Capistrello

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Capistrello
comune
Capistrello – Stemma Capistrello – Bandiera
Vista di Capistrello
Vista di Capistrello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Antonino Lusi (Partito Democratico) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)Coordinate: 41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)
Altitudine 734 m s.l.m.
Superficie 60,97 km²
Abitanti 5 419[1] (31-12-2010)
Densità 88,88 ab./km²
Frazioni Corcumello, Pescocanale
Comuni confinanti Avezzano, Canistro, Castellafiume, Filettino (FR), Luco dei Marsi, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale 67053
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066020
Cod. catastale B656
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Capistrellani
Patrono Sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capistrello
Posizione del comune di Capistrello all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Capistrello all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Capistrello è un comune italiano di 5.419 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo situato a 737 m s.l.m. Dal capoluogo di Regione dista circa 60 km, da Roma circa 110 Km..

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente è situato al confine tra la Marsica e la Valle Roveto e fa parte della Comunità Montana Valle Roveto. È tuttavia incluso da sempre nella Diocesi dei Marsi. Per questa sua strategica posizione è da sempre ritenuta "terra di passaggio", una terra che mette in comunicazione il versante tirrenico con l'area fucense, attraverso la moderna SS 690 e la Statale 82 della Valle del Liri[2]. Capistrello sorge ai piedi del Monte Cotento a circa 100 km ad est di Roma e circa 110 km ad ovest di Pescara[3]. in un valico valico che divide in due l'Alta Valle del Liri: a nord-ovest la Valle di Nerfa ed a sud-est la Valle Roveto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La posizione geografica ha una conformazione particolare visto che si sviluppa lungo tutta una strettoia compresa tra la delimitazione della catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, che delimita l'alta valle del fiume Liri, e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense (da qui probabilmente deriva il nome stesso della città, capistrum = cavezza, a capo della stretta[4]. Capistrello è incastonato tra i Piani Palentini (in cui scorrono le acque del fiume Imele e del torrente Rafìa e in cui sono tuttora visibili alcuni resti dell'acquedotto di epoca romana Angizia), oltre al versante abruzzese dei Monti Simbruini e la Valle del Liri: in cui scorrono per ben 120 km le acque dell'omonimo fiume che andrà poi a sfociare nel Golfo di Gaeta (Mar Tirreno) dopo aver confluito le proprie acque con quelle del fiume Gari in prossimità di Sant'Apollinare (Frosinone). E' così che si forma il Garigliano (o Liri-Garigliano) che per i 38 km restanti delineerà, con il suo percorso, i confini naturali tra Lazio e Campania. Il Liri ha una bacino idrografico di 4.140 km² e una portata che raggiunge in alcuni tratti anche i 50m³/s. Il Comune è diviso in vari rioni (Ricetto, Camerata, Le Giorgìe, Baracche, Stazione, Santa Barbara, Polveriera, Casali, Pisciacotta, Giberghe, Collalto) e gli abitanti sono denominati capistrellani. Confina a Nord-Ovest con Tagliacozzo e la frazione di Villa San Sebastiano, a Nord con Scurcola Marsicana e la frazione di Cappelle dei Marsi, a Ovest con Castellafiume, a Sud-Ovest con Filettino (noto per le recenti intenzioni di diventare Principato), a Sud con Canistro (noto per la produzione dell'Acqua Santa Croce) e la frazione di Canistro Superiore, a Sud-Est con Luco dei Marsi e per finire a Est con Avezzano e la frazione di Cese dei Marsi. A dividere Avezzano e Capistrello c'è il Monte Salviano (quota 1.000 metri circa Slm) e il suo Convento dei Frati Cappuccini dedicato alla Madonna di Pietraquaria. Sul monte Salviano, dal 1999, è stata