Isaiah Berlin
Sir Isaiah Berlin (Riga, 6 giugno 1909 – Oxford, 5 novembre 1997) è stato un filosofo, politologo e diplomatico britannico, teorico di un liberalismo inteso soprattutto come limitazione dell'ingerenza statale nella vita sociale, economica e culturale dei singoli e delle comunità.
Viene considerato uno dei maggiori pensatori liberali del XX secolo. Nato a Riga, Lettonia (allora parte dell'Impero russo), egli fu la prima persona di discendenza ebraica ad essere nominato membro onorario nell'elitario All Souls College di Oxford. Fu presidente della Società aristotelica dal 1963 al 1964. Nel 1966 contribuì alla fondazione del Wolfson College di Oxford e divenne il suo primo presidente. Nel 1957 fu Knight Bachelor e nel 1971 fu insignito con l'Order of Merit. Fu presidente della British Academy dal 1974 al 1978. Nel 1979 ricevette il Jerusalem Prize per le sue opere riguardanti la libertà individuale nella società.
Il contributo di Berlin alla teoria liberale ha avuto influenza duratura. La sua famosa lettura inaugurale del 1958, "Due concetti di libertà", in cui egli distingueva tra libertà positiva e libertà negativa da allora in poi ha alimentato molto il dibattito sulla relazione tra libertà e uguaglianza.
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[modifica] Biografia
Berlin nacque in una benestante famiglia russa di origine ebraica, figlio di Mendel Berlin, un mercante di legname, e di Marie Volshonok. Passò l'infanzia nella città natale di Riga (oggi capitale della Lettonia), nel 1915 la famiglia si trasferì a San Pietroburgo, dove il piccolo Isaiah fu testimone dell'inizio della Rivoluzione Russa.
Nel 1921 la famiglia si trasferì in Gran Bretagna, Berlin era undicenne. A Londra, egli abitò in un primo tempo in South Kensington e successivamente nel sobborgo di Hampstead. Frequentò la St. Paul's School di Londra, una scuola privata, quindi frequentò il Corpus Christi College, Oxford, dove studiò i Classici e Filosofia, Scienze Politiche ed Economiche. Durante il ciclo di studi, fu amico di A.J. Ayer (col quale rivaleggiò correttamente fino alla fine dei suoi giorni), di Stuart Hampshire, Maurice Bowra e J.L. Austin. Berlin visse prevalentemente ad Oxford, salvo per il periodo dal 1940 al 1942 in cui visse a New York come collaboratore del British Information Services, e quindi fino al 1946 come addetto presso le ambasciate inglesi di Washington, D.C. e di Mosca. Nel 1956 sposò Aline Halban de Gunzbourg.
Berlin morì a Oxford nel 1997, all'età di 88 anni.[1] Le sue spoglie riposano nel Wolvercote Cemetery.
[modifica] Opere
[modifica] "Due concetti di libertà"
Berlin è particolarmente noto per il suo saggio "Due concetti di libertà", risalente al 1958 come testo della lezione inaugurale tenuta dall'autore al momento in cui fu chiamato a ricoprire la cattedra di Teoria politica a Oxford. Egli definì il concetto di libertà "negativa" come assenza di limitazioni o interferenze nei riguardi di ciò che un soggetto è capace di fare. Maggiore "libertà negativa" significa minori restrizioni delle possibili azioni del soggetto. Berlin associò la libertà "positiva" con l'idea di padronanza di se stessi, ovvero la capacità di auto-determinazione, essere padroni del proprio destino. Nonostante che Berlin ritenesse i due concetti di libertà quali legittimi e validi ideali umani, di fatto la storia insegna che il concetto positivo di libertà si è mostrato particolarmente suscettibile di abusi in politica.
Berlin sostenne che sotto l'influenza di Jean-Jacques Rousseau, Immanuel Kant e Georg Wilhelm Friedrich Hegel (tutti sostenitori del concetto positivo di libertà), i filosofi europei della politica spesso hanno posto sullo stesso piano la libertà e le forme di disciplina o imposizione politica. Tutto ciò divenne politicamente pericoloso allorché nel XIX secolo le nozioni di libertà positiva vennero usate per difendere il nazionalismo, l'auto-determinazione e l'idea comunista del controllo collettivo sul destino degli uomini. Berlin affermò che l'adesione a tale linea di pensiero avrebbe paradossalmente trasformate le richieste di libertà in richieste di controllo e disciplina collettiva — ritenute necessarie per l'"auto-controllo" o auto-determinazione delle nazioni, delle classi sociali, delle comunità democratiche e, addirittura, dell'umanità intera. Quindi, per Berlin, esiste una elettiva affinità tra libertà positiva e totalitarismo.
