in via De Angelis, presenta una pianta a croce greca ed è sede dell'omonima confraternita[7].

Chiesa dell'Annunziata o della Madonna del Lago

Posta nei pressi del lago, al suo interno vi sono dipinti degli artisti locali Silvio e Arcangelo Centofanti e un altare in pietre dipinte[7].

Chiesetta degli Alpini

Si trova in località Collerotondo, vicino gli impianti sciistici. È raggiungibile solamente tramite la seggiovia o attraverso il sentiero parallelo. Si caratterizza per una struttura a chalet svizzero con tetto fortemente a spiovente[7].

Chiesa di San Liborio

Sebbene sia di proprietà privata, la festa della chiesa si celebra ogni 23 luglio. Dista 3 km da Scanno sulla SS 479 Sannitica in direzione Passo Godi - Villetta Barrea[7].

Chiesa di San Lorenzo a Iovana

Edificata in località Jovana, è festeggiata il 10 agosto. Dell'antica Jovana rimane solo la chiesetta, restaurata e riaperta al pubblico nel 1952[7].

Eremo di Sant'Egidio

Situato sul colle omonimo, tra Scanno ed il lago, venne edificata nel XVII secolo in stile romanico rurale. Conserva al suo interno, sopra l'altare e all'interno dell'abside, un affresco di Sant'Egidio realizzato da maestri della scuola napoletana nel 1796[7].

Palazzi, archi, portali, logge e cinta muraria[modifica | modifica sorgente]

I palazzi principali di Scanno sono[8][9]:

I vicoli del borgo di Scanno
Veduta del borgo
  • Il Palazzo di Rienzo, originariamente sede dell'Università (Municipio) di Scanno, era abitato dai feudatari a titolo di principi,
  • Il Palazzo De Angelis, sito in Strada Ciorla 3, di pregevole fattura sono le decorazioni con lo stemma dei De Angelis intorno al portale,
  • Il Palazzo Mosca, caratteristiche, di questo, palazzo sono le decorazioni sotto il cornicione, con puttini e serafini danzanti, mentre la facciata principale è barocca,
  • Il Palazzo Serafini, sito nel quartiere della "Codacchiola", unico pregio di questo palazzo è lo stemma sopra il portone con tre angioletti serafini,
  • Le Case Roncone, con trifora caratteristica ed arco a sottopasso,
  • Il Palazzo Serafini-Ciancarelli, sito nella piazza San Giovanni, ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, ha 2 piani, mentre il corpo principale è a 4 piani, rilevanti sono i balconi.
  • Il Castellaro, è uno dei palazzi più grandi di Scanno, ed è sito nel quartiere scannese omonimo, è in stile barocco-romanico, ed è a forma caratteristica di T.[10]
  • Il Palazzo Colarossi, sito in via Silla 32 chiamato anche la "casina" o l'"altro Palazzo di Rienzo", con portoni, finestre, balconi e finestre di mezzanino, il portale ha terminazione rettilinea e bugnato a cuscino. Il fastigio delle finestre è spezzato. Il coronamento è con mensole zoomorfe con rimandi a stilemi pescolani.
Il palazzo Serafini di notte
  • La Casa Tanturri costa di una pregevole trifora dell'ultimo piano di Via De Angelis, un puttino nella facciata laterale e le finestre a taglio rettilineo con stipite, particolare è il mascherone forse apotropaico di Via De Angelis ma sicuramente a dare una qualifica ad un nodo urbano di rilievo come dimostra una smussatura nell'angolo.
  • La Casa Antonio Silla, sito in Via Calata Sarracco 5, con imponente portale con basamento atto a reggere il balcone sovrastante. L'arco del portale è a tutto sesto il cui sopraluce è sovrastato da un mascherone in asse con la chiave
  • Il Palazzetto Nardillo, sito in Via Porta Sant'Antonio 18, ha un pregevole cornicione, portale barocco con sopraluce curvilineo. Una finestra consta di un fastigio con motivo a conchiglia. Le feritoie sono convergenti verso l'ingresso sono un deterrente contro i malintenzionati e un odierno motivo d'interesse turistico.

Di notevole interesse sono anche i portali.
I portali decorati appartengono non solo a palazzi nobiliari, ma anche a palazzi di comuni cittadini del paese abruzzese.
La realizzazione di tali portali conosce un aumento di produzione a partire dal XVIII secolo come dimostrano alcuni stili di queste porte, in barocco e talora in rococò.
Un elemento ricorrente, oltre alla sovente ricorrenza alle decorazioni a bassorilievo è il sopraluce di forma quadrangolare o ellittica sito sotto il concio di chiave. Quest'ultimo è lavorato in modo da sembrare una mensola come, ad esempio, il portale di Via del Vallone 48 nel centro storico del paese, il cui fornice a sesto ribassato è circondato lateralmente da due paraste in pietra decorate con motivi floreali che continuano sopra l'imposta dell'arco e termina presso la chiave di volta.
Come molti portali di Scanno l'elemento in chiave è trattato come una mensola abbassata a sostenere idealmente il sovrastante sopraluce di forma quadrata e perno dell'abbellimento superiore raccordato dall'arco del portale con le volute e terminato superiormente con un timpano mistilineo.
Un arco mistilineo è sempre in Via del Vallone ma ai civici 9 e 10 nei portali di Casa Gentilozzi.
Un altro esempio di portale è quello di vico III Strada Silla 5, verosimilmente il più definito del tipo, in cui il portale ha un arco legato alla chiave al superiore sopraluce ellittico trasversale. Una decorazione a doppia voluta allaccia l'arco ed il fornice terminando in una decorazione curvilinea spezzata del tipo tardo-settecentesco.
Altri portali si trovano in Via Ciorla 19, 34 e 36. Il primo, risalente al 1790 è sormontato da un mascherone con bocca spalancata e cava si apre sul sopraluce con forma di ovale trasversale. Il secondo, con uno stemma nobile consta in una nicchia di un'Annunciazione. Il terzo, sito in Casa Roncone, consta di stemma nobiliare della famiglia, un leone rampante con una roncola, sul lato vi è una finestra con data 1752.
Un ultimo portale da segnalare è in Via Silla, forse un ingresso di una bottega. Presenta un arco leggermente trilobato concluso da una smorfia con funzione apotropaica. Nella zona mediana dello stipite vi è un anello in ferro anticamente usato per legare gli animali, spesso da soma, in sosta.