istituita una Riserva naturale di 722 ha in cui è possibile ammirare alcune delle più notevoli specie di flora e fauna presenti sul territorio. Da Capistrello, poi, ha inizio la Serra Longa, un lungo massiccio calcareo che scende in direzione sud-est fino al valico di Forca d'Acero, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, passando per Collelongo e Villavallelonga. Con i suoi 2003 metri s.l.m. il Monte Cornacchia è la vetta più alta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Capistrello è caratterizzata da inverni freddi ed estati miti, con medie delle temperature minime piuttosto basse tutti i mesi dell’anno. La temperatura media annua infatti è di 10,75 °C con una media di 91 gelate annue. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,3 °C e i più caldi sono a pari merito luglio e agosto con 20,0 °C. La temperatura massima più alta mai registrata a Capistrello da una stazione meteorologica ufficiale è di addirittura 42,0 °C, mentre la più bassa mai registrata è di – 20,0 °C. Il paese, come buona parte della Marsica, è infatti soggetto a intense gelate in occasione di irruzioni di aria fredda. La piovosità storica è di circa 1091.3 mm annui distribuiti in 95 giorni con precipitazioni. La stagione più piovosa è l'autunno, seguito dall'inverno e dalla primavera, quando possono verificarsi copiose nevicate, mentre d'estate cadono mediamente 125 mm di pioggia in 15 giorni piovosi. Il limite massimo di accensione degli impianti di riscaldamento è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome molto probabilmente deriva dalla posizione “a capo della stretta” (dal latino capistrum) ma, nonostante ciò, sono numerose le ricostruzioni etimologiche che non hanno fondamento. Ad esempio secondo una leggenda il nome deriva dal latino “Caput Castrorum” (ossia “Capo degli Accampamenti” in età Romana) come raffigurato nello stemma della città. L'area presa in esame non presenta attualmente resti o manufatti della più antica storia dell'uomo marsicano, ma solo testimonianze derivanti dall'esame dei tre insediamenti conosciuti dell'Alta Valle del Liri, risalenti all'età dei metalli: le Grotte Cola I e Cola II di Petrella Liri (scoperte nel 1877 dal famoso antropologo Giustiniano Nicolucci ed esaminate più accuratamente nel 1965 da Antonio Mario Radmilli) e l'insediamento di “Le Fosse” presso Civitella Roveto. La presenza dell'uomo nella Marsica e nella Valle Roveto può essere tuttavia definita molto più antica, probabilmente già dal Paleolitico Inferiore, visto il ritrovamento di schegge laminari di tipo proto-levalloisiano a pochi km da Capistrello. Intorno ai 150.000 anni fa, nel Paleolitico Medio, è certa l'esistenza di cacciatori neandertaliani che, provenienti dalla costa tirrenica, si inoltravano sino alla zona lacustre alla ricerca di grosse prede. Numerose invece sono le testimonianze della presenza umana nella Valle del Liri. All'età del bronzo è invece attribuibile l'insediamento di “Le Fosse” di Civitella Roveto, scoperto recentemente durante degli scavi per la costruzione di una cava, che veniva forse utilizzato da una comunità pastorale appenninica stanziatasi sul Lago del Fucino e praticante una transumanza stagionale[5]. È certo che l'età del bronzo segnò il consolidarsi di alcune forme di potere all'interno dell'insediamento ormai stabile ed organizzato: appaiono, infatti, nelle sepolture marsicane di questo periodo alcune armi in bronzo ed utensili ad impasto rinvenuti presso l'antico insediamento “Civita di Fossa Rotonda” di Capistrello (conservati nel Museo Universitario di Chieti)[6]. Il territorio comprende una parte dei Piani Palentini che il 23 agosto 1268 furono teatro della famosa Battaglia di Tagliacozzo combattuta tra i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo I d'Angiò. Proprio questa battaglia, citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno , XXVIII canto, vv. 16-18), rappresenta l'ultimo atto della potenza sveva in Italia.

