Alberto Savinio

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Alberto Savinio

Alberto Savinio, nome d'arte di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891Roma, 5 maggio 1952), è stato uno scrittore, pittore e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in Grecia, terzo figlio dell'ingegnere ferroviario Evaristo de Chirico e Gemma Cervetto, fratello del pittore Giorgio de Chirico e di Adele, primogenita, morta nel 1891, studiò pianoforte e composizione al conservatorio della sua città natale, dove si diplomò a pieni voti nel 1903.

Monaco e Parigi[modifica | modifica sorgente]

Alla morte del padre, nel 1905, la famiglia, dopo brevi soggiorni a Venezia e Milano, si trasferì a Monaco di Baviera, dove giunse probabilmente nell'ottobre del 1906.

Per un breve periodo Andrea de Chirico studiò contrappunto con Max Reger, e s'impegnò nello studio del pensiero di Otto Weininger, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche.

A causa dell'insuccesso delle sue composizioni, si trasferì nel 1911 a Parigi, dove fece la conoscenza di molti esponenti delle avanguardie artistiche come Pablo Picasso, Blaise Cendrars, Francis Picabia, Jean Cocteau, Max Jacob e Guillaume Apollinaire.

Dall'inizio del 1914 si presentò sotto lo pseudonimo Alberto Savinio. Pubblicò Les chants de la mi-mort nel numero 3 (giugno/agosto 1914) della rivista Les Soirées de Paris sotto tale nome.

Ferrara, Salonicco, Roma[modifica | modifica sorgente]

Nel 1915 tornò in Italia insieme con il fratello Giorgio. Soggiornarono a Firenze e, arruolati nell'esercito italiano, furono destinati al 27º reggimento di fanteria a Ferrara, dove avevano già un contatto con il circolo artistico di Filippo De Pisis e Carlo Carrà. Nel 1916 per sottrarsi all'isolamento e alla noia della vita militare infittisce i rapporti con Giovanni Papini e Ardengo Soffici e inizia a collaborare a "La Voce" di Giuseppe De Robertis, dove appaiono a puntate i primi capitoli di Hermaphrodito. Nel 1917 venne inviato come interprete a Salonicco, sul fronte macedone.

Dopo la fine della prima guerra mondiale fu trasferito a Milano e dal 1923 si stabilì a Roma, dove già aveva pubblicato testi teoretici e narrativi, soprattutto in riviste come "Valori plastici" e "La Ronda". Nel 1924 fu tra i fondatori della "Compagnia del Teatro dell'Arte", diretta da Luigi Pirandello, per la quale scrisse (senza metterlo in scena) Capitano Ulisse.[1]

Il secondo periodo parigino[modifica | modifica sorgente]

Due anni dopo sposò Maria Morino, un'attrice della compagnia teatrale di Eleonora Duse, da cui ebbe Angelica (1928) e Ruggero (1934). Quest'ultimo ha seguito le orme del padre diventando un affermato pittore.Nel 1927 si trasferì con la moglie a Parigi, dove si dedicò alla pittura.

Il ritorno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Tornato definitivamente in Italia nel 1933, fu collaboratore de "La Stampa" nonché animatore delle riviste "Colonna"[2] e "Il Broletto" (pubblicato a Como), che si occupavano anche di architettura. Dal 1934 si trasferì a Roma. Nel 1938, André Breton lo incluse (unico italiano) nell'Anthologie de l'humour noir.[3] Nella capitale collaborò fra l'altro al settimanale Omnibus di Leo Longanesi, per cui scrisse nel 1939 un pezzo di satira sulla golosità di Leopardi (Il sorbetto di Leopardi) che gli costò le antipatie del regime.

Guerra e dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1941 si avvicinò a Valentino Bompiani, suo editore di riferimento, entrando in un sodalizio di intellettuali che annoverava anche Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli e Giacomo Debenedetti. Nell'autunno del 1943, avendo appreso che il suo nome era stato inserito in una lista di sospetti antifascisti, fu costretto a nascondersi.[4]

Europeista convinto, alla fine del conflitto proseguì l'attività di critico culturale sulle colonne del "Corriere della sera", ottenendo il Premio Saint Vincent per il giornalismo nel 1949.

