Scurcola Marsicana

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Scurcola Marsicana
comune
Scurcola Marsicana – Stemma Scurcola Marsicana – Bandiera
Scurcola Marsicana – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Nuccetelli (lista civica) dal 18/05/2011 (rieletto)
Territorio
Coordinate 42°03′51″N 13°20′24″E / 42.064167°N 13.34°E42.064167; 13.34 (Scurcola Marsicana)Coordinate: 42°03′51″N 13°20′24″E / 42.064167°N 13.34°E42.064167; 13.34 (Scurcola Marsicana)
Altitudine 700 m s.l.m.
Superficie 30,02 km²
Abitanti 2 831[1] (30-04-2014)
Densità 94,3 ab./km²
Frazioni Cappelle dei Marsi
Comuni confinanti Avezzano, Capistrello, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale 67068
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066096
Cod. catastale I553
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti scurcolani
Patrono Sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scurcola Marsicana
Posizione del comune di Scurcola Marsicana all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Scurcola Marsicana all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Scurcola Marsicana è un comune italiano di 2.831 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Marsica 1. Importante centro commerciale e culturale della Marsica, è situato ai piedi del Monte S. Nicola, nel margine occidentale di quello che una volta era il Lago del Fucino, a 700 m s.l.m., e si estende su una superficie di 3.000 ettari. Dalla parte alta del Paese si dominano i Piani Palentini, teatro della Battaglia di Tagliacozzo.

Il clima mite e l'aspetto paesaggistico fanno di questo paese un centro di fiorente villeggiatura, soprattutto d'estate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di un abitato nel territorio scurcolano risalgono all'età del bronzo e successiva età del ferro, come da ricerche degli anni ottanta[2], con la necropoli dell'età del ferro sita nei pressi del fiume Imele-Salto che scorre nei pressi dell'abitato; si tratta di tombe a tumulo in cui sono stati ritrovati una serie di oggetti in ferro e bronzo, quali fibule, spade e pettorali (oggi conservate presso il museo di Chieti). La presenza di questa grande necropoli testimonia l'esistenza di un villaggio posto alla sommità del Monte S. Nicola, che sovrasta il borgo attuale. Nel periodo preromano la zona era popolata da genti eque in perenne conflitto con i confinanti Marsi il cui territorio si estendeva intorno al lago del Fucino, poco distante da Scurcola. La scarsità delle risorse e la presenza di una fertile piana (Piani Palentini) erano alla base di questi contrasti.

Nel momento in cui Roma emergeva tra le città-stato latine, per assurgere al ruolo di guida delle genti italiche, si scontrò anche con gli Equi che assoggettò in diverse campagne militari; nel territorio equo, sul confine di quello marso, realizzò la colonia di Alba Fucens, mentre il territorio scurcolano venne inserito nell'Ager publicus aequicolanus, da cui trae il Cicolàno. Nell'occasione il territorio di Scurcola fu inserito nella Centuriazione albense realizzata a seguito della costituzione della colonia latina di Alba Fucens.[3]

Durante la Guerra sociale, che Roma combatté con i suoi alleati italici (89-91 a.C.), le popolazioni assoggettate ormai da secoli non si ribellarono all'Urbe, subendo quindi le devastazioni ad opera delle truppe marse insorte (assedio e distruzione di Alba Fucens). Durante l'epoca imperiale, e soprattutto nel tardo impero, ci fu una proliferazione di ville di campagna, conseguentemente all'abbandono dell'Urbe da parte dei ceti privilegiati.

Con la fine dell'Impero romano d'Occidente la zona fu dapprima soggetta alle lotte tra Goti e Bizantini e poi soggetta ai Longobardi all'interno del Ducato di Spoleto, passato poi al Sacro Romano Impero di Carlo Magno. A questo periodo risalgono le tracce certe di un borgo sul Monte S. Nicola; si trattava quasi probabilmente di un posto di guardia sopra la via Valeria, realizzata in epoca romana e tuttora percorribile. Questo primitivo agglomerato urbano prese il nome di "Sculcula", dall'unione del longobardo skulk, "guardia", e il diminutivo latino -ula.

