Don Backy

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Don Backy
Don Backy a Canzonissima
Don Backy a Canzonissima
Nazionalità Italia
Genere Pop, Rock
Periodo attività 1960 - in attività
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Etichetta Clan Celentano, Amico, CGD, RCA Italiana, Ciliegia Bianca
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Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 13
Studio 12
Live 1
Raccolte
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Sito ufficiale
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Don Backy, pseudonimo di Aldo Caponi (Santa Croce sull'Arno, 21 agosto 1939), è un cantautore e attore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Gli inizi

Inizia a strimpellare la chitarra da ragazzino, dopo aver visto al cinema, nel 1956, il film "Senza tregua il rock and roll", in cui Bill Haley canta, accompagnato dal gruppo dei Comets, "Rock around the clock": Comincia quindi a cantare il genere con il gruppo dei "Golden Boys" (lavorando di giorno come impiegato in una conceria di pellami), usando il nome d'arte di "Agaton" e, ben presto, a comporre canzoni, finché nel 1960 incide il suo primo 45 giri, registrato a Roma e autoprodotto, contenente le canzoni "Volo lontano" e "Solo con te" col nome di "Agaton e i Pirati". Le 100 copie sono acquistate direttamente da lui.

Qualche mese dopo si reca a Torino, dove incide (questa volta con il gruppo de "Golden boys", che hanno mutato il nome in "Kiss"), il secondo 45 giri - ancora autoprodotto - con un brano di Alberto Senesi, "Bill Haley rock" e una versione di "Non arrossire" di Giorgio Gaber cantata a due voci - stile Everly Brothers - con Alberto, il fantastico vocal-chitarrista del gruppo.

L'anno successivo è quello decisivo per la carriera di Don Backy: scrive una ballata che racconta la storia del suo amico Franco, il quale è scappato di casa con la sua ragazza, Wally, su una musica che ricorda molto le atmosfere western, assolutamente inusuale in quel periodo, ed intitola il brano "La storia di Frankie Ballan".

Il giovane Aldo crede fino in fondo a questa canzone: si reca a Torino per inciderla in un terzo 45 giri autoprodotto (questa volta il nome usato è Kleiner Agaton), riservando il lato B a "Mi manchi tu", un brano scritto a 4 mani con Alberto. (insieme ai 2 precedenti, è uno dei 3 dischi di Agaton più cari d'Europa, tra i collezionisti). Poi, come si usava all'epoca per i dischi autoprodotti, lo spedisce in giro a discografici e produttori, e tra essi a Adriano Celentano.
Il m° Detto Mariano - all'epoca aiutante di campo di Alessandro Celentano (fratello di Adriano) ascolta il disco, ne rimane colpito e lo fa sentire per telefono ad Adriano, che proprio in quel periodo sta fondando la sua casa discografica, il Clan Celentano - dopo essersi staccato dalla Jolly che ha pubblicato i suoi dischi fino a quel momento - e sta cercando nuovi artisti da lanciare: Celentano boccia la canzone e il cantante. Detto Mariano non si arrende: è sicuro che quel ragazzo ha "stoffa".
Dopo alcuni giorni quindi, porta il 45gg. nuovamente all'ascolto di Adriano stavolta sul suo impianto personale, ricevendone però un nuovo rifiuto.
Solo la curiosità spinge Milena (all'epoca fidanzata di Adriano Celentano, ed in seguito moglie di Fausto Leali, oltre che cantante in proprio) - arrivata subito dopo nello studio del fidanzato - a riascoltare il disco, rimanendone entusiasta. Celentano si convince allora dell'originalità del brano e del cantante, quindi lo fa contattare dal fratello con una lettera raccomandata. Il ragazzo si presenta emozionatissimo a casa di Adriano a Milano (il molleggiato è già un nome di rilievo nella musica leggera italiana), riuscendo comunque ad essere scritturato.

I membri già facenti parte del Clan (Ricki Gianco, Guidone, lo stesso Adriano)decidono che il nome non va bene, né tantomeno lo pseudonimo di Agaton, e dopo una serie di proposte e controproposte confuse e divertite, opta per "Don Backy". È nato ufficialmente il Clan (Marzo 1962). L'etichetta decide di farlo partecipare al primo Cantagiro del 1962 con la canzone "La storia di Frankie Ballan". Sul retro del disco, viene posto "Il Fuggiasco", che non è altro che "Mi manchi tu" con il testo cambiato, riscritto da Luciano Beretta.

[modifica] I primi successi

Il Cantagiro si conclude per Don Backy al settimo posto della classifica, che vede big ed esordienti scontrarsi per proseguire verso la finale. Un risultato di rilievo per un esordiente. Il disco "La storia di Frankie Ballan", è l'unico - insieme a quello di Celentano - che riscuote un buon successo di vendite, nei confronti degli anonimi 45gg. di Gianco e Guidone. I Fuggiaschi diventa il nome del suo gruppo.

