Marisa Sannia

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Marisa Sannia
Marisa Sannia al Festival di Sanremo 1970
Marisa Sannia al Festival di Sanremo 1970
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Folk
Pop
Periodo di attività 1966-2008
Etichetta Fonit-Cetra, CGD, EMI Italiana, CBS, NAR International
Album pubblicati 7
Studio 7
Sito web

Marisa Sannia (Iglesias, 15 febbraio 1947Cagliari, 14 aprile 2008) è stata una cantautrice e attrice italiana. Nota per alcuni successi di musica leggera negli anni sessanta, è stata interprete di canzoni d'autore, attrice e ha poi iniziato una ricerca artistica che l'ha portata a diventare un'apprezzata cantautrice in lingua sarda. È stata conosciuta anche con il soprannome "La gazzella di Cagliari".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marisa Sannia iniziò la sua carriera musicale nei primi anni sessanta, da voce femminile di un gruppo amatoriale (I Principi) e seconda classificata in un concorso musicale a Iglesias (1965), senza peraltro interrompere la sua attività di giocatrice di basket, prima nella Karalis (da cui arriva alla Nazionale italiana che partecipa ai Campionati Europei Juniores del 1965, in Bulgaria), poi nel Cus Cagliari, dove buona parte della Karalis era convogliata e con cui ancora giocò nel 1970, quando la squadra venne promossa al campionato nazionale di serie A e arrivò quarta assoluta alle finali di Pisa della Coppa Italia. Di ritorno dagli Europei in Bulgaria, venne intervistata da Radio Sardegna presso la quale, ancora studentessa di ragioneria all'istituto Martini di Cagliari, ottenne l'invito a formarsi professionalmente come speaker, tenendo la prima trasmissione - un'edizione del "Gazzettino Sardo", il radiogiornale locale - nel marzo 1966; la rinuncia all'incarico, dopo poco tempo, é conseguente alla vincita di un concorso nazionale Rai per voci nuove, con oltre tremila concorrenti, che le permise di ottenere un contratto discografico quadriennale dalla Fonit Cetra.

Al concorso, il suo talento venne notato dal giurato Sergio Endrigo, con cui stabilisce uno speciale rapporto destinato a durare per tutto il resto della vita, e Luis Enriquez Bacalov; i due compongono per lei il pezzo d'esordio discografico Tutto o niente, promuovendo la sua partecipazione, nell'autunno del 1966, all'edizione di quell'anno di Canzonissima (titolo Scala reale). Prima della fine dell'anno, la Sannia lanciò anche un altro brano composto da Endrigo, Una cartolina (Una tarjeta postal, nella versione per il Sud America, 1968), canzone natalizia che si guadagnò un buon numero di passaggi radiofonici e alla televisione (Veglia di Natale, 24 dicembre 1966). Con la canzone Lo sappiamo noi due, che era stata proposta, fra l'altro, in uno special per la trasmissione televisiva Giovani (5 aprile 1967) e aveva fatto da titolo a un'altra musicale dedicata a Torino (3 luglio), la Sannia partecipò anche all'edizione successiva di Canzonissima (titolo Partitissima), quando, peraltro, era stata già rivelata dalla seconda edizione di Settevoci (1966-1967), in cui, vincendo per diverse settimane le competizioni canore fra giovani cantanti sulle quali la trasmissione televisiva si basava, compresa l'ultima, quella che sanciva il vincitore assoluto (2 luglio 1967), riscosse particolare successo, imponendo all'attenzione del grande pubblico, insieme alla sua voce dolce ed intensa, la sua figura snella, aggraziata e moderna, col caratteristico caschetto di capelli chiari e le treccine ai lati (presto abbandonate) a incorniciarle il volto, da perfetta teenager dell'epoca. Il basket, comunque, continuava a rimanere nei pensieri della Sannia: "Mi dessero da scegliere - dichiarò in un'intervista del novembre 1966 al Radiocorriere TV, che le dedica la copertina - fra il diventare una cantante famosa, oppure la miglior cestista d'Europa, ... sceglierei la pallacanestro". Importante, nell'ascesa della cantante, risultò anche l'affermazione conseguita al Festivalbar dell'estate 1967, dove, con Sarai fiero di me (Esteras orgullosa de mi, nella versione per il Sud America, 1968), già presentata nel televarietà Diamoci del tu (3 aprile 1967) e in seguito riproposta anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia (sezione Gondola d'Argento), si classificò terza nel girone Giovani e vinse il premio della critica discografica. Proprio la notorietà ricevuta dalle gare canore come dalle trasmissioni televisive e radiofoniche, dalle copertine come dai servizi delle riviste illustrate (in ''Sogno'' apparì anche in un fotoromanzo a puntate, "Proposta", insieme al gruppo musicale I Giganti), le consentì di recitare nel ruolo di protagonista, sempre nel 1967, in due musicarelli, entrambi comprendenti la canzone Sarai fiero di me: I ragazzi di Bandiera Gialla, ispirato al primo programma radiofonico in Italia dedicato esclusivamente alla musica giovanile, che contribuisce al conseguimento della Maschera d'Argento per la categoria "Giovani Star", e Stasera mi butto, al fianco di Giancarlo Giannini. A fare da contorno ai personaggi della Sannia, nei due film, attori della notorietà di Nino Taranto, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Riccardo Garrone, l'esordiente Enrico Montesano, e, fra i musicisti, Rocky Roberts, Lola Falana, Lucio Dalla, Patty Pravo, Equipe 84, Mal e The Primitives, un giovanissimo Renato Zero. Malgrado il discreto successo di pubblico dei film, il ricordo di quelle prime esperienze cinematografiche, a leggere un'intervista del 2005 per il Corriere della Sera, non fu positivo per la cantante.

