Pratola Peligna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pratola Peligna
comune
Pratola Peligna – Stemma
Panorama
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Antonio De Crescentiis (partito democratico) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 42°05′57″N 13°52′29″E / 42.099167°N 13.874722°E42.099167; 13.874722 (Pratola Peligna)Coordinate: 42°05′57″N 13°52′29″E / 42.099167°N 13.874722°E42.099167; 13.874722 (Pratola Peligna)
Altitudine 342 m s.l.m.
Superficie 28,27 km²
Abitanti 7 849[1] (31-12-2012)
Densità 277,64 ab./km²
Frazioni Bagnaturo, Ponte la Torre
Comuni confinanti Corfinio, Prezza, Raiano, Roccacasale, Sulmona, Salle (PE)
Altre informazioni
Cod. postale 67035
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066075
Cod. catastale H007
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pratolani
Patrono Madonna della Libera
Giorno festivo Prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pratola Peligna
Posizione del comune di Pratola Peligna all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Pratola Peligna all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Pratola Peligna (Pratëlë in abruzzese[2]) è un comune italiano di 7.849 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Pratola Peligna è situato nella Conca Peligna.

Il territorio comunale si estende per circa un quarto su una pianura di tipo alluvionale, per il resto in zona montuosa, arrivando fino alla sommità della dorsale del Morrone.

La zona è attraversata dal fiume Sagittario e da alcuni torrenti, alimentati dalle numerose sorgenti poste lungo il corso del fiume. Il centro abitato sorge sulla riva sinistra del corso d'acqua.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In epoca romana si suppone vi sorgesse uno sconosciuto pagus (villaggio) peligno che avrebbe partecipato con Corfinium alla guerra sociale contro Roma nel 91 a.C., ma mancano ritrovamenti che ne provino l'esistenza. Nel VI secolo una tomba con corredo ostrogoto attesta l'esistenza di un insediamento, forse coincidente con la località Fara de Campiliano, citata nei documenti dei secoli successivi.

Il primo documento in cui compare il nome di Pratola ("in loco Pratulae")[3] è un contratto agrario del 997, riportato nel Chronicon Volturnensis che tuttavia non si riferisce ancora ad un centro abitato. Nel corso del XII secolo fu creato un centro fortificato: nel 1170 il castrum Pratulae fu assegnato dal normanno Guglielmo II al vescovo Odorisio di Forcona. Nel 1294 il feudo viene assegnato da Carlo II d'Angiò all'abate del monastero di abbazia di Santo Spirito del Morrone, sotto il cui dominio Pratola rimarrà fino al 1807.

Dal 1863, per regio decreto, il paese ha assunto il nome di Pratola Peligna.

La storia del paese è caratterizzata da diversi fermenti popolari; da ricordare nel 1799 la rivolta contro l'invasione francese (insieme a molti altri comuni d'Abruzzo), l'opposizione alla Costituzione del governo borbonico di Ferdinando II nel 1848 e la sommossa del 1934 contro il regime fascista. Durante l'ultima guerra mondiale, e precisamente il 2 agosto 1943, fu bombardato dagli alleati lo stabilimento della Montecatini sito a due chilometri dal paese.

Il 9 gennaio 2006 al comune di Pratola è stata conferita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la medaglia di bronzo al merito civile[4] con la seguente motivazione: "Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu sottoposto a continui e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione del patrimonio industriale. La popolazione, costretta a rifugiarsi nella campagna circostante, contribuì alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo una feroce rappresaglia da parte dell'esercito tedesco. 1943/1944".

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu sottoposto a continui e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione del patrimonio industriale. La popolazione, costretta a rifugiarsi nella campagna circostante, contribuì alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo una feroce rappresaglia da parte dell'esercito tedesco.»
— Pratola Peligna (AQ), 1943-1944

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Al centro storico, detto "dentro la terra", di impianto medioevale, si accede dall'arco d'Angiò, che reca lo stemma dell'Ordine dei Celestini, un serpente attorcigliato alla Croce. Il cuore del borgo è la piazzetta di San Pietro Celestino. Vi si trovano le chiese di San Pietro Celestino e della Santissima Trinità, con portali del XVI e del XVIII secolo; all'interno pala d'altare e fonte battesimale cinquecenteschi.