L'anno successivo ripartecipa alla stessa manifestazione con il brano "Amico", e - anche in questo caso - riscuote un lusinghiero successo di vendite entrando nelle classifiche. Partecipa al film Il monaco di Monza, con Totò, per la regia di Sergio Corbucci in cui, insieme a Celentano nei panni di due frati, canta la sua canzone "La carità", retro di "Amico".
Altro successo di quell'anno è l'irriverente Ho rimasto - che crea scandalo per l'errore grammaticale contenuto nel testo - seguito l'anno dopo da Io che giro il mondo (per il terzo anno di seguito al Cantagiro). Sempre nel 1964 recita nel film Super rapina a Milano, di cui ha scritto il soggetto insieme a Celentano: sul set di questo film conosce la giovane attrice Liliana Petralia, che diventerà sua moglie.

Don Backy scrive anche testi per altri autori del Clan: sulla musica di "Stand by me" racconta la storia di una ragazza non vedente, e la canzone "Pregherò" diventa un grande successo di Celentano; per Ricky Gianco scrive il testo di "Tu vedrai", sulla musica di "Don't play that song", che viene lanciata quale seguito di "Pregherò" e diventa un successo di Gianco.
Il 1964 è l'anno di Cara (è la scintilla che lo conurrà verso un "io interiore" ancora misconosciuto). Ed infatti, viene seguita nel 1965 dal brano "L'Amore", giudicata da lui come la canzone che gli apre definitivamente il suo mondo di "cantainventore". Il 1966 è la volta di Serenata, brano scherzoso, assolutamente nelle corde del Don Backy irriverente verso le mode. Dopodiché I Fuggiaschi si staccano da lui per dedicarsi ad una loro carriera autonoma, e Don Backy forma un altro gruppo, La Banda.

Nel 1967 è al Festival di Sanremo in coppia con Johnny Dorelli con una delle sue canzoni più belle e più famose, L'immensità ripresa subito da Mina, da Milva e oggi (reincisa dai Negramaro e in Spagna e paesi latini, da Monica Naranjo, che ne fanno un personale successo). Segue il grande trionfo con Poesia, nello stesso anno.
E sempre in quell'anno escono due film, I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini e Banditi a Milano di Carlo Lizzani, ed il libro "Io che miro il tondo", pubblicato da Feltrinelli (primo cantautore ad aver pubblicato un romanzo). Prende parte, inoltre, al 15° Festival della Canzone Napoletana 1967 con il brano di Salerno e Lombardi "E facimmoce a croce", eseguito in abbinamento con Ettore Lombardi, che trova gran successo.

[modifica] La separazione dal Clan

L'anno dopo abbandona il Clan Celentano, per problemi legati alle royalties effettive pagategli sui dischi venduti: le versioni di questa vicenda sono divergenti, ma nel 1974, Celentano addivenne a una transazione, considerate le prove inconfutabili presentate da Don Backy. (Il tutto è raccontato nel libro & fotografico, "Questa è la storia...", recentemente pubblicato, cui farà seguito nel prossimo ottobre/novembre, il volume & fotografico "Storia di altre storie...")

Il cantautore toscano, avrebbe dovuto partecipare quell'anno al Festival di Sanremo con il suo brano: "Canzone", cantata da lui e da Milva. Ornella Vanoni si è infatuata della sua canzone "Casa bianca", e la pretende per il festival. Don Backy non può accontentarla, perchè un compositore - a quel tempo - non poteva presentare più di un brano al festival. Il Clan trova l'escomotage di far presentare la documentazione riguardante Casa Bianca, facendola firmare da un prestanome - tale Eligio La Valle - che accetta dietro compenso. La firma dell'autore del testo (Don Backy) viene falsificata da Detto Mariano. Questa la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza di Don Backy, già abbondantemente colmo dalla vicenda delle royalties non pagate. La situazione precipita e così Celentano gli impedisce di partecipare come cantante al Sanremo.

La sua Canzone sarà interpretata proprio da Adriano Celentano, che, vendicandosi di quello che lui reputa il tradimento di un amico, la canta stonando volutamente, fingendo di dimenticarsi le parole, e con un tono distratto e svagato che non rende giustizia al brano, uno dei più celebri e belli di Don Backy; nonostante ciò la canzone arriva terza, grazie soprattutto a Milva, e "Casa bianca" si classifica seconda. Il giorno successivo, il quotidiano "La Notte" titola in prima paginaL: "DON BACKY VINCE SENZA CANTARE".

L'artista toscano prontamente fonda una sua casa discografica, chiamandola ironicamente Amico (con palese riferimento a Celentano), facendo uscire un 45 giri con "Canzone" e sul lato B "Casa bianca": il Clan pubblica un altro 45 giri con la versione di "Canzone" usando il provino che Don Backy aveva inciso in precedenza, e tutto ciò, unito al 45 giri cantato da Milva e a quello di Celentano, fa sì che nello stesso periodo ci siano ben 4 dischi con la stessa canzone. La versione di Don Backy risulta di gran lunga la più venduta e raggiunge il I° posto nella hit parade).
La vicenda prosegue in tribunale: Celentano denuncia Don Backy per aver rotto il contratto, e Don Backy a sua volta lo denuncia per inadempienze varie nel pagamento delle royalties (ampiamente provate da documenti inseriti nel libro "Questa è la storia...").

