Avezzano

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Avezzano
comune
Avezzano – Stemma Avezzano – Bandiera
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia L'Aquila – stemma L'Aquila
Sindaco Antonio Floris (AN) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 42°2′13″N 13°25′53″E / 42.03694°N 13.43139°E / 42.03694; 13.43139 (Avezzano)Coordinate: 42°2′13″N 13°25′53″E / 42.03694°N 13.43139°E / 42.03694; 13.43139 (Avezzano)
Altitudine 695 m s.l.m.
Superficie 104,04 km²
Abitanti 42 322[1] (31-07-2011)
Densità 406,79 ab./km²
Frazioni Antrosano, Castelnuovo, Cese dei Marsi, Paterno, San Giuseppe di Caruscino, San Pelino

Borgate: Caruscino, Incile, Via Nuova

Comuni confinanti Aielli, Capistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67051
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066006
Cod. catastale A515
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2561 GG[2]
Nome abitanti avezzanesi
Patrono San Bartolomeo Apostolo, Madonna di Pietraquaria
Giorno festivo 24 agosto, 27 aprile
Localizzazione
Avezzano è posizionata in Italia
Avezzano
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Avezzano /aved'dzano/ è un comune italiano di 42.322 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, elevato a Città con Decreto del Presidente della Repubblica. Documentata nell'anno 854 d.C. nel Cronicon del cardinale Leone Marsicano è capitale territoriale della Marsica e ne è il comune più grande. È sede del Tribunale, della Curia Vescovile della Diocesi dei Marsi, ospita la Cattedrale dei Marsi ed il Seminario Diocesano. Sede distaccata della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo, ospita anche alcuni corsi dell'Università dell'Aquila. È sede della Comunità montana Marsica 1. Avezzano ha nei pressi del casello autostradale della A25 lo snodo commerciale dell'Interporto.

La Città di Avezzano è Medaglia d'argento al merito civile. Quinta città d'Italia per gravità di danni da bombardamenti Alleati. - Sotto l'infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria. Avezzano, 1943-1945.

Indice

[modifica] Geografia

Avezzano ha il Fucino a sud, il monte Salviano ad ovest, il monte Velino a nord ed i campi di San Pelino ad est. La città è posta tra i 695m s.l.m. del settore centrale cittadino e i 740m s.l.m. della zona Nord, nei pressi dell'Ospedale Civile, e sta estendendosi progressivamente verso il Velino: il nucleo della vecchia città è situato presso il castello Orsini. Il terreno su cui poggia Avezzano è in lieve declivio con salita in direzione nord-nord ovest.

[modifica] Clima

In base alle medie climatiche ufficiali 1951-2000 pubblicate dall'ARSSA Abruzzo, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +21,1 °C.[3] La temperatura massima assoluta per il periodo 1951-2000 corrisponde a +38,5 °C mentre l'estremo termico negativo per il periodo 1951-2000 di Avezzano secondo i dati ufficiali ARSSA risulta pari a -21 °C.[3] Negli Annali Idrologici si trova traccia di un dubbio valore di -26° °C registrato l'11 Gennaio 1985,[4] che però l'ARSSA non pubblica per la città marsicana, confermando invece i succitati -21 °C.[3] La temperatura media annua di Avezzano è di 11,7 °C con 78 giorni di gelo, mentre la piovosità consiste in 765 mm con 89 giorni piovosi.[5]

[modifica] Storia

[modifica] Il nome

1) Il toponimo dialettale auzzàne è diffuso dalla provincia di Rieti alla valle del Liri (Roccamonfina) per indicare i boschi di Ontani (Alnus glutinosa) data la vicinanza con gli ambienti umidi, fa pensare per Avezzano un'etimologia formata su alnetianus, con metafonia ALN> au. Pertanto il nome sarebbe "Auzzane" poi diventati "Avezzane" (che è ancora oggi il nome dialettale), quindi divenuto "Avezzano".

2) Altra ipotesi è che il nome della città derivi da "Ad vezzianum", per la presenza in zona, in età romana, di molti membri della famiglia Vezzia (i Vetii). Ancora oggi in Avezzano esiste una strada che originariamente costeggiava un lato delle mura medioevali, appunto chiamata via Vezzia. Quindi "Ad Vettianum", "Ad vezzianum", "Avezzano".[1]

3) Un'altra ipotesi fa derivare il nome da Ave Iane, per l'esistenza in zona di un tempio dedicato a Giano bifronte con una scritta "Ave Giano", da cui "Avezzano".

[modifica] 854 d.C., le origini di Avezzano

Il nome di Avezzano compare per la prima volta nella storia, nel 854 d.C. nel Cronicon del cardinale Leone Marsicano, allorché viene citata la chiesa di S. Salvatore. È citata poi in un diploma di Berengario II del 953, sui possedimenti del monastero di Barreggio. Altri documenti hanno evidenziato che Avezzano come vico esisteva agli inizi del Medioevo: in una lapide scoperta in zona si evince chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città, nel 1181, era Gentile di Paleara, Conte di Manoppello.

[modifica] Il Medioevo

La battaglia di Tagliacozzo, detta anche battaglia di Scurcola Marsicana o dei Piani Palentini, fu combattuta il 23 agosto 1268 dai sostenitori di Corradino di Svevia contro le truppe angioine di Carlo I. La vittoria di Carlo determinò la distruzione di Alba Fucens i cui abitanti avevano incautamente tifato a favore di Corradino dalle mura della loro città, come narra Buccio di Ranallo. Negli stessi giorni avvenne per opera di Carlo la distruzione di Pietraquaria per probabili analoghi motivi. Spopolatasi Pietraquaria che aveva tre chiese: S. Maria di Pietraquaria, San Pietro e San Giovanni, gli abitanti scesero ad Avezzano in piazza Pantano (Largo San Bartolomeo) andando a raddoppiare il numero degli abitanti, arrivando a 1.200 - 1.400 individui.