La storia dei Cunicoli di Claudio[modifica | modifica wikitesto]

A Capistrello ci sono anche i famosi Cunicoli di Claudio, realizzati circa duemila anni fa dall'Imperatore Claudio, che costituirono per l'epoca un'opera di ingegneria idraulica di eccezionale importanza (e ancora oggi è ritenuta tale). L'opera ha, infatti, una valenza di altissimo interesse storico, naturalistico e archeologico. Nel territorio del Comune di Capistrello, si trova l'emissario Claudio, il terminale dei cunicoli (con base di partenza ad Avezzano) che avevano come obiettivo quello di far defluire le acque del Lago Fucino nel Fiume Liri. L'apertura dell'emissario Claudiano, i cui lavori furono avviati nel 41 d.C., avvenne verso al metà del 52 d.C., ma le acque smisero di defluire alla fine del 55 d.C. per la scarsa manutenzione e la sospensione dei lavori di scavo del canale che riceveva le acque. L'emissario si ostruì (probabilemnte anche a causa di un terribile terremoto) e divenne rapidamente inefficiente e a nulla valsero i successivi tentativi di restauro condotti dall'imperatore Federico II di Svevia. In seguito ci fu il tentativo del principe Colonna con l'aiuto di vari Comuni, ma i lavori non furono portati a termine per mancanza di fondi. Il prosciugamento definitivo divenne realtà grazie al principe Alessandro Torlonia, il 9 agosto 1862, quando scattò l'apertura delle barriere benedette dal Vescovo dei Marsi e l'acqua iniziò il deflusso verso la galleria e il fiume Liri. Il 1º ottobre 1878 gli ingegneri del Genio Civile, Basilari e Bertocchi, scrissero nella loro relazione: “la grande opera di prosciugamento del Fucino è ultimata”[7].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Feudo di Crescenzo, nel XII secolo, Capistrello divenne subito sede dell'Esattore della Gabella del Passo. Nel XVI secolo il barone Pompeo Colonna tolse molte terre ai monaci e trasportò a Capistrello la Bagliva di Civitella. Ricopriva, dunque, un ruolo centrale, favorito dalla presenza dell'unica strada che la Marsica aveva all'epoca, quella cioè che proveniva da Napoli passando per Sora e Cassino. Nonostante ciò l'importanza strategica di Capistrello apparve fondamentale solo verso la fine del Settecento, in occasione dell'invasione francese del meridione: infatti fu proprio in quella circostanza che la gendarmeria proveniente da Avezzano, si precipitò alla frontiera capistrellana per cercare di respingere l'offensiva francese. E fu ancora nella zona di Capistrello che operarono le bande sanfediste di Ermenegildo Piccioli, di Padre Domizio Iacobucci e di Michele Pezza duca di Cassano (soprannominato Fra Diavolo), tallonate dai soldati del colonnello Cavaignac. Nell'Ottocento, Capistrello fu visitata per ben due volte da un Sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, venuti ad osservare l'imboccatura dell'Emissario claudiano.

L'Età Contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Brigantaggio[modifica | modifica wikitesto]

Qualche anno dopo l'inaugurazione della strada Avezzano-Sora (avvenuta nel 21 agosto 1854), tutta la zona circostante Capistrello, come tutta la Valle Roveto, fu martoriata dagli scontri tra briganti, truppe borboniche e soldati piemontesi. Furono le giornate della fine dell’ottobre 1860 per Valle Roveto e per la Marsica le più terribili di quell’anno, carico di avvenimenti. Solo dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie, guidato da Luigi Scotti Douglas, ad opera di Enrico Cialdini, comandante delle truppe piemontesi, subentrò in tutti la certezza della fine dei Borboni e della prossima liberazione di città e paesi e, di fatto, della compromissione delle sorti militari del Regno delle Due Sicilie. E caddero nello stesso tempo, ad una ad una, anche le speranze dei legittimisti e degli antiunitari in battaglia contro l'invasore piemontese. Ci si avvicinava con gioia all’Unità della Patria.

Terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Alle ore 7.52.48 (dato dell’INGV) del 13 gennaio 1915 anche Capistrello fu colpito e danneggiato gravemente dallo spaventoso terremoto della Marsica di magnitudo 7.0 della scala Richter e XI della Scala Mercalli che uccise quì 93 persone. Nel resto della Marsica molto più gravi furono le perdite, circa 30.000 morti su una popolazione di 120.000 unità, praticamente il 25% dei marsicani morì sotto le macerie. Il terremoto sterminò addirittura alcuni paesi come Frattura (Scanno), in cui persero la vita tutti i 120 abitanti.

I martiri di Capistrello[modifica | modifica wikitesto]

Molto più tragica è la storia recente di Capistrello. La prima vicenda avvenne il 20 marzo 1944, quando Piero Masci (un giovane diciottenne del luogo) prima di essere fucilato fu trucidato e seviziato dai tedeschi “giungendo al punto di strappargli i testicoli ed il pene” (come recita il rapporto del Comandante della Stazione dei Carabinieri). Ciò avvenne per il semplice fatto che aveva rubato un pacchetto di sigarette e della cioccolata al maresciallo tedesco che ospitava in casa sua. Mentre alcuni mesi dopo, il 4 giugno per la precisione, trenta pastori locali fuggiti sulle montagne capistrellane con il loro bestiame per scampare alle atrocità della guerra vennero catturati, imprigionati e poi fucilati alla nuca uno ad uno nel Piazzale della Stazione. Due giorno dopo, il 6 giugno, veniva ucciso Fernando Stati, semplicemente perché sospettato di partigianeria. Questa è la sconvolgente storia dei “33 martiri di Capistrello”. Il 23 settembre dello stesso anno, il cantoniere Ricci Mario fu freddato con una scarica di fucile mitragliatore da un militare tedesco per il semplice fatto che obiettò con un bisbiglio scherzoso «tra non molto li farò vedere agli Inglesi» alla richiesta della pattuglia di esibire i documenti. Per via di questi nefasti avvenimenti nel 25 maggio 2004, l'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi insignì il Comune di Capistrello della Medaglia d'Oro al Merito Civile[8].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

« l'aggrovigliata tipologia dell'abitato medioevale tutto a saliscendi è quasi integro »
((Emma Pomilio)[9])
  • Resti dell'acquedotto romano di Angizia
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova: XII secolo
  • Chiesa della Madonna della Contra: con facciata seicentesca
  • Chiesa di Santa Barbara: XVIII secolo
  • Sbocco dell'Emissario dei cunicoli di Claudio: costruzione di notevole ingegneria idraulica di età romana
  • Officina Idroelettrica Casa Torlonia: XVIII secolo
  • Palazzo Lusi: con mura di cinta e torretta-rompitratta angolare (scarpata alla base) trecentesche
  • Fortezza di Girifalco o Castrum Paleariis: con puntone avanzato e torre sommitale trecenteschi
  • Complesso Italico e Medievale di Collalto
  • Chiesa di Sant'Angelo: con lastre del pulpito e campanile duecenteschi
  • Palazzo De Pontibus-Vetoli: con affreschi cinquecenteschi, portale tardogotico e arcature quattrocentesche e torre sghemba duecentesca
  • Torrione cilindrico sommitale rinascimentale: quattrocentesca
  • Chiesa di Sant'Antonio a Corcumello: con portale rinascimentale
  • Chiesa di San Nicola: con facciata ed elegante portichetto cinquecentesco e pulpito duecentesco
  • Momumento ai “33 martiri di Capistrello”
  • Civita di Fossa Rotonda: centro fortificato safino con santuarietto italico-romano
  • Antico borgo di Corcumello
  • Borgo di Pescocanale

