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Avezzano

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Avezzano
comune
Avezzano – Stemma Avezzano – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Avezzano foto panoramica dal Monte Salviano
Avezzano foto panoramica dal Monte Salviano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Giovanni Di Pangrazio (coalizione di centro-sinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 42°02′28″N 13°26′22″E / 42.041111°N 13.439444°E42.041111; 13.439444 (Avezzano)Coordinate: 42°02′28″N 13°26′22″E / 42.041111°N 13.439444°E42.041111; 13.439444 (Avezzano)
Altitudine 724 m s.l.m.
Superficie 104,09 km²
Abitanti 42 255[1] (31-07-2014)
Densità 405,95 ab./km²
Frazioni Antrosano, Castelnuovo, Cese dei Marsi, Paterno, San Giuseppe di Caruscino, San Pelino; borgate: Caruscino, Incile, Via Nuova
Comuni confinanti Aielli, Capistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67051
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066006
Cod. catastale A515
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 561 GG[2]
Nome abitanti avezzanesi
Patrono Madonna di Pietraquaria, San Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 27 aprile, 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avezzano
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Avezzano ([avedˈʣaːno] o [avetˈʦaːno][3][4], Avezzanë in dialetto abruzzese) è un comune italiano di 42.255 abitanti[5] della Provincia dell'Aquila in Abruzzo, elevato a Città con Decreto del presidente della Repubblica.

È il secondo comune più popoloso della Provincia[6] e il sesto della Regione[7]. Documentata come esistente già nel IX secolo[8], col tempo è diventato il capoluogo della Marsica, di cui è il comune più grande.

È sede del Tribunale, della Curia vescovile della Diocesi dei Marsi. Ospita la sede distaccata della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo e i corsi di Laurea in Scienze Infermieristiche dell'Università dell'Aquila. È sede della Comunità Montana Marsicana. Nei pressi del casello autostradale della A25 è presente lo snodo commerciale dell'Interporto. La Città di Avezzano è Medaglia d'argento al merito civile poiché fu la quinta città d'Italia per gravità di danni da bombardamenti alleati, come ricorda una targa commemorativa nel Palazzo di Città[9].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Città di Avezzano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marsica.

La città sorge a nord-ovest della piana del Fucino. E' dominata, a nord, dal monte Velino e ad ovest dal monte Salviano. Ad est il territorio comunale si estende verso le frazioni di San Pelino e Paterno. La città è situata tra i 695 m s.l.m. del settore urbano e i 740 m s.l.m. della zona nord. Il nucleo della vecchia città è situato presso il castello Orsini. Il terreno su cui poggia Avezzano è in lieve declivio con salita in direzione nord-nord ovest. E' considerata "città territorio" della Marsica, subregione abruzzese, comprendente 37 comuni, per un totale di circa 130.000 abitanti. Per quanto riguarda il rischio sismico, Avezzano è classificata nella zona 1, ovvero ad alta sismicità[10].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione meteorologica di Avezzano.

Per la sua posizione geografica, adagiata com'è presso l'ex alveo del Fucino e circondata da imponenti rilievi, Avezzano è caratterizzata da un clima marcatamente continentale. Valori negativi notevoli possono interessare il cuore della città. Negli Annali Idrologici si trova traccia di un valore di -26 °C registrato l'11 Gennaio 1985, che però l'agenzia regionale ARSSA non pubblica per la città marsicana, confermando invece i -21 °C[11]. In estate, invece, talvolta si superano i 30 °C, ma con un tasso di umidità contenuto e relativa ventilazione. Ancora più estremi i valori negativi che si possono toccare nel settore più a sud, appena fuori dal nucleo più urbano nell'adiacente altopiano fucense, capace di produrre localmente temperature minime particolarmente basse. In alcune occasioni nel Fucino si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956 quando si rilevarono -32 °C presso Borgo Ottomila[12]

In base alle medie climatiche ufficiali relative al periodo 1951-2000 pubblicate dall'ARSSA Abruzzo, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +21,1 °C. La temperatura massima assoluta per il periodo 1951-2000 corrisponde a +38,5 °C mentre l'estremo termico negativo per lo stesso periodo risulta pari a -21 °C. Nel settore urbano la temperatura media annua, invece, è di 11,7 °C con 78 giorni di gelo. Qui di seguito è illustrata una tabella riassuntiva delle temperature minime e massime, riferita alla stazione meteorologica di Avezzano e delle precipitazioni medie annue che si aggirano sui 750 mm, distribuite mediamente in 88 giorni. Queste presentano un minimo relativo a Luglio ed Agosto ed un moderato picco tra Novembre e Dicembre[13].

Avezzano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,7 7,5 10,9 14,8 19,8 23,6 26,9 27,1 23,1 18,4 12,6 7,2 6,8 15,2 25,9 18,0 16,5
T. min. mediaC) -1,8 -0,9 1,7 4,7 8,3 11,6 13,6 13,8 11,4 7,0 4,3 0,3 -0,8 4,9 13,0 7,6 6,2
Precipitazioni (mm) 65 67 62 62 53 42 29 35 57 75 108 98 230 177 106 240 753
Giorni di pioggia 9 9 8 8 7 6 3 4 6 8 10 10 28 23 13 24 88

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Avezzano.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze della presenza di cacciatori nel Paleolitico superiore e dello stanziamento a carattere continuativo delle popolazioni, circa 18-14.000 anni fa[14], si hanno con una serie di testimonianze. La più vicina è quella della Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del monte Salviano. Si tratta di un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6 del Fucino. Nel periodo italico, dall'età del ferro, in questi luoghi stanzieranno i Marsi. Dal momento della sua costituzione il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia[15].

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Tavola Peutingeriana: la più antica mappa stradale esistente
(LA)

« Nec sine marsis nec contra marsos triumphari posse »

(IT)

« Non si può vincere né senza i marsi né contro di essi »

(Appiano di Alessandria)

Già nel 340 a.C. il destino dei Marsi comincia inevitabilmente ad incrociarsi con quello di Roma. Tito Livio riporta di alcune schiere marse alleate con i Sanniti, che già da tempo cercavano di contrastare la spinta espansionistica di Roma, mentre lo storico greco Diodoro Siculo, afferma che i Marsi furono alleati dei romani guidati dal console Quinto Fabio Massimo Rulliano. Benché fedeli alleati di Roma furono esclusi dai diritti di cittadinanza e dall'assegnazione dell'ager publicus. La guerra sociale, detta anche "guerra Italia" o "guerra Marsica", è inevitabile. Quinto Poppedio Silone, strenuo fautore dei diritti delle popolazioni italiche, fu amico del tribuno Marco Livio Druso, prima di assumere un ruolo decisivo, militare e politico, nella ribellione italica. Si batté tenacemente contro Roma alla guida degli alleati italici fino alla fine, ottenendo numerosi successi; cadde sul campo di battaglia a Boviano nell'88 a. C. Nei decenni successivi i Marsi prenderanno parte alle Guerre civili che insanguineranno Roma. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, i Marsi furono assegnati alla Samnium Regio.

L'emissario di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

E' il 42 d.C. quando hanno inizio i lavori di una fra le opere più grandiose ed ardite mai compiute dal genere umano. Adorato come un dio dai Marsi, e da essi temuto come un mostro, per l'impetuosità delle sue acque, il lago Fucino assisterà per undici lunghi anni, all'affannarsi, lungo le sue rive, di oltre 25mila uomini, intenti al suo prosciugamento attraverso lo scavo di un emissario che doveva far defluire le sue acque nel fiume Liri, per rendere coltivabili le terre dell'altopiano. Il primo progetto sembra fosse stato approntato da Giulio Cesare[16]. Esso troverà la sua realizzazione con l'imperatore Claudio nel 51 d.C.[17] L'incuria che segue la decadenza dell'impero romano e l'assenza di opere di manutenzione causa, molto probabilmente, insieme agli effetti di un disastroso terremoto, verificatosi, intorno al 500 d.C.[18], il ritorno del lago ai livelli precedenti il prosciugamento claudiano[19].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio del medioevo è indubbiamente segnato per la Marsica dall'arrivo dei Longobardi nella provincia Valeria (571-574) con la definitiva conquista nel 591 ad opera di Ariulfo, Duca di Spoleto. Benché longobardo, il potere del ducato non era dei più stabili sul territorio visto l'eccessivo dinamismo delle famiglie guerriere longobarde dell'Italia centrale che autonomamente decidevano le direttrici di conquista ed i loro insediamenti nelle aree conquistate. Agli inizi del VII secolo la Valeria, ormai pienamente longobarda, vide la nascita nella Marsica di un Gastaldato locale. Ben oltre la metà del 700 Carlo Magno donò il Gastaldato dei Marsi e il Ducato spoletino con tutte le sue terre allo Stato Pontificio[20]. Nel basso medioevo, invece, la vittoria di Carlo I d'Angiò determinò la distruzione di Alba Fucens e Pietraquaria i cui abitanti avevano incautamente tifato a favore di Corradino di Svevia dalle mura della loro città. Gli abitanti scesero ad Avezzano raddoppiandone il numero, tanto che venne elevata a centro di Contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere chiamata "Contea di Albe". Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento ha termine il processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti confluire ad Avezzano[21]. La città fu feudo dei Conti dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Le lotte tra gli Orsini e i Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Portale del Castello Orsini-Colonna, con i simboli delle due famiglie romane

Il XV secolo vede sulla scena le continue lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna per il possesso delle contee marsicane. Nel 1441 Giovanni Antonio Orsini divenne signore di Avezzano, e quindi anche conte di Albe e di Tagliacozzo, arrivando a controllare un'area vastissima che comprendeva tutta la Marsica occidentale. Presa Trasacco si scatena il primo di una lunga serie di scontri con i Colonna. La politica "armentaria" degli Orsini ed il loro dispotismo, non era ben accetto dai "terrazzani" di tutta la contea albense; infatti, nel 1490 Gentile Orsini trasformò il vecchio castello angioino d'Avezzano in un'aggiornata ed efficiente rocca rinascimentale. Sul portale gotico è ancora presente l'iscrizione «seditiosis. exitium» («a sterminio dei sediziosi») al fine di controllare i rivoltosi agricoltori e pescatori avezzanesi che apertamente parteggiavano per i Colonna [22].

