Jorge Semprún

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Jorge Semprún
Jorge Semprun 2009.jpg

Ministro della Cultura di Spagna
Durata mandato 7 luglio 1988 –
12 marzo 1991
Capo di Stato Juan Carlos I di Spagna
Primo ministro Felipe González
Predecessore Javier Solana
Successore Jordi Solé Tura

Dati generali
Partito politico Partito Comunista di Spagna
Professione Scrittore e politico
« Mormoro l'inizio di una poesia che si chiama La libertà (...) Solo sullo spiazzo dell'appello, ormai grido a pieni polmoni il finale della poesia di René Char »
(da La scrittura o la vita, 1994)

Jorge Semprún (Madrid, 10 dicembre 1923Parigi, 7 giugno 2011) è stato uno scrittore spagnolo, ma francese d'adozione.

È stato vincitore del Premio Formentor nel 1963 per Il grande viaggio e del Premio Planeta nel 1977 per Autobiografia di Federico Sánchez. Ha vinto anche, nel 1969, il Prix Femina e il Premio internazionale Nonino nel 1999.

È il fratello dello scrittore Carlos Semprun Maura (19262009) e il padre del saggista Jaime Semprun (19472010).

Dal 1996 fino alla morte ha fatto parte dell'Académie Goncourt.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Jorge Semprún nasce in una famiglia dell'alta borghesia spagnola: suo padre, José Maria Semprún Gurrea, professore di diritto all'università di Madrid e avvocato, aveva fondato una rivista dal titolo Cruz y Raya ed era corrispondente della rivista Esprit del filosofo personalista Emmanuel Mounier; sua madre, Susana Maura Gamazo, era la figlia di Antonio Maura, più volte primo ministro del governo spagnolo sotto Alfonso XIII.

Nel 1936, all'inizio della guerra civile, Jorge emigra con la sua famiglia dapprima in Francia, poi in Olanda - dove il padre è ambasciatore della Repubblica spagnola fino al febbraio del 1939 - per tornare di nuovo in Francia dove studia, dapprima al lycée Henri-IV e, dal 1941, alla Sorbona di Parigi (filosofia). Nel medesimo anno Semprún aderisce alla Resistenza francese nell'organizzazione comunista dei FTP (Francs-tireurs et partisans), l'anno seguente si iscrive al Partito Comunista di Spagna (Partido Communista de España, PCE) e finalmente, autorizzato dai FTP, entra a far parte della cellula clandestina Jean Marie Action dell'organizzazione Buckmaster.

Nel settembre del 1943 viene arrestato a Joigny dalla Gestapo e nel 1944 viene inviato al campo di concentramento di Buchenwald dove milita nell'organizzazione comunista clandestina formatasi all'interno del campo, esperienza che racconterà cinquanta anni dopo in La scrittura o la vita ed in Vivrò col suo nome, morirà con il mio - anche se numerosi accenni si trovano già in Autobiografia di Federico Sanchez (1977), in Quel beau dimanche! (1980) e in La montagna bianca (1986). Qui ritrova anche il maestro Maurice Halbwachs, che muore tra le sue braccia e al quale dedica alcune pagine del suo libro Male e modernità, edito in Italia da Passigli Editore.

Nel 1945 fa ritorno a Parigi dove esercita il mestiere di giornalista e di traduttore soprattutto per l'Unesco.

Nel 1952, diventa quadro permanente del PCE e nel 1953 fa ritorno a Spagna per la sua prima missione di coordinare le attività clandestine di resistenza al regime franchista; per circa dieci anni vive in clandestinità con diversi pseudonimi, particolarmente quello di "Federico Sanchez".

Diventa membro del Comitato centrale del PCE nel 1954, del Comitato esecutivo nel 1956. Ritornato in Francia nel 1962, nel 1963 gli viene assegnato il premio "Formentor" per Il grande viaggio , racconto del viaggio che lo condusse da Joigny a Buchenwald; nel 1964 viene espulso dal partito a causa di divergenze che si erano manifestate con il segretario Santiago Carrillo, esperienza che verrà raccontata in Autobiografia de Federico Sanchez , suo primo libro scritto in spagnolo.