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale Capistrellano (Domenica successiva al martedì Grasso)
  • Celebrazione Festa della Liberazione e Commemorazione dei “33 martiri di Capistrello” (25 aprile)
  • Pellegrinaggio presso la Chiesa dell'Eremo di Santa Maria del Monte (ogni domenica di maggio)
  • Fiera (8 maggio)
  • Celebrazione Festa della Repubblica (2 giugno)
  • Sagra dei “Ranati” (4 giugno)
  • Partita del Cuore: Juventus Club vs Milan Club (10 giugno)
  • Memorial Calcistico “Arterio Scatena” (11-12-13 giugno)
  • Festa Patronale in onore di S. Antonio da Padova (11-12-13 giugno)
  • Gara ciclistica “Città di Capistrello” (13 giugno)
  • Corpus Domini (giugno)
  • Rassegna Folkloristica Internazionale Agorà '81 “Città di Capistrello” (16-17 luglio)
  • Festival Arzibanda "Musica - Teatro - Arte" since 1997 (21-22-23-24 luglio)
  • Festa della Montagna o Festa delle Fragole (Prima domenica di agosto)
  • Gara Podistica “Cross Country Palentino” (14 agosto)
  • Pellegrinaggio con Fiaccolata Notturna e Festa in onore della Madonna dell'Assunta (14-15 agosto)
  • Festa Patronale in onore di San Rocco da Montpellier (16 agosto)
  • Festival Internazionale della Fisarmonica “Città di Capistrello” (Fine agosto)
  • Fiera (8 ottobre)
  • Sagra della Cococcia (Sabato sera in prossimità dell'11 novembre)
  • Accensione Albero di Natale (8 dicembre)
  • Arzibanda Winter (26-27-28 dicembre)
  • Assegnazione “Giglio d'Oro” (Fine dicembre)

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di 5.419 abitanti è suddivisa in 2.138 nuclei familiari ed è composta da 2.638 maschi e 2.781 femmine: di cui il 67% compresa tra i 15-64 anni, il 21% superiore ai 65 anni, ed il restante 12% tra i 0-14 anni.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'età media della popolazione è di 43,2 anni e il reddito medio è pari a 8.936 €. La folta colonia albanese e bengalese rappresentano, insieme agli altri stranieri regolarmente residenti, il 5,8% della popolazione. Il tasso di natalità relativo all'anno 2010 è 9,8 ed è il 5º più alto in Abruzzo. Sono 1144 i celibi, 1445 i coniugati, 12 i divorziati e 53 i vedovi, mentre sono 949 le nubili, 1377 le coniugate, 8 le divorziate e 414 le vedove. Secondo le statistiche ISTAT è il terzo comune con la più alta percentuale di coniugati (51,6%) nella Provincia di L'Aquila. Lo precedono Luco dei Marsi e Pratola Peligna, ed è anche il terzo comune con il minor numero di divorziati (0,5%) nella Regione Abruzzo. Lo precedono Sant'Omero (TE) e Celano[10].

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Occupazione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente risultano presenti sul territorio del comune 24 attività industriali con 71 addetti, pari al 9,31% della forza lavoro occupata, 108 attività di servizio con 181 addetti (23,72%), altre 134 attività di servizio con 320 addetti (41,94%) e 29 attività amministrative con 191 addetti (25,03%). Indicativamente sono oltre 800 gli individui occupati, pari a circa il 15-20% del numero complessivo di abitanti del comune.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Capistrello ci sono le frazioni di Pescocanale e Corcumello. Pescocanale, è la frazione più popolosa. Il paese è posto su di un'altura rocciosa (“Pesco”) a quota 692 metri Slm, sovrastante una strettotia del corso del Liri (“Canale”) ed è rivolto verso la Valle Roveto, di cui costituisce il primo insediamento urbano. Il fosso di Rianza, a nord-ovest del paese, costituiva in età romana il confine tra i municipi di Antinum (attuale Civita d'Antino) e quello di Alba Fucens. Oggi, come pure dall'epoca medievale, delinea il confine tra la Diocesi dei Marsi e la Diocesi di Sora. Il Parco fluviale "Rianza" è una delle zone più belle della Valle Roveto: un angolo di paradiso dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Corcumello è caratteristico ed assai antico. posto a quota 744 metri s.l.m. controlla lo sbocco fucense della strada antica che dalla Valle di Nerfa (tramite Pagliara dei Marsi e il Valico di Girifalco) scende verso i Piani Palentini. La struttura attuale del paese risale all'alto medioevo. La sua origine ha radici italiche, quando su "Collalto" era sito un insediamento marso o equo (un antico centro fortificato della prima età del ferro, "ocres" in lingua safina locale; "oppida" e "castella" in Latino). Il nome attuale deriva dal feudatario normanno Roberto da Corcinella, che nella prima metà del X secolo dominava il territorio. Ben cinque chiese e i resti di un'abbazia benedettina fanno intuire il ruolo di primo piano che Corcumellum (nome medievale) ebbe nel passato della zona. Molto suggestiva la Chiesa di San Nicola ed il palazzo-castello De Pontibus. Oggi, dopo la forte emigrazione degli anni passati, restano circa 200 abitanti dai quasi 2.000 del primo dopoguerra. Altre località sono Cupone e Colle Amico.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport più popolare è sicuramente il calcio e la squadra principale della città è l'US Capistrello 1948, che in questa stagione milita per la quarta volta nella sua storia nel campionato di Eccellenza, ossia il quinto livello del calcio italiano. L'altra squadra di calcio è la Virtus Capistrello 2005 che invece milita nel Campionato di Seconda Categoria abruzzese. Sono numerose le squadre locali che disputano tornei a livello amatoriale. Oltre al calcio c'è una società podistica Polisportiva Atletica Capistrello (organizzatrice negli anni '90 del prestigioso Cross Country dei Casali), la squadra ciclistica dell'ASD Audax Capistrello e una società di volley femminile. Poi ci sono alcune palestre in cui è possibile praticare karate, taekwondo, kick-boxing e arti marziali. Negli ultimi tempi sono nate le società di Calcio a 5 e di Rugby, rispettivamente US Capistrello C5 e Capistrello Rugby.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Capistrello è raggiunta dalla linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca, inaugurata a tratte tra il 1884 e il 1902 e lunga 79 km. Il territorio municipale è servito da 3 stazioni:

La gestione degli impianti è affidata a RFI, controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), mentre il servizio ferroviario è assicurato da Trenitalia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Piccolo centro della Marsica, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale fu oggetto della cieca ed efferata rappresaglia delle truppe tedesche in ritirata che trucidarono trentatré suoi concittadini inermi e fucilarono, dopo una straziante tortura, un giovane diciannovenne. Fulgido esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»
— Capistrello, 4 giugno 1944

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1996 2006 Paolo De Meis Partito Democratico Sindaco
2006 2010 Alberto Scatena lista civica Sindaco
2010 in carica Antonino Lusi Partito Democratico Sindaco

Persone legate a Capistrello[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ http://www.caputfrigoris.it/rete-meteo/capistrello/descrizione.htm
  3. ^ http://www.comune.capistrello.aq.it/jsps/87/MenuDestro/88/Il_paese/90/Dove_siamo.jsp
  4. ^ http://www.comune.capistrello.aq.it/jsps/87/MenuDestro/88/Il_paese/89/Storia.jsp
  5. ^ http://www.fabriziolombardi.altervista.org/storia.htm
  6. ^ http://www.museo.unich.it/
  7. ^ http://www.archeomedia.net/parchi-archeologici/35634.html
  8. ^ http://www.comune.capistrello.aq.it/jsps/87/MenuDestro/88/Il_paese/89/Storia.jsp
  9. ^ http://www.imarsi.it/capistrello/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=20
  10. ^ http://www.comuni-italiani.it/066/statistiche/
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Capistrello Storia Arte Archeologia di Giuseppe Grossi e Fulvio D'Amore, 2000, p. 342.
  • Giustizia Negata di Antonio Rosini, 1998 e ristampa 2005, p. 192.
  • Profili di un dissesto economico-finanziario di Antonino Lusi, 2009, p. 365.
  • L'eremo di Santa Maria del Monte di Mario Di Domenico con introduzione di Vittoriano Esposito, 2004, p. 362.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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