Altra testimonianza storica: nel 1268, dopo la vittoria di Carlo D'Angiò su Corradino di Svevia, Avezzano viene elevata a centro di contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere definita "Contado di Albe". Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento ha termine il processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti Perata, Scimino, Pennerina, Fonte Muscino, Fonte Gagliano, Casole, Vicenna, San Callisto, Cerrito, Vico, Arrio, Le Fratte, confluire ad Avezzano in piazza Pantano. La città fu feudo dei Conti dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi. Nel 1331 Avezzano fu saccheggiata e distrutta da Francesco Del Balzo, Duca di Andria, poiché gli avezzanesi avevano parteggiato apertamente in favore di Filippo, principe di Taranto, genero ma nemico del Duca Francesco. In una pergamena del 1371 si ha invece notizia di una sentenza con la quale la Regina di Napoli, Giovanna D'Angiò, sposata con il Re d'Ungheria, dava franchigia e l'immunità popolare, con soggezione solo al Re, ad un avezzanese, mentre in un'altra pergamena, scritta in latino e risalente al 1441, vengono messi a nudo usi e costumi dell'epoca, le strade, le contrade, le voci, i vocaboli e financo i motivi di una vertenza sorta tra luchesi ed avezzanesi in ordine al possesso del territorio "La Penna" edificata dai romani durante le operazioni di bonifica del Fucino.

La città si ampliò attorno alla vecchia rocca dei Paleara al tempo degli Orsini, che nel 1490 vi eressero un castello, ma in particolare si sviluppò nel tardo Seicento, dopo l'elevazione a capoluogo di distretto comprendendo gran parte dei centri della Marsica.

[modifica] 1875: Il Prosciugamento del Lago Fucino

Ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, nel 1875 fu interamente prosciugato il terzo lago d'Italia per estensione. L'opera ancora oggi considerata colossale, seconda solo alla diga di Assuan richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici. Per i calcoli ed il progetto di prosciugamento idrico, il Torlonia si avvalse della collaborazione degli ingegneri Brisse e Afan de Rivera. Il Fucino che aveva una superficie di 14.775 ettari ed una profondità massima nel bacinetto di metri 30, defluì lentamente, riversato nel fiume Liri attraverso i cunicoli dell'imperatore Claudio a cui Torlonia aggiunse altri canali e sfiatatoi, attualmente funzionanti. Liberata l'area dalle acque sorse così la Piana del Fucino, una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole. Il Torlonia, elevato a titolo nobiliare di Principe dal Re d'Italia per il prosciugamento del Fucino, e proprietario delle terre per 99 anni, invitò dalle Marche e dalla Puglia mezzadri ed agricoltori a cui vennero affidati gli appezzamenti. Con la Riforma agraria gli stessi mezzadri e braccianti marsicani divennero negli anni cinquanta proprietari delle terre. L'economia di Avezzano già in fase di decollo per i servizi locali e la coltivazione di frutta, ebbe una forte impennata con le coltivazioni di ortaggi, carote, patate e barbabietole e con l'indotto venutosi a creare.

[modifica] Il terremoto del 13 gennaio 1915

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terremoto di Avezzano.
La devastazione dopo il sisma.

Il terremoto di Avezzano fu un evento sismico di indicibile gravità, avvenuto il 13 gennaio 1915. Colpì l'intera area della Marsica, nell'interno abruzzese. Il sisma del 1915 ancora oggi per danni e numero di vittime è classificato come il secondo terremoto in Italia: causò più di 30.000 vittime di cui 9.328 ad Avezzano, su un totale di 120.000 persone residenti nelle aree disastrate.

Alle ore 07:48 esplose nella sua violenza distruttrice, raggiungendo l'undicesimo grado della scala Mercalli e nei successivi mesi con circa 1000 repliche. La scossa iniziale fu avvertita in tutta l'Italia centrale, con energia liberata pari o superiore al VII grado della Scala Richter. Avezzano venne completamente rasa al suolo, le vittime furono 9328 su un totale di 15.000 abitanti. I pochissimi sopravvissuti (in gran parte feriti) rimasero senza tetto poiché tutti gli edifici crollarono su se stessi tranne il villino Palazzi in via della Stazione, al quale è stata applicata una targa commemorativa. Il terremoto isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata solamente nel tardo pomeriggio; i soccorsi, partiti la sera del 13 arrivarono il giorno dopo a causa dell'impraticabilità delle strade causata da frane e macerie. Più di 9000 uomini, fra militari, enti e civili tra cui la Croce Rossa Italiana, i Bersaglieri e i volontari Scouts del CNGEI, vennero impegnati per i soccorsi, i trasporti dei feriti agli ospedali e la distribuzione dei viveri. A coloro che si distinsero maggiormente fra i soccorritori, venne riconosciuta una medaglia di benemerenza. L'evento sismico mise in evidenza l'impreparazione dello Stato dinanzi ad eventi di tale gravità. Erminio Sipari, deputato del collegio di Pescina, portò la protesta di quelle vittime che probabilmente si sarebbero potute salvare se i soccorsi fossero stati più tempestivi.

Particolare menzione merita il cittadino Camillo Corradini a cui con riconoscenza Amministrazione Comunale e la cittadinanza hanno dedicato la principale strada della città. Liberale crociano, negli anni della ricostruzione post terremoto fu Ministro della Pubblica Istruzione, all'epoca anche con ruolo di Lavori Pubblici. Grazie all'impegno di Corradini, notevoli fondi furono spostati sulle opere pubbliche della città che in breve tempo fu ricostruita.