Il loggiato caratteristico di Case Roncone

Un altro motivo caratteristico sono le logge, bifore e trifore che si aprono nell'ultimo piano di palazzi nobiliari o borghesi caratterizzati dal fatto che tali abitazioni necessitavano uno spazio di luce tra l'interno e l'esterno.
Un caso di questi è in Casa Colarossi in Via Giuseppe Tanturri 3 le cui finestre ed il portale hanno gusto tardo-cinquecentesco con le mensole lavorate, nel Castellaro constano di timpano settecentesco.
Il loggiato più tipico è quello delle Case Roncone in Vico I Strada Silla. Altri esempi sono in Via De Angelis, nel lato posteriore del Palazzo De Angelis in Via Ciorla 13 ed in Via del Castellano, quest'ultimo chiuso.
Un altro loggiato è quello di Casa Colarossi.

Gli archi principali sono:

  • l'arco di Sant'Eustachio,
  • l'arco di Case Roncone,
  • l'arco della Croce o Porta Croce,
  • l'arco della Nocella (forse XV-XVIII secolo),
  • l'arco della Zazzarotta (XVIII secolo),

gli archi a Scanno sono suddivisi in due tipi:

  • il 1º relativo all'antica cinta muraria,
  • mentre il 2º sono dei sottopassi.
  • Al primo tipo appartengono l'Arco della Croce e l'Arco di Sant'Eustachio, antichi accessi al nucleo medievale, chiamato ancora oggi Terra Vecchia. L'arco di Sant'Eustachio è realizzato in conci di pietra squadrata o di reimpiego, consta di un intradosso con volta a botte a sesto ribassato e sormontato da un tetto a due falde. Il locale sito sopra al fornice è occupato da un'abitazione civile a cui si accede mediante una scalinata posta sotto. Vi è ancora l'antico cardine che reggeva il portale ligneo. La porta della Croce, scampata alla distruzione della cinta muraria, verosimilmente realizzata nel XV secolo in concomitanza dell'ampliamento del paese verso sud. La porta è simile, nell'intradosso, nella copertura e nei resti dei cardini, alla precedente. Il locale posto al di sopra dell'arco è adibito a civile abitazione. Il materiale utilizzato, invece, sono conci di pietra lavorata nella zona inferiore e pietra grezza nel settore superiore. Questa difformità è dovuta forse ad una parziale ricostruzione nei primi anni del XIX secolo.
Particolare dell'Arco della Zazzarotta
  • Al secondo tipo appartengono gli archi della Nocella e della Zazzarotta. Quest'ultimo arco è stato costruito per collegare due abitazioni su Via Vincenzo Tanturri mediante un sistema rudimentale: fissando delle travi in legno con un piano sovrastante in cui si posavano dei travetti di legno che determinavano l'angolazione dell'arco. Il problema di datazione dell'arco della Nocella è controversa, tuttavia si suppone costruito durante l'espansione quattrocentesca dell'abitato ma non vi sono prove che escludano che sia stato costruito nel XVIII secolo in quanto stilisticamente accostabile a delle costruzioni adiacenti a Via Silla risalenti allo stesso periodo. La pietra squadrata è limitato solo nell'imposta dell'arco della porta con l'intradosso simile all'arco della Noce ed all'arco di Sant'Eustachio. L'unica decorazione è la cemmàusa sotto l'arco che sembra quasi una scultura in pietra.

La cinta muraria medievale è ora stata completamente sostituita dalle case private di cui ne mantengono la forma originaria.
Presso la Porta Sant'Eustacchio, ov'è la piazza dell'omonima chiesa vi è una torre speculativa, chiamata così forse perché simile ad un'altra torre nei pressi della Chiesa della Madonna di Costantinopoli.

Fontane, statue e monumenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fontana Sarracco e Fontana del Pisciarello.

A Scanno vi sono la Fontana Sarracco e la Fontana del Pisciarello; inoltre dietro la Chiesa di Santa Maria della Valle, vi è la Statua della donna scannese inaugurata nel 2006[11]. Nel palazzo di fronte alla Fontana Sarracco vi è una meridiana opera del frate francescano Nunzio Farina[12]. Inoltre a Piazza San Rocco, tra l'associazione culturale locale e la chiesa della Madonna di Costantinopoli vi sono il Monumento ai caduti delle due guerre mondiali con l'elenco dei caduti di Scanno ed il Monumento ai caduti di Nassiriya inaugurato ad agosto 2010[13]. In località San Liborio è stata inaugurata una statua raffigurante Karol Wojtyła[14].

Le cemmause[modifica | modifica sorgente]

Le cemmause sono un tipo di scala d'accesso alle abitazioni di Scanno esterne alle abitazioni stesse terminanti in un ballatoio o pianerottolo, con gli scalini (localmente detti le schèle) realizzati in pietra. Un arco permette alla scalinata di sorreggersi, infine la cemmausa viene coperta da una tettoia sostenuta da travi lignee su cui poggiano delle assi di legno (localmente dette scànzule) generalmente in faggio e da tegole (localmente dette pinci)[15].

Località turistiche[modifica | modifica sorgente]

