Scurcola Marsicana

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Scurcola Marsicana
Panorama di Scurcola Marsicana
Scurcola Marsicana - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma L'Aquila
Coordinate: 42°3′51″N 13°20′24″E / 42.06417, 13.34Coordinate: 42°3′51″N 13°20′24″E / 42.06417, 13.34
Altitudine: 700 m s.l.m.
Superficie: 30,02 km²
Abitanti:
2.684 01-01-2007 (ISTAT) detti scurcolàni
Densità: 89,41 ab./km²
Frazioni: Cappelle dei Marsi 
Comuni contigui: Avezzano, Capistrello, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Tagliacozzo
CAP: 67068
Pref. telefonico: 0863
Codice ISTAT: 066096
Codice catasto: I553 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: scurcolani 
Giorno festivo: 13 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Scurcola Marsicana è un comune di 2.684 abitanti in provincia dell'Aquila: fa parte della Comunità montana Marsica 1.

È situato ai piedi del Monte S. Nicola nel margine occidentale di quello che una volta era il Lago del Fucino, a 700 m s.l.m. si estende su una superficie di 3.000 ettari. Le prime tracce umane risalgono all'età del ferro (IX-VIII secolo a.C.), e la Necropoli dei Campi Palentini, oggetto di studi approfonditi, lo dimostra. Dalla parte alta del Paese si dominano appunto i Piani Palentini, teatro della famosa Battaglia del 23 agosto 1268 tra l'esercito Svevo di Corradino e quello Angioino di Carlo I° per il Regno delle Sicilie. L'origine longobarda del nome Scurcola risale al 1150 d.C., quando apparve sullo stemma della Famiglia "Da Ponte" con la dicitura "Sculcule". Quello stemma è rimasto fino ad oggi ed è il simbolo del Comune di Scurcola Marsicana. Il comune è noto anche per essere stato teatro, nella notte tra il 22 e 23 gennaio 1861unità d'Italia, di una strage perpretata da parte delle truppe piemontesi sui resistenti borbonici(briganti) e la popolazione inerme. Stragi simili avvennero anche a Pontelandolfo, Casalduni, Pizzoli, Isernia, Montefalcione e tanti altri luoghi. Il clima mite è l'aspetto paesaggistico molto suggestivo, fanno di questo paese un centro di fiorente villeggiatura, soprattutto d'estate. Nel paese, pieno di ricchezze storiche-culturali spiccano le chiese di S. Egidio, quella di S. Antonio, quella della SS. Trinità e quella di Maria SS. della Vittoria adiacente la Rocca Orsini. Presenta inoltre, con la frazione di Cappelle dei Marsi, uno dei più imponenti centri commerciali d'Abruzzo.

Indice

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Come arrivare

In Auto: A25 Roma-Pescara - Uscita Magliano de' Marsi - Scurcola Marsicana a 3km (direzione Tagliacozzo).

In Treno: Ferrovia Roma-Avezzano, stazione di Scurcola Marsicana a 1 km dal paese.

[modifica] Manifestazioni Principali

  • Calvario presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Domenica delle Palme)
  • Cenacolo - Rievocazione dell'offerta di cibo ai poveri delle Confraternite del paese (Giovedì e Venerdì Santo)
  • Lavanda dei piedi (Il pomeriggio del Giovedì Santo)
  • Rievocazione della Passione di Gesù Cristo - Visita delle sette Chiese di Scurcola (La mattina del Venerdì Santo)
  • Calvario presso la Chiesa della SS. Trinità (La sera del Venerdì Santo)
  • Festa Patronale in onore di S. Antonio da Padova & S. Vincenzo Ferreri (Primo fine settimana di Luglio)
  • Festa in onore di Maria SS. della Vittoria (Ultimo fine settimana di Agosto)
  • Sagra della Ciammella (16 o 17 agosto)
  • Corteo Storico Medioevale - Contrade e Borghi (21 agosto)
  • Borgo dei Sapori - Degustazione enogastronomica per le vie del borgo (27 dicembre 2008)
  • Presepe Vivente (28 dicembre 2008)