Altra menzione merita Don Luigi Orione ora santo, che giunse tempestivamente dopo il sisma ed instancabilmente si prodigò per gli orfani avezzanesi, creando in città l'Istituto Don Orione, attualmente in via Corradini.

Il terremoto del 1915 interessò un settore della catena appenninica fino ad allora caratterizzato da una sismicità poco documentata. Come per tutti gli altri terremoti della zona, precedenti e successivi, la causa fu lo slittamento di un'importante faglia. Avezzano era una cittadina di circa quindicimila abitanti; il prosciugamento del lago Fucino faceva sentire i primi influssi sull'economia dell'area, nell'agricoltura e nel settore terziario. La scossa in pochi istanti distrusse il vecchio centro e provocò la morte di circa 9.238 persone; i danni agli edifici furono così gravi da consentire il recupero solo di poche abitazioni. Avezzano perse i suoi monumenti importanti: il Castello Orsini, la Colleggiata di S. Bartolomeo, il Palazzo Torlonia, il Teatro Ruggeri, il municipio e negli anni che seguirono subì, come tutta la regione, un ulteriore forte calo demografico. Una delle cause fu la guerra che impegnò le risorse nazionali per lungo tempo determinando la scarsità di materiali e di manodopera. Dopo una breve ripresa negli anni venti, la ricostruzione si fermò di nuovo a causa di una crisi economica. Alcune casette antisismiche post terremoto sono state trasformate oggi in stalle o rifugi e insieme ai pochi ruderi ancora visibili del terremoto, rappresentano la memoria storica e tangibile dell'evento.

[modifica] Prima guerra mondiale: il Concentramento Austriaco

Alcuni giovani avezzanesi ebbero salva la vita dal terremoto perché il 13 gennaio mattina si trovavano in stazione in attesa del treno per recarsi alla visita di leva militare. Nonostante la possibilità di essere esonerati dal servizio in guerra, gli avezzanesi vollero comunque partecipare come soldati dell'esercito alla Prima guerra mondiale. Dato il vuoto generazionale generatosi, il Governo Italiano, decise di istituire un campo di lavoro per prigionieri austriaci ad Avezzano nel quartiere che poi prese nome di "Concentramento". Grazie al lavoro continuo dei prigionieri austriaci che furono impiegati per lavori di opere pubbliche finalizzati a ricostruire la nuova Avezzano, la città rinacque. Tra le opere realizzate da questa comunità vanno ricordate: il rimboschimento della Pineta del monte Salviano, i servizi viari cittadini e varie costruzioni architettoniche. Da menzionare la casa-comando in legno del campo di Concentramento, sita dietro l'attuale chiesa di Madonna del Passo. Fin dalla istituzione del campo di concentramento era presente alla base del monte Salviano (oggi via Piana) anche il cimitero dedicato esclusivamente agli austriaci deceduti durante la prigionia. A seguito dell'espansione edilizia della città oltre la Chiusa Resta e il continuo protrarsi dell'incuria delle istituzione nel 2007 si è proceduto alla riesumazione dei resti e con cerimonia ufficiale alla restituzione alle autorità austriache delle spoglie.

[modifica] Il Castello Orsini - Colonna

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello Orsini-Colonna.

[modifica] Avezzano oggi

Nonostante il disastro del terremoto e i bombardamenti del 1944 durante la Seconda guerra mondiale che distrussero la città per la seconda volta e che le fecero meritare il riconoscimento della Medaglia d'argento al merito civile, Avezzano si riprese raggiungendo in pochissimi anni un incremento demografico straordinario e un posto di rilievo nei settori produttivi. Oggi, grazie alla sua evoluzione, Avezzano è una città in piena ascesa, tra le più dinamiche dell'Abruzzo. Ha valorizzato le risorse locali, potenziato l'imprenditoria agricola e incrementato il tessuto economico e industriale, creando il Nucleo Industriale e favorendo l'insediamento di importanti industrie che hanno determinato una trasformazione della vita sotto il profilo sociale, culturale, economico e turistico. Ha potenziato la Cultura con la nascita della Sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato, gli scavi archeologici presso l'ex Colleggiata di S. Bartolomeo e rendendo operativo il Teatro dei Marsi, di riferimento per un bacino di 120.000 utenti marsicani. La prevista nuova Biblioteca Comunale nella nuova sede in via Garibaldi verrà destinata ad altro scopo a causa del peso che avrebbe determinato la mole dei volumi. La città ha subito danni insignificanti dal Terremoto dell'Aquila del 2009. Le accelerazioni al suolo, misurate da un accelerometro presso il castello di Avezzano, sono state di circa 69–70 cm/s2, un valore dieci volte inferiore rispetto alle accelerazioni misurate nell'Aquilano.

[modifica] Urbanistica e Beni Culturali

Urbanisticamente ed architettonicamente Avezzano risulta una città del Novecento, ricostruita dopo il terremoto del 1915. Numerosi elementi lapidei furono recuperati dalle macerie del sisma e testimoniano la plurimillenaria storia della città, menzionata la prima volta nell'anno 854 D.C.

[modifica] Urbanistica: Avezzano Città Balneare

La città fu ricostruita con il Piano Regolatore del 1918 firmato dall'ingegnere Sebastiano Bultrini. Ispirata urbanisticamente a Roma, Avezzano presenta due punti generatori presi dalla Città Eterna: Piazza della Stazione da cui parte il tridente via Montello, via Garibaldi, Corso della Libertà, ispirata a Piazza del Popolo e Piazza Castello da cui parte una raggera di strade, ispirata a Piazza Re di Roma. L'urbanistica definita "balneare" da architetti ed urbanisti è insolita nell'Abruzzo interno. A struttura regolare, con strade frequentemente incrociate in angoli retti, Avezzano presenta un sistema viario dotato di marciapiedi larghi ed alberati. Le strade sono dimorate di piante di Ippocastani.