Lavorò anche come drammaturgo e regista, scrivendo egli stesso opere e drammi per il teatro. Nel 1951 scrisse la "tragicommedia mimata e danzata" Vita dell'uomo, allegoria dell'esistenza umana su una musica ispirata allo stile di Schumann. Nel 1952 propose per il Maggio Musicale Fiorentino una celebre messinscena dell'Armida di Rossini con Maria Callas, curando anche scenografie e costumi.

Nel 1955, poco dopo la sua morte, gli viene dedicata una mostra retrospettiva nell'ambito della VII Quadriennale di Roma curata dal fratello, il pittore Giorgio De Chirico.

Poetica e ideologia[modifica | modifica sorgente]

La sua arte si caratterizza per alcune tendenze particolari: il gusto del fantastico, dell'ignoto e della compenetrazione uomo-animale; lo smascheramento degli autoinganni e delle certezze borghesi; la tendenza alla parodia (specie di soggetti mitologici), all'ironia e al citazionismo. Queste ultime componenti lo differenziano in maniera decisiva dalle tonalità più radicali dell'avanguardia di primo Novecento. Si oppose per esempio al credo futurista della distruzione dei musei, o alla moda surrealista della scrittura automatica. Importante nella sua cultura fu il riferimento alla grecità classica, e per questo viene spesso definito "surrealista mediterraneo" (a differenza del surrealista "nordico" Landolfi).[5]

Da un punto di vista letterario praticò soprattutto forme brevi o miste e comunque sperimentali, trascurando il romanzo. Hermaphrodito, il suo libro d'esordio, alterna prosa e poesia, italiano e francese, stile aulico e disfemismi, mescolando generi e toni assai diversi fra loro (lirico, visionario, drammatico, narrativo, oratorio). I pochi romanzi della sua produzione (La casa ispirata, Tragedia dell'infanzia e Angelica o la notte di Maggio) hanno anch'essi una struttura molto particolare, con una trama poco rigorosa e forti effetti di tipo ironico o surreale. Nella maturità si dedicò al progetto (incompiuto) della Nuova enciclopedia, che doveva rielaborare articoli già usciti in rivista. Predilesse anche la biografia (Narrate, uomini, la vostra storia, il libro che gli procurò maggior successo editoriale, conteneva fra l'altro scritti dedicati alla vita di Apollinaire, Vincenzo Gemito, Giuseppe Verdi; si occupò anche, in pubblicazioni autonome, di Maupassant e Ibsen) e il reportage di viaggio (Dico a te, Clio, dedicato all'Etruria e agli Abruzzi, e Ascolto il tuo cuore, città, dedicato a Milano e al Veneto).

Sul piano politico, esordì manifestando idee fortemente antisocialiste e belliciste durante la prima guerra mondiale.[6] Fra le sue pagine torna spesso la critica alla democrazia e all'egualitarismo, colpevoli a suo dire di aver ingrigito e banalizzato l'arte. Durante il fascismo, dopo una prima fase di apparente vicinanza al regime (collaborerà al "Lavoro fascista" negli anni trenta, dedicando fra l'altro alcuni reportage alle recenti bonifiche nell'Agro Pontino), se ne allontanò a partire dal 1939. Non farà infatti parte del periodico "Primato" voluto da Giuseppe Bottai. Dopo l'8 settembre rese sempre più esplicite le sue idee liberali ed europeiste, sostenendo fra l'altro la repubblica al referendum istituzionale del 1946.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Volumi di narrativa e saggistica[modifica | modifica sorgente]

