Filignano
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| Filignano | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 460 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 31 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 24 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Cerasuolo, Cerreto, Collemacchia, Franchitti, Frunzo, Lagoni, Mastrogiovanni, Mennella, Selvone, Valerio, Valle | ||||||||
| Comuni contigui: | Acquafondata (FR), Colli a Volturno, Montaquila, Pozzilli, Rocchetta a Volturno, Scapoli, Vallerotonda (FR) | ||||||||
| CAP: | 86074 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0865 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 094019 | ||||||||
| Codice catasto: | D595 | ||||||||
| Nome abitanti: | filignanesi | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Filignano è un comune di 755 abitanti della provincia di Isernia.
Indice |
[modifica] Geografia
Il territorio di Filignano costituisce, per chi giunge da Napoli o da Roma, la naturale porta d’accesso al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. I suoi 12 borghi sono disseminati lungo tre valli principali che si susseguono dalla conca di Filignano (m. 460 s/m) fino ai primi contrafforti del Monte Marrone (m. 1805 s/m). La provinciale che attraversa il comune si snoda tra i terrazzamenti di un antico paesaggio rurale penetrando in un ambiente via via più selvaggio. Oltrepassato il pianoro di Selvone, infatti, la strada si incunea nella splendida gola del Rio Chiaro, per poi aprirsi al solenne e sfolgorante scenario delle Mainarde (m 2142 s/m), autentica perla naturale dell’Appennino. Una fitta rete di sentieri penetra attraverso boschi silenziosi e profumati accompagnata da muriccioli in pietra ed edicole votive. Tracce di fortificazioni medievali si ergono quasi inghiottite dal bosco.
[modifica] Storia
Filignano ha origini che si perdono nel Medioevo. Di certo il "Chronicon Vulturnense", un'antica cronaca dei monaci di San Vincenzo al Volturno (XII secolo), lo cita, trattando di un istrumento del luglio del 962, col nome di Fundiliano, nome tramutato poi, nel corso dei secoli, in quello di Fondemano. Esso fece parte dei possedimenti della potentissima abbazia di San Vincenzo come, peraltro, dimostrano i resti di fortificazioni risalenti a quel periodo. Cerasuolo, una delle sue attuali frazioni, trova parimenti origine nel 962, anno in cui l’abate di San Vincenzo lo dava "a livello" per metterlo a coltura. Varie vicende feudali portarono Filignano prima alla famiglia Montaquila poi ai duchi di Miranda che lo conservarono fino all’eversione della feudalità. I feudatari di Filignano promossero la colonizzazione di questo territorio fin dal XVI secolo, e molti degli attuali borghi traggono il nome dai primi coloni. Filignano appartenne alla Terra di Lavoro. Nel 1807, essendo frazione di Pozzilli, venne compreso nel Distretto di Piedimonte e nel Governo (poi Circondario, poi Mandamento) di Venafro. Nel 1840 fu dichiarato Comune autonomo e nel 1861 aggregato alla Provincia di Molise, nel Circondario d’Isernia, restando alla dipendenza mandamentale di Venafro, aggregata pur essa al Molise. All’indomani dell'Unità d’Italia Filignano conobbe la triste piaga del brigantaggio. Le sue contrade furono teatro di grassazioni ed eccidi, perpetrati dalla famigerata banda Fuoco, di conflitti a fuoco con la Guardia Nazionale e di esecuzioni sommarie ordinate dagli ufficiali dell’esercito che conducevano la repressione. Nel 1882 il comune si accrebbe per l’aggregazione della frazione di Cerasuolo che fino a quel momento aveva fatto parte del comune di Rocchetta; cominciavano, intanto, le forti emorragie migratorie verso le Americhe, prima, e il centro Europa, poi. Tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944, Filignano si trovò sulla "Linea Gustav", che i Tedeschi, in ritirata verso Cassino, avevano presidiato per resistere all’avanzata delle forze alleate:subì il fuoco, la distruzione e i lutti del fronte bellico.