[modifica] Breve Storia

Le prime tracce di un abitato nel territorio scurcolano risalgono all'età del bronzo e successiva età del ferro come da ricerche degli anni ottanta(Colucci-Irti)[1] con la necropoli degli Equi sita nei pressi del fiume Imele-Salto che scorre nei pressi dell'abitato; si tratta di tombe a tumulo in cui sono stati ritrovati una serie di oggetti in ferro e bronzo, quali fibule, spille, spade e pettorali(oggi conservate presso il museo di Chieti). La presenza di questa grande necropoli testimonia l'esistenza di un villaggio posto alla sommità del Monte S. Nicola, che sovrasta il borgo attuale. Nel periodo preromano la zona era popolata da genti eque in perenne conflitto con i confinanti Marsi il cui territorio si estendeva intorno al lago del Fucino, poco distante da Scurcola. La scarsità delle risorse e la presenza di una fertile piana (Piani Palentini) erano alla base di questi contrasti. Nel momento in cui Roma emergeva tra le città stato latine, per assurgere al ruolo di guida delle genti italiche, si scontrò anche con gli Equi che assoggettò in diverse campagne militari; nel territorio equo, sul confine di quello marso realizzò la colonia di Alba Fucens, mentre il territorio scurcolano venne inserito nell' "ager publicus aequicolanus" (da cui tra il nome la valle detta del Cicolàno. Durante la Guerra Sociale, quella che Roma combatté con i suoi alleati italici (89-91 a.C.) le polazioni assoggettate ormai da secoli non si ribellarono all'Urbe, subendo quindi i devastamenti ad opera delle truppe marse insorte (assedio e distruzione di Alba Fucens). Durante l'epoca imperiale ci fu una proliferazione di ville di campagna, mentre veniva realizzata la Centuriazione albense, cioè la divisione dei Piani Palentini in lotti divisi da canali e strade rettilinei. Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente la zona fu dapprima soggetta alle lotte tra Goti e Bizantini e poi soggetta ai Longobardi all'interno del Ducato di Spoleto, passato poi al Sacro Romano Impero di Carlo Magno. A questo periodo risalgono le tracce certe di un borgo sul Monte S. Nicola; si trattava quasi probabilmente di un posto di guardia sopra la via Valeria, realizzata in epoca romana e tuttora percorribile. Questo primitivo aglomerato urbano prese il nome di "Sculcula", dall'unione del longobardo skulk "guardia" e il diminutivo latino -ula. Nell'IX secolo la zona fini sotto il dominio normanno. A questo periodo risale il primo castello di Scurcola, una torre (forse di epoca più antica) circondata da una cerchia di mura. Quando il Meridione d'Italia divenne possedimento della casata sveva la regione conobbe un periodo di stabilità e di crescita economica; il borgo a ridosso del fortilizio si ingrandì e si svilupparono le attività agricole ed artigianali. Nel 1268 (Battaglia di Tagliacozzo) la zona divenne il teatro dello scontro finale tra Svevi ed Angioini per la conquista del Sud: proprio nella piana dei Palentini sotto il villaggio di Scurcola si svolse l'atto finale che portò alla sconfitta della dinastia tedesca su quella francese; qui infatti si affrontarono Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, il quale, con un'abile mossa della sua cavalleria, sconfisse l'esercito avversario. Da questo momento in poi il territorio scurcolano, come tutta l'Italia meridionale, passò sotto il dominio angioino. A questo periodo risale la grande Abbazia cistercense nei Piani Palentini dedicata a Maria SS. della Vittoria, di cui restano i ruderi e la pregevole statua lignea di arte francese della Vergine Maria. La zona fu quindi controllata dai monaci francesi e dalla famiglia De Pontibus, che ricevette dal re una serie di privilegi. La storia di Scurcola restò legata alle sorti della Marsica fino al 500 quando nella regione iniziò ad inserirsi la famiglia romana degli Orsini, la quale aveva come obiettivo quello di estendere le proprietà dallo Stato Pontificio a quello di Napoli. Questo è il periodo in cui il vecchio castello fu inglobato nella nuova Rocca, realizzata secondo i nuovi canoni costruttivi, per resistere meglio agli assedi fatti anche con l'uso delle prime armi da fuoco. Con l'arrivo degli Orsini presto si ebbe anche la penetrazione dell'altra importante famiglia romana, i Colonna, la quale entrò ben presto in conflitto con quella. Più volte la Rocca passò da una famiglia all'altra per rimanere infine saldamente ai colonnesi fino al XIX secolo. Nel frattempo la situazione dell'abbazia andava peggiorando: i contrasti tra i potenti del luogo, le carestie e le pestilenze determinarono la rovina di quello che era considerato da tutti il più grande esempio di gotico cistercense francese d'Italia. Alla fine del secolo XVI e gli inizi del secolo XVII nel paese furono realizzate una serie di grandi opere: la bellissima chiesa della SS. Trinità, in stile controriformista, riccamente decorata nel corso dei secoli e recentemente restaurata, con la sua splendida scalinata barocca, la chiesa di S. Antonio da Padova, con interni barocchi e la nuova chiesa di Maria SS. della Vittoria, posta a ridosso della Rocca, sopra l'abitato. Tra il XVII e il XVIII secolo la vita della piccola comunità agropastorale scurcolana fu scandita solo dal duro lavoro e dalle carestie che spesso imperversarono nella regione anche a causa del passaggio dei numerosi eserciti. Gli ultimi fatti di rilievo che interessarono il borgo abruzzese avvennero nell 800 quando ci furono i moti legati all'Unità d'Italia. Famoso fu l'eccidio di truppe borboniche avvenuto nelle vie del paese ad opera di sostenitori dell'Unità italiana.

[modifica] I Monumenti

  • Chiesa di S. Egidio: rilevanti sono il portale e la monofora in stile gotico
  • Chiesa di Santa Maria della Vittoria: custodisce la statua lignea di Maria SS. della Vittoria
  • Chiesa di SS. Trinità: possiede una scalinata barocca ed un interno riccamente decorato
  • Chiesa di S. Antonio: una chiesa rinascimentale con un interno barocco
  • Statua della Venere: una fontana in metallo rappresentante la dea mentre si bagna
  • Rocca Orsini: un fortilizio rinascimentale dalla particolare forma triangolare

[modifica] Città gemellate

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Vincenzo Nuccetelli (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0863 562331
Posta elettronica: info@scurcola.it

[modifica] Note

  1. ^ in "Atti della società toscana di scienze naturali". serie A voll. XV e XVI, 1983,84

[modifica] Collegamenti esterni

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