Milton Friedman

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Milton Friedman
Medaglia del Premio Nobel Nobel per l'economia 1976

Milton Friedman (Brooklyn, 31 luglio 1912San Francisco, 16 novembre 2006) è stato un economista statunitense, esponente principale della scuola di Chicago. Il suo pensiero ed i suoi studi hanno influenzato molte teorie economiche, soprattutto in campo monetario. Fondatore del pensiero monetarista, è stato insignito del Premio Nobel per l'economia nel 1976.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia ebrea poverissima, emigrata dall'Europa orientale, (Austria-Ungheria, attualmente Ucraina), divenne uno dei principali esponenti del pensiero liberale e liberista. Intensa anche la sua attività di divulgazione, caratterizzata dal suo ritenere più dannosi che utili molti degli interventi dello stato nell'economia e dalle sue idee favorevoli al libero mercato e alla politica del laissez-faire.

I suoi maggiori contributi alla teoria economica riguardano gli studi sulla teoria quantitativa della moneta, sulla teoria del consumo, sull'elaborazione del concetto di tasso naturale di disoccupazione e sul ruolo e l'inefficacia della curva di Phillips nel lungo periodo. Secondo Friedman, l'inflazione è solo un fenomeno monetario e non è utile nel lungo periodo per ridurre la disoccupazione. La sua regola di politica monetaria, incentrata nel conseguimento del controllo della crescita della massa monetaria, è stata utilizzata dalla Federal Reserve negli Stati Uniti ed anche dalla Banca centrale europea (BCE).

Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990 Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990
Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990
Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989

Autore di molti libri tra i quali menzioniamo Capitalismo e libertà, Liberi di scegliere e Due persone fortunate, Friedman si dimostra un ottimo divulgatore ed uno dei più insigni rappresentanti del pensiero liberista in economia del nostro tempo.

Sposò Rose Director Friedman, dalla quale ebbe due figli, tra cui David, economista di scuola anarco-capitalista.

Influenza sulla politica[modifica | modifica wikitesto]

Le sue teorie hanno esercitato una forte influenza sulle scelte liberiste del governo britannico di Margaret Thatcher e di quello statunitense di Ronald Reagan, degli anni ottanta. Le sue idee sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti: ad esempio, rigettò la stakeholder view e la responsabilità sociale d'impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e che devono agire nell'interesse esclusivo di questi ultimi (utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, significa fare della beneficenza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio, violando il principio del «no taxation without representation»). Friedman, che ebbe un ruolo anche nello spingere il governo americano ad abolire il servizio militare, ad un certo punto cominciò ad esprimere perplessità su alcune politiche di Reagan, in particolare sul proibizionismo della droga propugnato dal Presidente.[1]

In Italia le teorie friedmaniane sono state riprese da alcuni settori e movimenti politici di minoranza, come l'ala liberale e liberista di Forza Italia[2], i Radicali italiani (in parte)[3][4] e i Riformatori liberali.[5]

Controversie negli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati oggetto di controversia i suoi rapporti con il regime dittatoriale di Augusto Pinochet in Cile. Pinochet intraprese una serie di riforme economiche di stampo liberista che seguivano gli orientamenti di Friedman. Diversi economisti suoi allievi consigliarono il generale nell'attuazione di queste riforme, e lo stesso Friedman nel 1975 indirizzò a Pinochet una lettera, in risposta ad una domanda su come gestire l'economia, fattagli da Pinochet stesso durante una visita negli Stati Uniti. Pinochet rispose con una seconda lettera di ringraziamenti alla missiva di Friedman, nella quale l'economista raccomandava al dittatore un programma economico conforme alle proprie teorie, spiegando al generale, punto per punto, la possibile applicazione pratica del liberismo alla realtà cilena.[6] Invitato da Pinochet[6], Friedman compì anche alcune visite a Santiago del Cile, accompagnato dalla moglie.

Per le consulenze economiche rivolte a Pinochet, Milton Friedman è stato spesso attaccato, come avvenuto svariate volte[7] anche a José Piñera, economista liberista ed allievo di Friedman a Chicago, poi Ministro di Pinochet e autore della riforma delle pensioni in Cile.