[modifica] La Battaglia del Monte Pantano
Nell’ autunno del 1943, in piena campagna d’Italia, l’esercito tedesco, rimasto da solo a combattere contro gli anglo/americani, a seguito allo armistizio firmato dal generale italiano Badoglio l’otto Settembre del 1943, era attestato su una linea difensiva naturale che andava da Minturno ad Ortona, attraversando in pieno ìl territorio molisano e seguendo il corso dei fiumi Garigliano, Volturno e Sangro. Tale linea di fortificazione naturale sfruttava una serie di quote presenti nel territorio, come Monte Cassino, Monte Sammucro, Monte Pantano, Monte Marrone. Ad essa i tedeschi avevano dato il nome di "Linea Gustav" dal famoso generale della prima guerra mondiale. Fu proprio Monte Pantano, una di queste quote, ad essere investita da violenti e sanguinosi combattimenti per la sua conquista. Purtroppo a farne le spese con un tragico bilancio di vite umane, non solo militari, fu l’abitato di Filignano, crocevia naturale del passaggio delle truppe destinate ai combattimenti. Gli eventi bellici che investirono Filignano videro contrapposti, tra la fine di novembre del '43 e la metà di gennaio del '44, la 305a e la 44a divisione di fanteria tedesca, la 34a e la 45a divisione di fanteria americana e la 2a divisione di fanteria marocchina. Nel corso di questi tragici eventi alcuni dei grandi personaggi che hanno fatto la storia di quegli anni fecero tappa a Filignano. Tra questi il generale de Gaulle, il generale Clark ed il feldmaresciallo Kesselring, i quali in più occasioni fecero visita ai soldati impegnati sul fronte. Nel corso dei violenti attacchi e contrattacchi sferrati dalle truppe americane e francesi, sotto incalzanti bombardamenti da parte delle artiglierie, alleate Filignano e le sue frazioni di Lagoni, Mastrogiovanni e Cerasuolo pagarono un grande tributo non solo in termini di distruzioni ma umano, con la tragica morte di molti civili. La battaglia di Monte Pantano si svolse dal 29 novembre al 9 dicembre e vide protagonisti la 34a divisione americana "Red Bull" e la 30a divisione tedesca "B Alkan" le quali pagarono un alto tributo di sangue.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Natura
[modifica] La flora
Il territorio è ammantato da una vegetazione lussureggiante che, specie in maggio, si presenta di un verde intensissimo. La sua particolare biodiversità appare in tutta la sua ricchezza in autunno quando il bosco s’incendia del rosso degli aceri montani e dei ciliegi, del giallo degli aceri campestri, e del porpora dei peri selvatici. Nella bella stagione prati e boschi sono percorsi da festose farfalle e delicate fioriture: primule, violette, soldanelle, nigritelle e narcisi fanno bella mostra di sé.
[modifica] La fauna
La fauna presente sul territorio è quella degli ambienti forestali delle Mainarde e più in generale del Parco. Tra i grandi mammiferi, infaticabile battitore dei monti è il cinghiale che scorazza in branchi numerosi; il capriolo, invece, timido e grazioso, si muove discretamente nel sottobosco. I cervi, in costante espansione nel territorio delle Mainarde, pascolano maestosi nelle radure più tranquille mentre il gatto selvatico dimora negli anfratti più remoti. Dei grandi predatori, invece, è il lupo il signore dei boschi di Filignano: durante l’inverno i suoi malinconici ululati fendono le gelide notti. Innumerevole è l’avifauna: dai fringillidi al picchio verde, dai codibugnoli al falco lanario, al nibbio bruno, dalle cincie all’allocco, al gufo.
[modifica] Un angolo da scoprire
Lo Sbuzzaturo è ciò che rimane di un antico bosco allagato, attraversato, come vuole la leggenda, da un viadotto costruito su immensi rami di secolari farnie. La toponomastica è rivelatrice a riguardo: Selvone, Pantano sono i nomi dei borghi che vi sorgono intorno. Dall’autunno è soggetto a frequenti alluvioni che ne fanno un grazioso specchio d’acqua.
[modifica] Architetture
[modifica] Le edicole votive
Il territorio di Filignano è caratterizzato dalla presenza di numerosissime edicole votive. Se ne contano diverse decine, disseminate dalla devozione popolare lungo le antiche vie vicinali che percorrono le campagne da un borgo all’altro. Spesso sono impreziosite da raffinate maioliche di scuola napoletana.
[modifica] Le chiese
Tre sono le chiese principali presenti nel Comune di Filignano. La chiesa madre di Filignano, intitolata all'Immacolata Concezione, fu edificata per volontà della Duchessa di Miranda, con atto notarile del 1757.
[modifica] I muri a secco
I muriccioli in pietra a secco connotano in modo evidente il paesaggio di Filignano. Le "macere", costruite fin dal Medioevo da molte generazioni di uomini con i sassi estratti nell’opera di dissodamento dei campi, terrazzavano intere montagne recuperando i pendi alla coltivazione. Essi svolgono, tra l’altro, un’importante funzione di protezione idrogeologica.
[modifica] I Thòlos
Perduti tra i boschi di Filignano vi sono decine di questi antichi ricoveri pastorali. Sono capanne di pietra montata a secco, di forma tronco conica culminanti in volte mirabilmente intessute. La tecnica costruttiva è antichissima.
[modifica] Connotati architettonici
Le costruzioni dei borghi di Filignano appaiono il risultato di successive aggregazioni. I fabbricati comprendevano spesso anche le stalle, le cantine e i fondaci utilizzati per varie occorrenze. Il materiale da costruzione è sempre quello rinvenibile in loco: la pietra calcarea.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Lorenzo Coia (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0865 926366
Posta elettronica: non_disponibile


