Traforo del Monte Bianco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Traforo T1
Traforo del Monte Bianco
Traforo T1 Italia.svg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regioni Valle d'Aosta Valle d'Aosta (Italia Italia)
Rodano-Alpi Rodano-Alpi (Francia Francia)
Dati
Classificazione Autostrada
Inizio Courmayeur
Fine Chamonix
Lunghezza 11,6[1] km
Data apertura 1965[1]
Percorso
Strade europee Italian traffic signs - strada europea 25.svg

Il traforo del Monte Bianco (in francese, tunnel du Mont-Blanc) è un tunnel autostradale che collega Courmayeur, in Valle d'Aosta (Italia), a Chamonix, nel dipartimento francese dell'Alta Savoia, congiungendo la regione Rodano-Alpi alla Valle d'Aosta. Queste due comunità hanno in comune importanti legami socio-linguistici e il fatto di fondare il loro sviluppo economico su di un turismo legato ad un territorio montano unico al mondo.

È stato costruito congiuntamente tra Italia e Francia; i lavori di costruzione ebbero inizio nel 1957 e terminarono nel 1965, l'anno dell'apertura. Il traforo è costituito da una galleria unica a doppio senso di circolazione e rappresenta una delle maggiori vie di trasporto transalpino.

La parte italiana, nella rete autostradale, è classificata come traforo T1[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Entrata dal lato francese

La sua lunghezza è di 11,6 km. La parte più lunga si trova in territorio francese: 7.640 m, contro i 3.960 m in territorio italiano. L'altitudine è di 1.381 m sul versante italiano, ai piedi del ghiacciaio della Brenva, mentre raggiunge a metà galleria i 1.395 m, per scendere poi ai 1.271 m sul versante francese, ai piedi del ghiacciaio dei Bossons.

Il piano stradale del tunnel non è orizzontale, ma di forma convessa per facilitare il deflusso dell'acqua. Rispetto alla frontiera, il traforo passa esattamente sotto la verticale (l'aplomb) de l'Aiguille du Midi, dove lo spessore di copertura granitica raggiunge i 2.480 m, misura record per le gallerie autostradali e ferroviarie.

Entrata dal lato italiano

La sua altezza è di 4,35 m e la sua larghezza di 8 m (2x3,5 m per le corsie, e 2x0,5 m di passaggio laterale). Il raddoppio del tunnel, già progettato, non è mai stato realizzato per l'opposizione degli abitanti delle valli interessate, preoccupati per un eccessivo aumento della circolazione dei camion e del conseguente inquinamento[3]. Per una questione di sicurezza, successiva soprattutto all'incidente verificatosi nel 1999, il limite di velocità è stato posto a 70 km/h ed è rigorosamente vietato il sorpasso.

È rimasto per lungo tempo il traforo autostradale più lungo al mondo.

Dal 1965 al 2007 vi sono transitati 56 milioni di veicoli, con una media giornaliera che negli ultimi anni si aggira a poco meno di 5.000.

Dalla riapertura del tunnel, avvenuta nel 2002 dopo gli ammodernamenti seguiti all'incendio del 1999, la gestione dell'impianto è stata affidata ad un soggetto unico, la GEIE-TMB, sotto il controllo e la supervisione di commissioni ministeriali italiane e francesi[4].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del traforo del Monte Bianco.

Ecco le varie fasi dei lavori che portarono alla realizzazione del traforo del Monte Bianco:

  • 1946: nel mese di maggio l'ingegnere Dino Lora Totino, con il progetto riveduto ed aggiornato dall'ingegner Vittorio Zignoli, dà inizio ai lavori per il traforo della galleria.
  • 1949: viene firmato un accordo tra le autorità italo-francesi con l'intento di proseguire l'opera.
  • 1953, 14 marzo: viene firmata a Parigi una convenzione internazionale per la realizzazione e la gestione del tunnel sotto il Monte Bianco. Questo atto sarà ratificato dai rispettivi parlamenti: in Francia nel 1954, mentre in Italia nel 1957.
  • 1957, 1º settembre: viene costituita Società italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco. In Francia si costituisca la S.T.M.B (Société du tunnel du Mont Blanc), che diverrà poi nel 1996 A.T.M.B (Autoroutes et tunnels du Mont Blanc).
  • 1959, 8 gennaio: gli italiani danno il via ai lavori, affidati a Società italiana per Condotte d'Acqua di Roma.
  • 1959, 30 maggio: i lavori iniziano anche sul versante francese.
  • 1962, 5 aprile: due valanghe travolgono le casette provvisorie adibite ad alloggio per gli operai. Ne muoiono 3. L'alpinista Gigi Panei guida i soccorsi e riesce a salvare l'operaio Giuseppe Chiricoccoli rimasto sotto la neve per diverse ore.
  • 1962, 14 agosto: gli operai delle due imprese che effettuano i lavori si incontrano abbattendo l'ultimo diaframma. Il traforo è perfettamente riuscito: sull'asse stradale lo scarto sarà inferiore ai 13 cm.
  • 1965, 16 luglio: Il presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat e il presidente della Repubblica francese Charles De Gaulle, inaugurano il tunnel.
  • 1965, 19 luglio: il tunnel viene aperto alla circolazione.
  • 1973: sul versante francese viene aperta la prima sezione dell'autostrada Autoroute Blanche.
  • 1978: è installata una rete di telecamere di sorveglianza, una ogni trecento metri; la capacita di alimentazione dell'aria nel Tunnel è portata a 900 m3 al secondo.
  • 1980: il sistema di aerazione viene migliorato ulteriormente.
  • 1990: nel quadro di un piano pluriennale di modernizzazione, sono messi in opera: una terza generazione di video sorveglianza con trasmissione dei dati tramite fibre ottiche; la creazione di una rete di 18 rifugi pressurizzati, uno ogni 600 m e delle nicchie di sicurezza ogni 100 m; la sostituzione di alcuni elementi di sicurezza: estintori, gruppi elettrogeni, posti d'allarme.
  • 1997: installazione di un nuovo sistema antincendio con avvio di un piano di studi per la realizzazione di un apparato di rilevamento automatico degli incidenti, la gestione tecnica centralizzata dell'equipaggiamento di sicurezza e una nuova segnaletica con pannelli a messaggio variabile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda del Tunnel sul sito del Governo Francese
  2. ^ A pag. 8
  3. ^ (FR) Association pour le Respect du Site du Mont Blanc
  4. ^ (FR) Sito ATMB

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]