Nell'XI secolo l'area territoriale di Scurcola fu annessa al Regno di Sicilia sotto dominio normanno. A questo periodo risale il primo castello di Scurcola, una torre (forse di epoca più antica) circondata da una cerchia di mura e successivamente inglobata in un castello di forma pentagonale. Quando il Meridione d'Italia divenne possedimento della casata sveva la regione conobbe un periodo di stabilità e di crescita economica; il borgo a ridosso del fortilizio si ingrandì e si svilupparono le attività agricole ed artigianali.

Nel 1268 la zona divenne il teatro della Battaglia di Tagliacozzo, scontro finale tra Svevi ed Angioini per la conquista del Sud: proprio nella piana dei Palentini sotto il villaggio di Scurcola si svolse l'atto finale che portò alla sconfitta della dinastia tedesca da parte di quella francese; qui infatti si affrontarono Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò, il quale, con un'abile mossa della sua cavalleria, sconfisse l'esercito avversario. In seguito alla vittoria Carlo I d'Angiò fece decapitare lo sconfitto Corradino di Svevia nella piazza del Mercato di Napoli. Nello stesso anno Carlo I d'Angiò trasferisce la capitale del Regno di Sicilia da Palermo a Napoli che, all'epoca, era la città principale della Terra di Lavoro. Da questo momento in poi il territorio scurcolano, come tutta l'Italia meridionale, passò sotto il dominio angioino. A questo periodo risale la grande Abbazia cistercense nei Piani Palentini dedicata a Maria SS. della Vittoria, di cui restano i ruderi e la pregevole statua lignea di arte francese della Vergine Maria (oggi però è considerata quattrocentesca da alcuni studiosi).

La zona fu quindi controllata dai monaci francesi e dalla famiglia De Pontibus (emanazione dei Berardi, conti di Celano), che ricevette dal re una serie di privilegi. Lo stemma della famiglia, con la dicitura "Sculcule", è ancora il simbolo del Comune di Scurcola Marsicana.

La storia di Scurcola restò legata alle sorti della Marsica fino al XVI secolo, quando nella regione iniziò ad inserirsi la famiglia romana degli Orsini, la quale aveva come obiettivo quello di estendere le proprietà dallo Stato Pontificio a quello del Regno di Napoli. Questo è il periodo in cui il vecchio castello fu inglobato nella nuova Rocca, realizzata secondo i nuovi canoni costruttivi, per resistere meglio agli assedi fatti anche con l'uso delle prime armi da fuoco.

Con l'arrivo degli Orsini presto si ebbe anche la penetrazione dell'altra importante famiglia romana, i Colonna, la quale entrò ben presto in conflitto con quella. Più volte la Rocca passò da una famiglia all'altra per rimanere infine saldamente ai Colonna fino al XIX secolo. Nel frattempo la situazione dell'abbazia andava peggiorando: i contrasti tra i potenti del luogo, le carestie e le pestilenze determinarono la rovina di quello che era considerato da tutti il più grande esempio di gotico cistercense francese d'Italia.

Alla fine del XVI secolo e gli inizi del XVII secolo nel paese furono realizzate una serie di grandi opere: la chiesa della SS. Trinità, in stile controriformista, riccamente decorata nel corso dei secoli e recentemente restaurata, con la sua splendida scalinata barocca, la chiesa di S. Antonio da Padova facente parte dell'ex convento dei terzisti, con interni barocchi e la nuova chiesa di Maria SS. della Vittoria, posta a ridosso della Rocca, sopra l'abitato.

Tra il XVII e il XVIII secolo la vita della piccola comunità agropastorale scurcolana fu scandita solo dal duro lavoro e dalle carestie che spesso imperversarono nella regione anche a causa del passaggio dei numerosi eserciti. Gli ultimi fatti di rilievo che interessarono il borgo abruzzese avvennero nel XIX secolo, quando ci furono i moti legati all'Unità d'Italia. Ancora oggi è impressa nella memoria scurcolana il massacro perpetrato dai soldati sabaudi piemontesi invasori che brutalmente massacrarono soldati delle truppe borboniche. Ci furono infatti circa 130 morti dell'esercito duosiciliano di cui circa 40 in battaglia e ben 89 fucilati nella notte tra il 22 e 23 gennaio 1861 presso la Chiesa delle "anime sante". Ammirevole fu il coraggio mostrato dal medico Maùti di Luco dei Marsi durante la fucilazione. Molti marsicani si aggregarono alle formazioni dei briganti. In particolare aderirono alla banda Mancini (un appartenente a questa banda fu Ciavarella Luigi di Scurcola Marsicana che fu fucilato in Luco dei Marsi il 6 aprile 1862) e alla banda Alonzi Luigi detto Chiavone.