[modifica] Architettura Religiosa

  • La Cattedrale dei Marsi dedicata al Protettore di Avezzano San Bartolomeo, progettata dall'autore del Piano Regolatore, l'ing. Sebastiano Bultrini presenta una facciata neorinascimentale. Bombardata dagli Alleati nel 1944 fu salvata dall'esplosione di una bomba dal giovanissimo Ennio Piccone che coraggiosamente entrò nella chiesa, sfilò la spoletta e la disinnescò.
  • Il santuario della Madonna di Pietraquaria, sul Monte Salviano, devotamente ricostruita dal popolo avezzanese agli inizi dell'Ottocento su una base del Duecento.
  • San Giovanni Decollato, di originaria costruzione trecentesca, ricostruito negli anni trenta del Novecento dall'ing. Loreto Orlandi con un pregevole portale laterale, proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico;
  • La moderna chiesa di San Rocco, progettata dall'architetto Giuseppe Zander.
  • La chiesa di Madonna del Passo nel quartiere di Borgo Pineta.
  • La chiesa della Santissima Trinità in via Garibaldi.
  • La chiesa di San Pio X nel rione Borgo Angizia.
  • La recente chiesa dello Spirito Santo nel quartiere Pulcina.

[modifica] Architettura Civile

  • Villa Torlonia con l'adiacente Palazzo Torlonia ed il retrostante parco ARSSA, sede degli uffici dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo, ex Ente Fucino. All'interno del parco il casino di caccia ligneo, opera dell'architetto Giuseppe Valadier.
  • Le villette in stile Liberty situate nel centro della città. Liberty anche l'unico edificio che ha resistito al terremoto del 13 gennaio 1915 situato all'angolo tra via Garibaldi e via Valerii edificato agli inizi del XX secolo.
  • Il Municipio, di architettura ispirata alle ville toscane del Quattrocento, progettato dall'ing. Sebastiano Bultrini.
  • L'ampia e luminosa piazza Risorgimento a pianta rettangolare, dotata di una fontana circolare.
  • Il Tribunale in stile Neoclassico eclettico, progettato dall'architetto Gallo che progettò anche il vicino Palazzo Spina.
  • Il Memorial ai piedi del Monte Salviano, eretto in ricordo delle 9.238 vittime del terremoto del 1915 (opera del pittore e scultore Pasquale Di Fabio.
  • La sede dell'Agenzia Regionale per i Servizi Culturali con auditorium e biblioteca in via Cavalieri di Vittorio veneto, dell'architetto Paolo Portoghesi.
  • Il Teatro dei Marsi, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, inaugurato nel 2006, di ampie dimensioni.

[modifica] Quartieri

  • San Rocco da via Montello a Via dei Gladioli e da Via XX Settembre a Via Luigi Sturzo.
  • San Nicola da p.zza Castello sino alla fine di via San Francesco.
  • Il Cupello (da copella) via Garibaldi, dall'incrocio con via XX Settembre a scendere.
  • Pucetta (da focetta), ora Borgo Angizia, quartiere della parrocchia di san Pio X
  • Chiusa Resta, attorno a via America, ex chiusa dei Conti Resta.
  • Il centro, originariamente chiamato contrada Melazzano (o "le vigne").
  • Il quartiere detto "I Frati" tra via Roma e le pendici del Salviano.
  • A nord della Stazione il popoloso quartiere di Borgo Pineta, originariamente chiamato Barbazzano, poi Campo di concentramento della Prima guerra mondiale, ora Borgo Pineta.
  • Ad est di Borgo Pineta il recente quartiere della Pulcina.
  • Scalzagallo, tra il quartiere della Pulcina e la frazione di Castelnuovo, in attuale fase di inurbamento.
  • Piazza Cavour (da via cavour a s.nicola)
  • Sant'Andrea (da p. Cavour a Caruscino)
  • via Napoli (da piazza castello fino ai piedi del monte salviano)
  • Cesolino, situato tra via Roma e l'estremità nord ovest della città

[modifica] Archeologia

La Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del Salviano; un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6. L'area di scavo archeologico dell'ex Collegiata di San Bartolomeo in via Orazio Mattei; i ritrovamenti della villa romana presso il centro commerciale "I Marsi" sulla Tiburtina-Valeria ed il vicino complesso archeologico romano di Alba Fucens (Comune di Massa d'Albe). L'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incìle) presso il canale collettore principale ed i Cunicoli di Claudio realizzati per la regolazione idrica del livello del lago Fucino.

[modifica] Monumenti

Si ricordano i due portali in pietra della chiesa di San Nicola, conservati nel Museo Comunale in Piazza della Repubblica; la facciata e il campanile della chiesa di San Giovanni Battista, con un il portale laterale, proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico; il Museo Lapidario Marsicano costituito di una ricca collezione di reperti lapidei funerari di epoca romana, situato nei sotterranei della sede municipale. Il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna, sito nell'omonima strada; la fontana circolare ottocentesca posta al centro di villa Torlonia, donata dai Principi agli avezzanesi dopo il prosciugamento del lago Fucino. I resti della facciata della Colleggiata di San Bartolomeo in largo S. Bartolomeo, distrutta dal terremoto del 1915, il cui rudere è diventato il simbolo della città. Interessante anche il bronzeo Monumento ai Caduti delle Guerre, precedentemente posto in Piazza Risorgimento, poi in villa Torlonia, realizzato dallo scultore neoellenistico Ermenegildo Luppi. Quasi alla sommità del sentiero di salita al Salviano si incontra la cappellina che conserva la pietra dove all'inizio dell'Ottocento si dice che il cavallo della Madonna incise con un colpo un suo zoccolo. In quell'incontro Maria chiese ad un pastorello sordomuto avezzanese, ridandogli udito e parola, di invitare gli avezzanesi a ricostruire il santuario di Pietraquaria a Lei dedicato.