Le Prata[16]
Si raggiunge tramite la Strada statale 479 Sannitica arrivando alla casa cantoniera posta fra il paese e Passo Godi indi percorrendo il sentiero per sei chilometri. La località è sita nel tratto iniziale del fiume Tasso. In questa località si diramano a pettine vari sentieri più o meno difficili che partono dal Monte Marsicano ed arrivano sulla Sella della Terratta.
Jovana[16]
Si raggiunge da un sentiero che si diparte dalla casa cantoniera suddetta e proseguendo per il Vallone delle Masserie ed arrivando nella conca dove è sita la località. Questo pagus era abitato sin dagli inizi del XV secolo di cui oggi rimangono oltre la suddetta chiesa di San Lorenzo dei ruderi di una torre e qualche brandello di abitazione rurale. La zona è adibita ad allevamento, ad agricoltura e ad agriturismo, il periodo in cui il centro si rianima è tra il 7 ed il 10 agosto per la festa di San Lorenzo.
Passo Godi[16]
È sito a 1630 metri sul livello del mare, vi sono degli impianti di discesa, una pista da sci di fondo lunga 10 chilometri e la dorsale dello Scalone ove si avventurano degli alpinisti.[16]
Nei pressi vi sono il faggio monumentale[17] e lo stazzo di "Ze messe" storpiato in Ziomas o Zio Mas, nelle nomenclature dei cartografi militari.[16] Sconosciute sono le origini del nome di Ziomas, ma molti credono che derivi da Zio Mas[18], ipotesi non avvalorata da nessuna conferma dato che la zona è disabitata da tempo immemore e non c'è stato mai nessuno quindi in zona che si chiamasse Zio Mas (Mas dal diminutivo di Massimo o Tommaso). Ipotesi più realistica sull'origine del nome è che Ze Messe derivi dialetto locale zu messe ovverosia "zu" articolo e "Messe" massi, in quanto la zona è disseminata di massi.
Monte Rotondo[16]
Viene chiamato anche Collerotondo. Vi sono due rifugi e la suddetta chiesa degli alpini. In estate si svolge il "Concerto aperitivo nel bosco". Negli anni 2000 è stata inaugurata l'"Oasi faunistica dei Cervi" presso il lago artificiale per la creazione della neve artificiale per le piste da sci site nei pressi. Nella suddetta "Oasi faunistica dei Cervi" sono stati inseriti 3 cervi.[19]
Lago di Scanno[20]
Il lago si originò da una frana scesa dal Monte Rava e che ostruì il corso del Tasso (fiume). La causa di tale evento geologico fu a lungo attribuita, come sostiene lo storico romano Tito Livio, al terremoto del 217 a.C. Secondo studi recenti la frana avvenne circa 12.800 anni fa, verso la fine dell'ultima Era glaciale o già nel postglaciale.[21] Il lago ha una superficie di circa un chilometro quadrato e una profondità di circa 32 metri. Il suo colore verde-azzurro è dovuto alla presenza di alghe e microalghe, alla composizione chimica delle acque (essenzialmente legata a quella calcarea delle rocce costituenti l'invaso) e, in ultimo, al riflesso della vegetazione circostante. Il principale (e unico) corso d'acqua immissario è il Tasso, mentre mancano emissari superficiali stabili, attivi invece con modalità carsiche e che collegano il lago con il Sagittario (fiume) e le Gole del Sagittario. Tra i pesci vi sono: trote, tinche, anguille, scardole, persici reali, coregoni, lucci, pesci gatto e carpe mentre tra gli uccelli vi sono germani reali e folaghe.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

L'attuale centro storico di Scanno si formò dall'aggregazione di vari nuclei urbani o vicus. Il più antico di essi è Betifulo, in seguito ribattezzato Sant'Angelo in epoca cristiana. Tra i secoli XII e XIII gli abitanti si trasferirono da Sant'Angelo in località Scamnum o Scagium o Scampium che corrisponde all'attuale zona della chiesa di sant'Eustachio. In una bolla di papa Adriano IV del 1156 vengono nominati i vari nuclei abitati che prendevano il nome dalle varie chiese in essi contenuti eccetto Frattura con la sua chiesa di San Nicola. Collangelo è l'attuale contrada sita ad est di Scanno in località Giardino in cui è stata ritrovata una epigrafe, la quale è l'unica testimonianza di una casa rurale in zona. I centri urbani di certo non si fusero prima del 1447 in quanto in quella data si ha notizia di alcuni edifici ancora disabitati. Il processo di espansione e di unificazione delle contrade di Scanno pare partire dalla zona alta del paese odierno, cioè la zona detta Terra Vecchia ove si aprivano le tre porte di accesso. Tra la seconda metà del Quattrocento e in tutto il Cinquecento il nucleo abitato si espanse a sud e ad ovest, mentre nei due secoli successivi Scanno conobbe un ulteriore espansione ma anche la saturazione di spazi edificabili liberi entro le mura: infatti fino a tutto il XIX secolo l'espansione si concentrò entro le mura, e solo nel 1909, quando venne costruita la strada Scanno-Villetta Barrea, vennero distrutte le mura urbane, il campanile della Chiesa di San Rocco ed alcuni palazzi; le rimanenti mura sono state inglobate in costruzioni più recenti. L'ultima fase di costruzione si ha nel XX secolo lungo il tratto di Via dei Caduti per la costruzione della provinciale Scanno-Villetta Barrea nonché in Via D. Tanturri, in Via D. Di Rienzo ed in località il Colletto negli anni sessanta e settanta e sul finire del secolo scorso ha raggiunto Via Pescara, Viale del Lago e Via degli Alpini in prossimità della foce del torrente Carapale ivi incanalato. La morfologia del centro storico è accostata al nome d'origine del paese Scamnum che in latino significa sgabello a sottolineare la forma del costone in cui si trova l'abitato con cordonate a forte pendenza. Caratteristico è l'itinerario nel centro storico detto la "ciambella" che dalla chiesa di Santa Maria della Valle arriva alla Fontana Sarracco per arrivare poi alla Piazza di San Rocco e ritornare tramite Via Silla e Via De Angelis al punto di partenza. Il sistema viario è un intricarsi di vie, viuzze e vicoletti che si incrociano a trama fitta con le vie principali; queste viuzze erano pedonali fino agli inizi del Novecento prima della sostituzione del manto originario con delle pavimentazioni per strade carrozzabili. Recentemente alcune strade sono state recuperate con lastre di marmo e sampietrini che hanno preso il posto di ciottoli di fiume.[22]

Entro le vecchie mura del centro storico si aprivano quattro porte.[23]
La prima era sita presso la chiesa di Santa Maria della Valle e chiamata in gergo locale "La porta", mentre le altre porte si chiamavano Porta di Sant'Antonio o Codacchiola, Porta della Croce e Porta di Paliano o di Pagliaccio. Gli accessi pedonali e carrabili erano siti ove era più facile il loro utilizzo.[23]
La porta della chiesa di Santa Maria della Valle aveva la funzione di ingresso principale. Si ergeva di fianco alla chiesa omonima, mentre la facciata della chiesa si imponeva dall'alto guardando verso la valle il versante più difendibile.[23]
La Porta di Sant'Antonio risale verosimilmente al 1500. La sua funzione era quella di servizio alla gente residente nella parte settentrionale del paese per farla andare al lago e gestire le sue risorse (una strada della zona si chiama per l'appunto via dei Pescatori) ma anche per andare a lavorare alle terre irrigate di Acquevive. Su questo accesso verrà costruita una officina idroelettrica alimentata mediante le acque piovane provenienti da monte.[23]
La Porta della Croce, che è l'unica ad essere intatta, è sita nel settore sud dell'abitato.[23]
La Porta di Paliano era sita presso il Palazzo di Rienzo ma non è da tutti accertata dato che dai carteggi comunali vengono citate tre porte e non viene menzionata la Porta Paliano. Tuttavia Alfonso Colarossi-Mancini afferma che presso il palazzo vi era un'apertura. Si può tuttavia supporre che la famiglia Di Rienzo stessa abbia provveduto alle spese di restauro e di manutenzione della porta dato che essa era di uso esclusivo della famiglia.[24]