Dalla signoria dei Colonna all'abolizione dei feudi[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del medioevo il costante conflitto fra Orsini e Colonna trovò termine: importanti appaiono diversi diplomi di Federico II d'Aragona databili dal 1495 al 1499 in cui è ben chiara la vittoria dei Colonna sugli Orsini. La signoria dei Colonna, durata senza interruzione circa tre secoli, fu generalmente amata e lasciò ricordi non spiacevoli. Il Ducato dei Marsi all'epoca, oltre ad Avezzano, controllava numerosissime terre: da Ajelli a Morrea e da Rocca di Botte ad Opi. Il Ducato era molto vasto e includeva anche località più distanti. Nel 1805, Napoleone spodestò Ferdinando IV e pose sul trono napoletano il fratello Giuseppe Bonaparte, il quale appena fu possibile, promulgò la legge sull'abolizione dei feudi, il 2 agosto 1806. Finiva così, dopo tre secoli, la signoria dei Colonna ad Avezzano. II territorio del Fucino aveva almeno conseguito la libertà, se non la prosperità. II 4 maggio 1811 verrà anche decretata l’istituzione del distretto di Avezzano, che diverrà il capoluogo della Marsica[23]. Il real Decreto fu firmato a Parigi da Gioacchino Murat, Avezzano è sede di sottointendenza e comprende 7 circondari (più tardi si aggiungerà quello di Trasacco). In questo periodo, nella Marsica, come nel resto d'Abruzzo, nascono le prime "vendite" carbonare che, dopo le prime sconfitte napoleoniche, consolidate le strutture operative ed accresciuti i propri ranghi, acquisteranno più fiducia nelle proprie forze.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Lago Fucino nel Distretto di Avezzano (1816-1860)

Dalla Restaurazione all'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Qui i movimenti carbonari saranno più che mai dinamici tanto che nel 1820 Ferdinando I si vide costretto a firmare la Costituzione, ritirata subito (1821) quando emise un decreto reale contenente norme severissime per la repressione del brigantaggio nei territori continentali del Regno di Napoli[24]. Vi furono lunghi anni di sconfinamenti, minacce, devastazioni, saccheggi e stragi di cui furono vittime, in queste terre, soprattutto, le popolazioni della Valle Roveto. I briganti, ripetendo minacce o estorsioni, passano e ripassano la valle, calando dai monti Simbruini, Cantari ed Ernici, reduci da Magliano dei Marsi, da Avezzano o da Rocca di Mezzo, squadre mal vestite di armati o meglio bande raccogliticce di reazionari, al soldo degli improvvisati generali borbonici[25]. Furono le ultime giornate dell'ottobre 1860 per la Marsica le più terribili di quell'anno, carico di avvenimenti. Solo dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie, ad opera di Enrico Cialdini, comandante delle truppe piemontesi, subentrò in tutti la certezza della fine dei Borboni e della prossima liberazione di città e paesi. Ci si avvicinava all'Unità della Patria. Con gioia fu proclamato Re Vittorio Emanuele II in tutto il territorio dell'ex-Regno napoletano e sventolò per la prima volta, anche qui, nei comuni e dalle finestre delle case il tricolore d’Italia. Con l'Unità d'Italia (1861) la suddivisione in province e circondari stabilita dal Decreto Rattazzi fu estesa all'intera Penisola. Da un punto di vista amministrativo, quindi, il tramonto del dominio borbonico, segna oltre che la fine dei tre Abruzzi (Ultra I, Ultra II e Citra) e l'istituzione della Regione Abruzzi e Molise, la nascita del Circondario di Avezzano[26].

1878: prosciugato il lago Fucino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fucino.
« O Torlonia asciuga il Fucino, o il Fucino asciuga Torlonia »
(Alessandro Torlonia)
Foto dalla Via dei Marsi sul Salviano: illusione ottica del lago nei giorni di nebbia

Ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, nella seconda metà del 1800, fu definitivamente prosciugato il lago Fucino che aveva una superficie di oltre 14.000 ettari, terzo d'Italia per estensione[27]. L'opera ancora oggi considerata colossale, seconda solo alla diga di Assuan, richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici[28]. Fu ripreso lo stesso progetto di 18 secoli prima, ristrutturando ed ampliando l'opera Claudiana. Il Fucino che aveva una profondità massima nel "bacinetto" di 30 metri, defluì lentamente attraverso i "Cunicoli di Claudio", riversando le acque nel fiume Liri dall'emissario di Capistrello. Ai vecchi cunicoli degli imperatori Claudio e Adriano, il Torlonia fece aggiungere altri canali e sfiatatoi. L'ingegnere Alessandro Brisse, ultimo direttore dei lavori che iniziarono nel 1855, portò a compimento l’opera tra il 1873 e il 1876. Fu solo il 1° ottobre del 1878 che il Lago Fucino fu dichiarato prosciugato[29]. Liberata l'area dalle acque, sorse così la Piana del Fucino, una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole. Per il prosciugamento furono realizzati una fitta rete di canali lunghi 285 chilometri, 238 ponti, 3 ponti canali e 4 chiuse. Vennero utilizzati 4.000 operai al giorno. Il territorio rubato alle acque era esattamente di 14.005,90 ettari di terreno agrario, suddivisi in 497 appezzamenti di 25 ettari ciascuno. La piana così prosciugata doveva essere quindi resa lavorabile e abitabile, e per tal motivo occorreva costruire case, fattorie e strade[30]. Una strada di 52 km ora circonda il bacino percorso da 46 strade rettilinee, parallele e perpendicolari, per un totale di ben 272 km. Sempre in quegli anni fu costruita la strada che collega Napoli ad Avezzano e la linea ferroviaria Roma-Avezzano.

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA.

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto della Marsica del 1915.
Castello medievale di Avezzano prima del 1915 in una cartolina d'epoca
(Dialetto marsicano)

« Bejie Avezzane nostre de 'na vota,
che sparisti cuscì, che 'ne mumente. »

(IT)

« Bella Avezzano nostra di una volta,
che sparisti così, in un momento »

(Avezzane nostre, Gina (Luisa Maria Dolores) Sebastiani[31])

Pochi decenni dopo la bonifica del Fucino e nel pieno dello sviluppo socio-economico dell'area fucense avvenne l'evento più tragico: il terremoto della Marsica del 13 Gennaio 1915. Conosciuto anche con il nome di Terremoto di Avezzano fu un evento sismico di indicibile gravità. Colpì l'intera area della Marsica, subregione abruzzese. Il sisma del 1915, per danni e numero di vittime, è classificato come il secondo terremoto in Italia, dopo quello di Messina del 1908. Causò 30.519 morti, secondo studi recenti del Servizio Sismico Nazionale. 10.700 vittime (più dell’80% dei residenti) vi furono nella città di Avezzano, epicentro del sisma, che contava prima della scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell’11º grado della scala Mercalli (MCS), poco più di 13mila abitanti. La tragedia avvenne alle ore 7.52.48 (dato dell’INGV) del 13 Gennaio 1915. La scossa fu avvertita dalla Val Padana alla Basilicata. Poste Italiane il 13 Gennaio 2015, in occasione delle celebrazioni commemorative del centenario, ha emesso un francobollo speciale dedicato al terremoto della Marsica.

Memoriale sul monte Salviano

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni giovani avezzanesi ebbero salva la vita dal terremoto perché il 13 gennaio mattina si trovavano in stazione in attesa del treno per recarsi alla visita di leva militare. Nonostante la possibilità di essere esonerati dal servizio in guerra, i marsicani vollero comunque partecipare come soldati dell'esercito alla grande guerra. Molti di loro, oltre 2.000, persero anche la vita sul fronte, lungo l'Isonzo e sul Carso, si disse, “per difendere l'onore e i ruderi”. Dato il vuoto generazionale generatosi, il Governo Italiano, decise di istituire un campo di lavoro per prigionieri austriaci ad Avezzano nel quartiere che poi prese il nome di "Concentramento". Grazie al lavoro continuo dei prigionieri austriaci che furono impiegati per lavori di opere pubbliche finalizzati a ricostruire la nuova Avezzano, la città rinacque.

Diocesi dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Avezzano.
Cattedrale dei Marsi di Avezzano

Fondata, secondo la tradizione, da San Marco Galileo e retta, in seguito, da San Rufino e suo figlio Cesidio nel III secolo, la Diocesi dei Marsi ha avuto, nei secoli, diversi spostamenti. Nel 1580, con una Bolla pontificia (In suprema dignitatis, di Gregorio XIII), la cattedra venne spostata dapprima dall'antica cattedrale di Santa Sabina (sita in Marruvio, l'attuale San Benedetto dei Marsi) a Pescina, nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie, ove rimase fino ai primi anni del XX secolo. L'ultimo trasferimento della sede vescovile fu quello definitivo, da Pescina ad Avezzano[32].

L'epoca fascista e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, la vicina Celano ebbe la ventura di essere dichiarata sede ospedaliera e, come tale, immune da bombardamenti e da azioni di guerra. Senz'altro fu una fortuna la presenza di una città bianca a pochi chilometri di distanza. Purtroppo, però, nella ancor più vicina Massa d'Albe si trovava il Quartier Generale Tedesco per l'Italia del centro-Sud, sotto la guida del generale Kesserling. Massa, per questo, fu soggetta a due poderosi bombardamenti aerei da parte degli alleati ed anche Paterno, alle porte della città, fu soggetta ad attacchi miranti a colpire i convogli militari e i depositi di bombe. Il 10 novembre 1943, il primo violentissimo bombardamento. Dal 14 Marzo al Maggio del 1944 saranno in totale 19 i bombardamenti. Appena ricostruita dalla devastazione del sisma, Avezzano fu distrutta al 70%. Ad essa verrà concessa la Medaglia d'argento al merito civile[33]. Durante il ventennio fascista, tuttavia, vi fu la risoluzione di problematiche ultradecennali che affliggevano il territorio della Marsica: la bonifica delle aree acquitrinose del Fucino e la ricostruzione della Cattedrale di Avezzano, distrutta dal terremoto del 1915.