[modifica] La carriera continua

Don Backy si rifà l'anno dopo con Un sorriso, in coppia con Milva, che vince la prima serata e si classifica terza a Sanremo 1969 riscuotendo un buon successo di vendite, che continua negli anni successivi con Cronaca nel 1970 e con Bianchi cristalli sereni, presentata al Festival nel 1971 (e di cui inciderà una versione anche Claudio Baglioni)anche in spagnolo.

Continua anche la carriera d'attore, per Gian Luigi Polidoro in Satyricon e di nuovo con Lizzani per Barbagia; chiude nel frattempo la Amico e firma il nuovo contratto per la CGD, dove resta per due anni per poi passare alla RCA Italiana e infine, dopo altri due anni, fondare una sua nuova etichetta, la Ciliegia Bianca.
Scrive quindi nel 1971 una delle sue canzoni più famose, "Sognando", che racconta la storia di un disgiato mentale, che riscuote un grande successo nell'interpretazione di Mina nel 1976. La cantante inserisce in un 45 giri, un altro brano di Don Backy, "Nuda", che viene censurato per il testo. Nel 1974 interpreta, per la regia di Mario Bava, il ruolo di Bisturi, giovane criminale nevrotico in Cani arrabbiati, sfortunata pellicola psico-poliziottesca.

Nel 1981 la sua "Importa niente" diventa la sigla di Domenica In di quell'anno.

[modifica] Altre attività di Don Backy

Con il passare degli anni Don Backy si è un po' allontanato dalle scene musicali, dedicandosi ad altre attività: nel 1980 ha pubblicato a fumetti il suo personale "L'Inferno" in 12 cerchi e 3.200 versi in quartine dalle rime alternate. nel 1980 è stato protagonista nella commedia musicale "Teomedio" di Fabio Storelli, e in "Marco Polo", di Conte e Luzzati, per le quali ha scritto le musiche e le canzoni. Nel 1984 ha disegnato "Clanyricon", storia del Clan a fumetti (pubblicata però solo nel 2002).

Ha partecipato poi a vari programmi televisivi di revival musicale, come "C'era una volta il festival" e "Una rotonda sul mare" per Canale 5.

Nel 2000 compare in una scena del film Pane e tulipani, diretto da Silvio Soldini, nel ruolo di sé stesso, cantando il brano "Frasi D'Amore, 1969).

Nel 2004, dopo anni di lontananza dal video, partecipa al reality show La talpa, ma viene eliminato alla prima puntata nell'interrogatorio (il questionario in cui i due nominati, uno dal pubblico e uno dal gruppo dei concorrenti, devono descrivere chi secondo loro era la talpa) da Karim Capuano.<

Nel 2006 tiene una serie di lezioni sulla musica per il progetto universitario Rai Nett1, l'università a distanza.

Don Backy è l'autore della prefazione, del nuovo libro del giornalista e scrittore Gian Carlo Padula, dal titolo Dio non è morto, l'altro volto di Francesco Guccini.

Il 16 febbraio 2009 Don Backy scatena una polemica al programma "L'Arena".

Il 16 maggio partecipa con successo alla trasmissione "Ti lascio una canzone" in onda su RAIUNO duettando con Mario Scucces.

[modifica] Discografia

[modifica] 33 giri

[modifica] 45 giri

Don Backy è inoltre presente con "Voglio dormire" nell'EP contenente anche Ciao Ragazzi (A. Celentano), Sono un fallito (G. Santercole), Chi ce l'ha con me (A. Celentano), pubblicato su etichetta "Ciao Ragazzi", cat. ACC-SP-25002 e nel 45 giri edito dalla Clan Celentano cat. ACC 24033, intitolato "Due treccioline con l'elastico" ed interpretato in coppia con Milena Cantù (La Ragazza del Clan). Sul retro "Il ragazzo della via Gluck" interpretato dal Trio del Clan.

[modifica] Filmografia

[modifica] Bibliografia

  • Don Backy - Io che miro il tondo - Feltrinelli - 1967
  • Don Backy - Cielo 'O Connors & Franz il Guercio, soci a Parigi - Leti - 1970
  • Don Backy - Radiografia a un pupazzo di neve - Giardini - 1974
  • Don Backy - C'era una volta il Clan (memorie di un juke box, '55-'69) - Edizioni Ciliegia Bianca, Roma, 2001
  • Don Backy - Questa è la storia... Memorie di un juke box - Coniglio Editore, Roma, 2007
  • "Dizionario della canzone italiana", di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed. Curcio, 1990; alla voce Don Backy, di Ernesto Bassignano e Felice Liperi, pagg. 575-576, ed alla voce Celentano Adriano, di Nicola Sisto, pagg. 338-340,
  • Sergio Cotti - Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle" - Editori Riuniti', Roma, 2007
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