Il santuario della Madonna della Libera venne fondato nel XVI secolo e rifatto nel XIX secolo: vi sono esposti l'affresco della Madonna della Libera, del XV secolo, ritenuto miracoloso, e la statua devozionale della Madonna, opera dei frati dell'Abbazia Celestiniana e consacrata il 3 maggio 1741. All'interno sono anche presenti affreschi di Teofilo Patini e di suoi allievi.

Le due chiesette attigue della Madonna della Pietà e della Madonna delle Grazie, entrambe del XVI secolo, sono considerate monumento nazionale. Al loro interno vi sono affreschi ed un Compianto fittile del Cinquecento.

La chiesa di San Rocco, originaria del XVI secolo, venne rifatta nel XX secolo, con decorazioni in stucco della facciata dei fratelli Feneziani.

Palazzi storici sono il palazzo Tedeschi (degli inizi del XIX secolo), il palazzo De Petris (XVI secolo), il palazzetto Campana (XVII secolo), il palazzo DI Prospero (della fine del XIX secolo) e il palazzo Colella Santoro (degli inizi del XX secolo).

In occasione dell'apertura dell'acquedotto comunale, nel 1892 furono collocate in piazza Madonna della Libera e in piazza Garibaldi due fontane, la prima in pietra e ghisa e la seconda in pietra e lega metallica.

Il "Museo della Civiltà Contadina" è stato inaugurato nel 1995 negli ambienti del "Vecchio Mulino" dei Celestini.

Nel 1929 era stato inaugurato il cinema teatro D'Andrea, dichiarato di notevole interesse monumentale e restaurato nel 2005: fu tra i primi edifici nella regione destinati oltre che al cinema alla rivista di avanspettacolo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

L'evidente diminuzione della popolazione avvenuta negli anni cinquanta, deriva da un accentuato fenomeno di emigrazione. Una delle nazioni verso cui si è diretto un maggior numero di emigranti è stato il Venezuela.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Feste[modifica | modifica sorgente]

  • 17 gennaio: San Antonio Abate, benedizione degli animali
  • Carnevale: Carnevale Pratolano con tradizionale sfilata di carri
  • Pasqua: processione del Venerdì Santo e Resurrezione in piazza.
  • Prima domenica di maggio: festa in onore della Madonna della Libera e fiera dell'agricoltura, commercio e artigianato
  • maggio-giugno: festa della Santissima Trinità
  • luglio-agosto: estate pratolana
  • 16 agosto: festa di San Rocco
  • settembre: premio Emigrazione (letteratura ed arte)
  • settembre-ottobre: festa dell'uva.

Il culto della Madonna della Libera[modifica | modifica sorgente]

Secondo la leggenda, durante la terribile peste del 1456, un contadino sognò la Madonna liberatrice, che gli annunciò la fine dell’epidemia. Svegliatosi l’uomo scorse tra le macerie della chiesetta dove si era rifugiato un quadro raffigurante la Vergine ed esclamò: “Madonna, liberaci!”. Dopo la fine dell'epidemia il quadro, trasportato al paese, venne posto all’interno di una nuova chiesa appositamente costruita e divenne oggetto di particolare venerazione.

La festa si celebra ogni anno la prima domenica di maggio e l'organizzazione è affidata ad un "comitato di laici", rinnovato ogni anno, all'interno del quale figure importanti sono il presidente e la "mastra", a cui è affidata la guida delle "cercatrici", con il compito della raccolta delle offerte.

I festeggiamenti iniziano il venerdì precedente, con l'arrivo della "compagnia di Gioia dei Marsi", un gruppo che compie a piedi il pellegrinaggio tra i due paesi attraverso sentieri e valichi montani; all'entrata del santuario viene compiuto il rito dello "strascino" ossia il percorso fino all'altare maggiore in ginocchio. Il sabato avviene l'esposizione della Madonna, la cui statua collocata dentro il tempietto dell'altare viene fatta avanzare meccanicamente verso la navata centrale. La domenica si tiene una grande processione per le vie del paese.

Il fine settimana seguente si tiene ancora l'"Ottavario", dove si svolgono anche festeggiamenti civili e ludici.

Il Santuario è stato lesionato dalla scossa di terremoto che ha colpito la regione il 6 aprile 2009,con l'apertura di vistose crepe lungo le navate e la caduta di alcuni calcinacci dalla cupola (che sarebbe instabile). Proprio per questi motivi, nel 2009 non si sono celebrati i solenni festeggiamenti per la Madonna della Libera.