Avezzano e la Provincia dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Avezzano.
Stemma predisposto dai 37 comuni della Marsica per l'istituzione della Provincia AZ

Un capitolo caldo della storia recente di Avezzano è certamente quello della lunga e infruttuosa lotta per l'istituzione di una "Provincia dei Marsi". Già dagli anni venti del XX secolo l'avezzanese Camillo Corradini, eletto al Parlamento del Regno d'Italia, si impegnò per sostenere l'istituzione di una provincia che avesse la sua città come capoluogo. Molti sono stati i tentativi portati avanti nel corso degli anni. Nel 1986 il sindaco di Avezzano, Sergio Cataldi, riuscì a riunire numerosissimi sostenitori del progetto per presentare una definitiva proposta di legge, di iniziativa popolare, per l'istituzione della provincia. Sottoscritta, invano, da ben più di 50.000 marsicani.[34].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

A tutt'oggi l'etimologia più corretta e accettata sarebbe quella del toponimo prediale Avidianum (o fundus Avidianus), dal gentilizio Avidius, da cui deriverebbe direttamente Avezzano, con una sola v e la z sonora. Stando a Cesare Letta[35], tale gentilizio è attestato nel territorio di Alba Fucens[36]. L'ipotesi più suggestiva vuole che derivi da “Ave Jane”, un'invocazione posta sul frontale di un tempio pagano consacrato al dio Giano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Avezzano.

Stemma: d'azzurro, al San Bartolomeo di carnagione, in maestà, aureolato d'oro, capelluto e barbuto di nero, mirante verso l'alto, i fianchi e parte delle gambe drappeggiati di rosso, il braccio destro alzato, la mano destra impugnante il coltello del martirio, posto in banda, con la punta all'insù, d'argento, la spalla sinistra coperta dalla pelle del Santo, al naturale, pendente fino al fianco sinistro, attraversante il drappeggio, terminante con le mani e con il viso, rovesciati, il Santo sostenuto dalla pianura diminuita, d'oro. Ornamenti esteriori da città.[37]

Gonfalone: drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città, le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.[38]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Sotto l'infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria.»
— Avezzano, 1943-1945[39]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Avezzano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario della Madonna di Pietraquaria.
Chiesa di San Giovanni
  • La Cattedrale dei Marsi è dedicata al protettore di Avezzano, San Bartolomeo. Voluta strenuamente da monsignor Bagnoli come simbolo del trasferimento della Diocesi ad Avezzano, fu progettata dall'autore del Piano Regolatore della città, l'ingegnere carseolano Sebastiano Bultrini, e venne solennemente consacrata nel 1942. Fu bombardata dagli Alleati nel 1944, ma fortunatamente venne salvata dall'esplosione di una bomba dal giovanissimo Ennio Piccone, che coraggiosamente entrò nella chiesa, sfilò la spoletta e disinnescò l'ordigno. Oggi la cattedrale rappresenta sicuramente il simbolo della città di Avezzano, ponendosi come poderoso sfondo dell'ampia piazza Risorgimento, con una facciata neo-rinascimentale di travertino. I tre portali sono sormontati da mosaici che raffigurano Cristo e i due protettori di Avezzano, la Madonna di Pietraquaria e San Bartolomeo, e sono collegati con altrettante navate spoglie di decorazioni, illuminate dal grande rosone e dalle vetrate della cupola; è affiancata (sul lato di via Marconi) da un alto campanile che svetta su tutta la città e che da ogni punto di essa è ben visibile. La cattedrale è inoltre dotata di un grande organo (Opus 345) costruito dalla Pontificia fabbrica d'organi Tamburini nel 1955[40].
  • Il santuario della Madonna di Pietraquaria, sul Monte Salviano, devotamente ricostruita dal popolo avezzanese agli inizi dell'800 su una base del Duecento.
  • La chiesa di San Giovanni Decollato, di originaria costruzione trecentesca, fu gestita dai francescani fino al 1912, quando divenne parrocchia e passò, dunque, sotto la gestione della Diocesi dei Marsi. Quasi completamente distrutta dal sisma del 1915, venne ricostruita negli anni trenta su progetto dell'ingegner Loreto Orlandi, con l'aggiunta di un pregevole portale laterale proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico (un antico convento presso il vecchio cimitero di Avezzano, curato dai frati cappuccini)[41]. Il risultato fu una mescolanza di stili, con la presenza di elementi decorativi barocchi all'interno e sulla facciata e il portale centrale rinascimentale. Caratteristico il campanile della chiesa. I grandi quadri del catino absidale rappresentano scene della vita del Battista e il battesimo di Cristo. Nel 2012, infine, la chiesa ha subìto un restauro totale: in particolare, è stata evidenziata l'iscrizione latina Quam terribilis est locus iste, tratta dall'Antico Testamento (Genesi, 28, 17) e posta sul frontone della facciata. La sua Confraternita è la più antica (fondata nel 1490) e, ogni anno, è impegnata con la parrocchia di San Rocco nell'organizzazione della processione del Cristo morto. Inaugurata nel 2015 la nuova piazza antistante, dedicata a don Giovanni Valente, il sacerdote, originario di Villa San Sebastiano, che fu parroco della chiesa dal 13 gennaio 1915. Contribuì alla rinascita di Avezzano dopo il terremoto[42].
  • La moderna chiesa di San Rocco, progettata dall'architetto Giuseppe Zander.
  • La chiesa della Santissima Trinità, in via Garibaldi.
  • La chiesa di San Pio X, nel rione Borgo Angizia.
  • La chiesa di Santa Maria Goretti, nel quartiere di Borgo Pineta.
  • La recente chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere Pulcina.
  • La chiesa di Sant'Isidoro Agricoltore, in piazza Tiziano Vecellio nella frazione di Borgo Via Nuova.
  • La chiesa di San Gabriele dell'Addolorata presso strada 11 del Fucino.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Orsini-Colonna di Avezzano
  • Palazzo Torlonia con il retrostante parco ex-ARSSA (Villa Torlonia), già sede degli uffici dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo, ed ex Ente Fucino. All'interno del parco c'è il casino di caccia ligneo, opera dell'architetto Giuseppe Valadier.
  • Le numerose villette in stile Liberty situate nel centro della città. Liberty anche l'unico edificio che ha resistito al terremoto del 13 gennaio 1915 situato all'angolo tra via Garibaldi e via Valeria edificato agli inizi del XX secolo.
  • Il Palazzo di Città, progettato dall'ingegner Sebastiano Bultrini e inaugurato nel 1923. Presenta uno stile ispirato alle ville toscane del Quattrocento. La sala consiliare è adornata da affreschi eseguiti dal pittore Ferdinando Trabuzzi, uno dei quali raffigurante la decisa e volenterosa ricostruzione di Avezzano dopo il terremoto del 1915.
  • L'ampia e luminosa piazza Risorgimento a pianta rettangolare, opera dell'ingegner Mazzocchi, dotata di una fontana circolare.
  • Il Tribunale, in stile neoclassico eclettico, progettato dall'architetto Luigi Gallo. Il monumentale edificio (uno dei più importanti di Avezzano) venne inaugurato nel 1930 ed entrò immediatamente in funzione. Nel 1944 venne totalmente distrutto dai bombardamenti alleati, ma nel dopoguerra venne riedificato seguendo fedelmente il progetto originario. Nel 2012, a seguito delle manovre di tagli dell'esecutivo di Mario Monti e nonostante una lunga battaglia degli avvocati e dei 37 sindaci marsicani per la sua salvaguardia, è stata decisa la chiusura che sarebbe dovuta esserci nel 2013 insieme ad altri trenta tribunali in tutta Italia. Tuttavia il Tribunale di Avezzano ha goduto insieme ai tribunali abruzzesi di Lanciano, Sulmona e Vasto di una proroga fino al Settembre 2018 per le perduranti condizioni di inagibilità delle sedi dell'Aquila e Chieti fortemente danneggiate dal sisma del 2009[43]. Si spera ancora di riuscire a salvare la struttura giudiziaria della Marsica.
  • Il Memorial ai piedi del Monte Salviano, eretto in ricordo delle vittime del terremoto del 1915 e della Grande guerra. L'opera è del pittore e scultore Pasquale Di Fabio.
  • La Biblioteca, sede dell'Agenzia Regionale per i Servizi Culturali con auditorium e biblioteca in via Cavalieri di Vittorio Veneto, dell'architetto Paolo Portoghesi.
  • Il Teatro dei Marsi, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, inaugurato nel 2006, con una capienza di circa 800 posti[44].
  • Il nuovo Municipio, di grandi dimensioni, edificato adiacente alla chiesa dello Spirito Santo nel quartiere della Pulcina.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La fontana di piazza Torlonia

Totalmente rasa al suolo nel 1915 e di nuovo nel 1944, la città di Avezzano non presenta un aspetto monumentale come altre località abruzzesi. Gli elementi d'interesse sono: i due portali in pietra della chiesa di San Nicola, sono conservati presso la nuova collocazione dell'Aia dei Musei, intitolata a "Giovanni Bozzi", in via Nuova, insieme alla collezione dei reperti lapidei funerari di epoca romana dell'ex Museo Lapidario Marsicano[45]; il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna, sito nell'omonima strada; la fontana circolare ottocentesca posta al centro di Villa Torlonia, donata dai Principi Annamaria e Giulio agli avezzanesi dopo il prosciugamento del lago Fucino. Simbolo della città rinata dopo il sisma del 1915: i resti della facciata della Collegiata di San Bartolomeo in largo San Bartolomeo. Interessante anche il monumento bronzeo ai Caduti delle Guerre, precedentemente posto in Piazza Risorgimento, poi in piazza Torlonia, realizzato dallo scultore neo-ellenistico Ermenegildo Luppi. Quasi alla sommità del sentiero di salita sul monte Salviano si incontra la cappella che conserva la pietra dove, all'inizio dell'Ottocento, si racconta, che il cavallo della Madonna incise con un colpo un suo zoccolo. Maria, dopo averlo incontrato, chiese ad un pastorello sordomuto avezzanese, ridandogli udito e parola, di invitare gli abitanti a ricostruire il santuario di Pietraquaria a Lei dedicato.

Castello Orsini-Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Orsini-Colonna.