[modifica] Cultura

L'attività teatrale ha un ruolo importante nelle attività culturali cittadine. Già nel Sei-Settecento si svolgeva regolarmente nei sotterranei del castello Orsini-Colonna in un piccolo teatro messo a disposizione dai Colonna. Dalla seconda metà dell'Ottocento e fino al terremoto del 1915 gli spettacoli teatrali si svolgevano nel Teatro Ruggeri, in via San Francesco, di fronte alla chiesa di San Giovanni. L'attività teatrale riprese negli anni venti e fino agli anni novanta nel Cinema Teatro Impero in via Garibaldi. Dal 1994 al 2005 l'attività teatrale si è svolta presso il ristrutturato castello Orsini-Colonna. Nel maggio 2006 Il sindaco Antonio Floris ha inaugurato il teatro comunale denominato Teatro dei Marsi in via Cavalieri di Vittorio Veneto, premiato con una targa dal Presidente Raffaello Di Domenico dell'associazione Italia Nostra-Sezione di Avezzano. Nella struttura di architettura moderna è ripresa a pieno ritmo l'attività teatrale bruscamente interrotta dal terremoto del 1915 e proseguita in sedi temporanee. Tra le compagnie teatrali cittadine di rilievo ricordiamo la compagnia Lanciavicchio, il Teatro dei Colori e l'Associazioni Teatrali Amatoriali "Je Furne de Zefferine", " Je concentraménte " ( diretta da Raffaele Donatelli )parte integrante dell'associazione culturale " Madonna del passo" di Avezzano e L'associazione teatrale "Tre Conche" (diretta da Renzo Leonio) con sede presso la chiesa dello Spirito Santo. Il 15 maggio 2009 presso la Scuola Media Vivenza è stato dislocato ed inaugurato il Conservatorio dell'Aquila in Avezzano ma pochi mesi dopo detto Conservatorio è stato in gran fretta riportato a L'Aquila.

[modifica] Ambiente

[modifica] Flora

Tra la vegetazione più caratteristica figurano gli alberi con funzione frangivento dimorati in filari attorno ai canali del Fucino: pioppi, carpini e cerri. Sono presenti nel Parco Nazionale d'Abruzzo il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l'acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l'abete rosso, e il larice. Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la mora (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo ma velenoso o addirittura mortale), l'agrifoglio. Le strade di Avezzano sono adornate di alberi di Ippocastani i cui frutti hanno potere antiinfiammatorio. Pianta tipica di Avezzano è la Salvia che ricopre il versante est del monte sacro agli avezzanesi, il Salviano. Questa pianta era usata fino alla fine dell'Ottocento per insaporire i cibi e per l'igiene orale. Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell'Appennino.

[modifica] Fauna

L'orso bruno marsicano

L'esponente principe della fauna della Marsica è l'orso marsicano, una sottospecie di orso bruno, endemica dell'Appennino, di taglia relativamente ridotta. Presenti anche esemplari di lupo appenninico. Altri mammiferi di rilievo sono il gatto selvatico, il cinghiale, il daino ed il capriolo; meno diffuso invece il camoscio, reintrodotto in tempi recenti. Una menzione a parte merita il cane pastore bianco d'Abruzzo detto poi Pastore abruzzese, cane guida tipico delle mandrie della transumanza lungo i tratturi dagli Abruzzi in Puglia. Sono presenti anche nel territorio di Avezzano la donnola, la faina e lo scoiattolo nero abruzzese. Fra i rapaci meritano menzione l'aquila reale, il falco, diffuso sulla montagna della frazione di Paterno, la poiana comune e lo sparviero. Spicca, fra gli altri uccelli, la presenza del gracchio alpino e del picchio.

La Marsica è nota per le tradizioni legate alla presenza di serpenti. Ricordiamo la festa dei Serpari dedicata a San Domenico a Cocullo, di origine pagana ed il culto della Dea Angizia (dal latino Angitia), dea marsa protettrice dei serpenti (dal latino anguis = serpente) a Luco dei Marsi. Il viaggiatore inglese Edward Lear, passando attorno ad Avezzano nella prima metà dell'Ottocento racconta la presenza di questi serpenti durante un viaggio in barca sul lago Fucino in località Petogna Tra i rettili va segnalata la vipera comune e l'innocua biscia. Staziona nelle pietraie, vicino ai corsi d'acqua e nelle zone di bassi cespugli di ginepro.

[modifica] Il Parco Torlonia

Situato su un'area pianeggiante a pianta triangolare tra via Roma e piazza della Repubblica, nell'attuale Parco Torlonia originariamente gli avezzanesi mettevano il grano a seccare. Il Parco venne ornato di alberi e siepi e dotato di una fontana circolare dal Principe Alessandro Torlonia e da sua moglie nella fine dell'Ottocento, in dono alla cittadinanza avezzanese. La cittadinanza ricambiò erigendo nello spigolo sud del Parco un busto bronzeo al Principe Alessandro Torlonia. In tale parco, all'indomani del sisma del 13 gennaio 1915, si rifugiarono gli avezzanesi superstiti.

[modifica] Il Parco ARSSA

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Villa Torlonia (Avezzano).

Così chiamato per distinguerlo dal Parco Torlonia, pur avendo questo diritto allo stesso nome in quanto esistente all'interno del Parco del palazzo Torlonia. Di pianta rettangolare si estende per vari ettari e comprende spazi espositivi, una sala convegni ed un museo.