Feste, tradizioni e cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Ju Catenacce (il 14 agosto, rievocazione in costume tradizionale di Scanno del matrimonio scannese)[25]
  • La "Fiaccolata" [il 16 agosto (dalla fine degli anni 2000 la Fiaccolata si svolge nella sera del 24 agosto per motivi tecnico-organizzativi, sorta di Fuochi Artificiali sul lago di Scanno].[25]
  • Nel 2005 Scanno ha ospitato l'estate organistica - turismo organistico italiano a cura dell'Associazione Culturale Pandora (i concerti si sono tenuti nella Chiesa di Sant'Antonio da Padova).[26]
  • Presso un Caffè sito tra Via degli alpini e Via del lago si tengono in agosto i "Sabati letterari", sorta di convegni a tema culturale.[27]
  • Presso l'Auditorium "Guido Calogero" si svolgono mostre, concerti di musica classica e proiezioni di film.[28]
  • Presso la biblioteca del paese si è svolto in vari anni tra gli anni novanta e duemila un torneo di scacchi.[29]
  • Il 16-17 settembre 2005 si è tenuto in un hotel di Scanno il VIII convegno sulla tiroide iperfunzionante.[30][31]
  • In concomitanza della Befana (alla vigilia, il giorno 5 gennaio) il paese ospita la festa delle Chezette, che in dialetto scannese significa "calzette", festa dei giovani che cantano una serenata con gli strumenti più disparati nelle vie del paese sotto le finestre delle ragazze fino a che le ragazze non gli donano delle cibarie molto succulente.[32]
  • Il 17 gennaio viene celebrata la festa religiosa di Sant'Antonio abate nella quale, anticamente, si offrivano le sagne ai poveri.[28]
  • Il venerdì santo viene celebrata la Passione con una processione, in questa occasione viene eseguito un Miserere.[28]
  • Il 30 aprile o il 1º maggio viene organizzata una processione con la statua della Madonna del Lago che viene trasportata alla chiesa parrocchiale ove viene tenuta per tutto il mese.[28]
  • La domenica prossima al 13 giugno viene celebrata la festa di sant'Antonio da Padova in cui il sabato della vigilia viene eseguita una processione delle travi mentre la domenica la processione delle pagnottelle.[28]
  • La prima domenica di luglio viene festeggiata la Madonna delle Grazie.[28]
  • Il 10 agosto viene fatto un pellegrinaggio a Gallinaro per il culto di San Gerardo Confessore. Anticamente questo pellegrinaggio si faceva a piedi, ma oggi si utilizza ogni sorta di mezzo.[33]
  • La domenica più vicina al 16 luglio viene vesteggiata la Madonna del Carmine.[28]
  • Da luglio a settembre in occasione dell'Estate il programma è ricco di manifestazioni, oltre alle su citate feste del Ju Catenacce, della fiaccolata, degli appuntamenti all'Auditorium e delle due feste della Madonna delle Grazie e del Carmine, vengono organizzati alcuni concerti di musica jazz e afro-cubana, il cinema all'aperto, dal teatro per bambini al recital con canti gospel e spiritual in giro per piazze e scorci caratteristici del centro storico.[28]
  • Il 20 settembre viene celebrata la festa patronale di Sant'Eustachio.[28]
  • Sempre in settembre viene organizzato (dal 1972) il "Premio Scanno" - Premio letterario con varie categorie - intitolato (dall'anno della sua scomparsa) al suo ideatore e creatore, il giornalista Riccardo Tanturri.[28][34]
  • Il 10 novembre vengono accese le Glorie di San Martino.[28]
  • In occasione delle feste Natalizie, vengono eseguiti un presepe vivente in abiti tradizionali del luogo ed intorno alla fine dell'anno a San Silvestro la Scuola di sci organizza anche una fiaccolata notturna.[28]
  • Il paese è anche sede dal 1998 della manifestazione detta "Scanno dei Fotografi".[28]

Le Glorie[modifica | modifica sorgente]

Le Glorie di Scanno sono tre[33]:

  • La sera del 16 gennaio, nello spiazzo antiacente alla Chiesa di Sant'Antonio abate, viene acceso un falò, mentre nella mattina della festa, dopo la messa, viene posto sul fuoco acceso un calderone ove vengono cotte le sagne alla ricotta offerte da una famiglia agiata del paese, dopo la benedizione dal prete officiante del cibo questo viene offerto ai fedeli accorsi per l'evento.
  • Il 23 giugno davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista viene acceso un fuoco mentre, all'interno della chiesa viene officiata una messa. Per questa celebrazione i fedeli portano una bottiglia piena di vino al cui interno viene immerso lo stelo di una rosa col fiore sbocciato. Dopo la benedizione delle bottiglie i fedeli le riporteranno a casa ed il vino così benedetto i fedeli lo considerano un toccasana per punture di insetti, dolori reumatici e piccole ferite.
  • Il 10 novembre (dal tramonto) si celebrano le vere Glorie di San Martino. Nei due mesi precedenti i ragazzi del paese sono impegnati, raggruppati in squadre, ad accumulare la legna con la quale compongono grandi cataste nelle tre contrade del paese: la Plaja, Cardella e San Martino. Le cataste, abilmente incolonnate in particolari pire (alte fino a 20 mt.), verranno accese nel tardo pomeriggio fra canti, suoni, balli e schiamazzi. A tarda sera, quando i falò incominceranno a spegnersi, i ragazzi si dirigeranno nelle vie del paese inscenando una scherzosa quanto mai chiassosa "processione" detta di San Martino. Anche per i più piccoli tradizione vuole che possano avere sorprese piacevoli attraverso la preparazione della cosiddetta "pizza coi quattrini", una sorta di focaccia fritta in padella che contiene anche una "monetina".

Associazioni, radio ed editoria locale[modifica | modifica sorgente]

Presso Piazza San Rocco è sita l'associazione culturale La Foce che organizza eventi, manifestazioni e convegni durante l'estate, pubblicando anche un periodico.[35]

Un altro esempio di editoria locale (..seppur di breve durata presso le edicole[Specificare meglio...]) è "La Piazza di Scanno".[36], da tempo presente solo su internet.