Il castello Orsini-Colonna di Avezzano fu voluto nel 1490 da Gentile Virginio Orsini che lo fece edificare attorno ai resti della distrutta torre di Gentile da Palearia, signore di Manoppello. Dopo il completamento dei lavori di recupero attuati negli anni novanta, nel maniero è stata inserita al piano terra una platea per lo svolgimento di convegni e spettacoli mentre al primo piano è stato insediato il Museo di Arte Moderna di Avezzano. Un elemento che caratterizza il castello è la disposizione delle quattro torri angolari, che risultano perfettamente allineate con i punti cardinali del magnetismo terrestre.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alba Fucens.
Il sito archeologico di Alba Fucens

La Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del Salviano è un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6 del Fucino. Ad Avezzano ci sono altri siti di interesse archeologico: l'area di scavo archeologico dell'ex Collegiata di San Bartolomeo in via Orazio Mattei, i ritrovamenti della villa romana presso il centro commerciale "I Marsi" sulla Via Tiburtina Valeria ed il vicino sito archeologico italico, nato come colonia di diritto latino Alba Fucens (circa 7 km a nord della città). Meritano attenzione la testata dell'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incìle) presso il canale collettore principale, su cui svetta, imponente, la grande statua di Maria Immacolata Concezione, (opera di Nicola Carnevali)[46].

Parco archeologico Cunicoli di Claudio[modifica | modifica wikitesto]

Cunicoli di Claudio

A sud della città di Avezzano, ai piedi del monte Salviano si affacciano sulla piana del Fucino gli imponenti imbocchi dei cunicoli di Claudio. La galleria sotterranea, lunga 5.653 metri, ha una sezione variabile da 5 a 10 m² con un dislivello pari a 8.44 metri. Venne realizzata tra il 42 e il 51 d.C. in occasione dei primi tentativi di prosciugamento del lago Fucino. Nei lavori che durarono circa 11 anni vennero coinvolti oltre 25.000 schiavi. Per semplificare il lavoro di perforazione e di estrazione del materiale, si scavarono 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati, dei quali rimangono ancora visibili i resti imponenti[47]. Il parco archeologico è stato inaugurato nel giugno del 1977.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra la vegetazione più caratteristica figurano gli alberi con funzione frangivento dimorati in filari attorno ai canali del Fucino: pioppi, carpini e cerri. Le strade di Avezzano sono adornate di alberi di ippocastani i cui frutti hanno potere antinfiammatorio. Pianta tipica di Avezzano è la salvia che ricopre il versante est del monte "sacro" agli avezzanesi, il Monte Salviano. Tutte le aree montane del territorio sono ricche di varie specie di funghi[48], castagne e, quelle collinari, di diverse varietà di tartufi[49],asparagi e piante da frutto .

Riserva Naturale Regionale del monte Salviano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale guidata Monte Salviano.
Sentieri del monte Salviano

La Riserva periurbana del monte Salviano è stata istituita nel 1999. È frequentata per fare footing ed esercizio fisico, la Riserva Naturalistica del Salviano è stata recentemente dotata di un percorso pedonale, protetto dal traffico viario. La strada asfaltata incontra a circa 3\4 del percorso la Via Crucis che su un sentiero conduce al Santuario della Madonna di Pietraquaria, situato sulla sommità. In tale incrocio un altro sentiero conduce ad un tiro al volo dotato di un bar-ristoro. Recentemente presso il Santuario, dopo la ristrutturazione dell'ex bar in pietra (in abbandono da decenni), è stato inaugurato il centro Culturale "Il Salviano", sala per incontri culturali in cui si svolgono conferenze a tema e si discute di problematiche ambientali. Sul valico è posta l'opera "La creazione della vita, teatro della Germinazione" dello scultore Pietro Cascella. Da lì parte un percorso panoramico che sale lungo l'antica "via dei Marsi". Un altro percorso nel cuore della riserva è stato intitolato dal gruppo Scouts di Avezzano a Lord Baden Powell. Non distante svetta il "Crocione", un gigante di legno posto tra gli alberi secolari, posto nel lontano 1902. Nel maggio del 2006 con la benedizione si è conclusa una lunga e articolata fase di restauro[50]. Lo scoiattolo è il simbolo della riserva naturale.

Piazza Torlonia[modifica | modifica wikitesto]

Si trova su un'area pianeggiante a pianta triangolare tra via Roma e piazza della Repubblica. Anticamente gli avezzanesi vi mettevano il grano a seccare. Il Parco (chiamato semplicemente Piazza Torlonia) venne ornato di alberi e siepi e dotato di una fontana circolare dal Principe Alessandro Torlonia e da sua moglie nella fine dell'800, in dono alla cittadinanza avezzanese. La cittadinanza ricambiò erigendo nell'area sud del Parco un busto bronzeo al Principe Alessandro Torlonia. Quì, all'indomani del sisma del 13 gennaio 1915, si rifugiarono gli avezzanesi superstiti.

Villa Torlonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Torlonia (Avezzano).
Il palazzo Torlonia di Avezzano

Villa Torlonia, chiamata anche Parco ARSSA, avendo ospitato gli uffici dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo dei Servizi Agricoli e per distinguerla dal pubblico Parco Torlonia. Di pianta rettangolare si estende per vari ettari e comprende spazi espositivi, la sala convegni "Antonio Picchi", il museo della civiltà contadina e pastorale (presso il caratteristico "casino di Caccia") ed anche una neviera. Con delibera del 27 Gennaio 2015 la Regione Abruzzo ha di fatto conferito la gestione di Villa Torlonia e di tutte le pertinenze al Comune di Avezzano. Era stato il Principe, Alessandro Torlonia, a concedere il palazzo di famiglia, simbolo di potere, al Comune di Avezzano nel 1950, e per motivi personali, nel 1978 all'ente Fucino, prima, ed alla Regione Abruzzo, poi.

Pineta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borgo Pineta.

Realizzata in Borgo Pineta durante la prima guerra mondiale dagli austriaci detenuti nel campo di concentramento (gli stessi che furono impegnati nel rimboschimento del vicino monte Salviano), ha lo scopo di proteggere Avezzano dai venti invernali provenienti dal monte Velino. La vegetazione della pineta consiste esclusivamente in sempreverdi di medio-alto fusto. All'interno sono presenti importanti e frequentati impianti sportivi, nonché un percorso lungo due km, organizzato con attrezzi per l'esercizio fisico guidato.

La rara e bellissima scarpetta di Venere

Viali alberati[modifica | modifica wikitesto]

Nata con le tipiche caratteristiche di città-giardino, Avezzano è per eccellenza la città abruzzese dei lunghi viali alberati. Quelli più importanti sono quelli del centro: via Corradini, via Cataldi, via Marconi e via Sauro (che delineano Piazza Risorgimento), Corso della Libertà, via Bagnoli, via Valerii, via Pagani, via Annamaria Torlonia e via Giuseppe Mazzini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo dato, aggiornato al giugno 2012, attesta a 42.627 gli abitanti residenti del Comune di Avezzano. Abitanti censiti[51]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[52] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.777 persone, rappresentante il 6,6% della popolazione residente in Avezzano. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente sono:

  1. Romania: 823 - 1,96% (29,6% del totale)
  2. Marocco: 541 - 1,29% (19,5% del totale)
  3. Ucraina: 282 - 0,67% (10,2% del totale)
  4. Albania: 221 - 0,52% (8,0% del totale)
  5. Polonia: 125 - 0,3% (4,5% del totale)
  6. Bulgaria: 105 - 0,25% (3,8% del totale)
  7. Pakistan: 77 - 0,18% (2,8% del totale)

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto abruzzese.
(dialetto marsicano: area Abruzzo occidentale nel sistema dei dialetti meridionali intermedi)
« Mamma dicétte: "Arrìzzete ch’è óra, léste, se fa tàrde pé’ lla scòla" ì’, sènza famme dì’ più `na paròla, me vestìtte, ma… me recòrde ancora, m’èva date `ne mùcciche de pàne ch’ì’ me stév’a magnà’ sènz’appetìte,`ché me sentìv’ancóra `nzunnulìte, quànte sentèmme, cómme da lontane,

`ne rumóre che ppó’ fu spaventùse e che fice trettecà’ la casa: màmma capìtt’e più che persuàsa, fice `ne strìlle pròpia turmentùse. "Je tarramùte, cùrre, fijie béjie!.."[53] »

(Antonio Pitoni, "Màmma mé" Terremoto del 1915 in versi)

Il dialetto parlato ad Avezzano e nel suo circondario presenta, a tratti, una somiglianza con il Napoletano. Ciò a causa degli scambi economici documentati tra le città durante il Regno di Napoli attraverso la via per Sora e Cassino (es. giovane ad Avezzano: vajiule, a Napoli: guaglione). Foneticamente vicino a quello dell'area fucense della Marsica, e, dei paesi del Parco Nazionale d'Abruzzo, il dialetto si estende a settentrione fino all'Altopiano delle Rocche.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

"Focaraccio" del quartiere Madonna del Passo
  • 26 aprile: allo scendere della sera vengono accesi in tutti i quartieri della città i cosiddetti "focaracci", fuochi devozionali alla Madonna di Pietraquaria, attorno ai quali si eseguono canti popolari e religiosi e piccoli concerti musicali[54].
  • 27 aprile: ogni venticinque anni il quadro raffigurante la Madonna di Pietraquaria viene portato in Cattedrale dei Marsi, scendendo la via Crucis del monte Salviano e percorrendo le strade della città. Ogni anno, invece, si porta la statua della Vergine lungo due percorsi, alternandoli di anno in anno[55].
  • Maggio: permane l'usanza di recarsi all'alba, a piedi, verso il Santuario della Madonna di Pietraquaria[56].

Sanità, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale SS.Filippo e Nicola di Avezzano
  • L'Ospedale Civile polispecialistico "SS. Filippo e Nicola": situato originariamente in via San Francesco, dinanzi alla chiesa dei Santi Filippo e Nicola, da cui prese il nome. Fu spostato in via Monte Velino dopo il sisma del 1915. Oggi si trova a nord della città non distante dal casello autostradale dell'autostrada A24. Il centro poliambulatoriale ASL in via Monte Velino offre, invece, visite ambulatoriali specialistiche;
  • La clinica della città è la Casa di cura Di Lorenzo, plurispecialistica, situata in centro. Fino a poco tempo fa esisteva anche la storica clinica "Santa Maria" (detta "la Covara"). Era frequentata dalle partorienti avezzanesi e marsicane;
  • La casa di riposo comunale è intitolata a San Giuseppe. Ad Avezzano nord c'è la struttura privata "Marsica per noi";
  • Gruppo comunale volontari di Protezione Civile;
  • Croce Rossa Italiana, comitato locale di Avezzano;
  • Croce Verde di Avezzano, pubblica assistenza.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'investimento nelle strutture scolastiche ha prodotto importanti effetti: in provincia, il distretto scolastico di Avezzano vanta la più consistente popolazione studentesca[57]. Tra le scuole più frequentate: il liceo scientifico "Vitruvio Pollione", il liceo classico "Alessandro Torlonia", il liceo statale di scienze umane "Benedetto Croce", l'istituto professionale per l'agricoltura "Arrigo Serpieri", l'istituto statale d'arte "Vincenzo Bellisario", l'istituto tecnico per geometri "Leon Battista Alberti", l'istituto di istruzione superiore "Ettore Majorana", l'istituto tecnico commerciale "Galileo Galilei" e l'istituto scolastico paritario cattolico "Sacro Cuore".