[modifica] La Pineta

Realizzata in Borgo Pineta durante la prima guerra mondiale dagli austriaci detenuti nel campo di concentramento ivi localizzato (gli stessi che furono impegnati nel riboschimento del vicino monte Salviano), ha lo scopo di proteggere Avezzano dai venti invernali provenienti dal monte Velino. Consiste esclusivamente in sempreverdi di medio - alto fusto. All'interno un percorso lungo due km. organizzato con attrezzi per l'esercizo fisico guidato.

[modifica] La Riserva Naturalistica del Salviano

Frequentata per fare footing ed esercizio fisico, la Riserva Naturalistica del Salviano è stata recentemente dotata dall'Amministrazione Comunale di un percorso pedonale, protetto dal traffico viario. La strada asfaltata incontra a 3/4 del percorso la Via Crucis che su un sentiero, anticamente usato per salire, conduce al Santuario di S. Maria di Pietracquaria, situato sulla sommità. In tale incrocio un sentiero conduce al Tiro al volo con bar-ristoro. Recentemente presso il Santuario, dopo ristrutturazione dell'ex bar in pietra in abbandono da decenni, si è inaugurato il centro Culturale "Il Salviano", sala per incontri culturali in cui si svolgono conferenze a tema.

[modifica] Viali alberati

Nata con le tipiche caratteristiche di città-giardino, Avezzano è per eccellenza la città abruzzese dei viali alberati. I viali alberati più importanti sono: via Camillo Corradini, la passeggiata cittadina, via Annamaria Torlonia, via Giuseppe Mazzini, via Guglielmo Marconi.

[modifica] Tradizioni e Ricorrenze

  • 13 gennaio: Ricorrenza del Terremoto del 1915 - Il 13 gennaio di ogni anno alle ore 10.00 alle pendici del Salviano, presso il Memorial ai Caduti del Terremoto si svolge una manifestazione commemorativa in presenza del Sindaco di Avezzano, del Vescovo dei Marsi, dei Corpi d'Arma, di Associazioni. Vi partecipano cittadini e scolaresche con insegnanti. Al termine solitamente l'associazione Alpini offre ai presenti il tradizionale vino cotto ed altre bevande calde.
  • 17 gennaio: Festa di Sant'Antonio abate - Una volta coinvolgeva tutta la città. Oggi si organizza ancora nel rione popolare di San Nicola, dove il 17 gennaio viene aperta al culto la chiesetta dedicata al santo. Fino agli anni settanta vi si svolgeva la "salita all'albero della cuccagna", oggi non più. Resta la distribuzione di immaginette del santo eremita e di una "panetta" un po' in sordina con i ragazzi che vanno per le case a fare la questua.
  • Venerdì Santo: Processione del Venerdì Santo - Organizzata a turno dalle due confraternite di San Giovanni e San Rocco. Per avere diritto nell'organizzazione di tale processione, nel 1834, la confraternita di San Rocco entrò in conflitto con quella di San Giovanni. Nel corso degli anni si verificarono scontri tra i membri delle due confraternite, con feriti, arresti e condanne. In passato venivano organizzate due processioni distinte: quella di San Giovanni aveva luogo la sera del giovedì con la visita alla Collegiata ed a San Rocco prima di percorrere le strade della città. La mattina del venerdì era prevista quella di San Rocco, che seguiva il tragitto tradizionale fino a Santa Maria in Vico. La disputa durò un secolo, solo nel 1945 monsignor Domenico Valeri, vescovo dei Marsi, riuscì a mettere d'accordo parroci e rappresentanti delle rispettive parrocchie proponendo che la processione venisse organizzata negli anni pari dalla confraternita di San Giovanni e negli anni dispari dalla congrega di San Rocco.
  • 26 aprile sera: i Focaracci di Pietraquaria - I fuochi di Beltane del 27 aprile, diventarono con il Cristianesimo una ricorrenza cattolica, divenuti ad Avezzano i Focaracci di Pietraquaria. La sera del 26 gli avezzanesi accendono nei quartieri i fuochi devozionali alla Madonna di Pietraquaria (i "focaracci"), realizzati con fascine di rami secchi raccolti secondo il rituale caratteristico dello "strascìno". Attorno ai fuochi si eseguono canti popolari e religiosi, piccoli concertini musicali e si distribuiscono con offerte bevande e panini. Si narrano molte leggende attorno alla tradizione dei focaracci. La più credibile anche se non databile, parla di una disputa tra Avezzanesi e Cesaroli (abitanti di Cese) su quale dei 2 paesi dovesse ottenere la protezione della Madonna di Pietraquaria. Si decise di porgere la statua della Madonna con lo sguardo rivolto verso sud, cosicché sarebbe stata lei a scegliere chi proteggere. Gli Avezzanesi, per attirare il suo sguardo, accesero degli enormi fuochi, la Madonna incuriosita si voltò verso Avezzano divenendone protettrice.
  • 27 aprile: processione della Madonna di Pietraquaria - Il quadro raffigurante la Madonna di Pietraquaria, viene portato per la via Crucis del monte Salviano, fino a via Napoli dove incontra i fedeli avezzanesi e si forma la porcessione fino in Cattedrale dove si svolge la S. Messa in onore della Madonna protettrice.
  • Maggio Mese Mariano - Permane l'usanza di recarsi all'alba a piedi al santuario della Madonna di Pietraquaria, portando con sé la "mmutìna" (piccola colazione consistente in panino, frutta, bottiglia d'acqua, spesso contenuta in un sacchetto o in un cestino di vimini), usanza che si protrae per il mese di maggio.
  • Processione del Corpus Dominae: tarda primavera - Anticamente lungo il percorso veniva preparata l'infiorata. Adesso solo i bambini piccoli spandono mentre camminano, petali di rose.
  • 24 giugno: San Giovanni - Il 24 giugno in piazza Castello si svolge la Festa di San Giovanni, dedicata al Battista Decollato. Curata dalla Parrocchia di San Giovanni, la S. Messa, lo spettacolo musicale, giochi e premi.
  • 24 agosto: San Bartolomeo - Fino a pochi anni fa veniva onorato il santo protettore con la "Festa Marsicana" a dimostrazione della centralità della città di Avezzano nel circondario.
  • 2 novembre: Festa dei defunti - La popolazione avezzanese si reca in questo giorno, per tradizione, a fare visita nei due cimiteri cittadini ai cari defunti.