È il 1968 l'anno che segna l'esplosione della popolarità della Sannia, non più legata al solo pubblico giovanile o alla Sardegna, che la elesse subito a simbolo della crescita modernizzatrice in cui era allora coinvolta, quando, dopo avere partecipato al Marché International du Disque et de l'Edition Musicale di Cannes, si classificò seconda al Festival di Sanremo con Casa bianca, composta da Don Backy e cantata in coppia con Ornella Vanoni, che venderà oltre 500.000 copie, venendo inserita nella colonna sonora del film "Alfredo Alfredo", di Pietro Germi. Nell'estate del medesimo anno, rilancia Non é questo l'addio, già incisa insieme a Sono innamorata (ma non tanto), proponendo anche Io ti sento, brano composto da Armando Trovajoli per la colonna sonora del film di Dino Risi Straziami, ma di baci saziami, e Colpo di vento, sigla finale del programma televisivo Ciao mamma. La Sannia é compresa, insieme ad Adriano Celentano, Don Backy, Caterina Caselli, I Giganti, fra i rappresentanti della nuova musica italiana che partecipano al cinevarietà a colori Beat Day, regia di Luciano Emmer, annunciato dalla Rai al MIPTV Marché International de Programmes de Télévision (Cannes, marzo 1968). Diventò nel contempo la testimone pubblicitaria, anche televisiva, di una nota azienda dolciaria dell'epoca, a cui rimase legata per qualche anno. Sempre nel 1968, Marisa Sannia pubblicò il suo primo album a 33 giri, comprendente 10 brani. Non mancarono, prima e dopo il passaggio alla casa discografica CGD (1969), altri 45 giri di successo come Una donna sola, Una lacrima, La playa/E se qualcuno s'innamorerà di me, La finestra illuminata, La compagnia, composta da Carlo Donida e Mogol, ripresa nel 1976 da Lucio Battisti e poi nel 2007 da Vasco Rossi, lanciata anche in Francia (Tu reviendras) con una speciale promozione televisiva, Io darei la vita mia, L'amore è una colomba, tradotta in francese, spagnolo e giapponese, La mia terra, Com'è dolce la sera stasera, La Primavera, malgrado l'ostentata distanza della Sannia da velleità carrieristiche ("il successo, quello che riempie le pagine dei giornali, non me lo auguro nemmeno... E mi contento: sono padrona di me stessa, ciò che desidero di più é arrivare, ma non come cantante, bensì come donna"; Radiocorriere TV, maggio 1969). Numerose, fra la fine dei sessanta e i primi anni settanta, le partecipazioni della Sannia alle manifestazioni canore, come alle già citate Canzonissima, fra il 1968 e il 1973, e Mostra Internazionale di Venezia (1968, 1969, 1971), Una Canzone per l'Europa a Lugano, nel 1969, Festival di Varadero a Cuba e Expo'70 a Osaka, entrambi nel 1970, Festival di Spalato, nel 1971, e nuovamente Sanremo nel 1970, nel 1971 e nel 1984, presentando in tali occasioni molte delle canzoni sopra nominate. Nel suo repertorio, di facile ascolto in molti dei suoi brani più noti, la Sannia non mancò comunque di sperimentare la canzone pop d'autore, talvolta anche a scapito del successo, cosa che la porterà a incidere brani, oltre che di Endrigo, a cui dedicò il suo secondo album (Marisa Sannia canta Sergio Endrigo e le sue canzoni, 1970), e Bacalov, di Vecchioni, De Gregori, Lauzi, Minghi, de Moraes, De Angelis e altri. Grazie alla sua avvenenza, poi, la Sannia ebbe modo di apparire in numerose riviste illustrate anche in veste di indossatrice e fotomodella. Nel frattempo, si sposò mediante rito civile a Cagliari, nel settembre 1969, trasferendosi provvisoriamente a Roma (dal matrimonio nascerà una figlia, nel dicembre 1976, sempre a Cagliari). Trovò anche il tempo, finalmente, di tornare allo sport giocato, in una partita valevole per i quarti di finale di Coppa Italia di pallacanestro femminile fra Drago Messina e Cus Cagliari (25 gennaio 1970).

