Paola Borboni

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« La più grande qualità. Ridere sempre degli altri. E di se stessi. »
(Paola Borboni)
Paola Borboni nel 1982.

Paola Borboni, all'anagrafe Paolina (Golese, 1º gennaio 1900Bodio Lomnago, 9 aprile 1995), è stata un'attrice italiana.

È stata una delle presenze storiche del teatro italiano, con una carriera lunghissima, cominciata nel 1916 e conclusasi pochi mesi prima della sua morte, nel 1994.

Ha partecipato anche a molti film, ha lavorato in radio ed è comparsa spesso in televisione, ma il suo vero mondo era il teatro, come lei stessa ha sempre ammesso.

Indice

[modifica] Una vita per il teatro

Nacque nel quartiere Golese di Parma (allora comune a sé stante), il primo giorno del 1900, una data particolare che la portava tra ironia e compiacimento a definirsi "la prima attrice del secolo".

Donna dall'ego potente, di mente vivacissima e di spirito libero, la Borboni può essere considerata, per il suo essere tutt'uno con il teatro e il recitare, il contraltare femminile di Vittorio Gassman, che peraltro era di oltre vent'anni più giovane.

Figlia d'arte (suo padre era impresario lirico), cominciò a calcare le scene giovanissima e a diciotto anni era già prima attrice in compagnia. Per una decina d'anni interpretò esclusivamente ruoli brillanti, grazie anche all'ottimo aspetto e ad una disinvoltura sorprendente per l'epoca. Nel 1925 recitò a seno scoperto, interpretando il personaggio della sirena protagonista nella pièce Algamarina di Carlo Veneziani; trattandosi del primo nudo nel teatro italiano, lo scandalo fu enorme.

Maturando, passò a ruoli più complessi e drammatici. Fra il 1933 e il 1942 è primattrice per due stagioni con Ruggero Ruggeri (con il quale torna a lavorare ancora nel 1949), e nel 1934 mette su una propria compagnia, alla quale sacrifica anche i propri gioielli personali.

Nel 1942 ha già recitato di tutto, da Marco Praga a Rosso di San Secondo a D'Annunzio a Shaw.

Ma la sua grande passione è Pirandello, che recita per 6 anni, in tre diverse compagnie, finanziandone una, fra l'altro, con i proventi di una rivista (Mani in tasca e naso al vento di Galdieri, in scena nel 1939, con Odoardo Spadaro), e a Pirandello è tornata fino alla fine, con Io e Pirandello della stagione 1991-1992 e l'ultimo Berretto a sonagli del 1994.

Paola Borboni ha calcato tutte le scene d'Italia ed è stata attrice assolutamente completa:

Paola Borboni si spense il 9 aprile del 1995, in una casa di riposo a Varese, stroncata da un ictus.

[modifica] Vita privata

Paola Borboni, in compagnia del marito Bruno Villar

Nel 1972, settantaduenne, si sposò con Bruno Vilar, poeta e attore di quaranta anni più giovane. Il 28 giugno 1978 ebbero un tragico incidente d'auto, in seguito al quale Vilar morì e lei fu costretta alle stampelle.

È sepolta a Parma, al Cimitero della Villetta all'ingresso del reparto San Pellegrino, nella tomba di famiglia con le sorelle Anna (1901-1982), Elena (1904-1984) e il vecchio zio Giuseppe, soprannominato "Zio Cecchino" poiché nel 1922 durante le barricate antifasciste allestite a Parma, dal suo appartamento di Via Massimo D'Azeglio sparò alla Milizia Fascista facendo saltare una mostrina ad uno squadrista.

Paola Borboni amava molto la sua terra, alla quale rimase affezionata per tutta la vita. Amava parlare il tipico dialetto parmigiano ed allietare parenti ed amici con stornelli e barzellette nel dialetto locale.

[modifica] Curiosità

La Borboni fu la prima persona, e forse l'unica, che riuscì a far parlare il pappagallo della popolare trasmissione televisiva Portobello di Enzo Tortora, nel gennaio del 1982.[1]

Riguardo la sua apparizione in scena a seno scoperto in "Alga Marina" del 1925 (primo nudo teatrale in Italia) Paola Borboni stessa affermò nel 1989 che, nonostante l'epoca alle soglie del fascismo, gli scandali che seguirono non comportarono la chiusura della compagnia perché le sue nudità erano delle forme gentili, da lei simpaticamente definite "proposte" e non volgari forme fisiche.

[modifica] Attività cinematografica

Paola Borboni ha anche fatto moltissimo cinema (oltre 70 film dal 1918 al 1990), di cui ha sempre dichiarato di ricordare con piacere soltanto: La locandiera di Luigi Chiarini (1944), Gelosia di Pietro Germi, I vitelloni di Federico Fellini (1953) e Per grazia ricevuta di Nino Manfredi (1970). È la spassosissima marchesa nel film cult Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

[modifica] Filmografia

[modifica] Film in cui è doppiata

[modifica] Prosa televisiva

Per la RAI:

[modifica] Onorificenze

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Filmato su YouTube

[modifica] Collegamenti esterni

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