Università[modifica | modifica wikitesto]

La sede distaccata della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo è situata in via Sandro Pertini[58]. L'Aula Magna è stata dedicata ad Alessio Di Pasquale, studente avezzanese, morto all'Aquila sotto le macerie del terremoto aquilano del 6 aprile 2009. Il corso di Laurea, fortemente voluto da tutti i sindaci del territorio, è in piena attività. La città è sede, da anni, di alcuni corsi della Facoltà di Scienze Infermieristiche e Fisioterapia dell'Università dell'Aquila ed ha ospitato per pochi mesi, sul finire dell'anno accademico 2008-2009, alcune Facoltà dell'Università degli Studi dell'Aquila vista la momentanea inagibilità delle sedi principali a causa del sisma del 2009. Per l'identico motivo nel maggio 2009, presso la Scuola Media Vivenza, è stato dislocato il Conservatorio Alfredo Casella. Pochi mesi dopo, però, l'istituzione musicale è stata riportata a L'Aquila. Dal 2012, invece, si tengono alcuni corsi pre-accademici grazie ad una convenzione tra Conservatorio di musica ed associazione "Jazz on"[59].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Polo della ricerca ad Avezzano è il CRAB, il consorzio di ricerche applicate alla biotecnologia. Si tratta di un consorzio no profit, a totale partecipazione pubblica, creato per incentivare la cooperazione fra ricerca e industria nonché per promuovere e supportare le Piccole e Medie Imprese nell'innovazione di processo e di prodotto del comparto agro-industriale, produzione di microrganismi/starters, alta formazione[60].

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca dell'Agenzia regionale per la promozione culturale

La città ha una ricca biblioteca comunale con un fondo di 20.000 volumi, tra cui la donazione dell'avvocato Rolando Spina di 8.000 opere. La sede si trova in centro, di fronte alla caserma dei Carabinieri, in via Gabriele D'Annunzio. Un'altra grande biblioteca è situata presso l'Agenzia regionale di promozione culturale in via dei Cavalieri di Vittorio Veneto. La Fondazione biblioteca "Bruno Cassinelli" si trova in via Corradini, quella della sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato, in piazza Torlonia[61]. Si ricordano, infine, le biblioteche cittadine private: Raffaele Spina, Enea Merolli, Giovanni Pagani.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo lapidario marsicano.

Sale e centri culturali[modifica | modifica wikitesto]

La città è dotata di alcune sale per conferenze e appuntamenti culturali: l'Agenzia di Servizi Culturali della Regione Abruzzo in via Cavalieri di Vittorio Veneto, fornita di biblioteca ed auditorium; la sala conferenze del castello Orsini-Colonna; la sala conferenze "Antonio Picchi" dell'ex ARSSA in piazza Torlonia; la sala consiliare e la sala conferenze del Municipio in Piazza della Repubblica; la sala conferenze del Seminario diocesano in via Mons. Bagnoli.

Teatro dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Il moderno Teatro dei Marsi. Uno dei più grandi teatri in Abruzzo: circa 800 posti a sedere

Il teatro ha sempre avuto un ruolo importante nelle attività culturali cittadine: nel 600 e nel 700 gli spettacoli andavano in scena nei sotterranei del castello Orsini-Colonna, in un piccolo teatro messo a disposizione dai Colonna. Dalla seconda metà dell'800 e fino al terremoto del 1915 si svolgevano, invece, nel Teatro "Ruggeri", in via San Francesco. L'attività teatrale riprese negli anni venti e fino agli anni novanta nel Cinema Teatro Impero in via Garibaldi. Con alterne vicende, dal 1994 al 2005, l'attività teatrale si è svolta presso il ristrutturato castello Orsini-Colonna. Nel maggio 2006, finalmente, l'inaugurazione del nuovo Teatro dei Marsi, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, nel quartiere di Borgo Pineta: nella moderna struttura è ripresa a pieno ritmo l'attività teatrale bruscamente interrotta dal terremoto del 1915 e proseguita in sedi temporanee per tutto il XX secolo[62]. L'interesse degli avezzanesi per l'attività teatrale trova l'appoggio nelle più importanti compagnie cittadine, tra cui ricordiamo il "Teatro Lanciavicchio" e il "Teatro dei Colori". Non vanno dimenticate le associazioni amatoriali e dialettali. Le prime sorte in città sono:"Je Furne de Zefferine", "Je concentraménte", e le "Tre Conche". Sono presenti nel territorio numerose associazioni corali che spaziano dalla musica sacra alla polifonica, ed altre organizzazioni che si occupano di valorizzare tutti i generi musicali.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Stella[63]
  • Radio Monte Velino[64]
  • Radio Luna
  • Radio Antenna Futura

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani:

Riviste:

  • Terre Marsicane
  • Periscopio
  • Sipario
  • TuttoAffari
  • Il Velino

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Mercati ortofrutticoli di Avezzano

L'antica tradizione gastronomica avezzanese era legata all'attività piscatoria del lago Fucino. Venivano cucinati i "piisci sott'aje coppe", ovvero pesci di lago (tinche, carpe, trote, anguille) puliti e riempiti di foglie di salvia, cotti sotto la brace del camino, protetti da un coppo (tegola in cotto). Dopo il prosciugamento del lago la cucina avezzanese si è radicalmente trasformata, grazie ai prodotti delle coltivazioni del Fucino, avvicinandosi alla tradizione culinaria dell'Abruzzo interno con personali interpretazioni e contributi. Avezzano è nota in Italia specialmente per la produzione di un'eccellente qualità di patate del Fucino (certificate IGP[67], DOP e PAT), i cui utilizzi variano: dal pane alle fritture, dagli impasti alle cotture in forno o bollite. I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzesi come i maccheroni "alla chitarra", i ravioli, le fettuccine (le cosiddette "sagnette aje sughe"), accompagnati da salse a base di pomodoro con carne di vitello o maiale. Sono usati in inverno brodi a base vegetale o di pollo. Tipico primo originario della Marsica transumante sono gli anellini "alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera rinascimentale sono le minestre a base di legumi e farro servite con ceci o fagioli e le "sagne ajii faciuli". Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono della tradizione pastorale d'Abruzzo: quindi sono usate in maggioranza le carni ovine, ma dopo la scomparsa della transumanza vi è stato un incremento di consumo di carni bovine. Ricetta tipica è la "pecora aje cotture". Non mancano, nelle sagre marsicane, i tipici arrosticini. Dolci tipici sono le ferratelle marsicane, sfoglie dolci invernali realizzate con stampi in metallo dal disegno a rombi in rilievo. Una menzione a parte merita il mosto cotto avezzanese: vino rosso bollito in un pentolino di metallo durante la stagione fredda. Il viaggiatore inglese Edward Lear, di passaggio in Avezzano nella prima metà dell'Ottocento ed ospite della famiglia Corradini[68], cita il mosto cotto più volte nei suoi scritti[69]. Rinomata, infine, è la produzione di vini rossi di vite Montepulciano (ad Avezzano hanno sede alcune aziende del settore[70]).

Persone legate ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose e varie le personalità di ogni epoca che ad Avezzano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente e hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito e i suoi ruoli.

Personalità storiche legate all'antica Roma
Medioevo - Rinascimento e fino al XIX secolo (fino al 1900)
Personalità contemporanee