  • Hermaphrodito (1918)
  • La casa ispirata (1925)
  • Angelica o la notte di maggio (1927)
  • Tragedia dell'infanzia (1937)
  • Achille innamorato (Gradus ad Parnassum) (1938)
  • Dico a te, Clio (1940)
  • Infanzia di Nivasio Dolcemare (1941)
  • Narrate, uomini, la vostra storia (1942)
  • Casa "La Vita" (1943)
  • Ascolto il tuo cuore, città (1944)
  • La nostra anima (1944)
  • Sorte dell'Europa (1945)
  • Introduction à une vie de Mercure (1945)
  • Souvenirs (1945, 1976)
  • I miei genitori, disegni e storie di Alberto Savinio (1945)
  • Tutta la vita (1945)[7]. Nella ristampa del 1948 furono pubblicati i testi dell'antologia Racconti inediti ed il racconto La famiglia Mastinu (ovvero Morte ammazza Noia). Nell'edizione del 1969 vennero pubblicati anche i testi dell'antologia Achille innamorato (Gradus ad Parnassum) e il racconto L'angolino.
  • L'angolino (1950)
  • Scatola sonora (1955)
  • Vita dei fantasmi (1962)
  • Nuova enciclopedia (1977)
  • Torre di guardia (1977)
  • Il signor Dido, Milano, Adelphi, (1978). Raccoglie i racconti pubblicati sul Corriere della Sera fra il 1949 e il 1952.
  • Vita di Enrico Ibsen (1979)
  • Il sogno meccanico (1981)
  • Palchetti romani (1982)
  • Alle cinque da Savinio (1983)
  • Capri (1988)
  • Partita rimandata. Diario Calabrese (1996 e 2008). Raccoglie testi pubblicati nel 1948 sul Corriere d'Informazione, L'illustrazione italiana e Omnibus.
  • La nascita di Venere (2007)

Prefazioni e saggi[modifica | modifica sorgente]

  • Drammaticità di Leopardi, in Aa.Vv., Giacomo Leopardi, a cura di J. De Blasi, Firenze, Sansoni, 1938, pp. 109–132; poi in volume autonomo, con introd. di N. Sapegno, Roma, Edizioni della Cometa, 1980.
  • Leo Longanesi (1941)
  • Pittori italiani del Novecento in Francia. Italiani nel mondo. Lezioni per il Lyceum. (1942)
  • Fabrizio Clerici: Dieci litografie (prefaz. 1942)
  • Tommaso Campanella: La città del sole (prefaz. 1942)
  • Luciano di Samosata: Dialoghi e saggi (introduzione, note, illustrazioni. 1944)
  • Venti racconti di Guy de Maupassant con lui e l'altro di Alberto Savinio (1944)
  • La civilisation finienne (AA.VV. 1945)
  • Tommaso Moro: L'Utopia (prefaz. 1945)
  • Voltaire:Vita privata di Federico II (saggio introduttivo 1945)
  • Gigiotti Zanini (prefaz. 1947)
  • La mia pittura (1949)
  • Luigi Pulci (in AA.VV. Il Quattrocento. 1954)

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • La morte di Niobe (1925)
  • Capitan Ulisse (1934)
  • La famiglia Mastinu (1948)
  • Emma B. vedova Giocasta (1949)
  • Alcesti di Samuele (1949)
  • Orfeo vedovo (1950)
  • Vita dell'uomo (1950)

Composizioni musicali[modifica | modifica sorgente]

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Brantôme, Le dame galanti (1937)
  • Maupassant, Venti racconti (con Anna Maria Sacchetti, 1944)

