Scontrone

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Scontrone
comune
Scontrone – Stemma Scontrone – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Eliana Schipani (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°44′54″N 14°02′25″E / 41.748333°N 14.040278°E41.748333; 14.040278 (Scontrone)Coordinate: 41°44′54″N 14°02′25″E / 41.748333°N 14.040278°E41.748333; 14.040278 (Scontrone)
Altitudine 1.038 m s.l.m.
Superficie 21,36 km²
Abitanti 585[1] (31-12-2012)
Densità 27,39 ab./km²
Frazioni Villa Scontrone
Comuni confinanti Alfedena, Barrea, Castel di Sangro, Montenero Val Cocchiara (IS), Roccaraso
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066094
Cod. catastale I543
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti scontronesi
Patrono San Giovanni e Paolo (patroni Scontrone)
Madonna del Carmelo (patrono Villa Scontrone)
Giorno festivo 26 giugno (Scontrone)
16 luglio (Villa Scontrone)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scontrone
Posizione del comune di Scontrone all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Scontrone all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Scontrone è un comune italiano di 585 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

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Il sito geografico su cui è posto Scontrone risulta geologicamente interessante per le notizie che offre a partire dal periodo miocenico. Indagini condotte dall’Università di Firenze e dalla Soprintendenza Archeologica di Chieti, hanno portato alla scoperta di resti di fauna diversa da quella finora conosciuta per il Miocene italiano, ma che rivela tuttavia affinità con la fauna pliocenica del Gargano. Nel periodo sannita e poi romano le vicende del territorio di Scontrone sono strettamente legate a quelle di Aufidena. Durante i lavori di costruzione della strada che collega Alfedena a Scontrone, nel maggio del 1877, vennero alla luce alla periferia di Alfedena, in contrada Consolino, alcune tombe italiche dotate di ricchi corredi funebri che portarono alla scoperta di una vasta necropoli. Dopo le guerre sannitiche si registra una progressiva espansione delle popolazioni peligne, alleate dei romani, verso sud e quindi in direzione del corso del Sangro, il quale costituirà in seguito un costante punto di riferimento per le divisioni territoriali che si formeranno a seguito delle invasioni barbariche. In particolare il corso del fiume diventa la linea di confine fra i ducati longobardi di Benevento, cui è ascritta Scontrone, e di Spoleto. Le incursioni dei Saraceni, particolarmente audaci e cruente durante il X sec., provocano la fuga delle popolazioni, organizzate in insediamenti sparsi denominate ville, verso le alture. Sorgono così castelli e centri fortificati, fenomeno sociale ben messo in evidenza nel Chronichon Vulturnensis.

Le elevate montagne che proteggono il territorio di Scontrone hanno da sempre influito sullo sviluppo dell’economia e della cultura del popolo che lo abitano.

Nel tardo medioevo, nelle immediate vicinanze soggiornò quel Frà Pietro Angelerio che tornò diversi anni dopo, col nome di Papa Celestino V. A Scontrone è praticato il culto a San Michele Arcangelo che sostituisce quello pagano di Ercole. Con la diffusione del cristianesimo ad Ercole, nel ruolo di divinità prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale, subentrò l’Arcangelo Michele. Nella devozione popolare, egli fu rappresentato come un giovane santo-guerriero, uccisore del dragone, cioè debellatore delle forze maligne. In sostanza, dunque, anch’egli un eroe cultuale come l’Ercole precristiano.

La strettissima analogia iconografica che collega le due divinità dimostra come nella religiosità popolare abruzzese il culto di Ercole si sia conservato pressoché intatto, semplicemente subentrando nella nuova cornice rituale cristiana e trasferendo sull’Arcangelo Michele gli attributi propri della divinità precedente, infatti, l’iconografia rimarrà simile.

L’origine del toponimo, alquanto incerta fino a pochi anni fa, è stata di recente ben messa in luce dall’Istituto di Glottologia dell’Università di Chieti. Si tratta probabilmente di un antroponimo di origine germanica, probabilmente longobarda, dato il culto locale per S. Angelo, indicante possessore del territorio e cioè ex Guinterio, Squinterio con formazione dell’aggettivo prediale Squinteriano ed infine Squintrione.

Durante i terribili anni della seconda guerra mondiale Scontrone e i suoi abitanti si trovano proprio sulla Linea Gustav, la linea del fronte che separava l’esercito tedesco da quello anglo-americano. Scontrone è stato duramente colpito dai terremoti, a partire da quello del 3 novembre 1706 fino al più recente dell’11 maggio 1984, che ha avuto come epicentro l’Alto Sangro ed ha provocato danni ingenti in tutta l’area del Parco Nazionale. Tuttavia il paese ha saputo guarire subito le ferite causate dall’ultimo sisma ed oggi appare nella sua veste consueta.