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanisticamente ed architettonicamente Avezzano risulta una città del Novecento, in stile Liberty, ricostruita dopo il terremoto del 1915. Numerosi elementi lapidei, tuttavia, furono recuperati dalle macerie del sisma e testimoniano la plurimillenaria storia della città. Grazie ai notevoli fondi recuperati dall'Onorevole Camillo Corradini, la città fu ricostruita con il Piano Regolatore del 1918, firmato dall'ingegnere Sebastiano Bultrini. Un piano vagamente ispirato a Roma, grazie al quale Avezzano presenta due punti generatori: Piazza della Stazione da cui parte il tridente via Montello, via Garibaldi, Corso della Libertà e Piazza Castello da cui parte una raggiera di strade. Bensì l'urbanistica di Avezzano, tipica degli anni venti in Italia, è definita anche "balneare" da architetti ed urbanisti e risulta del tutto insolita nell'Abruzzo montano. A struttura regolare, con strade frequentemente incrociate in angoli retti, Avezzano presenta un sistema viario dotato di marciapiedi larghi ed alberati.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Risorgimento
Tribunale di Avezzano
Pista ciclabile di via Cavalieri di Vittorio Veneto
  • Centro-città, originariamente chiamata "contrada Melazzano", la vita di questo quartiere ruota essenzialmente attorno alla spaziosa e luminosa Piazza Risorgimento su cui si affaccia la cattedrale. È la zona in cui sorgono il municipio, i principali esercizi commerciali, le banche, le scuole (elementari, medie e il Liceo Classico "Alessandro Torlonia"), gli uffici, la Curia vescovile, la chiesa di Don Orione, la chiesa di San Giuseppe (ora legata alla locale comunità di rumeni ortodossi), la Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, il tribunale, gli alberghi e la stazione ferroviaria. Vi sono inoltre due tra le principali aree verdi della città, Villa Torlonia e Piazza Torlonia.
  • San Nicola, da Piazza Castello sino alla fine di via San Francesco, nella zona più a sud della città; quartiere tra i più antichi e popolosi, centro del quale è l'antica parrocchia di San Giovanni Decollato. Accanto alla chiesa sorge il caratteristico Castello Orsini-Colonna: particolare la disposizione delle quattro torri angolari che risultano perfettamente allineate con i punti cardinali del magnetismo terrestre. Nel 1980 il regista Carlo Lizzani girò qui alcune scene del film Fontamara tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone. Altra testimonianza storica è offerta dalla chiesetta di Sant'Antonio Abate, legata ad alcuni residui delle festività in onore del santo, il 17 gennaio. Sono inoltre presenti la casa circondariale e alcuni impianti sportivi.
  • Via Napoli, ci si riferisce al quartiere composto dalla strada omonima e da quelle ad essa adiacenti, a sud-ovest della città, tra San Nicola e Chiusa Resta; vi ha sede lo Stadio dei Marsi.
  • Chiusa Resta, attorno a via America, ad ovest, tra Via Napoli e Pucetta; prende nome dalla ex chiusa dei Conti Resta.
  • Pucetta (da "focetta"), ora Borgo Angizia, ad ovest, tra Chiusa Resta e i Frati; quartiere della parrocchia di San Pio X.
  • I Frati, ad ovest di via Roma, tra Pucetta e Cesolino.
  • Cesolino, all'estremità nord-ovest della città; vi sono frequentati impianti sportivi e gli svincoli per l'Autostrada A25 e per la Avezzano-Sora.
  • Borgo Pineta, a nord, tra la stazione ferroviaria e la pineta da cui prende nome; conosciuto anche come Concentramento, dal campo di concentramento per i prigionieri di guerra del primo conflitto mondiale e poi riutilizzato nel Secondo. Quartiere molto popoloso e ricco di attività commerciali e culturali: sono infatti presenti il Teatro dei Marsi, la biblioteca e il centro servizi culturali. Centro della vita religiosa è la parrocchia dedicata a Santa Maria Goretti. Presenta inoltre ampi giardini pubblici e i maggiori impianti sportivi della città.
  • Barbazzano, a nord, tra Borgo Pineta e la Pulcina.
  • La Pulcina, all'estremità nord della città, tra Borgo Pineta e Scalzagallo; quartiere di recente inurbamento in cui sono presenti gli altri maggiori istituti superiori (Liceo Scientifico, Istituto Magistrale e Istituto Tecnico-Industriale), i nuovi uffici del comune in via di completamento e la parrocchia dello Spirito Santo. Più a nord vi è l'ospedale civile "SS.Filippo e Nicola", il principale presidio sanitario della Marsica.
  • Scalzagallo, all'estremità nord-est; quartiere esclusivamente residenziale in attuale fase di inurbamento.
  • San Rocco, a est del centro, incluso nel quadrilatero composto da via Montello, via XX settembre, via dei Fiori e via Sturzo; la parrocchia di riferimento è dedicata al santo che dà nome al quartiere.
  • Il Cupello (da "copella"), a est, tra via Garibaldi, via XX settembre e Sant'Andrea.
  • Sant'Andrea, a est, tra Piazza Cavour e il Cupello; la parrocchia è dedicata alla Santissima Trinità.
  • Piazza Cavour, a sud-est, tra San Nicola e Sant'Andrea; la vita di questa zona ruota tutta attorno alla piazza omonima, da cui partono le due strade che collegano la borgata di Via Nuova e il nucleo industriale al centro cittadino.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Monte Velino e Antrosano
Antrosano
adagiata sul versante meridionale del colle di Alba Fucens, sorge 4 km a nord dal centro di Avezzano. Fu costruita dagli abitanti di Albe fuggiti dalla loro città, fatta distruggere da Carlo I d'Angiò dopo la battaglia di Tagliacozzo. Secondo lo storico Muzio Febonio, autore di "Historia Marsorum", il toponimo deriverebbe dall'antro nel quale si provvedeva alla salute degli infermi[71]. Altra ipotesi sarebbe quella che vorrebbe la derivazione dal latino drausia (pozzanghera), da cui il dialettale ndruscià (guazzare) che porterebbe a Ntrusciane, nome in dialetto del borgo[72]. Nei suoi primi anni Antrosano apparteneva a Tagliacozzo e le sue chiese vennero elencate nella Bolla di Clemente III[73]: San Pancrazio e Santa Croce, questa prima intitolata a San Satiro (patrono di Antrosano). C'è da ricordare che il borgo divenne universitas forse nei primi anni del XVII secolo e tale rimase fino a tutto il XVIII secolo, mentre nell'Ottocento passò sotto il comune di Massa d'Albe, per poi definitivamente essere annessa al comune di Avezzano nel 1959 con una sottoscrizione popolare. Negli ultimi cinquant'anni ha cambiato molto il suo aspetto: da centro agricolo è diventata zona residenziale.
Borgo Incile
posta 4 km a sud di Avezzano, è la frazione più meridionale del comune. Ai tempi del prosciugamento fu proprio in questo luogo che vennero convogliate le acque del Fucino per permettere che defluissero poi nel Liri attraverso un grande canale collettore. L'opera venne inoltre monumentalizzata con un ponte sui cui venne posta una grande statua della Madonna dell'Immacolata Concezione. Il borgo vero e proprio sorse per volontà dei contadini giunti per lavorare le terre coltivabili strappate dalle acque del lago. Negli anni cinquanta del XX secolo le case rurali vennero sostituite con nuove case coloniche e, per volontà dell'Ente Fucino, vennero edificate una chiesa intitolata alla Madonna di Loreto e aree di aggregazione per i giovani.
Borgo Via Nuova
si trova a sud di Avezzano. Nei locali dell'ex mattatoio comunale (Aia dei Musei) è stato allestito in via definitiva il Museo Lapidario Marsicano.
Castelnuovo dei Marsi
situato a nord di Avezzano. E' incastonato tra il monte Velino ed il monte Castello, cui fanno corolla boschetti di olmi, salici, pioppi e i prati di un verde intenso attraversati da piccoli ruscelli alimentati dalle numerose risorgive alle falde dei monti. La sua origine coincide con l'epoca dell'incastellamento (unione di più castelli o nuclei abitativi).
Cese dei Marsi
sembra sia nato dall'esigenza di alcuni pastori e contadini che, dopo vicissitudini di varia natura, pare abbiano abbandonato capanne, baracche e casolari disseminati nei Piani Palentini per aggregarsi in un unico agglomerato abitativo. Il paese, nel tempo, si è consolidato intorno all'abbazia che i benedettini avevano edificato ristrutturando un tempio pagano, dopo aver lasciato il vecchio monastero che occupavano sul Monte Cimarani. 
Pietraquaria
abitato di epoca medioevale, ora ospita il convento del Santuario della Madonna di Pietraquaria. E' il cuore della Riserva periurbana del monte Salviano.
Foto panoramica del Fucino tra San Pelino e Paterno
San Pelino
3 km a est di Avezzano lungo l'antica Via Tiburtina Valeria. Sorse come vicus intorno alla villa romana appartenente a Lucio Vitellio, proconsole di Caria (Siria), circondata da ricchi frutteti e vigneti. Prese il nome attuale da Pelino, vescovo di Brindisi martirizzato a Corfinio nel 662.
Paterno
immediatamente contiguo a San Pelino, dista circa 5 km a est da Avezzano ed è l'ultimo borgo del comune prima di Celano. Costruita in epoca romana attorno alla villa del console Paterno, in epoca medievale si ingrandì per l'apporto delle popolazioni di alcuni villaggi lacustri. La prima volta che appare il suo nome, tuttavia, è nel 774, quando Ildebrando duca di Spoleto fa donazione a Montecassino della chiesa di San Giorgio in Paterno, con cinquecento moggi di terra e il diritto di pesca nel Fucino[74]. Il borgo fu incendiato e raso al suolo nel 1222 dal conte di Molise, Tommaso, per punire gli abitanti rei di aver parteggiato per Federico II, impegnato contro i conti di Celano: passò sotto Celano proprio nel XIII secolo. L'epoca moderna vide il suo passaggio sotto la signoria dei Colonna nel 1511 e il saccheggio all'epoca della rivolta di Masaniello nel 1647, ma anche il suo costituirsi come "universitas" autonoma. Soggetta al passaggio delle truppe francesi del 1799, nel 1806 diviene frazione di Celano[75]. Ebbe un forte incremento demografico a seguito del prosciugamento del Fucino, ma venne distrutta dal terremoto del 1915. Ben presto risorta, al centro del paese, tra il 1938 e il 1939, venne edificata la chiesa intitolata a San Sebastiano. Nel 1954 divenne definitivamente frazione di Avezzano.
San Giuseppe di Caruscino
sorge circa 3 km a est dal centro di Avezzano. Chiamata semplicemente Caruscino: il nome è molto antico. Deriverebbe dal latino carex (caricinus), ovvero carice[76] La borgata attuale è sorta solo nel 1953 come "Villaggio del bracciante San Giuseppe di Caruscino" per iniziativa dell'Ente Fucino.

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Macerino Vecchio
  • Nucleo Industriale
  • Olmetto
  • Papacqua
  • Pozzone

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fucino.jpg
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La piana del Fucino dal monte Sirente

Numerose aziende agricole della piana del Fucino si distinguono per la qualità degli ortaggi. Particolarmente rinomate sono le squisite patate per le quali nel 2014 si è concluso felicemente l'iter per il riconoscimento del marchio di qualità IGP (indicazione geografica protetta) attribuito dall'Unione europea. Numerose le altre qualità di ortaggi: carota dell'altopiano del Fucino IGP, insalate e ogni genere di prodotto orticolo. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dal Fucino[77].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Nucleo industriale di Avezzano