Per contro, la libertà negativa rappresenta una diversa, forse più sicura, interpretazione del concetto di libertà. Coloro che proposero questo concetto (vedi Jeremy Bentham e John Stuart Mill) sostennero che la restrizione e la disciplina erano l'antitesi della libertà e per questo furono (e lo sono i contemporanei) meno propensi a confondere libertà e restrizione come invece fanno i moderni filosofi portavoce del moderno totalitarismo.
[modifica] Altre opere
Il saggio di Berlin dal titolo "Historical Inevitability" (1953) focalizzava una controversia sorta nell'ambito della filosofia della storia. Secondo Berlin, la scelta da fare è tra la credenza secondo cui "le vite di interi popoli e delle società siano state influenzate in modo decisivo da parte di straordinari individui" o, viceversa, ritenere che tutto ciò che accade non è altro che il risultato di forze estranee all'uomo e ignare delle sue intenzioni. Berlin è anche conosciuto per i suoi scritti sulla storia intellettuale della Russia, raccolti principalmente in Russian Thinkers (1978), un libro in cui l'autore concentra la propria attenzione sulla Russia dell'Ottocento e di tale periodo sa darci una descrizione viva della situazione storica, politica e culturale, elaborando un'avvincente e veridica storia dell'intelligencija russa.
Gli scritti critici di Berlin sull'Illuminismo, per i quali Berlin usava il termine Contro-Illuminismo e in particolar modo quelli sul Romanticismo, hanno contribuito a propugnare una teoria etica che il filosofo definì "pluralismo dei valori". Per Berlin, i valori sono delle creazioni dell'umanità e non dei prodotti della natura da scoprire, tuttavia egli sostenne anche che la natura umana è tale che certi valori - per esempio, l'importanza della libertà individuale - resteranno effettivi attraverso tutte le culture, e ciò è quanto Berlin voleva significare usando il termine "pluralismo oggettivo". Con questa definizione del pluralismo dei valori, il filosofo sostenne l'idea che i valori morali possono essere allo stesso tempo validi e inconciliabili e quindi possono entrare in conflitto al punto di non poterne trovare una soluzione senza un riferimento a particolari contesti decisionali. Quando i valori sono in contrasto reciproco, ciò non vuol dire che uno sia più importante dell'altro. Il mantenere una promessa può essere in contrasto con il perseguimento delle verità; la libertà può non coincidere con la giustizia sociale. I conflitti d'ordine morale sono "una intrinseca, irremovibile parte della vita umana ... Questi contrasti fra valori fanno parte della loro e della nostra essenza".
Prima di passare alla sezione Bibliografia è bene precisare alcuni punti per il lettore che desideri incontrare Isaiah Berlin, superbo saggista della storia intellettuale dell'uomo. La mancanza di un opus magnum in cui venga esposta una teoria berliniana è da attribuire a due fattori, innanzitutto alla sua particolare comunicativa che lo portava a trasmettere il suo pensiero attraverso conferenze che spesso non venivano neanche stampate e mediante molteplici saggi che invece erano disseminati in disparate pubblicazioni. In secondo luogo, è da tener presente il suo profondo credo nel pluralismo quale fondamento dei valori liberali intesi nel loro senso più classico. Berlin tracciò una netta distinzione tra monisti, cioè i pensatori che pongono a guida della loro vita un singolo principio dell'agire dell'uomo e della sua storia, e pluralisti, cioè i pensatori che credono nella molteplicità di concetti, ugualmente validi se pur a volte reciprocamente incompatibili, sul come vivere ed evitano di imporre all'umanità una immagine onnicomprensiva della realtà. Come ben sanno gli appassionati degli scritti berliniani, bisogna ancora una volta esser grati al curatore Henry Hardy, il benemerito studioso che ha sempre avuto grandissima familiarità con gli scritti di Berlin provvedendo a pubblicarne diverse raccolte.