[modifica] Gastronomia

L'antica tradizione gastronomica avezzanese era legata all'attività piscatoria del lago Fucino. Erano cucinati i "piisci sott'aje coppe" pesci di lago (tinche, carpe, trote, anguille) puliti e riempiti di foglie di salvia, cotti sotto la brace del camino, protetti da un coppo (tegola rurale). Dopo il prosciugamento del lago la cucina avezzanese si è trasformata, grazie anche ai prodotti delle coltivazioni del Fucino, avvicinandosi alla tradizione culinaria dell'abruzzo interno con personali interpretazioni e contributi.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzesi come i "maccheroni alla chitarra", i ravioli, le "fettuccine" (le cosiddette "sagnette aje sughe"), accompagnati da salse a base di pomodoro con carne di vitello o maiale. Sono usati in inverno brodi a base vegetale o di pollo. Tipico primo originario della Marsica transumante sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera rinascimentale sono le minestre a base di legumi e farro servite con ceci o fagioli, le "sagne ajii faciuli".

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono della tradizione pastorale d'Abruzzo: quindi sono usate le carni ovine ma dopo la scomparsa della Transumanza vi è stato un incremento di consumo di carni bovine. Ricetta tipica è la "Pecora aje cotture". Non mancano, nelle sagre marsicane gli arrosticini di pecora.

Avezzano è nota in Italia per la produzione di un'eccellente qualità di patate del Fucino che ha ottenuto recentemente la certificazione DOP e di numerossime qualità di ortaggi.

Rinomata la produzione di vini rossi di vite montepulciano (ad Avezzano hanno sede numerose aziende del settore). Le ferratelle marsicane, sfoglie dolci invernali realizzate con stampi in metallo dal disegno a rombi in rilievo.

Una menzione a parte merita il vino cotto avezzanese: vino rosso bollito in un pentolino di metallo durante la stagione fredda. Il viaggiatore inglese Edward Lear, di passaggio in Avezzano nella prima metà dell'Ottocento ed ospite della famiglia Corradini, cita il vino cotto avezzanese più volte nei suoi scritti.

[modifica] Economia

[modifica] Il Nucleo Industriale

Sorto negli anni settanta appena fuori dalla città in direzione Luco dei Marsi, il Nucleo Industriale annovera numerosissime attività industriali e di produzione merceologica ed è il motore dell'economia della Provincia. Tra queste spicca la Micron, gigante della produzione elettronica altamente specializzata in cui lavorano numerosi cittadini. Ricordiamo inoltre la TV Araba, le Cartiere Burgo, la Presider e numerose altre imprese specializzate.

[modifica] Media e telecomunicazioni

Quotidiano
Quotidiani
Rivista
Riviste
Televisiore
TV
Radio
Radio
WebPortali
  • Terremarsicane
  • Periscopio
  • Sipario
  • ATV7
  • Telesirio
  • Antenna Due
  • Radio Luna - Radio Monte Velino
  • Radio Stella - Radio Antenna Futura
  • ilGiornale24.it
  • Marsicanews - Lamarsica
  • Telesirio - Terremarsicane
  • Marsicalive - Antenna2tv

[modifica] Personalità legate ad Avezzano

[modifica] Evoluzione demografica

L'ultimo dato Istat [2], aggiornato al 31 Luglio 2011, attesta a 42.322 abitanti residenti nel Comune di Avezzano. Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.777 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 823 1,96%

bandiera Marocco 541 1,29%

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Floris (AN) dal 28/05/2007 (2º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Antonio Floris Alleanza Nazionale Sindaco
2007 in carica Antonio Floris Alleanza Nazionale Sindaco



[modifica] Musei

[modifica] Collegamenti

Data la favorevole posizione, i trasporti sono molto sviluppati rispetto ai principali assi di comunicazione nazionali.

[modifica] Autostrade

[modifica] Strade

[modifica] Ferrovie

Avezzano, con la sua stazione ferroviaria, è servita dalle seguenti linee:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Avezzano.

[modifica] Autolinee

[modifica] Autolinee interregionali ed internazionali

Numerose linee di pullman partono o transitano da Avezzano dirette a tutto il territorio nazionale ed internazionale.

[modifica] Autolinee extraregionali, extraurbane e suburbane

  • A.R.P.A.: linee da e per Roma, le principali città abruzzesi e numerosi comuni della Piana Fucense e Valle Roveto.

[modifica] Autolinee urbane

  • S.C.A.V.: Società Comunale Autobus Avezzano, con 6 linee urbane che collegano la città con i quartieri e le frazioni.

[modifica] Infrastrutture

[modifica] Strutture sanitarie

L'Ospedale Civile polispecialistico SS. Filippo e Nicola. Situato originariamente in via San Francesco, dinanzi alla chiesa dei santi Filippo e Nicola, l'Ospedale prese il nome della chiesa e fu spostato in via Monte Velino dopo il sisma del 1915. Anche oggi, situato a nord della città, è intitolato ai santi Filippo e Nicola. Il centro poliambulatoriale ASL in via Monte Velino in cui si possono ricevere visite ambulatoriali specialistiche. Le Cliniche "Casa di Cura Di Lorenzo" plurispecialistica in centro e "Santa Maria La Covara", frequentata dalle partorienti avezzanesi. La casa per anziani intitolata a San Giuseppe ad Avezzano nord.