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • U.S.D. Pratola Calcio 1910, squadra di calcio nata nel 1910, una delle prime società calcistiche nate in Abruzzo. Nella sua storia ha vinto una "Coppa Abruzzo" e dieci campionati, giocando sempre tra la promozione e l'eccellenza. Sul finire degli anni sessanta arrivò sino agli ottavi di finale di "Coppa Italia dilettanti".
  • "Associazione Sagittario Pratola", di calcio a 5, fondata alla metà degli anni novanta.
  • "Associazione sportiva Club Abruzzo Atletica Peligna"'; fondata nel 1991, di atletica leggera. Ha vinto un titolo Italiano individuale, numerosi titoli regionali, un campionato regionale di società su pista e un campionato regionale di corsa su strada. Tra gli eventi organizzati il "Cross dei Peligni", la "Traversata Pratolana" e la "Traversata del Morrone" (escursione guidata nel monte Morrone nel parco della Majella).
  • "Gruppo sportivo Volley Pratola 78", fondato nel 1973: squadra di volley femminile che ha vinto più campionati nella provincia dell'Aquila. Negli anni '90 ha conseguito due vittorie nei "giochi della gioventù nazionali".Nel 2007 le ragazze dell'under 16 si sono aggiudicate la fase regionale, riuscendo infine a disputare due importanti partite nella fase nazionale.
  • "Polisportiva Surjana-Maskara'", fondata nel 1980 e impegnata nel karate, organizza anche mostre e convegni.
  • "Associazione Sportiva Dilettantistica Jitte Karate Club", affiliata all’ente di promozione sportiva C.S.E.N. (centro sportivo educativo nazionale) riconosciuto dal C.O.N.I, fondata nel 2004 (Karate Do Shotokan Tradizionale).
  • "Associazione Sportiva Dilettantistica G.A.P.Pratola P.(Gruppo Amatoriale Podistico) fondata nel 1991 oltre a partecipare con atleti in varie gare podistiche a livello nazionale, organizza anche manifestazione podistiche.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Pratola Peligna[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni gastronomiche del paese discendono dalle tradizioni della cucina contadina. I "fagioli di Pratola", "poverelli" e "cannellini", costituiscono l'ingrediente base di numerosi piatti tipici.

Il pranzo della vigilia di Natale è particolarmente caratteristico e comprende "le sette minestre", sette portate cucinate con prodotti locali: minestra di lenticchie, minestra di ceci, spaghetti al sugo di trota o di tinca, baccalà, cavoli lessi e scrippelle salate in sostituzione del pane.

Il piatto tipico della Domenica delle Palme è "la sagna riccia con la ricotta, reginelle secche condite con ricotta di pecora e ragù di agnello.

Tra i dolci degni di nota sono "le pizzelle", i "ceci ripieni" (fagottini a mezzaluna con ripieno di passata di ceci, mosto cotto, cioccolato e canditi) e la "pizze" "di Carnevale" e "di Pasqua".

A Pratola si producono vini come il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo ed il Trebbiano.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Pratola Peligna è gemellato con:[6]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 in carica Antonio De Crescentiis lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 519.
  3. ^ Don Antonino Chiaverini - Pratola: dall'antico archivio dell'abbazia morronese, a cura dei padri maristi di Pratola Peligna - Pratola Peligna, Arsgrafica Vivarelli, 1981, pag.19
  4. ^ La domanda era stata presentata in seguito agli studi compiuti da Tommaso Liberatore e da Panfilo Petrella.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  6. ^ Chi Siamo, Federazione Abruzzese di Hamilton e Distretto. URL consultato il 1º luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Antonio Puglielli, Pratola Peligna. Storia, leggende e folklore, Pratola Peligna, Tipografia Vivarelli, 1973.
  • Enrichetta Santilli, Il Santuario della Madonna della Libera in Pratola Peligna. Guida storico artistica, Pratola Peligna, Tipografia Vivarelli, 1995.
  • Enrichetta Santilli, Letizia Brunetti, Paolo Di Giulio, Pratola Peligna. La Storia, l’Arte, il Culto della Madonna della Libera, Corfinio, Amaltea, 1997.
  • Edoardo Puglielli, Luigi Meta, vita e scritti di un libertario abruzzese, Chieti, CSL 'Camillo di Sciullo', 2005
  • Enrichetta Santilli, Anna Colangelo, Enrico Cartolano, Il Compianto sul Cristo Morto di Pratola Peligna. Conoscere e restaurare un’opera di arte fittile, Pratola Peligna, Centro Nazionale di Ricerche “Antonio de Nino”, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Ciaglia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo