Fontecchio

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Fontecchio
comune
Fontecchio – Stemma
Fontecchio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Sabrina Ciancone (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 42°13′50″N 13°36′24″E / 42.230556°N 13.606667°E42.230556; 13.606667 (Fontecchio)Coordinate: 42°13′50″N 13°36′24″E / 42.230556°N 13.606667°E42.230556; 13.606667 (Fontecchio)
Altitudine 668 m s.l.m.
Superficie 16,88 km²
Abitanti 412[1] (31-12-2010)
Densità 24,41 ab./km²
Frazioni San Pio di Fontecchio
Comuni confinanti Caporciano, Fagnano Alto, Rocca di Mezzo, Tione degli Abruzzi
Altre informazioni
Cod. postale 67020
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066043
Cod. catastale D681
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti fontecchiani o fonticulani
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fontecchio
Posizione del comune di Fontecchio all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Fontecchio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Fontecchio è un comune italiano di 410 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, nella valle dell'Aterno. Appartiene alla Comunità montana Sirentina ed al Parco Regionale Sirente Velino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Civiltà Italica[modifica | modifica sorgente]

Gli albori di questo borgo, seppur di modeste dimensioni e collocato in un luogo ancor oggi ben lontano dalle frenesie della modernità, vanno ricercati in epoca remota, al tempo dei popoli italici, cui sono da attribuire i siti archeologici rinvenuti in località "Il Castellone" (948 metri s.l.m.) e "Monte San Pio" (1005 metri s.l.m.). Nonostante non si sappia con esattezza quale tra i Vestini, Sanniti, Marsi, oppure Peligni, fossero le popolazioni che abitarono anticamente il tratto della valle dell'Aterno oggi parte del Comune di Fontecchio; le tracce in muratura, la necropoli ed altri reperti rappresentano inequivocabilmente esempi ancora pressoché intatti di centri fortificati italici. Inoltre, non lontano dal sito del Monte San Pio, venne individuato un tracciato carrozzabile, probabilmente di derivazione dell'"Iter Superequum", che passava per il Castellone per poi dirigersi verso Opi e poi Peltuinum.

Epoca Romana[modifica | modifica sorgente]

Numerose e ben visibili sono le emergenze architettoniche di tipo romano, rinvenibili in gran parte del territorio comunale. Tra queste possiamo facilmente notare il basamento del tempio dedicato a Giove ove poi venne edificata la Chiesa di Santa Maria della Vittoria (la quale oltretutto conserva anche un'iscrizione che riporta il nome degli "Aufigenates", antica popolazione vestina); la cisterna nel cortile e la torre d'angolo del Palazzo Corvi, in pieno centro abitato; la pavimentazione in laterizio disposta a spina di pesce dietro l'abside della chiesa relativa al Convento di San Francesco (probabilmente a testimonianza di un antico manufatto di tipo sacrale). Tali ritrovamenti evidenziano nettamente l'importanza di tale territorio nell'antichità, costituendo un vero e proprio Castrum, ricco di testimonianze e leggende, tra cui quella che vede in San Pio di Fontecchio il luogo di ultima dimora niente meno che di Ponzio Pilato.

La fontana

Dalle invasioni barbariche al XIV secolo[modifica | modifica sorgente]

Le continue scorrerie da parte delle popolazioni settentrionali all'interno dell'Impero Romano, susseguitesi dal II fino a tutto il V secolo d.C., intaccarono anche i territori circostanti l'attuale borgo di Fontecchio, inducendo così gli abitanti della valle ad aggregarsi e a dar vita a veri e propri centri abitati. Intorno all'XI secolo i piccoli vicus di San Giovanni, San Pietro, Sant'Arcangelo, San Felice e "Fons Tichiae", si unirono dando vita al "Castrum Fonticulanum"; ma, sebbene uniti per ragioni di sicurezza, inizialmente tali piccole realtà mantennero ognuna una propria chiesa, fondando solo intorno al 1080-1095 la comune parrocchia di Santa Maria della Pace, tutt'oggi sede parrocchiale del paese. Grazie allo storiografo aquilano Anton Ludovico Antinori, si apprendono ulteriori frammentarie notizie collocabili in epoca basso medioevale. Due sono i riferimenti principali, di cui l'Arcivescovo Antinori, nel XVIII secolo, ci dà menzione: nel 1145 Fontecchio è feudo di Gualtiero di Gentile, contribuendo alle milizie dello stesso con due soldati seduti a cavallo; nel 1360, invece, il paese risulta appartenere alla diocesi "Valvense", con ben quattro chiese (San Pietro, San Biagio, Santa Maria a Graiano e San Nicola).

Gli assedi del 1425 e del 1648: la leggenda dei cinquanta rintocchi[modifica | modifica sorgente]

La storia di Fontecchio sembra entrare bruscamente nel vivo nel XV secolo, quando, a partire dal maggio del 1425, la quasi totalità dei castelli del circondario dell'Aquila vengono cinti d'assedio dallo spregiudicato condottiero mercenario Braccio da Montone, detto "Fortebraccio". Se per i restanti borghi del circondario la resa fu il naturale epilogo dell'invasione subìta, tutto ciò non avvenne per Fontecchio. Anzi, grazie alle gesta ed al coraggio dei suoi abitanti, il tutto arditamente narrato nel De bello Bracciano Aquilae gesto dell'illustre Girolamo Pico Fonticulano, il paese riuscì a respingere l'attacco delle truppe mercenarie, anche attraverso l'aiuto di un altro nobile condottiero fontecchiano del tempo, accorso a dar manforte ai propri concittadini: Rosso Guelfaglione (membro della famiglia Benedetti, originaria del posto, di cui fa parte anche l'astrologo del XVI secolo Giulio Cesare, che predisse il papato al futuro Sisto V). L'episodio che però sembra assurgere a simbolo e tradizione di Fontecchio è senza dubbio rappresentato dall'assedio del 1648 ad opera delle truppe spagnole, logica conseguenza dei moti popolari che incendiarono il Regno delle Due Sicilie nell'anno 1647. Non le fonti più attendibili (che parlano di un assedio durato una decina di giorni), bensì fonti frammentarie e popolari ci tramandano una versione dei fatti che ad oggi impernia in maniera così evidente il simbolismo e la ritualità della civiltà fontecchiana da non poterne tralasciare il racconto. Infatti, si narra, l'assedio durò ben cinquanta giorni ed il paese, ormai allo stremo delle forze, fu liberato dal coraggio della Marchesa Corvi, la quale, dal suo palazzo, sparò un colpo di spingarda colpendo a morte il capo degli assalitori e liberando così il borgo. Ancora oggi ogni sera, a ricordo di tale episodio, l'orologio della Torre batte cinquanta rintocchi, mescolando così storia, leggenda, tradizione, fierezza ma soprattutto respiro di tempi lontani ancora impregnati nei vicoli e nelle mura di Fontecchio.

Terremoti[modifica | modifica sorgente]

Fontecchio fu gravemente danneggiata dal terremoto dell'Aquila del 1703, ed in seguito anche da quello del 2009.

Il Contesto naturale[modifica | modifica sorgente]

Il Parco regionale del Sirente - Velino e la media valle dell'Aterno[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Fontecchio è situato all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino, area naturale protetta, caratterizzata a nord-nordest dalla valle dell'Aterno, ad ovest dalla piana di Campo Felice, a sud dalla conca del Fucino. La grande varietà geografica del territorio in questione permette di evidenziare l'alternanza di emergenze geomorfologiche che spaziano dai severi massicci del monte Sirente, del monte Velino, dei monti della Magnola, dalle impetuose Gole di Celano, passando per gli affascinanti tavolati dell'altopiano delle Rocche e dei Piani di Pezza; il tutto contrapposto ai dolci paesaggi della valle dell'Aterno, ove si colloca il comune di Fontecchio. Scontato appare quindi sottolineare lo stretto collegamento tra varietà morfologica e ricchezza del patrimonio fauno-floristico, caratterizzato dalla presenza di rare specie vegetali ed animali. In particolare la Valle, dominata dal fiume Aterno, che nel territorio fontecchiano abbassa sensibilmente il proprio alveo e si presenta limpido riuscendo a smaltire gli scarichi fognari del capoluogo, si presenta come una dolce conca verde chiusa ad ovest da rilievi medio alti morbidi e dalle linee mai severe. Ad una prima occhiata, infatti, il borgo di Fontecchio si svela come adagiato in un letto verde, protetto dalla natura e sorvegliato a distanza dalla maestosità del monte Sirente con il suo carattere prettamente dolomitico. La vegetazione boschiva è costituita principalmente da cerro, carpinus e vari tipi di acero.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Fontecchio rientra fra quelli in cui è consentito l'uso della Denominazione di origine protetta dello Zafferano dell'Aquila.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Fontecchio è stata girata parte del film Una ballata bianca di Stefano Odoardi (2007).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Fontecchio è attraversato dalla Strada statale 261 Subequana (oggi strada regionale).

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Fontecchio è posta sulla ferrovia Terni-Sulmona.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 30 marzo 2010 Fiorangelo Benedetti Lista Civica Sindaco

Persone legate a Fontecchio[modifica | modifica sorgente]

Geografia Antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

L'unica frazione è quella di San Pio di Fontecchio. Fino alla prima metà del XX secolo il comune comprendeva anche la frazione di Santa Maria del Ponte, in seguito passata al comune di Tione degli Abruzzi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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