Diritti politici

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I diritti politici sono quei diritti che uno Stato riconosce ai propri cittadini (sono cioè dei diritti civili) perché essi possano partecipare attivamente alla vita politica e alla formazione delle decisioni pubbliche, sempre se in possesso del diritto di voto. Tali diritti rappresentano la tipica espressione dell'autogoverno del popolo (o sovranità popolare).

I diritti politici in Italia[modifica | modifica sorgente]

I diritti politici in Italia sono definiti dagli articoli 48-51 della Costituzione italiana, che fissa loro forme e limiti. Essi sono:

Nel legare il possesso di questi diritti alla cittadinanza, la Costituzione italiana si richiama alla tradizione dello status activae civitatis, principio comunque mediato e in qualche modo attenuato dall'ingresso dell'Italia nell'Unione Europea.

I diritti politici si acquisiscono con la maggiore età. L'infermità mentale o una condanna per reati gravi può condurre alla loro perdita. L'interdizione dai pubblici uffici è, ad esempio, una pena accessoria, perpetua o temporanea, che include la perdita del diritto all'elettorato attivo, all'elettorato passivo e l'esclusione da ogni incarico pubblico. Per i falliti e per coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione o a libertà vigilata è prevista la sospensione dei diritti politici.

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