[modifica] Bibliografia
- Karl Marx: His Life and Environment (1939, 1948, 1963)
- Karl Marx, traduzione di Paolo Vittorelli, presentazione di Vittorio Frosini, La Nuova Italia, Firenze 1967 ISBN 8822115074
- Karl Marx, traduzione di P. Vittorelli, introduzione di Bruno Bongiovanni, Sansoni, Firenze 2004 ISBN 883830372X
- The Hedgehog and the Fox: An Essay on Tolstoy's View of History (1953)
- Tolstoj e la storia, traduzione di Aldo Rostagno, Lerici ("Saggi" n. 6), Milano 1959
- Historical Inevitability (1954)
- The Age of Enlightenment: The 18th Century Philosophers (1956, 1979)
- Chaim Weizmann (1958)
- Four Essays on Liberty (1958, 1975)
- Quattro saggi sulla libertà, traduzione di Marco Santambrogio, Feltrinelli, Milano 1989 ISBN 8807101025
- John Stuart Mill and the Ends of Life (1959)
- The Idea of Freedom: Essays in Honour of Isaiah Berlin, a cura di Alan Ryan (1967, 1979)
- Vico and Herder: Two Studies in the History of Ideas (1976)
- Vico ed Herder: due studi sulla storia delle idee, introduzione e traduzione di Antonio Verri, Armando ("Filosofia e problemi d'oggi" n. 70), Roma 1978
- Le idee filosofiche di Giambattista Vico, introduzione e traduzione di A. Verri, Armando, Roma 1996 (parziale) ISBN 8871445856
- Russian Thinkers, a cura di Aileen Kelly (1978, 1984, 2008)
- Il riccio e la volpe e altri saggi, traduzione di Gilberto Forti, introduzione di Aileen Kelly, Adelphi, Milano 1986 ISBN 8845913678
- Concepts and Categories: Philosophical Essays (1980, 1994)
- Il fine della filosofia, traduzione di Nicola Gardini, introduzione di Bernard Williams, Ed. di Comunità, Torino 2002 ISBN 8824506313
- Against the Current: Essays in the History of Ideas (1989)
- Controcorrente, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano 2001 ISBN 8845915603
- Personal Impressions (1981, 1998)
- Impressioni personali, traduzione di G. Forti, Adelphi, Milano 1989 ISBN 8845906795
- On the Pursuit of the Ideal (1988)
- Sulla ricerca dell'ideale, traduzione di Sara Bignotti, introduzione di Salvatore Veca, Morcelliana, Brescia 2007 ISBN 9788837221997
- The Crooked Timber of Humanity: Chapters in the History of Ideas (1991)
- Il legno storto dell'umanità, traduzione di G. Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano 1994 ISBN 8845910741 ISBN 9788845910746
- Isaiah Berlin: A Celebration, a cura di Edna e Avishai Margalit (1991)
- Conversations with Isaiah Berlin, a cura di Ramin Jahanbegloo (1992, 2000)
- The Magus of the North: J.G. Hamann and the Origins of Modern Irrationalism (1993)
- Il mago del Nord, traduzione di N. Gardini, Adelphi, Milano 1997 ISBN 8845913155
- The Sense of Reality: Studies in Ideas and their History (1998)
- Il senso della realtà: studi sulle idee e la loro storia, traduzione di G. Ferrara degli Uberti, introduzione di Patrick Gardiner, Adelphi, Milano 1999 ISBN 8845914291
- The Proper Study of Mankind: An Anthology of Essays, a cura di Henry Hardy e Roger Hausheer (1998)
- The First and the Last (1999)
- The Roots of Romanticism (1999, ma conferenza del 1965)
- Le radici del Romanticismo, traduzione di G. Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano 2001 ISBN 8845916405
- Three Critics of the Enlightenment: Vico, Hamann, Herder (2000)
- The Power of Ideas (2000)
- Il potere delle idee, traduzione di G. Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano 2003 ISBN 8845918300
- The Legacy of Isaiah Berlin, a cura di Mark Lilla e Aileen Kelly (2001)
- Freedom and its Betrayal: Six Enemies of Human Liberty (2003)
- La libertà e i suoi traditori, traduzione di G. Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano 2005 ISBN 8845920135
- Liberty (ed. aumentata di Four Essays on Liberty) (2002, 2008)
- Libertà, traduzione di Gianlazzaro Rigamonti e Marco Santambrogio, introduzione di Ian Harris, ed. italiana a cura di Mario Ricciardi, Feltrinelli, Milano 2005 ISBN 8807103796 ISBN 9788807721922
- The Soviet Mind: Russian Culture under Communism
- Flourishing: Selected Letters 1928–1946, a cura di Henry Hardy (2004)
- A gonfie vele: lettere 1928-1946, ed. italiana a cura di Flavio Cuniberto, Adelphi, Milano 2008 ISBN 9788845923388
- Political Ideas in the Romantic Age: Their Rise and Influence on Modern Thought, a cura di Henry Hardy
- L'età romantica, traduzione di Giuseppe Bernardi, introduzione di Joshua L. Cherniss, Bompiani, Milano 2009 ISBN 9788845262371
- Unfinished Dialogue (con Beata Polanowska-Sygulska) (2006)
- Enlightening: Selected Letters 1946–1960, a cura di Henry Hardy e Jennifer Holmes (2009)
[modifica] Note
- ^ Philosopher and political thinker Sir Isaiah Berlin dies, BBC News, November 8 1997. URL accessed May 21 2006.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Isaiah Berlin Virtual Library, a cura di Henry Hardy
- Ricordo di Berlin di Sergio Romano e Tommaso Milani da Corriere.it