Gyula Illyés

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Targa sulla casa parigina in cui Illyés visse dal 1922 al 1926

Gyula Illyés (Sárszentlőrinc, 2 novembre 1902Budapest, 15 aprile 1983) è stato uno scrittore ungherese.

Nel 1919 abbandonò gli studi per unirsi all'Armata rossa, ma dopo la caduta della Repubblica sovietica ungherese fu costretto a rifugiarsi a Parigi, per poi rimpatriare nel 1926.

Le sue opere sono di vario genere: Gente delle fattorie (1936), Stivali sul tavolo (1941), Tutte le poesie (1947), Unni a Parigi (1946), Fratelli (1972). Ricorrenti sono i versi relativi alla condizione contadina.

« Si era tanto poveri a Cece,
che era un continuo perlustrare
la terra con gli occhi,
si cominciava a mezzogiorno a guadagnarsi la cena,
movendo come invasati
in caccia di sarmenti, sale, patate:
e se altro non c'era, si faceva la zuppa
con croste durissime di pane »
(Gyula Illyés[1])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Povertà, eterna fame, in Poesie di Gyula Illyés, a cura di Umberto Albini, Vallecchi, Firenze 1967, p.70

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