Paola Borboni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« La più grande qualità. Ridere sempre degli altri. E di se stessi. »
(Paola Borboni)
Paola Borboni nel 1926

Paola Borboni, all'anagrafe Paolina (Parma, 1º gennaio 1900Bodio Lomnago, 9 aprile 1995), è stata un'attrice italiana.

È stata una delle presenze storiche del teatro italiano, con una carriera lunghissima, cominciata nel 1916 e conclusasi pochi mesi prima della sua morte, nel 1994. Ha partecipato anche a molti film, ha lavorato in radio ed è comparsa spesso in televisione, ma il suo vero mondo era il teatro, come lei stessa ha sempre ammesso.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque nel quartiere Golese di Parma (allora comune a sé stante), il primo giorno del 1900, una data particolare che la portava tra ironia e compiacimento a definirsi "la prima attrice del secolo". Donna dall'ego potente, di mente vivacissima e di spirito libero, la Borboni può essere considerata, per il suo essere tutt'uno con il teatro e il recitare, il contraltare femminile di Vittorio Gassman, che peraltro era di oltre vent'anni più giovane.

Figlia d'arte (suo padre era impresario lirico), cominciò a calcare le scene giovanissima. Esordì già a 16 anni nella compagnia teatrale di Alfredo De Sanctis[1] e a diciotto anni era già prima attrice in compagnia. Per una decina d'anni interpretò esclusivamente ruoli brillanti, grazie anche all'ottimo aspetto e ad una disinvoltura sorprendente per l'epoca. Nel 1925 recitò a seno scoperto, interpretando il personaggio della sirena protagonista nella pièce Algamarina di Carlo Veneziani; trattandosi del primo nudo nel teatro italiano, lo scandalo fu enorme.

Maturando, passò a ruoli più complessi e drammatici. Fra il 1933 e il 1942 è primattrice per due stagioni con Ruggero Ruggeri (con il quale torna a lavorare ancora nel 1949), e nel 1934 mette su una propria compagnia, alla quale sacrifica anche i propri gioielli personali. In quell'anno chiede e ottiene anche udienza con Benito Mussolini, per poter mettere in scena la commedia Tovarich di Jacques Deval, censurata dal regime.[2] Nel 1942 ha già recitato di tutto, da Marco Praga a Rosso di San Secondo a D'Annunzio a Shaw.

Ma la sua grande passione è Pirandello, che recita per 6 anni, in tre diverse compagnie, finanziandone una, fra l'altro, con i proventi di una rivista (Mani in tasca e naso al vento di Galdieri, in scena nel 1939, con Odoardo Spadaro), e a Pirandello è tornata fino alla fine, con Io e Pirandello della stagione 1991-1992 e l'ultimo Berretto a sonagli del 1994. Paola Borboni ha calcato tutte le scene d'Italia ed è stata attrice assolutamente completa:

Paola Borboni si spense il 9 aprile del 1995, in una casa di riposo a Varese, stroncata da un ictus.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Paola Borboni, in compagnia del marito Bruno Vilar

Nel 1972, settantaduenne, si sposò con Bruno Vilar, poeta e attore di quarantadue anni più giovane. Il 23 giugno 1978 ebbero un tragico incidente d'auto, in seguito al quale Vilar morì e lei fu costretta alle stampelle a vita e a diradare la sua brillante carriera artistica.

È sepolta a Parma, al Cimitero della Villetta all'ingresso del reparto San Pellegrino, nella tomba di famiglia con le sorelle Anna (1901-1982), Elena (1904-1984) e il vecchio zio Giuseppe. Paola Borboni amava molto la sua terra, alla quale rimase affezionata per tutta la vita. Amava parlare il tipico dialetto parmigiano ed allietare parenti ed amici con stornelli e barzellette nel dialetto locale.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Riguardo alla sua apparizione in scena a seno scoperto in Alga Marina del 1925, primo nudo teatrale in Italia, lei stessa affermò nel 1989 che, nonostante l'epoca alle soglie del fascismo, gli scandali che seguirono non comportarono la chiusura della compagnia, perché le sue nudità erano delle forme gentili, da lei simpaticamente definite "proposte" e non volgari forme fisiche.
  • La Borboni ha inciso anche alcuni dischi dove recita poesie e monologhi , tra i titoli si ricorda il 45 giri "Pianto d'avorio" recitato con il marito Bruno Vilar.

Attività cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Paola Borboni ha anche fatto moltissimo cinema (oltre 70 film dal 1918 al 1990), di cui ha sempre dichiarato di ricordare con piacere soltanto: La locandiera di Luigi Chiarini (1944), Gelosia di Pietro Germi, I vitelloni di Federico Fellini (1953) e Per grazia ricevuta di Nino Manfredi (1970). È la spassosissima marchesa nel film cult Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Angelo Musco e Paola Borboni ne Lo smemorato

Doppiatrici[modifica | modifica sorgente]

Nonostante fosse italiana, Paola Borboni fu doppiata da:

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lancia, 2003, op. cit., pag. 44
  2. ^ Enzo Biagi: Io ti saluto, vado in Abissinia, Episodio 5, tratto dalla collana "Cento anni" di Fabbri video, 1993.
  3. ^ Filmato su YouTube

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 262151495