Opere nei musei[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Ugo Piscopo, Alberto Savinio, Milano, Mursia, 1973
  • Aa.Vv. Studi sul Surrealismo, a cura di Filiberto Menna, Roma, Officina, 1977
  • Stefano Lanuzza, Alberto Savinio, Firenze, La Nuova Italia, 1979
  • Marcello Carlino, Alberto Savinio. La scrittura in stato d'assedio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979
  • Walter Pedullà, Alberto Savinio scrittore ipocrita e privo di scopo, Cosenza, Lerici, 1979
  • Maurizio Calvesi, La metafisica schiarita: da de Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio, Milano, Feltrinelli, 1982
  • Vanni Bramanti, Gli dei e gli eroi di Savinio, Palermo, Sellerio, 1983
  • Luigi Fontanella, Il Surrealismo italiano: ricerche e letture, Roma, Bulzoni, 1983
  • Luca Pietromarchi, Dal manichino all'uomo di ferro. Alberto Savinio a Parigi 1910-1915, Roma, Unicopli, 1984
  • M. Porzio, Savinio musicista. Il suono metafisico, Venezia, Marsilio, 1988
  • Silvia Pegoraro, La metamorfosi e l'ironia: saggio su Alberto Savinio, Bologna, Pendragon, 1991
  • Alberto Savinio: pittore di teatro = peintre de théâtre, a cura di Luca M. Barbero, introduzione di Maurizio Fagiolo Dell'Arco, Milano, Fabbri, 1991
  • Maristella Mazzocca, Il surrealismo di Alberto Savinio tra echi d'esoterismo antico e negazione leopardiana, in «Lettere italiane», a. 1992, n. 2, pp. 240–260
  • Aa.Vv. Mistero dello sguardo: studi per un profilo di Alberto Savinio, a cura di Rosita Tordi, Roma, Bulzoni, 1992
  • Alberto Savinio : peinture et litterature, a cura di Giuliano Briganti e Leonardo Sciascia, Milano, Franco Maria Ricci, 1992
  • Alberto Savinio : musician writer and painter, catalogo a cura di Paolo Baldacci, Gerd Roos, Pia Vivarelli, New York, Paolo Baldacci Gallery, 1995
  • Annamaria Cascetta, L' Alcesti di Samuele di Alberto Savinio : una tragedia moderna, in Studia classica Iohanni Tarditi oblata, a cura di L. Belloni, G. Milanese, A.Porro, Milano, Vita e Pensiero, 1995, tomo II, pp. 1405–1446
  • Alberto Savinio, catalogo generale. a cura di Pia Vivarelli, Milano, Electa, 1996
  • Silvana Cirillo, Alberto Savinio, le molte facce di un artista di genio, Milano, Bruno Mondadori, 1997
  • Marco Sabbatini, L'argonauta, l'anatomico, il funambolo: Alberto Savinio dai Chants de la mi-mort a Hermaphrodito, Roma, Salerno editrice, 1997
  • Filippo Secchieri, Dove comincia la realtà e dove finisce. Studi su Alberto Savinio, Firenze, Le Lettere, 1998
  • Francesco Cornacchia, La casa francese di Alberto Savinio/ Bruno Pompili, L'argonauta tergiversa, Bari, B.A. Graphis, 1998
  • Luigi Bravi, Il mito in Alberto Savinio : Alcesti di Samuele in «Seminari romani di cultura greca», a. 1998, n. 1, pp. 366–371
  • Alessandro Tinterri, Savinio e l'altro, Genova, il melangolo, 1999
  • Gerd Roos, Giorgio de Chirico e Alberto Savinio: ricordi e documenti: Monaco, Milano, Firenze, 1906-1911, Bologna, Bora, 1999
  • Un'amicizia senza corpo. La corrispondenza Parisot-Savinio 1938-1952, a cura di Giuditta Isotti Rosowsky, Palermo, Sellerio, 1999
  • Thomas Bernet, L'ironie d'Alberto Savinio à la croisée des discours. Lecture sémiotique de l'"Introduction à une vie de Mercure" et d'"Achille énamouré mêlé à l'Evergète", Bern, Peter Lang, 1999
  • Aa.Vv. Alberto Savinio: intrattenimento, a cura di Antonio Marchetti, Bologna, Pendragon, 2000
  • Maria Elena Gutierrez, Alberto Savinio: lo psichismo delle forme , Fiesole, Cadmo, 2000
  • Mario Moroni, The Sacerdotal Individual in Alberto Savinio's Infanzia di Nivasio Dolcemare, in «Rivista di Studi Italiani», a. 2000, n. 2, pp. 198–210