Sito paleontologico di Scontrone[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro di Documentazione Paleontologico è dedicato al sito fossilifero situato a circa 1180 metri s.l.m. sulle pendici del Monte Greco, posto a nord dell’abitato di Scontrone.

Il sito, scoperto nel 1991, si caratterizza per l’eccezionale presenza di ossa e denti di vertebrati terrestri concentrati in calcareniti e marne del Tortoniano inferiore (Miocene superiore), databili attorno a 10 milioni di anni fa.

I reperti fossili di Scontrone appartengono prevalentemente a resti di artiodattili primitivi e a rettili, quali coccodrilli e tartarughe palustri. Sono inoltre presenti un antico parente dell'attuale lontra marina ed un insettivoro gigante.

I resti si sono accumulati in ambienti di pianura costiera, canale di marea, palude e laguna periodicamente soggetti a tempeste, in condizioni di clima caldo umido subtropicale. Il particolare ambiente di deposizione e le condizioni venutesi a creare dopo il seppellimento hanno favorito la conservazione e successiva fossilizzazione dei resti ossei.

La fauna di Scontrone è molto bizzarra, ma non è unica. Una compagine molto simile, seppure più recente, fu rinvenuta negli ultimi anni ’70 dello scorso secolo nel Gargano, in Puglia. È dunque lecito parlare di una comunità apulo-abruzzese. I componenti senz’altro più curiosi di questa fauna sono gli artiodattili. Tutti i ruminanti di Scontrone e del Gargano appartengono alla famiglia degli oplitomericidi. I fossili del Gargano appartengono al genere Hoplitomeryx, quelli di Scontrone al genere Scontromeryx. Questa famiglia si distingue da altri artiodattili sia per il fatto che alcuni dei suoi rappresentati avessero il cranio munito di cinque corna (da cui il nome del genere, che significa infatti "ruminanti armati"), sia per alcune singolari saldature tra le ossa dei loro arti posteriori. Nel corso degli anni sono state recuperate moltissime ossa di oplitomericidi, fra le quali numerose mandibole, denti isolati, frammenti di cranio ed altre parti dello scheletro. Il campione, al momento, attesta la presenza di sei diverse specie, che hanno la caratteristica di condividere molti tratti morfologici, pur essendo nettamente differenziate in termini di struttura dentaria e proporzioni degli arti. Le sei specie sono dunque derivate da uno stesso ceppo progenitore, ma esprimono anche l’adattamento ad ambienti diversi, relativamente ampi, compresi in un’area abbastanza estesa.

La presenza di tartarughe palustri e di coccodrilli conferma la presenza di acqua, sia dolce che salmastra, e di un clima caldo umido subtropicale. Alcuni frammenti di guscio di tartaruga appartengono a Mauremys, un genere attualmente estinto in Italia, ma che sopravvive ancora nelle penisole Iberica e Balcanica, nonché in aree extraeuropee. L'ultima scoperta, di grandissimo valore scientifico, è quella di due denti di insettivoro gigante primitivo, Deinogalerix freudenthali. Deinogalerix significa “Porcospino terribile”.

L’insieme delle informazioni paleontologiche e geologiche indica che le faune terrestri abbiano colonizzato l’area provenendo dall'Europa centrale, passando dai Balcani ed infine raggiungendo l'antica terra apulo-abruzzese attraverso una striscia di terra temporaneamente emersa tra la Dalmazia, le Tremiti ed il Gargano, nel tardo Oligocene cioè circa 29 milioni di anni fa. La presenza, durante il Miocene superiore, di ungulati ed insettivori simili in Abruzzo e in Puglia porta a ipotizzare l'esistenza di una antica terra emersa apulo-abruzzese.

Ma i diversi adattamenti espressi da tutte queste specie indicano che la bioprovincia apulo-abruzzese era caratterizzata da condizioni ambientali molto varie e/o che fosse un arcipelago formato da ampie isole.

Il Centro di Documentazione “Hoplitomeryx” nasce per valorizzare e divulgare le conoscenze scientifiche acquisite dalle ricerche condotte nel giacimento paleontologico. La prima esposizione risale al 2003. Nel 2006 la struttura museale è stata rinnovata negli spazi espositivi, dotata di una postazione multimediale dove è possibile approfondire i temi illustrati nel museo e arricchita con un diorama di grande suggestione che ricostruisce gli antichi ambienti miocenici di Scontrone.

Nel 1993 il sito è stato dichiarato di particolare interesse scientifico e vincolato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai sensi della ex Legge 1089/39 oggi D.Lgs. 42/2004.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Patrizia Melone lista civica sindaco
2011 in carica Ileana Schipani lista civica sindaco

Gemelaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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