Paola Borboni

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« La più grande qualità. Ridere sempre degli altri. E di se stessi. »
(Paola Borboni)
Paola Borboni nel 1926

Paola Borboni, all'anagrafe Paolina (Golese, 1º gennaio 1900Bodio Lomnago, 9 aprile 1995), è stata un'attrice italiana.

È stata una delle presenze storiche del teatro italiano, con una carriera lunghissima, cominciata nel 1916 e conclusasi pochi mesi prima della sua morte, nel 1994. Ha partecipato anche a molti film, ha lavorato in radio ed è comparsa spesso in televisione, ma il suo vero mondo era il teatro, come lei stessa ha sempre ammesso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel quartiere Golese di Parma (allora comune a sé stante), il primo giorno del 1900, una data particolare che la portava tra ironia e compiacimento a definirsi "la prima attrice del secolo". Donna dall'ego potente, di mente vivacissima e di spirito libero, la Borboni può essere considerata, per il suo essere tutt'uno con il teatro e il recitare, il contraltare femminile di Vittorio Gassman, che peraltro era di oltre vent'anni più giovane.

Nel 1916 debutta a Lodi nella commedia dei fratelli Quintero Il fiore della vita per lei appositamente allestita dal padre impresario lirico.

L'anno successivo, dopo aver frequento i corsi di recitazione tenuti da Teresa Boetti Valvassura, entra ufficialmente in arte nella compagnia di Alfredo De Sanctis[1] nel dramma di Salomon Asch Il dio della vendetta.

Dopo avere recitato un anno nella compagnia di Helena Wnorowska diretta da R. Calò , nel 1920 è con Irma Gramatica, e durante la malattia dell'illustre attrice sostiene il ruolo di primadonna.

Dal 1921 al 1930 è prima attrice accanto ad Armando Falconi: sono di questo periodo i trionfi in "Diana al bagno", "Alga Marina" (dove recitò a seno scoperto) e il primo incontro con il teatro di Pirandello come Gasparina in Ma non è una cosa seria.

Nel 1930-31 è in società con Lupi e Pescatori e, nel 1932-34, primattrice con Ruggero Ruggeri.

Nel 1935 intraprende il capocomicato con Piero Carnabucci, per poi tornare nel 1940 con Ruggeri, dopo aver interpretato la rivista di Michele Galdieri Mani in tasca naso al vento accanto a Odoardo Spadaro.

Del 1942 è la memorabile interpretazione in La vita che ti diedi al Teatro Università di Roma, dove raccolse uno straordinario consenso di pubblico e di critica, proponendo coraggiosamente un'opera di Pirandello scritta per Eleonora Duse, criticata dalla stessa attrice e quindi ritirata dall'autore (fu messa in scena nel 1923 con scarso successo da Alda Borelli e mai più riproposta da nessun attore).

Nel 1943 fonda la Compagnia pirandelliana Paola Borboni, e nel 1945 la Compagnia del Dramma insieme a Salvo Randone.

Nel 1947 è a capo di una nuova compagnia pirandelliana Picasso-Borboni.

Nel 1954 le viene assegnato il premio San Genesio per La morale della signora Dulka; nello stesso anno si rivela grande monologhista inventando di fatto un genere teatrale nuovo e segnando una tappa importante nella storia del teatro del novecento italiano, pur riallacciandosi alla tradizione di Ermete Novelli.

Paola Borboni inizia nel 1942 a studiare la possibilità di questo esperimento ma è soltanto nel 1952 che interpreta per la prima volta al teatro Valle di Roma, dopo una novità in tre atti, Donne brutte di Saitta. La mancanza di testi adatti a questo genere provocarono l'attività di numerosi scrittori che realizzarono per la Borboni testi teatrali brevi ma di forte intensità. Il progetto dell'attrice prevedeva la messa in scena di 7 recital formati da 5 testi ognuno, riuscendo però nell'intento solo per cinque (a cui va aggiunto un recital senza titolo, con brani scelti tra quelli di maggior successo).