Sorto negli anni settanta appena fuori dalla città in direzione Luco dei Marsi, il Nucleo Industriale annovera numerosissime attività industriali e di produzione merceologica ed è il motore dell'economia della Provincia. Tra queste spicca la ex Micron Technology, attuale L-Foundry, gigante della produzione elettronica altamente specializzata. Nel fab "innovation & technology" di Avezzano lavorano 1.600 addetti. Ricordiamo inoltre la TV Araba (Kidco), le Cartiere Burgo (Burgo group), la Fiamm, la Saes, la Presider e numerose altre imprese specializzate. Non distante il centro spaziale del Fucino "Piero Fanti" di Telespazio: tra i principali operatori al mondo nei servizi satellitari, conta su una rete internazionale di centri spaziali e teleporti e opera in tutto il mondo attraverso numerose società controllate. Quasi a collegare simbolicamente la moderna tecnologia delle comunicazioni spaziali con quella pionieristica del genio di Guglielmo Marconi, presso la sede Telespazio del Fucino è stata situata la parte rimanente (elica e timone) della poppa del panfilo "Elettra" sul quale Marconi dal 1919 sino agli anni '30 effettuò studi ed esperimenti, primo "laboratorio galleggiante" della storia. Alcuni frammenti ferrosi dello scafo sono stati fatti analizzare dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura (CCIAA) di Roma che ha deciso il recente restauro.[78].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La città di Avezzano è l'ideale punto di partenza per raggiungere facilmente le numerose località montane della Marsica. Vere e proprie bellezze naturalistiche e architettoniche dell'Abruzzo interno: il Parco Nazionale d'Abruzzo, il parco regionale Sirente-Velino, Tagliacozzo, i borghi della piana del Cavaliere, la Valle Roveto, la Valle del Giovenco, Ovindoli e l'altopiano delle Rocche. Avezzano è ben collegata anche con la Ciociaria, l'alta Valle dell'Aniene e la Valle del Salto, tutte località al confine del Lazio con la Marsica.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Un ruolo molto importante riveste per la città il settore commercio. Le grandi aree commerciali si trovano sulla via Tiburtina Valeria e lungo via XX Settembre. Il cosiddetto centro commerciale naturale, invece, è costituito, per lo più, dalle attività del centro città. Si tratta di esercizi del commercio, dell’artigianato, del turismo e dei servizi, che operano nelle aree urbane di Avezzano.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stato inaugurato il Centro Fieristico di Avezzano, dislocato in un'ampia area coperta in via Newton, che ospita Fiere di importanza nazionale di ogni genere: dall'artigianato in tutte le sue forme, all'industria e dalla tecnologia all'elettronica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il viadotto di Pietrasecca, tra Avezzano e Roma

Avezzano è servita dalle autostrade A 25 Roma-Torano-Pescara ed A 24 Roma-L'Aquila-Teramo: la cui diramazione si trova a pochi chilometri a nord-ovest dal casello di Avezzano. Alcune autolinee a lunga percorrenza collegano Avezzano a diverse località italiane (Roma, Pescara, Napoli, Bologna, Milano) ed anche estere.

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

Le altre arterie stradali costituenti la rete principale sono la Superstrada Avezzano-Sora (SS 690), detta anche "Superstrada del Liri", la Strada Statale 82 della Valle del Liri, la Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria e la Strada statale 578 Salto Cicolana.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Avezzano.
Stazione ferroviaria di Avezzano

La stazione di Avezzano, è servita dalle relazioni che percorrono la ferrovia Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara e funge altresì da località di diramazione con la linea Avezzano-Roccasecca che collega la città con Sora e Cassino.

Interporto[modifica | modifica wikitesto]

E' presente ad Avezzano, connesso al casello autostradale della A/25, l'interporto o Centro Smistamento Merci della Marsica. Una infrastruttura complessa nata per promuovere e sviluppare l'intermodalità dei trasporti, che ospita dal 2009, a seguito del sisma dell'Aquila, la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità interurbana è garantita dagli autoservizi curati dalle Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi (ARPA)[79] e dalla Compagnia Trasporti Laziali (Cotral)[80], mentre quella urbana e suburbana è svolta dalla Società Comunale Autobus Avezzano (SCAV)[81].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1982 1987 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
1987 1990 Eleuterio Simonelli coalizione Dc-Psi-Psdi-Pri Sindaco
1990 1992 Eleuterio Simonelli coalizione Dc-Psi Sindaco
1993 commissariamento Commissario straordinario
1993 1997 Mario Spallone coalizione Pds-Psi-Verdi-Rete Sindaco
1997 2002 Mario Spallone L'Ulivo Sindaco
2002 2007 Antonio Floris coalizione An-Fi-Ccd-Pri Sindaco
2007 2012 Antonio Floris coalizione An-Fi-Udc-Idm poi Pdl Sindaco
2012 In carica Giovanni Di Pangrazio coalizione Pd-Idv-Udc-Fli-Api Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Amministrativamente il territorio comunale è ripartito in 15 circoscrizioni amministrative[82]:

  • Circoscrizioni 1-8: Avezzano città
  • Circoscrizione 09: Borgo via Nuova-Borgo Incile
  • Circoscrizione 10: Castelnuovo dei Marsi
  • Circoscrizione 11: Caruscino
  • Circoscrizione 12: San Pelino
  • Circoscrizione 13: Paterno
  • Circoscrizione 14: Antrosano
  • Circoscrizione 15: Cese dei Marsi

Enti sovracomunali[modifica | modifica wikitesto]

Avezzano è sede della Comunità montana "Montagna Marsicana" che comprende 33 comuni. Il nuovo ente territoriale ha assorbito le ex Comunità montane Marsica 1, Valle del Giovenco e Valle Roveto[83]. In via XX Settembre c'è la sede decentrata della provincia dell'Aquila[84]. In piazza Torlonia si trova, invece, la sede del Consorzio di bonifica ovest "Bacino Liri-Garigliano"[85] e in via Sandro Pertini, quella dell'agenzia territoriale per lo sviluppo locale, il Gal "Terre Aquilane"[86]. La sede decentrata della Camera di Commercio dell'Aquila si trova in via Cavalieri di Vittorio Veneto[87].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tribuna dello Stadio dei Marsi

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Avezzano Calcio Associazione Sportiva Dilettantistica.

La principale squadra di calcio della città è l'Avezzano Calcio che milita nel campionato di Eccellenza. Raccoglie l'eredità dell'Avezzano Calcio 1919, ricostituita nel 1998 e nel 2009 a seguito di tracolli finanziari, dopo aver raggiunto la Serie C1.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi U.S. Avezzano Rugby.

Molto seguita la squadra di rugby, l'Avezzano Rugby, nel 2006 promossa per la prima volta in serie A, retrocessa l'anno seguente in Serie B e nel 2011 nuovamente promossa in serie A. Attualmente milita in Serie B. Considerevole il movimento giovanile e quello femminile che ruota attorno alla società giallo-nera.

Hockey[modifica | modifica wikitesto]

  • Hockey su prato - la città è sede dell'unica società di hockey prato esistente in Abruzzo, l'Hockey Avezzano, con sede sociale in Via dei Gladioli. Tuttora la squadra milita nel campionato di Serie B, partecipando al girone laziale-umbro-marchigiano. Squadra di buon livello, spesso è impegnata nella pool promozione, con compagini di grande tradizione.
  • Hockey su ghiaccio - dal 2009 l'Hockey Club Avezzano partecipa alla Serie C interregionale Centro-Sud di hockey su ghiaccio Campionato italiano di hockey su ghiaccio 2009-2010, unica formazione abruzzese attiva a livello agonistico in questa disciplina.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per tre volte Avezzano è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia. In tutte le occasioni la corsa è ripartita dalla città:

In diverse edizioni la corsa dei due mari, la Tirreno-Adriatico, è passata e ha fatto tappa ad Avezzano.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Stadio dei Pini di Avezzano

Da anni Avezzano ospita un'importante manifestazione di atletica leggera di levatura internazionale, il "Meeting Marianella", che ha visto la partecipazione di Fiona May, Fabrizio Mori, Stefano Baldini ed altri campioni olimpici e mondiali. Le prime edizioni si svolsero nel 1974, 1975 e 1976 e videro la presenza di atleti di altissimo livello. Ricordiamo Sara Simeoni che stabilì il record italiano di salto in alto, Pietro Mennea e lo statunitense Steve Williams, primatista mondiale dei cento metri[88]. La manifestazione non si è più disputata per poi riprendere nel 1996 sotto l'egida della FIDAL. L'Usa Sporting Club di Avezzano promuove da decenni la regina degli sport tra i giovani della città e della Marsica.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Pugilato - nel 2009 Avezzano ha ospitato le gare di pugilato dei XVI Giochi del Mediterraneo. La città vanta una lunga e importante tradizione pugilistica. Tanti gli atleti che hanno conquistato titoli italiani, europei e anche mondiali nelle varie categorie.
  • Tennis - esistono due circoli, il circolo tennis e l'Avezzano tennis team. Gli impianti sportivi della zona nord ospitano spesso tornei di levatura nazionale ed internazionale. Numerosi i giovani impegnati nelle competizioni a squadre e individuali.
  • Scherma - dal 2013 l'Avezzano Scherma organizza corsi di avviamento per giovani e adulti tenuti da tecnici federali FIS e CONI.
  • Calcetto - per quattro stagioni, dal 1990 al 1994, la Pro Calcetto Avezzano ha militato nel massimo campionato di Serie A. Altre formazioni militano in tornei regionali.
  • Pallavolo - presenti in città la squadra maschile e quella femminile con buoni risultati a livello regionale e giovanile.
  • Tennis tavolo - la città vanta un buon movimento ed un'ottima tradizione.
  • Golf - il Golf club Avezzano è stato costituito nel 2012. Da allora promuove questo sport nel territorio marsicano grazie all'ausilio di maestri federali.
  • Mountain bike - con il riconoscimento da parte della Federazione Ciclistica italiana dall'agosto del 2014 è attiva la Scuola di ciclismo nazionale. La nuova realtà chiamata "Avezzano Mtb Camp School" ha sede presso il Bike Park dello Stadio dei Pini (ingresso Via delle Olimpiadi).
  • Tiro con l'arco - disciplina curata ad Avezzano dalla "Arcieri Arcobaleno" che di concerto con la FITArco organizza spesso gare agonistiche allo stadio dei Pini.
  • Arti marziali - ci sono molte organizzazioni sportive che si occupano con successo delle varie specialità delle arti marziali che registrano qui un'ottima partecipazione.