Da diversi anni esiste un'altra associazione culturale denominata "La Stanza di Archimede", fondata dal maestro Antonio Coppola, che si occupa di organizzare eventi musicali e culturali sia nella stagione estiva che in quella invernale.[37]
Negli anni settanta nacque anche una cosiddetta "radio privata": "Antenna Radio Scanno", che da qualche tempo opera solo sul web con un sito di informazione locale.[37][38]

A Scanno esiste anche un'associazione di Protezione Civile denominata Gruppo Natura '96.[39] L'associazione è nata nel 1996 dopo che alcuni ragazzi decisero di dare una mano ad anziani e a persone bisognose. Nel 2005 il Gruppo Natura '96 si è iscritto alla Protezione Civile della Regione Abruzzo intervenendo anche nel terremoto che ha colpito l'Aquila e provincia.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo della lana e Museo delle arti e tradizioni popolari (Frattura).

Il Museo della lana ospita una mostra di arnesi ed attrezzi agricoli e della lavorazione della lana. Un museo simile è a Frattura col nome di Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, che raccoglie più o meno lo stesso tipo di utensili ed è sito presso la chiesa centrale della frazione di Scanno.

Tradizioni e costumi[modifica | modifica sorgente]

Il costume femminile di Scanno[modifica | modifica sorgente]

Donne in costume tipico di Scanno allo Ju Catenacce, da notare i cordoncini dietro la nuca di colore bianco per le nozze

L'isolamento del paese, nel corso dei secoli, fece in modo che il vestito delle donne di Scanno si sviluppò in modo autonomo e privo di modelli a cui ispirarsi, a questo si aggiunse la voglia delle giovani donne di arricchirsi di gingilli costosi, anche se autoctoni, atti ad impreziosire le varie parti del proprio abbigliamento per superare in bellezza, e perché no, ingelosire le amiche e le rivali, così una gonna, per il peso sempre più ricco, arrivava fino alle calcagna. Tuttavia, nonostante l'unicità del vestito, per la tipologia delle sue caratteristiche questo abbigliamento può essere accostato ai vestiti tradizionali femminili della Conca Peligna e dell'Alto Sangro.[40]

La gonna può arrivare a pesare fino a 15 kg. in stoffa. All'interno è arricchita da una striscia di panno lana rosso alto fino a 10 cm. tale tessuto, volgarmente detto la pedéra, serve a proteggere le gambe dalla polvere e dal fango. La gonna attuale, però, è provvista di un solo panno, di colore verde scuro, prodotto e tinto in paese. Fino al Settecento le gonne erano di vari colori, e non è improbabile che ogni colore stesse ad indicare un ceto sociale.[40]

Il corpetto viene chiamato volgarmente Ju cummudene, difforme dagli altri dei paesi limitrofi, oltre che per il tipo di tessuto, anche per la larghezza delle maniche che si restringono in pieghe nei polsi ed all'attaccatura alle spalle. Viene allacciato anteriormente con una fila di bottoni che termina in una sacca detta volgarmente la buttunera a forma di triangolo rovesciato. Nel costume per le grandi occasioni i bottoni sono in oro, mentre nel vestito per tutti i giorni è in osso. La pesantezza del vestito, ma anche l'esigenza di avere un vitino da vespa costringono gli "stilisti" a realizzare un corpetto di forma appuntita. Un'orlatura di seta dona al vestito una sobria linea. Nella svasatura del collo si affaccia la gorgiera che viene realizzata al tombolo. Localmente, la gorgiera viene detta la scolla. La mandera, o il cosiddetto grembiule, è broccato nel vestito festivo con colori che spaziano dal bianco al celestino spesso con filigrana d'oro o d'argento, mentre nel vestito di tutti i giorni i colori sono più semplici, ma allo stesso tempo più ricercati.[40]

Nel francobollo centrale della seconda fila dall'alto si vedono delle donne col costume tipico di Scanno

Il cappello, volgarmente detto Ju cappellitte, la parte del vestiario femminile più al centro di dibattiti degli studiosi, è realizzato con tre elementi essenziali:[40]

Ju viulitte originariamente era composto da un velo tessuto mediante fili di seta. Nel Settecento venne aggiunta la tocca, una federa spessa e dura, cui si aggiunse in seguito ju fasciatore, una sorta di fascia di seta azzurra che ricadeva sulla nuca in maniera vezzosa fin sulle spalle. Invece, il cappello di tutti i giorni viene chiamato 'ngappatura, dal latino cappa (da cui cappello), realizzato in seta bianca. Con il disuso nel corso dei secoli della rete per i capelli vennero aggiunti dei lacci composti da dei cordoncini di seta rossi per la festa di Sant'Eustachio, azzurri per la festa della Madonna delle Grazie, marroni per la festa della Madonna del Carmelo, vivacemente variopinti per Natale, neri per i giorni di lutto, viola per il mezzo lutto, rosso vivo per il fidanzamento e bianco per le nozze.[40][41]

Marco Notarmuzi, nel suo libro "Il costume delle donne di Scanno" sostiene che tale vestito non ha subito influenze orientali dirette ma tramite le influenze arabe subite dalla penisola iberica durante la dominazione araba ed importate a Scanno durante la dominazione spagnola del Regno delle due Sicilie[42]

Le botteghe di Scanno[modifica | modifica sorgente]

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo si ha l'affermazione di botteghe orafe nel paese, tuttavia la prima notizia di un orafo locale la si ha nel 1718, in questo periodo le notizie sugli orafi locali sono molto frammentarie e scarse[43].

Nel centro storico vi sono molte botteghe orafe, tanto che la strada detta localmente "la ciambella" potrebbe venir chiamata la via degli orafi. La ricchezza proveniente dalle greggi locali permise alle donne locali di avere gioielli e di seguire la moda del tempo, il cui uso è dettato da alcune norme precise di galateo dettate da eventi come la nascita, il matrimonio, la morte, eventi tra cui per la Pasqua si doneranno degli anelli con delle pietre rosse o degli orecchini neri in tempo di lutto. Ai bambini verranno donate tre cose: un sonaglio o un ciondolo, un anello d'argento ed un fischietto, ma non potrà mancare che gli sia donato un oggetto inerente al numero tredici, ovverosia un amuleto multiplo in cui la superstizione locale unisce a credenze scaramantiche legate al numero tredici, la fede, la speranza e la carità. Invece alla nuora andranno donati una collana, un laccetto, dei bottoni aurei o argentei, degli orecchini e degli anelli.

Nella seconda metà del XIX secolo si andrà a sviluppare nel paese la moda della presentosa con uno o due cuori o due chiavi entro una stella. Il monile è di importazione napoletana, teatina o molisana e finisce per diventare un dono d'amore o ad assumerne il significato.

Ancora in giro per il paese vanno delle donne in costume tipico locale e le botteghe del centro storico del paese sono ricche di oggetti ornamentali atti per le esigenze di questo abito, tra l'altro si potranno trovare nelle suddette botteghe: collane, presentose, laccetti, anelli.