Primo recital, 1954, Teatro dei Commedianti di Roma, Le Madri; testi di Alvaro, Bacchelli, Landi, Pirandello, Savinio.

Secondo Recital, 1958, Teatro Girolamo di Milano, Donne al crepuscolo; testi di Bacchelli, Buzzati, Terron, Landi, Pirandello, Nicolaj.

Terzo Recital, 1959, Teatro Girolamo di Milano, Fantasia in nero - Le vedove; testi di Bacchelli, Buzzati, Lanza, Terron, Nicolaj.

Quarto Recital, 1962, Palazzo Durini di Milano, Eva per Eva; testi di Terron, Bacchelli, Nicolaj, Landi, Pirandello, Galeazzi.

Quinto Recital, 1968, Teatro Conventino di Mentana, Recital spaziale; testi di Bacchelli, Landi, Pirandello, Nicolaj, D'Asaro, Terron.

Di questi cinque recital restano come preziosa testimonianza due dischi fonografici, incisi dalla Borboni nel 1959-60.

Il poeta Mario Luzi nel 1992 scrive per la Borboni il monologo Paola la commediante: il testo doveva essere rappresentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ma l'attrice, per varie ragioni, non riuscì mai a portare l'opera in scena.

Ma la sua grande passione è Pirandello, che recita per sei anni, in tre diverse compagnie, finanziandone una, fra l'altro, con i proventi di una rivista (Mani in tasca e naso al vento di Galdieri, in scena nel 1939, con Odoardo Spadaro), e a Pirandello è tornata fino alla fine, con Io e Pirandello della stagione 1991-1992 e l'ultimo Berretto a sonagli del 1994. Paola Borboni ha calcato tutte le scene d'Italia ed è stata attrice assolutamente completa:

Paola Borboni, in compagnia del marito Bruno Vilar

Il 18 dicembre 1972 sposò Bruno Vilar, poeta e attore di quarantatre anni più giovane. Il 23 giugno 1978 ebbero un tragico incidente d'auto, in seguito al quale Vilar morì e lei fu costretta alle stampelle a vita senza dover però diradare la sua brillante carriera artistica.

Paola Borboni si spense il 9 aprile del 1995, in una casa di riposo a Varese, stroncata da un ictus.

È sepolta a Parma, al Cimitero della Villetta all'ingresso del reparto San Pellegrino, nella tomba di famiglia con le sorelle Anna (1901-1982), Elena (1904-1984) e il vecchio zio Giuseppe. Paola Borboni amava molto la sua terra, alla quale rimase affezionata per tutta la vita. Amava parlare il tipico dialetto parmigiano e allietare parenti e amici con stornelli e barzellette nel dialetto locale.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Riguardo alla sua apparizione in scena a seno scoperto in Alga Marina del 1925, primo nudo teatrale in Italia, lei stessa affermò nel 1989 che, nonostante l'epoca alle soglie del fascismo, gli scandali che seguirono non comportarono la chiusura della compagnia, perché le sue nudità erano delle forme gentili, da lei simpaticamente definite "proposte" e non volgari forme fisiche.
  • La Borboni ha inciso anche alcuni dischi dove recita poesie e monologhi , tra i titoli il 45 giri "Pianto d'avorio" recitato con il marito Bruno Vilar, i 33 giri "bellezza per vivere"/ "Inaugurazione" e "La vedova nera"/ "Minerva tradita nel sonno".
  • Nel 2005 viene allestita a Milano la mostra "Paola Borboni, attrice pirandelliana" a cura di Fabio Battistini.

Attività cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Paola Borboni ha anche fatto moltissimo cinema (oltre 70 film dal 1918 al 1990), di cui ha sempre dichiarato di ricordare con piacere soltanto: La locandiera di Luigi Chiarini (1944), Gelosia di Pietro Germi, I vitelloni di Federico Fellini (1953) e Per grazia ricevuta di Nino Manfredi (1970). È la spassosissima marchesa nel film cult Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Musco e Paola Borboni ne Lo smemorato

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante fosse italiana, Paola Borboni fu doppiata da:

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lancia, 2003, pag. 44
  2. ^ Filmato su YouTube

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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