Veduta dei Piani Palentini dal Monte Salviano

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo 1951-2000 la temperatura media annua è di 10,3 °C con una media di 123 gelate[4]. Il mese più freddo è gennaio con una media di 1,8 °C e il più caldo è agosto con 19,2 °C.[5] La temperatura più bassa è di -25,0 °C[4]. La temperatura massima più alta del periodo 1951-2000 è di 41 °C[4]. La piovosità storica è di circa 891 mm annui distribuiti in 88 giorni con precipitazioni[4]. La stagione più piovosa è l'autunno, seguita dall'inverno e dalla primavera.

Sono presentati di seguito i valori climatici medi di riferimento ufficiali per Scurcola Marsicana pubblicati dall'ARSSA Abruzzo[4][5][6].

Scurcola Marsicana (1951-2000) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,2 9,0 12,5 15,7 20,8 24,8 27,8 28,1 23,7 18,3 11,7 7,5 7,9 16,3 26,9 17,9 17,3
T. min. mediaC) -3,7 -2,9 -0,2 2,2 5,8 8,7 10,0 10,3 7,9 3,7 -0,1 -2,3 -3,0 2,6 9,7 3,8 3,3
Precipitazioni (mm) 73 80 71 79 64 49 36 40 69 93 122 115 268 214 125 284 891
Giorni di pioggia 7 8 8 9 8 6 4 5 6 8 10 9 24 25 15 24 88

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di S. Egidio: rilevanti sono il portale e la monofora in stile gotico
  • Chiesa di Santa Maria della Vittoria: custodisce la statua lignea di Maria SS. della Vittoria
  • Chiesa della SS. Trinità: possiede una scalinata barocca ed un interno riccamente decorato
  • Chiesa di S. Antonio: chiesa rinascimentale con un interno barocco
  • Statua della Venere: fontana in metallo rappresentante la dea mentre si bagna
  • Rocca Orsini: fortilizio rinascimentale dalla particolare forma triangolare

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Scurcola Marsicana sorge nei pressi dei Piani Palentini a quota 700 mslm ed è ubicata oltre il margine occidentale del Fucino, su un fianco e alle falde del Monte S. Nicola. Si estende su una superficie di 3.001 ettari. Dall’alto del paese domina la piana dei Campi Palentini che, in epoca preistorica, formava un unico lago con il Fucino.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrada A25 Torano-Pescara, uscita Magliano dei Marsi poi circa due Km verso Sud-Ovest. Strada Statale N°5 "Tiburtina Valeria" Km 105-106.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Eventi, manifestazioni e feste principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Calvario presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Domenica delle Palme)
  • Cenacolo - Rievocazione dell'offerta di cibo ai poveri delle Confraternite del paese (Giovedì e Venerdì Santo)
  • Lavanda dei piedi (Il pomeriggio del Giovedì Santo)
  • Rievocazione della Passione di Gesù Cristo - Visita delle sette Chiese di Scurcola (La mattina del Venerdì Santo)
  • Calvario presso la Chiesa della SS. Trinità (La sera del Venerdì Santo)
  • Festa Patronale in onore di S. Antonio da Padova & S. Vincenzo Ferreri (Primo fine settimana di luglio)
  • Festa in onore di Maria SS. della Vittoria (Ultimo fine settimana di agosto)
  • Sagra della Ciammella (16 o 17 agosto)
  • Corteo Storico Medioevale - Contrade e Borghi (21 agosto)

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Contrada Porcini
  • Cappelle dei Marsi

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Vincenzo Nuccetelli lista civica Sindaco
2011 in carica Vincenzo Nuccetelli lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
  2. ^ Colucci-Irti in "Atti della società toscana di scienze naturali". serie A voll. XV e XVI, 1983,84
  3. ^ Grossi, Irti, Colucci "Carta Archeologica Della Marsica", Archeoclub della Marsica, 2011
  4. ^ a b c d e dati generali di: SCURCOLA
  5. ^ a b analisi temperature: SCURCOLA
  6. ^ analisi piogge: SCURCOLA
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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