Nei primi anni settanta, percependo il graduale esaurimento della sua stagione canora più fortunata, la Sannia si dedicò anche al teatro, partecipando a due musical ("opere-folk", vennero chiamate dal loro ideatore, Tony Cucchiara, conosciuto dalla cantante ai tempi di Settevoci) di notevole successo, Caino e Abele, 1973, trasmesso dalla RAI nell'aprile 1974, e Storie di periferia, 1975, che girarono in numerose località italiane. Dal punto di vista discografico, é il momento dell'interesse per il tema infantile, da cui scaturisce sia la partecipazione, di nuovo sotto l'ala protettrice di Sergio Endrigo, all'album L'Arca (1973), una raccolta di canzoni di Vinicius de Moraes, di cui interpreta i brani Il gatto e Il pinguino, sia un 33 giri, sempre del 1973, di canzoni tratte dai film di Walt Disney, intitolato Marisa nel Paese delle Meraviglie. Teatro e infanzia compensano, in questi anni, l'insofferenza crescente della cantante per l'industria della canzone, proprio nel momento in cui si avvertivano i sintomi di un netto cambiamento nei gusti musicali di massa, sempre più determinati dalle nuove generazioni. "Non ho mai sacrificato niente al pubblico, e non lo farò mai", affermò nel 1973 in un'intervista al settimanale ''''Gente''''. E ancora, in un'altra intervista a ''''Tv Sorrisi e Canzoni'''' (1976), dichiarando di non credere alla felicità e rivendicando la propria individualità contro ogni costrizione sociale, comprese quelle familiari: "La vita é mia, e basta".

Nel 1976 la Sannia pubblicò la sua prima raccolta come cantautrice, composta durante la gravidanza, con accenni introspettivi a una vicenda personale allora in cerca di una nuova identità, intitolata La pasta scotta. La nascita della figlia é l'occasione propizia che convince la Sannia a rinunciare alla ribalta, fatta eccezione per una trasmissione di Radio Sardegna di cui é la co-conduttrice (Ore 11.30, con Paolo Pillonca, 1977).