Nelle varie esposizioni orafe la produzione di monili è frutto di una ininterrotta rielaborazione nel corso del tempo, per esempio in un laboratorio di produzione di monili di Scanno si potrà ammirare una bottoniera ispirata alla coniazione di antiche monete repubblicane, in un altro laboratorio si potrà ammirare un altro tipo di bottoniera questa volta con aria medievale.

Un'altra peculiarità delle botteghe di Scanno è quella della lavorazione del tombolo, ma non è difficile girando per Scanno imbattersi in un'anziana donna che lavora i merletti al tombolo. È probabile ipotizzare che l'arte del tombolo sia stata importata a Scanno da Pescocostanzo o da centri veneti, da cui furono importati in un passato assai remoto degli zecchini che le donne di Scanno portavano al collo.

La lavorazione dei merletti a Scanno ha conosciuto un nuovo slancio promosso dalla Comunità Montana Peligna e dall'amministrazione comunale.

La lavorazione del tombolo a Scanno risale alla prima metà dell'Ottocento.

Prodotti locali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina abruzzese.

I prodotti caseari[modifica | modifica sorgente]

Tutti i prodotti caseari principali di Scanno sono derivati dal latte di pecora proveniente da pascoli locali, tra questi sono da annoverare[44]:

  • Pecorino classico;
  • Ricotta dalla buccia nera (la stagionatura in assenza di luce produrrà uno strato ossidato in un primo momento bianco che poi diviene dapprima grigio, poi nero, che conferisce al prodotto un gusto particolare)[nota 1];
  • Gregoriano, formaggio dal sapore acidulo[nota 2];
  • Capriccio di pecora, formaggio a pasta molle a cui vengono aggiunti i fermenti lattici vivi lasciando riposare circa 45 minuti ad una temperatura fissa di 45° centigradi prima della cagliata[nota 3];
  • Caciotta di pecora, conservata in salamoia con aggiunta di latte fresco al latte di pecora[nota 4].
  1. ^ Con aggiunta di latte fresco al latte di pecora
  2. ^ Con aggiunta di latte fresco al latte di pecora
  3. ^ Con aggiunta di latte fresco al latte di pecora
  4. ^ Con aggiunta di latte fresco al latte di pecora

Salumi[modifica | modifica sorgente]

Tra i vari salumi prodotti localmente sono da annoverare vari salumi dolci, stagionati e piccanti, tra cui[44]:

  • salsicce, cotte talora alla brace[45];
  • lardo;
  • lonza;
  • coppa;
  • pancetta;
  • bresaola;
  • salami aromatizzati (tartufo, aglio e vino)[45];
  • angioletti e diavoletti (salami dolci e piccanti)[45];
  • salame con ripieno di lardo[45];
  • salamelle di tratturo[46];
  • coglioni di mulo.

Primi piatti[modifica | modifica sorgente]

Tra i vari primi piatti sono da annoverare[47]:

  • Sagne con i fagioli o con la ricotta[45];
  • Maccheroni alla chitarra con sugo d'agnello o castrato[46];
  • Cazzellitti con le foglie (o con le fuoja), sorta di gnocchi fatti con farina ed acqua, lessati con l'acqua con cui viene cotta la fuoja, una verdura che cresce nei dintorni di Scanno ad un'altitudine di 2000 metri. I cazzellitti, infine, vengono conditi con le fuoja stesse e con peperoncino[46];
  • Zuppettone, sorta di zuppa con carne di agnello o capretto, uova e pecorino locale grattugiato[46];
  • Polenta bianca con fagioli, verza, patate e soffritto d'aglio[46];
  • Zuppa di fagioli[46];
  • Lasagna abruzzese[45];
  • Ravioli di carne[45];
  • Fettuccine con i funghi[45].

Carne di agnello e di vitello[modifica | modifica sorgente]

A Scanno vengono lavorati vari tagli di carne di agnello e di vitello, in particolare è rinomato il castrato d'agnello di Scanno[44]. A Scanno vengono poi cucinati alla brace o al forno con patate[45].

Contorni ed altri secondi[modifica | modifica sorgente]

  • Coniglio alla cacciatora[45];
  • Trota al cartoccio[45];
  • Pollo con i peperoni[45];
  • Funghi della zona circostante Scanno, anche fritti[45].

Dolci, confetture e miele[modifica | modifica sorgente]

A Scanno vengono prodotti i seguenti dolci[44]:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Abruzzo.

Scanno è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Scanno consta di[54]:

  • un palazzetto dello sport sito in via degli Alpini
  • vari campi da tennis
  • campi di calcio e calcetto
  • un campo da minigolf.

Inoltre in inverno, a Passo Godi e a Collerotondo vengono praticati numerosi sport invernali con la presenza di impianti sciistici e rifugi attrezzati per i turisti. Nel lago di Scanno vengono praticati:

In sentieri nei dintorni si pratica:

Orto in località Acque Vive. Da notare la tecnica irrigua tipicamente centro-appenninica che permette di mantenere attorno alle aree coltivate un costante flusso di acqua per proteggere il suolo dal gelo invernale

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Nativi di Scanno[modifica | modifica sorgente]