[modifica] Strutture sportive

Lo Stadio dei Marsi situato nel cuore della città dove giocava la Valle del Giovenco. Lo Stadio dei Pini a Borgo Pineta in cui si svolgono meeting di atletica leggera e concerti rock. Dotati di parcheggi attrezzati i campi da tennis e la pista di pattinaggio in via G. Di Vittorio. All'interno della pineta di Borgo Pineta un percorso ludico-sportivo di tre km. con attrezzi per l'esercizio fisico guidato. La Piscina Comunale gestita dalla Federazione Italiana Nuoto all'interno della Pineta. Vi si svolgono corsi di nuoto e gare Regionali e Nazionali di nuoto. Lo stadio del rugby dove si allena l'Avezzano Rugby presso l'ex Portone della Corte. Lo stadio dell'hockey su prato, adiacente a quello di rugby, dove si pratica l'hockey prato e dove l'Hockey Avezzano svolge le sue attività. Il Palazzetto dello sport in zona Scalzagallo e la pista di pattinaggio sul ghiaccio sorta nel Nucleo Industriale, in direzione Luco dei Marsi.

[modifica] Sale e centri culturali

L'Agenzia di Servizi Culturali della Regione Abruzzo in via Cavalieri di Vittorio Veneto, fornita di biblioteca ed auditorium, la sala conferenze del castello Orsini - Colonna in piazza Castello, la sala conferenze dell'ARSSA in piazza Torlonia, la sala Consiliare del Municipio in Piazza della Repubblica, la sala conferenze al piano terra del Municipio in Piazza della Repubblica, la sala conferenze del Seminario Diocesano in via Mons Bagnoli, il Teatro dei Marsi in via Cavalieri di Vittorio Veneto.

[modifica] Università

[modifica] Università degli Studi di Teramo

Avezzano è sede distaccata della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo in via Napoli dopo la ristrutturazione dell'ex edificio scolastico. L'Aula Magna della Facoltà è stata dedicata ad Alessio Di Pasquale, studente avezzanese, morto all'Aquila sotto le macerie del terremoto il 6 aprile 2009. Il corso di Laurea vanta numerosissimi iscritti ed è in piena attività.

[modifica] Università Telematica della Marsica

La città è sede dell'Università Telematica della Marsica

[modifica] Università degli Studi dell'Aquila

La città ha inoltre ospitato, sul finire dell'anno accademico 2008-2009, alcune Facoltà dell'Università degli Studi dell'Aquila vista l'inagibilità delle sedi principali in seguito al suddetto terremoto.

[modifica] Sport

  • Calcio - La locale squadra di calcio è l'Avezzano Calcio Associazione Sportiva Dilettantistica militante nel campionato abruzzese di Promozione. Raccoglie l'eredità dell'Avezzano Calcio 1919, scomparsa nel 1998 dopo aver raggiunto la Serie C1 (maggior risultato calcistico cittadino) e la Nuova Avezzano Calcio, che nel 2007 si trasferirà a Canistro dove prenderà la denominazione di Luco-Canistro Calcio. In seguito alla dipartita della Nuova Avezzano Calcio la squadra che disputava le sue partite in città fu l'Associazione Sportiva Pescina Valle del Giovenco, che ottenne la deroga per giocare allo Stadio dei Marsi e che aveva intenzione di mutare la propria denominazione in F.C. Avezzano VdG a partire dalla stagione calcistica 2009-2010[6], essa ha cessato di esistere stante la decisione di non iscriversi nella stessa stagione calcistica prima che questo accadesse. Nella stagione 2009-2010 riprende il calcio ad Avezzano con una nuova squadra proveniente dal quartiere Pucetta allora chiamata Foce Nuova.
  • Rugby - Di miglior fortuna gode invece la squadra di rugby, l'Avezzano Rugby, nel 2006 promossa per la prima volta in serie A, retrocessa l'anno seguente in Serie B e nel 2011 nuovamente promossa in serie A.
  • Hockey prato - La città è sede dell'unica società di Hockey prato esistente in Abruzzo,L'Hockey Avezzano, avente sede sociale in Via dei Gladioli. Tuttora la squadra milita nel campionato di Serie B, partecipando al girone laziale-umbro-marchigiano.

Nella stagione 2009/2010 arriva a classificarsi 3^.

  • Ciclismo - Per tre volte Avezzano è stato sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1986, l'ultima nel 2003.
Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Avezzano
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1986 Cellole 160 Bandiera dell'Italia Franco Chioccioli Bandiera dell'Italia Giuseppe Saronni
1988 Campitello Matese 178 Bandiera della Germania Ovest Andreas Kappes Bandiera dell'Italia Massimo Podenzana
2003 Maddaloni 218 Bandiera dell'Italia Alessandro Petacchi Bandiera dell'Italia Alessandro Petacchi
  • Atletica Leggera - Da anni Avezzano ospita un'importante manifestazione di atletica leggera di levatura internazionale, il "Meeting Marianella", che ha visto la partecipazione di Fiona May, Fabrizio Mori, Stefano Baldini ed altri campioni olimpici e mondiali. Le prime edizioni si svolsero nel 1974,1975 e 1976 e videro la presenza di atleti di altissimo livello. Ricordiamo Sara Simeoni che stabilì il record italiano di salto in alto, Pietro Mennea e lo statunitense Steve Williams primatista mondiale dei cento metri. La manifestazione non si è più disputata per poi riprendere nel 1996 fino al 2008.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 Luglio 2011.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ a b c Tabella climatica per Avezzano, sito internet ARSSA Abruzzo
  4. ^ Fonte:Annali Idrologici, stazione di Avezzano E.F., anno 1985, http://193.206.192.243/annali/images/7/1/1985/14.gif
  5. ^ Tabella climatica dati annuali ARSSA per Avezzano
  6. ^ art.19 NOIF della FIGC

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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