All'inizio degli anni ottanta, la ritroviamo recitare in un ruolo minore nello sceneggiato televisivo George Sand, accanto a Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer e Paola Borboni, e fra i danzatori del film di Pupi Avati Aiutami a sognare. Il 1984 é l'anno del poco soddisfacente ritorno a Sanremo con Amore amore, che le permise comunque di partecipare a qualche rievocazione televisiva della musica del passato, a cui, però, seguì un lungo periodo di lontananza dalle scene.

Nel 1993 il ritorno pubblico alla musica con un disco in lingua sarda nel quale musicò i versi di Antioco Casula, alias Montanaru, poeta sardo attivo nella prima metà del Novecento, dal titolo Sa oghe de su entu e de su mare, con il quale conseguì il "Premio Silanus" 1994. Di lì a poco, anche il ritorno al teatro (1994-95) con Albertazzi nella ripresa del fortunato Memorie di Adriano - Ritratto di una voce, regia di Maurizio Scaparro, avvicendando un'altra cantante sarda, Maria Carta, presente nelle prime edizioni dello spettacolo.

Nel 1997 incise il nuovo disco Melagranàda, in collaborazione con lo scrittore bilingue Francesco Masala, in una raccolta tratta dall'opera Poesias in duas limbas. ll brano "Bellita bellita", da lei composto, venne inserito nella colonna sonora del film di Piero Livi Sos laribiancos/I dimenticati (1999). Nel 2002 partecipò a Canzoni per te, concerto organizzato dal "Premio Tenco", e al relativo disco in tributo a Sergio Endrigo, interpretando Mani bucate.

Nel 2003 uscì la terza raccolta in lingua sarda, Nanas e janas, con parole e musiche inedite scritte dalla stessa Sannia. Questa nuova ricerca poetica e musicale è riassunta nel recital Canzoni tra due lingue sul cammino della poesia, presentato in importanti rassegne italiane ed estere come "La Notte dei Poeti" all'anfiteatro romano di Nora, al Festival di Taormina e nell'ambito della rassegna "Roma incontra il mondo". Nel gennaio 2006 prese parte al concerto in ricordo dell'appena defunto Sergio Endrigo, intitolato "Ciao Poeta" e raccolto in un apposito cd/dvd, interpretando "La rosa bianca" e "Come stasera mai".

Nel 2007, Marisa Sannia partecipò al Festival "Mille e un Nuraghe", IV edizione, a Perfugas, dove propose poesie di Antioco Casula e Francesco Masala, una prosa lirica di Giulio Angioni (Il mare) e in anteprima alcuni brani del suo ultimo lavoro discografico che verrà pubblicato postumo. Durante il concerto venne accompagnata al piano e alla chitarra dall'arrangiatore Marco Piras.

L'ultimo suo lavoro, pubblicato postumo e distribuito Felmay - Egea distributions nel novembre 2008 (con un'anteprima al "Premio Tenco"), é Rosa de papel, dedicato alla vita e alla poesia di Federico García Lorca. Si tratta di una raccolta di 12 canzoni, particolarmente cara alla cantante, che traspone in musica alcune liriche del periodo giovanile del poeta spagnolo. Tra le canzoni della raccolta, oltre "Rosa de papel", "El nino mudo", "Laberytos y espejos", "Aguila de los ninos".

Marisa Sannia ha all'attivo moltissime partecipazioni in lavori di altri artisti e alcune sue composizioni sono state interpretate anche in Spagna dalla cantante Ester Formosa. Come autrice ha vinto, nel 1997, il Festival della Canzone d'Autore per Bambini (“Bimbo Star”), categoria Ragazzi, col brano Stella che non brilla.

Stroncata da un male improvviso, Marisa Sannia morì il 14 aprile 2008. Nell'agosto dello stesso anno, venne conferito alla sua memoria il riconoscimento del premio "Maria Carta". Nel settembre del 2009 l'artista Maria Lai ha dedicato alla figura della Sannia, di cui era amica, un evento speciale presso il piazzale della Stazione dell'arte a Ulassai, con il coinvolgimento del marito e della figlia della cantante[senza fonte].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Sannia Marisa
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Marisa Sannia

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