Si laureò a Napoli in medicina e chirurgia. Sempre a Napoli fu professore di dermatologia. Nel 1861 si recò in Germania ove fu allievo di Traube, di Frerisch e di Virchow, in Francia ove fu allievo del Bazin, ed a Vienna di Kaposi e di Hebra. Ritornato a Napoli ebbe come allievi tra gli altri il Profeta, il Campana, il De Amicis, il De Sanctis ed il Caniglia. Fondò la rivista Il Morgagni. Gli fu insignito il titolo di cavaliere ufficiale della corona d'Italia. Colpito da malattia, nel 1879 si ritirò dall'insegnamento. Scrisse vari saggi medici.[57]
Sono stati disegnatori dei fumetti di Sergio Bonelli Editore Mister No e Zagor. Per la Edifumetto disegnarono "Il Vampiro", "Cimiteria e "Wallenstein". Tra le altre case editrici degne di menzione vi sono la casa editrice Universo e la Rizzoli, rispettivamente per le testate Intrepido, il Monello e Corrier Boy. In seguito Domenico inchiostra Alan Ford e Diabolik, solo per un certo numero di albi. Dal 1998 i Fratelli di Vitto disegnano la collana "Viaggio in Abruzzo" e "I Gioielli", storie, sempre a fumetti, sulla vita dei Santi: San Rocco, San Nicola di Bari, Celestino V, San Giovanni Leonardi ed altri.[60]
  • Michelangelo Fusco (Scanno 1671-1711), sacerdote nato da famiglia originaria di Anversa. Si dedicò all'oratoria.[57]
  • Carlo Acciaiolo (Scanno 1531-1585), sacerdote.[57]
  • Biagio Acciaiolo (Scanno..-..), sacerdote. Fu protonotario apostolico e giudice di arcivescovato. Nello stesso arcivescovato ottenne la carica di vicario generale foraneo, in seguito fu vicario della diocesi di Sulmona-Valva. Si ignorano la data ed il luogo di morte.[57]
  • Marino Pasqualone de Marinis (Scanno 1645-1724) sacerdote. Si laureò in teologia. Venne chiamato Ovidio Secondo dei Peligni da Francesco Giuseppe de Angelis. Compose il distico effigiato nell'altare della chiesa della Madonna del Lago. Scrisse inoltre varie composizioni in latino.[57]
  • Leonardo Ciancarella (Scanno, prima del 1759-1792) sacerdote. Diventò parroco di Scanno nel 1759.[57]
  • Vincenzo Ciarletta (Scanno 1830-Scanno 1892), sacerdote e professore. Insegnò letteratura nel seminario vescovile di Sulmona. Per lungo tempo fu esaminatore sinodale. Fu tra i fondatori del locale Monte dei pegni di cui ne fu presidente per parecchio. Fu nominato canonico onorario della cattedrale di Gallipoli da monsignor Carfagnini.[57]
  • Donatangelo e Alessandro Roscella.
Donatangelo (Scanno,...-1703) medico e Alessandro (Scanno...-1712) costruirono il collegio delle Scuole Pie ed una farmacia a Scanno. Donatangelo è sepolto nella Chiesa di Santa Maria della Valle.[57]
  • Antonio Silla (Scanno 1737-Foggia 1790) giureconsulto e scrittore. Fu allievo a Napoli di Giambattista Vico. Si laureò in giurisprudenza. Tornato a Scanno si sposò nel 1761 con Maria Vittoria Notarmuzio ma ritornò presto a Napoli. Fu socio della Reale Arcadia dei Sinceri e dell'Accademia Reale delle Scienze. Tra i suoi scritti vi sono: "La fondazione di Partenope", "La teogonia commentata, ossia Nuovo Sistema per interpretare la Storia antica secondo l'idea del Tauth", "Sul diritto di punire, ossia Risposta al trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria", "La pastorizia difesa" e "La storia sacra dei Gentili dalla creazione del mondo fino al regno di Numa Pompilio".[57]
  • Giuseppe Tanturri (Scanno 1823-1891), medico, storico, naturalista. A Scanno gli è stata dedicata una lapide.[61]
Si laureò in medicina e chirurgia a Napoli. Nelle esposizioni nazionali e della regione fu espositore di prodotti locali e del costume di Scanno. Per cospirazione contro il governo napoletano fu incarcerato dal governo borbonico a L'Aquila. Dopo il Risorgimento fu insignito del grado di tenente della milizia territoriale quando fu istituita questa carica. Scrisse vari libri su Scanno.[57]
  • Cesidio Silla, fotografo[62]. Ha scritto anche un libro dal titolo: Scanno, immagini[63]
  • Adriano Tarullo (Scanno, 1976[64]), cantautore.
Ha una sua band, la "Adriano Tarullo Sbend"[65], con cui si esibisce in vari concerti.
La "Adriano Tarullo Sbend" è così composta[65]:
Adriano Tarullo, voce, chitarra;
Corrado Pagliari, banjo;
Mauro D'Antonio, batteria;
Francesco Di Vitto, basso;
Alfredo Serafini, mandolino;
Gabriel Grossi, piano elettrico.
Nel 1998 pubblica la poesia "La prima neve" nel settimanale Lo specchio con cui è vincitore del premio settimanale per poeti emergenti bandito dalla rivista[66].
Viene definito "menestrello"[67]
Tra i suoi album:
"Sacce cu è ju blues" del 2006, rigorosamente in dialetto di Scanno, uscito col settimanale locale "La Foce".[66]
"Spartenze", del 2008, sempre in dialetto di Scanno, il cui titolo, dal sito ufficiale del cantante, parrebbe significare transumanza anche se in senso più largo il cantante stesso indica "distacco", "allontanamento", con 11 inediti ed una versione riarrangiata del brano tradizionale abruzzese "Scura maje".[66]
"I' vuojjie bbene a nonnate" del 2010, raccolta di brani tradizionali di Scanno ed abruzzesi, cantati sempre in dialetto di Scanno.[66]
"Anch'io voglio la mia auto blues" del 2013, primo album del cantante di Scanno in italiano.[66]
  • Marco Notarmuzi (Scanno 1923-vivente). Poeta e scrittore[68].

Legati a Scanno[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Calogero (Roma, 1904 – Roma 1986) filosofo, saggista e politico. Fu confinato a Scanno.[69] Gli è stata dedicata una lapide a Scanno.[69]
  • Domenico Tanturri (L'Aquila, 1874-Napoli, 1948), clinico, scienziato e filantropo. A Scanno gli è stata dedicata una lapide.[70]
  • Lilli Carmellini (Buenos Aires, 1954 – vivente), pittrice. Una serie di suoi dipinti si chiama "Back to Beatles".[71] Una sua mostra permanente si trova in via Tanturri 5,[72] nel centro storico del paese.
  • Chiaffredo Bergia (Paesana CN, 1840-Bari, 1892), capitano dei Carabinieri. Ebbe servizio nella stazione dei carabinieri di Scanno.[73] A Scanno gli è stata dedicata una lapide.[74]
  • Pietro di Rienzo (1867-1926) fotografo. È stato il primo fotografo a scattare delle foto di vita quotidiana a Scanno attirando così nel paesino abruzzese personaggi del calibro di Henri Cartier-Bresson[75] Ha realizzato molte cartoline di Scanno[76]
  • Nicola Paletta (1871-1916), pensatore e difensore dei diritti degli operai. A Scanno gli è stata dedicata una lapide.[77]
  • Padre Odorisio da Scanno, frate benedettino dell'Abbazia di Montecassino. Non si conoscono né la data di nascita né la data di morte. Fu nominato preposito del monastero di san Pietro in Lago, ma, appena eletto rifiutò l'incarico per renuntiationem ad claustra.[57]
  • Romualdo Parente (1735-1831), scrittore. Scrisse dei poemi sacri, un Epitalamio ed un poemetto di settantatré ottave in dialetto di Scanno.[57]
  • Loreto Ciarletta (XVII secolo-1711), prelato vissuto a Scanno tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo.[57]
  • Domenico Antonio Torlino (1658-Scanno 1730) fu frate celestino e professore di lettere e filosofia.[57]
  • Henry Mancini, pseudonimo di Enrico Nicola Mancini (Cleveland, 16 aprile 1924 – Beverly Hills, 14 giugno 1994), nato da una famiglia abruzzese originaria di Scanno, compositore di musica da film, nonché autore di brani celeberrimi come Moon River e il tema della Pantera Rosa.[78]
  • Maurits Cornelis Escher, ha eseguito una litografia di Scanno[79].