  • Marco Sabbatini, Ermafroditismo linguistico. Gli esodi di Savinio scrittore, in «Antologia Viesseux», a. 2000, n. 16.17, pp. 113–118, compreso in:
  • Aa.Vv. Le Muse di Alberto Savinio, in «Antologia Viesseux», a. 2000, n. 16-17, pp. 61–152 (scritti di F. Sanvitale, A. Debenedetti, A. Tinterri, P. Italia, M. Bucci, M. De Santis)
  • Andrea Grewe, Melancholie der Moderne. Studien zur Poetik Alberto Savinios, Frankfurt am Main, Klostermann, 2001
  • Salvatore Veneruso, "Tutto" sta nella parola... Il valore della parola nella drammaturgia di Alberto Savinio, in «Critica letteraria», a. 2001, n. 1, pp. 139–167
  • Luca Somigli, Il surrealista e la morte:su "Casa la vita" di Alberto Savinio, in «Studi Italiani», a. 2001, n. 2, pp. 29–41
  • Sabine Schrader, Un dilettante al cinema: Alberto Savinio, in «Studi Novecenteschi», a. 2001, n. 61, pp. 111–124
  • Pier Enrico Favalini, "Protogeo": neologismi e congetture saviniani, in «Rassegna europea di letteratura Italiana», a. 2001, n. 17, pp. 61–101
  • Maria José Tramuta, Le "Kursaal des morts" dans "Alcesti di Samuele" d'Alberto Savinio, in «Transalpina», a. 2001, n. 5, pp. 115–127
  • Antonio Castronuovo, Alberto Savinio e il cristianesimo, in «Belfagor», a. 2003, n. 343, pp. 38–41
  • Silvia Bellotto, Metamorfosi del fantastico: immaginazione e linguaggio nel racconto surreale italiano del Novecento, Bologna, Pendragon, 2003
  • Giuliano Cenati, Nivasio Dolcemare come educatore, in «Otto/Novecento», a. 2003, n. 1, pp. 95–120
  • Paola Italia, Il pellegrino appassionato: Savinio scrittore, 1915-1925, con un'appendice di testi inediti, Palermo, Sellerio, 2004
  • Giuditta Isotti Rosowsky, Savinio: la Francia e il Surrealismo in «Esperienze letterarie», a. 2004, n. 1, pp. 25–37
  • Eleonora Conti, Dal poeta-albatros al poeta-tacchino. Savinio e Apollinaire, in «Allegoria», a. 2004, n. 48, pp. 28–46
  • Luigi Weber, Savinio e Maupassant in "Maupassant e l'Altro", in Id. Critica, ermeneutica e poesia dagli anni Sessanta a oggi, Ravenna, Allori, 2005
  • Antonella Usai, Il mito nell'opera letteraria e pittorica di Alberto Savinio, Roma, Edizioni di Nuova Cultura, 2005
  • Irene Magon, Ebdòmero Marcello e Anicet tra visioni metafisiche e surrealiste, in «Forum Italicum», n. 4, 2005, pp. 578–613
  • Simona Storchi, "Valori Plastici" 1918-1922. Le inquietudini del nuovo classico, in «The Italianist», 2006, pp. 1–176
  • Susanna Bisi, Alberto Savinio, "Narrate, uomini, la vostra storia", in «Sincronie», a. 2006, n. 19, pp. 49–61
  • Alexandra Zingone, Savinio "di là dalle frontiere", in «Sinestesie», a. 2006, n. 1-2, pp. 40–51
  • Simone Dubrovic, Le postille di Alberto Savinio ai lirici greci, in «Filologia e critica», a. 2006, n. 3, pp. 357–375
  • Antonella Usai, Alberto Savinio, la biografia come una conversazione, in «Sincronie», a. 2006, n. 19, pp. 63–74
  • Joseph Matassini, Angelica o la notte di maggio: dal "romanzo nel teatro" al romanzo "cinematografico", in «Antologia Viesseux», a. 2006, n. 35, pp. 83–93
  • Orietta Guidi, Irregolari novecenteschi. Bontempelli, Savinio, Landolfi, Penna, Curto, Ravenna, Longo, 2006
  • Simone Dubrovic, Il diletto della noia. Alberto Savinio e la poetica dell'infanzia, in Aa.Vv., Gli "irregolari" nella letteratura, Roma, Salerno Editrice, 2007, pp. 483–505
  • Antonella Usai, "Introduction à une vie de Mercure": ecfrasi saviniana, in «Sincronie», a. 2007, n. 21-22, pp. 199–204
  • Giovanna Caltagirone, Io fondo me stesso io fondo l'universo: studio sulla scrittura di Alberto Savinio, Pisa, ETS, 2007