Sportivi legati ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La piscina di Avezzano: Federazione Italiana Nuoto

Numerose sono le strutture sportive attive nella città di Avezzano, a partire dallo Stadio dei Marsi, situato nel cuore della città e campo di gioco dell'Avezzano Calcio. A nord, nello scenario di Borgo Pineta, spicca lo Stadio dei Pini con la pista di atletica leggera. Accanto c'è la palestra comunale "Marsica boxe" che è anche centro federale FPI. Sul lato di via delle Olimpiadi insiste il Bike Park per gli appassionati di mountain bike. Non distanti sorgono l'area per il tiro con l'arco e i campi da tennis. Nel centro polisportivo "Rolando Appolloni" ci sono campi coperti per il tennis, un campo per il calcetto e uno per il calciotto, il velodromo (per il ciclismo su pista) e la pista di pattinaggio. All'interno della pineta, invece, si snoda un percorso ludico-sportivo di 3 km con attrezzi per l'esercizio fisico guidato ed è presente la moderna piscina comunale gestita dalla Federazione Italiana Nuoto, in cui si svolgono gare regionali e nazionali di nuoto. A est del centro cittadino, lungo l'asse di via XX settembre, sorge lo stadio di rugby, luogo di allenamento e di gioco dell'Avezzano Rugby; adiacente, l'area dedicata all'hockey su prato. Tre i Palazzetti dello Sport, uno nel quartiere della Pulcina, poco distante dalla scuola media "Alessandro Vivenza", l'altro a San Nicola, annesso alla scuola media "Luigi Marini" e il Palawinner, in via Paolini, inaugurato nel Gennaio 2015, di fronte ai campi del "circolo Tennis Avezzano". A San Pelino insiste un meraviglioso campo da golf su una superficie di circa 3.000 mq. Infine, nell'area del nucleo industriale, c'è il Palaghiaccio, con una capienza di 2000 posti. Avezzano ha ospitato, nel 2009, le gare di pugilato e alcune partite di calcio dei XVI Giochi del Mediterraneo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luciano Canepari, Il DiPI - Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  4. ^ Sia il DOP che il DiPI accettano entrambe le pronunce (trascrizione del DOP rispettivamente aveʒʒàno e avezzàno – la prima, con la z sonora, è la pronuncia tradizionale).
  5. ^ Dati sulla popolazione residente al giugno 2012, ISTAT. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  6. ^ Comuni della Provincia dell'Aquila per popolazione. URL consultato il 25 luglio 2011.
  7. ^ Comuni dell'Abruzzo popolazione. URL consultato il 25 luglio 2011.
  8. ^ Leone, pag.245
  9. ^ 70 anni dalla liberazione(pag.30), ANPI.
  10. ^ Rischio sismico in Provincia dell'Aquila, INGV.
  11. ^ SEAP, MyCovenant, Comune di Avezzano.
  12. ^ Dati ARSSA, Regione Abruzzo.
  13. ^ Dati ARSSA, Regione Abruzzo.
  14. ^ Fucino, Treccani.
  15. ^ Publio Virgilio Marone, pag.136
  16. ^ Svetonio, pag.83
  17. ^ Tacito, pag.56
  18. ^ Agostini Galadini Galli Messina, pag.16
  19. ^ Santellocco, pag.96
  20. ^ Contea dei Marsi, Pereto.info.
  21. ^ Grossi, pag.49
  22. ^ Colapietra, pag.42
  23. ^ Rampoldi, pag.15
  24. ^ cfr. Collezione delle leggi e decreti reali del Regno delle Due Sicilie, anno 1821, decreto n. 110, pp. 104-110.
  25. ^ Jatosti, pag.110
  26. ^ Santellocco, pag.126
  27. ^ ARSSA, pag.15
  28. ^ Afan de Rivera, pag.30
  29. ^ Cenni storici, La notte della Chimera.
  30. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo-Alfred Steinitzer-1907, Regione Abruzzo.
  31. ^ Avezzane nostre, frequency.com.
  32. ^ Guida degli archivi diocesani, Ministero per i beni e le attività culturali.
  33. ^ Palmieri, pag.106
  34. ^ Battaglia e iter parlamentari per la Provincia dei Marsi, Provincia dei Marsi.
  35. ^ Letta D'Amato, pag.40
  36. ^ Mertens, pag.114
  37. ^ La storia di Avezzano, Comune di Avezzano.
  38. ^ Belmaggio, pag.55
  39. ^ D.P.R. del 31 dicembre 1961.
  40. ^ Tarquinio, pag.34
  41. ^ Palanza, pag.21
  42. ^ Piazza don Giovanni Valente, AvezzanoInforma.
  43. ^ Salvi i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, AltaLex.
  44. ^ Scheda tecnica, Musica Teatro dei Marsi.
  45. ^ Aia dei Musei, Cult.Riqua.
  46. ^ Fucino, il prosciugamento del Lago, Aercalor-Altervista.
  47. ^ Cunicoli di Claudio, Regione Abruzzo-Cultura.
  48. ^ La sezione marsicana del GEMA, Gruppo ecologico micologico abruzzese.
  49. ^ Tartufi, Ass.ne Tartufi Marsica.
  50. ^ Il libro del Crocione, SOMS AZ.
  51. ^ Statistiche Demo.Istat  URL consultato in data 13/01/2013.
  52. ^ Cittadini Stranieri 2011 - Avezzano (AQ)
  53. ^ Terremoto del 1915 in versi, Fucino Lands.
  54. ^ La notte dei Focaracci, MarsicaLive.
  55. ^ La Madonna di Pietraquaria, AbruzzoInArte.
  56. ^ Pellegrinaggio sul monte Salviano, Il Messaggero.
  57. ^ Osservatorio scolastico provinciale, Provincia dell'Aquila.
  58. ^ Sede distaccata facoltà di Giurisprudenza, UniTE.
  59. ^ Corsi pre-accademici, MarsicaLive.
  60. ^ CRAB Avezzano, CRAB.
  61. ^ Archivio di Stato dell'Aquila, sezione di Avezzano, Archivi Beni Culturali.
  62. ^ Teatro dei Marsi, Musica Teatro dei Marsi.
  63. ^ Radio Stella Avezzano.
  64. ^ Radio Monte Velino.
  65. ^ Telesirio TV e Web TV.
  66. ^ Antenna 2.
  67. ^ Patata del Fucino IGP, CCPB Controllo e Certificazione.
  68. ^ Alba Fucens - Avezzano, AlbaFucens.info.
  69. ^ Lear, pag.5
  70. ^ Lustri, pag.44
  71. ^ Melchiorre Del Gusto, pag.112
  72. ^ Cianciusi, pag.84
  73. ^ Di Pietro, pag.120
  74. ^ Leone, pag.314
  75. ^ Melchiorre Del Gusto, pag.14
  76. ^ Cianciusi, pag.74
  77. ^ Cuore d'Abruzzo: 25% PIL agricolo dal Fucino, Il Centro.
  78. ^ Restauro della poppa dell'Elettra, AnnaBenedetti.
  79. ^ Orari e corse ARPA, ARPA.
  80. ^ Partenze da Avezzano-Cotral, Cotral.
  81. ^ Orari e linee SCAV, SCAV autolinee.
  82. ^ Regolamento dei consigli di circoscrizione e di frazione, Comune di Avezzano.
  83. ^ Comunità montana Montagna Marsicana, Regione Abruzzo.
  84. ^ Provincia: sede decentrata, Provincia dell'Aquila.
  85. ^ Bacino Liri-Garigliano, Consorzio di bonifica Ovest.
  86. ^ GAL terre aquilane, PoloAgire.
  87. ^ Camera di Commercio - Avezzano, CCIAA L'Aquila.
  88. ^ Del Gusto, pag.90

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Publio Cornelio Tacito, Annales, liber XII, Roma, 49dC.
  • Gaio Svetonio Tranquillo, Le vite de' dodici Cesari , liber I, Divus Iulius, Roma, 119.
  • Muzio Febonio, Historiae Marsorum, Provenienza dell'originale: la Biblioteca Pubblica Bavarese, München, Germania, 1678.
  • Giovanni Battista Rampoldi, Corografia dell'Italia, Antonio Fontana, Milano, 1832.
  • Carlo Afan de Rivera, Progetto della restaurazione dell'emissario di Claudio e dello scolo del Fucino, Cartiera del Fibreno, Isola del Liri, 1836.
  • Edward Lear, Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco, Author/Editor: Edward Lear, Roma 1846.
  • Giuseppe De Luca, L'Italia meridionale o L'antico reame delle Due Sicilie, Kessinger Publishing's Legacy Reprint Series, Napoli, 1860.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.
  • Andrea Di Pietro, Catalogo dei Vescovi della Diocesi dei Marsi (seguendo cataloghi del Febonio e dell'Ughelli), edizioni Kirke, Avezzano, 1872.
  • Berardino Jatosti, La storia di Avezzano, Tipografia Marsicana-Magagnini, Avezzano, 1876.
  • Johannes Jørgensen, Civita d'Antino, il terremoto del 1915 nella Marsica, Svendborg, Copenaghen, 1915.

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Brogi, Il santuario ed il castello di Pietraquaria nella Marsica, Ist. Grafico Tiberino, Roma, 1954.
  • J.R.Mertens, L'Antiquité Classique, Belgian Archaeology, Bruxelles/Roma, 1955.
  • Tommaso Brogi, Frammenti degli statuti antichi della università di Avezzano, Ist. Graf. Tiberino, Roma, 1960.
  • Giovanni Pagani, Avezzano e la sua storia, Tipografia Abbazia di Casamari, 1968.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi", ed. Cisalpino-Goliardica, Milano, 1975.
  • AA.VV., Fucino, cento anni, 1877-1977, Abruzzo Press editore, L'Aquila, 1977.
  • AA.VV., Il Fucino, storia di un lago senz'acqua, Silvana editoriale, Milano, 1977.
  • Walfrido Del Tillano, Zopito Di Tillio, Abruzzo nel tempo, Costantini editore, Pescara, 1978.
  • Tommaso Brogi, La Marsica antica, medioevale e fino all'abolizione dei feudi, A.Polla, Avezzano, 1979 (ristampa 1981).
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Historica. Scriptores 34), Hannover, 1980.
  • Tommaso Brogi, Dagli angioini fino alla abolizione dei feudi, Studio bibliografico A. Polla, Avezzano, 1981.
  • AA.VV., Abruzzo nel Novecento, Didattica Costantini editore, Pescara, 1984.
  • Bruno Vespa, Arnaldo Panecaldo, Marsica 1915, Edizioni Fotogramma, Roma, 1984.
  • Walter Cianciusi, Profilo di storia linguistica della Marsica, BPM editrice, Avezzano, 1988.
  • Federico Del Gusto, Marsica. Viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Stefano Lustri, Avezzano sparita, Roma, 1988.
  • Raffaele Santoro, Dati Archivio di Stato, Direzione Generale Archivio, Roma, 1988.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica, Tivoli, 1990.
  • Ugo Maria Palanza, Avezzano, guida alla storia e alla città moderna, Centro Studi Marsicani, Avezzano, 1990.
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