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'unica attività economica fino al secondo dopoguerra era la pastorizia (pecore) ed il commercio della lana, ma, con la costruzione della seggiovia di Collerotondo negli anni cinquanta è esploso il turismo, tuttavia ancora vi sono nel centro storico del paese alcuni caseifici che vendono formaggi di pecora e macellerie che vendono carni di pecora prodotti localmente.
In passato si fabbricavano vestiti tipici femminili di Scanno. Oggi in Via Roma è rimasto l'ultimo negozio per la vendita o per l'affitto ad ore per matrimoni di questi vestiti tipici.
Molteplici le attività di oreficeria (fabbricazione di presentose ed altri gioielli e femminili).

Molto fiorente è l'attività turistica sia nel paese stesso che nel lago che negli impianti sciistici di Collerotondo e di Passo Godi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[80]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Angelo Cetrone centrodestra Sindaco
2008 2012 Patrizio Giammarco lista civica "Progetto Scanno" Sindaco
2012 2013 Luciano Conti - Commissario prefettizio
2013 in carica Pietro Spacone lista civica "Amministriamo Scanno" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Città di Scanno. URL consultato il 19/09/09.
  4. ^ Giammarco E., Toponomastica Abruzzese e Molisana, in «DAM», vol. VI, L'Ateneo ed., Roma 1990.
  5. ^ Colarossi Mancini A., Storia di Scanno e Guida nella Valle del Sagittario, Ass. Culturale LA FOCE, SCanno 2006.
  6. ^ CIL, IX, n. 3088.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n Le Chiese di Scanno, scanno.org. URL consultato il 15 luglio 2014.
  8. ^ Fonti sui palazzi di Scanno dal portale di Scanno e Autori Vari, L'architettura civile in Raffaele Giannantonio (a cura di), Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni, Pescara, Carsa Edizioni, 2001, Pagg.52-60, ISBN 88-501-0008-6.
  9. ^ Fonti sugli archi e sulla cinta muraria di Scanno dal portale di Scanno e Autori Vari, L'ambiente urbano in Raffaele Giannantonio (a cura di), Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni, Pescara, Carsa Edizioni, 2001, Pagg.67-71, ISBN 88-501-0008-6. salvo dove diversamente indicato
  10. ^ Info sul castellaro su: itinerari.abruzzo.it al paragrado "Da visitare", Sanpietrorusismo.it al paragrafo "Chiese ed edifici religiosi" e alla voce "Palazzi principali di Scanno"
  11. ^ Chi era costui?. URL consultato l'11-09-09.
  12. ^ Raffaele Giannantonio, paragrafo sulla Fontana Sarracco nel capitolo L'ambiente urbano, pagg.73-76, Carsa Edizioni (2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6
  13. ^ Fonte: Quotidiano Il Centro
  14. ^ Scoperta la statua di bronzo in ricordo di Giovanni Paolo II
  15. ^ Scanno. Le Cèmmàuse
  16. ^ a b c d e f Alessandra Mastrogiovanni, I luoghi in Scanno guida storico-artistica alla città e dintorni, pagg.96-99, Carsa Edizioni (2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6
  17. ^ Faggio di Pontone
  18. ^ vedi la definizione da en.wikitionary
  19. ^ Scanno liberati tre cervi nell'oasi di Collerotondo
  20. ^ Domenico Mastrogiovanni, il lago in Scanno guida storico-artistica alla città e dintorni, pagg.101-102, Carsa Edizioni (2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6
  21. ^ Per un quadro generale sull'argomento vedi: Angelo Caranfa, Contributo per una datazione della frana di Monte Genzana e del Lago di Scanno, in «Rivista abruzzese», LXIII (2010), n. 2, aprile-giugno, pp. 141-146, parte I; n. 3, luglio-settembre, pp. 250-254, parte II.
  22. ^ Raffaele Giannantonio, lo sviluppo urbanistico in Scanno Guida storico-artistica, pagg. 133-134, Carsa Edizioni (2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6
  23. ^ a b c d e Pasquale Guaglione, Il muro di cinta e le quattro porte di Scanno in In cammino verso Scanno Percorsi di storia e di scienza, pagg. 28-29, GSE Edizioni (2007), Roma, ISBN 978-88-903038-0-7
  24. ^ Pasquale Guaglione, È veramente esistita la quarta porta? in In cammino verso Scanno Percorsi di storia e di scienza, pagg. 29-30, GSE Edizioni (2007), Roma, ISBN 978-88-903038-0-7
  25. ^ a b Dati informazioni-turistiche.it
  26. ^ Musica Sarca - Città di Scanno dal sito ufficiale della valle del Sagittario
  27. ^ Dato da un sito ufficiale di Scanno
  28. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte: Alessandra Mastrogiovanni, Il Calendario in Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni, pagg. 86-89, Carsa Edizioni (2003) Pescara, ISBN 88-501-0008-6
  29. ^ Autori Vari, Chiese ed edifici religiosi (ultime due righe del paragrafo) (html) in Scanno. URL consultato il 12/09/10.
  30. ^ Convegno Scanno
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  43. ^ Paragrafo da: Antonio Fusco, L'artigianato in Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni, pagg. 113-115 Carsa Edizioni(2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6 e Antonio Fusco, Le botteghe artigiane in Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni, pagg. 80-81Carsa Edizioni(2001), Pescara, ISBN 88-501-0008-6
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori vari, Scanno (Guida storico-artistica alla città e dintorni) - Collana "Gli Scrigni - Guide alle città d'arte d'Abruzzo" - Edizioni Carsa.
  • Alfonso Colarossi-Mancini, Storia di Scanno e guida della valle del Sagittario, prima edizione 1921, seconda ristampa 2006 a cura della Associazione culturale LA FOCE, Tipografia Edigraf.
  • Marco Notarmuzzi, Eustachio e Tecanera ovvero Le tradizioni popolari di Scanno, Edizioni Deltagrafica (maggio 1993) Scanno

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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