  • Claudia Zudini, Funzioni del plurilinguismo in "Hermaphrodito" di Alberto Savinio, in «Collection de l'écrit», a. 2007, n. 11, pp. 81–94
  • Davide Bellini, L'umanesimo quadrato di Alberto Savinio, in «Annali d'Italianistica», a. 2008, n. 26, pp. 367–378
  • Vittorio Cappelli, Introduzione, in Alberto Savinio, Partita rimandata. Diario calabrese, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008, pp. 5–18, 77-80.
  • Gianni Crippa, Su "Walde mare". Ovvero la maternità della narrazione nell'opera di Alberto Savinio,in «Strumenti critici», a. 2008, n.2, pp. 285–311
  • Sanja Roic, Discorso bontempelliano versus storia saviniana: il caso Verdi, in «Transalpina», a. 2008, n. 11, pp. 59–68
  • Claudia Zudini, La presenza degli animali nell'opera narrativa di Alberto Savinio, in «Italies», a. 2008, n.12, pp. 299–318
  • Giacomo Debenedetti, Savinio e le figure dell'invisibile (con scritti degli anni trenta e Quaranta), Parma, MUP, 2009
  • Gianni Crippa, "Ma come fidarsi dell'odore?". Scrittura del corpo e decostruzione dell'allegoria in "La nostra anima" di Alberto Savinio, in «Intersezioni», a. 2009, n. 3, pp. 357–378
  • Lido Gedda, Savinio: il sesso, la madre, la morte, in «Ariel», a. 2009, n. 1, pp. 89–98
  • Alfredo Sgroi, Alberto Savinio, Palermo, Palumbo, 2009.
  • Luigi Weber, Uno Stendhal metafisico: le passeggiate milanesi di Savinio in "Ascolto il tuo cuore, città", in «Poetiche», a. 2010, n. 2-3, pp. 343–354.
  • Rosita Tordi, Cinque studi. Carlo Michelstaedter Giuseppe Ungaretti Alberto Savinio Italo Calvino Giacomo Debenedetti, Roma, Bulzoni, 2010
  • Giorgio Patrizi, Savinio e il giornalista come «greco», in C. Serafini (a cura di), Parola di scrittore. Letteratura e giornalismo nel Novecento, Roma, Bulzoni, 2011, pp. 191–198.
  • Walter Pedullà, Alberto Savinio. Scrittore ipocrita e privo di scopo, Treviso, Anordest, 2011
  • Beatrice Laghezza, Un racconto ermafrodita. "Il signor Münster" di Alberto Savinio (1943), in «Moderna», a. 2010, n. 2, pp. 145–153.
  • Beatrice Laghezza, Metafisica e allegoria nei doppi di Alberto Savinio, in «Studi novecenteschi», a. 2011, n. 1, pp. 29–70.
  • Davide Bellini, Le porte socchiuse dell'inconscio. Su una fonte freudiana di Savinio, in «Strumenti Critici», a. XXVII, n. 2, maggio 2012, pp. 263–280.
  • Davide Bellini, Dalla tragedia all'enciclopedia. Le poetiche e la biblioteca di Savinio, Pisa, ETS, 2013.
  • Passione Savinio. Letteratura arte politica (1952-2012), a cura di Toni Iermano e Pasquale Sabbatino, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2013.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per tutto il periodo 1915-1925 della biografia di Savinio cfr. la dettagliata ricostruzione di P. Italia, Il pellegrino appassionato. Savinio scrittore 1915-1925, Palermo, Sellerio, 2004.
  2. ^ R. Tordi, Savinio e la rivista "Colonna", in "Rivista di letteratura italiana", a. XXIII (2005), nn. 1-2.
  3. ^ Cfr. la Testimonianza di André Breton riportata in appendice ad A. Savinio, Scatola sonora, Torino, Einaudi, 1977, pp. 438-439.
  4. ^ G. Isotti Rosowsky, introduzione a Un'amicizia senza corpo. La corrispondenza Parisot-Savinio 1938-1952, Palermo, Sellerio, 1999, p. 28.
  5. ^ Gino Tellini, Il romanzo italiano dell'Ottocento e Novecento, Milano, Bruno Mondadori, 1998, p. 367; Giulio Ferroni, Letteratura italiana contemporanea. 1900-1945, Mondadori Università, 2007, p. 170.
  6. ^ Per esempio nello scritto La guerra poi confluito in Hermaphrodito (1918).
  7. ^ Due racconti di Alberto Savinio

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