Da quel momento Semprún si dedica quasi esclusivamente al lavoro di scrittore e sceneggiatore. Si occupa della sceneggiatura dei film La guerra è finita (1966), Z - L'orgia del potere (1969), La confessione (1970), L'attentato (1972), Stavisky, il grande truffatore (1974), L'affare della sezione speciale (1975), Una donna alla finestra (1976), Le strade del sud (1978) e della regia di Les deux memoires (1973), documentario sulla guerra civile di Spagna. Scrive L'évanouissement (1967), La deuxième mort de Ramon Mercáder (1969), Autobiografia di Federico Sanchez (1977), Quel beau dimanche! (1980) e L'Algarabie (1981); nel 1983 pubblica Montand, la vita continua ritratto biografico dell'attore Yves Montand, interprete di molti dei film sceneggiati dallo scrittore spagnolo. Nel 1986 continua la sua produzione letteraria con La montagna bianca - romanzo in cui Semprún riprende il personaggio di Juan Larrea, già protagonista del film diretto da Joseph Losey nel 1978 - e, nel 1987, con Netchaïev est de retour - libro dal quale verrà tratto, nel 1991, il film omonimo diretto da Jacques Deray e interpretato da Montand.

Dal 1988 al 1991, dopo il ritorno della democrazia in Spagna egli diventa ministro della cultura nel governo guidato dal socialista Felipe González, scrivendo, in seguito, su tale esperienza Federico Sanchez se despide de ustedes (1993).

Ormai scrittore affermato riceve numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra i quali il Premio internazionale Nonino per l'insieme della sua opera nel 1999 e l'elezione, nel 1996, all'Académie Goncourt (primo membro non francese ad averne fatto parte; proprio la sua origine e la sua decisione di non rinunciare alla nazionalità spagnola, non hanno permesso a Semprún di entrare all'Académie Française).

In Italia sono stati pubblicati in questi ultimi anni La scrittura o la vita da Guanda nel 1996, Male e modernità da Passigli nel 2002, nel 2005 Vivrò col suo nome, morirà con il mio da Einaudi e Vent'anni e un giorno da Passigli.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Céspedes Gallego, Jaime (Université d'Artois, ed.), Cinéma et engagement: Jorge Semprún scénariste, nº 140, CinémAction, Corlet Éditions, 2011, 170 p.
  • Céspedes Gallego, Jaime, «André Malraux chez Jorge Semprún: l'héritage d'une quête», in Revue André Malraux Review, n° 33, Michel Lantelme (editor), Norman, University of Oklahoma, 2005, p. 86-101.
  • Céspedes Gallego, Jaime, «La dimensión biográfica de Veinte años y un día de Jorge Semprún», in Tonos. Revista Electrónica de Estudios Filológicos, n° 10, University of Murcia, José María Jiménez Cano (editor), 2005, available on line: http://www.um.es/tonosdigital/znum10/estudios/indicestudios.htm
  • Céspedes Gallego, Jaime, «Un eslabón perdido en la historiografía sobre la Guerra Civil: Las dos memorias de Jorge Semprún», in Cartaphilus. Revista de investigación y crítica estética, n° 5, University of Murcia, Vicente Cervera (editor), 2009, available on line: http://revistas.um.es/cartaphilus/issue/view/6131/showToc
  • Mastino, Marco, «La Spagna, la patria e l’esilio: Jorge Semprún sceneggiatore», in Il nuovo spettatore n° 12, Kaplan Editore, 2010, pp. 3-72.
  • Mattioda, Enrico, «Jorge Semprun», in Il valore letterario e culturale della memorialistica della deportazione, IV ciclo, a cura di Fabio Uliana, Torino, Fondazione Istituto Antonio Gramsci - ANED, 2005, pp. 10-16.
  • Mattioda, Enrico, «Il ritorno del mussulmano. Usi e senso della poesia in Jorge Semprun e Primo Levi», in Dal buoio del sottosuolo. Poesia e Lager, a cura di Alberto Cavaglion, Milano, Angeli, 2007, pp. 117-132.
  • Mattioda, Enrico, «Male e modernità», in Il valore letterario e culturale della memorialistica della deportazione, a cura di Fabio Uliana, Torino, Fondazione Istituto Antonio Gramsci - ANED, 2003, pp. 67-77. available on line: http://www.multidams.unito.it/studia/materiali/mattioda/2004_2005/Semprun.pdf

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 30 luglio 1993[1]
Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna
— 10 giugno 2011[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  2. ^ Real Decreto 834/2011, de 10 de junio, por el que se concede la Orden de las Artes y las Letras de España, a título póstumo, a don Jorge Semprún Maura. BOE (11-06-2011).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore vincitori Prix Femina Successore
Marguerite Yourcenar 1969 François Nourissier

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