Friedman ha comunque sempre evitato qualsiasi sostegno politico al regime di Pinochet, da cui ha anzi preso le distanze in più occasioni, specialmente pronunciandosi contro gli abusi, gli omicidi politici e le sparizioni degli oppositori, parte delle sistematiche violazioni dei diritti umani avvenuti sotto il governo militare; dichiarò che le sue consulenze erano rivolte esclusivamente all'interno della sua sfera di competenza, l'economia.[8] Friedman, inoltre, non affermò mai che la teoria liberista andasse applicata con shock violenti come colpi di stato o crisi economiche, né imposta con la forza, come è stato sostenuto da Naomi Klein in Shock economy; difatti, secondo i sostenitori di Friedman, sono esistiti governi liberisti ma democratici e governi con un forte welfare ma dittatoriali e totalitari, e la politica economica non è legata al grado di rispetto dei diritti umani.[9]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 ottobre 1988 venne insignito della Medaglia presidenziale della libertà, la prestigiosa onorificenza statunitense, dal Presidente Ronald Reagan[10], che condivideva la sua visione liberale e liberista dell'economia.

Nel 2005, Milton Friedman è stato il primo firmatario di un appello[11] sottoscritto da oltre 500 economisti statunitensi per denunciare gli enormi costi (7,7 miliardi di dollari all'anno) del proibizionismo sulla marijuana. Considerava questa legge, come tutta la "guerra alla droga", un sussidio virtuale del governo al crimine organizzato[12].

È morto per infarto cardiaco il 16 novembre 2006 a San Francisco, all'età di 94 anni.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Murray N. Rothbard, critico delle teorie di Friedman

Milton Friedman è stato spesso criticato da economisti liberali, in particolar modo dalla scuola austriaca. Nel 1971 Murray N. Rothbard, pensatore anarco-capitalista, scrisse per la rivista The Individualist un articolo nel quale definiva le teorie di Friedman come totalitarie e stataliste. In particolare Rothbard criticò aspramente le contraddizioni presenti nel pensiero economico di Friedman da molti punti di vista, come ad esempio da un punto di vista monetario, ed in generale sul ruolo centrale affidato allo Stato da parte di Friedman[13].

« Ma penso che sia inoltre molto chiaro che non bisogna essere un esperto dei testi di Friedman per rendersi conto che Milton è per il controllo assoluto della riserva monetaria da parte dello Stato, che è a favore del 3 o 4 per cento di aumento della riserva monetaria (i numeri cambiano in continuazione) da parte dello Stato ogni anno, che è a favore di un'imposta sul reddito negativa che è essenzialmente un reddito annuale garantito dallo Stato e che è a favore di un programma di buoni che lascerebbe allo Stato il solido controllo dell'istruzione. Queste cose sono abbastanza plateali; non c'è segreto a proposito. Penso che sia abbastanza chiaro che Friedman è uno statalista. Voglio dire, se siete per lo Stato che controlla la riserva monetaria, il sistema educativo ed un reddito annuale garantito, è detto tutto. Non c'è molto altro da aggiungere. »
(Intervista a Murray N. Rothbard[14])

Friedman viene anche aspramente criticato dalla giornalista di area progressista canadese Naomi Klein che nel suo libro Shock economy afferma che le riforme liberiste volute da Friedman e dai suoi discepoli sono applicabili solo per mezzo di shock violenti che catturino l'attenzione dell'opinione pubblica. Gli esponenti della Scuola di Chicago quindi, secondo le teorie no-global della Klein, si sono resi complici di colpi di stato e di torture perpetuate dopo di questi nei confronti dei ribelli che hanno osato opporsi alle scelte neoliberiste spesso a favore di multinazionali straniere.

Svariati esponenti del governo autoritario di Pinochet hanno studiato a Chicago, con borse di studio finanziate da grandi multinazionali statunitensi come la ITT (telecomunicazioni)[15]. Questo programma ha avuto inizio negli anni cinquanta ed ha permesso a centinaia di studenti cileni di assorbire le teorie di Friedman, per poi riproporle con scarso successo democraticamente alle elezioni del 1970[senza fonte]. [senza fonte]

Opere (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • Essays in positive economics, Chicago, University of Chicago Press, 1953.
  • Income from independent professional practice, coautore Simon Kuznets, New York, National bureau of economic research, 1954.
  • Studies in the quantity theory of money, coautore Phillip Cagan e altri, Chicago, University of Chicago Press, 1956.
  • A theory of the consumption function , Princeton, Princeton university Press, 1957.
  • A program for monetary stability, New York, Fordham University Press, 1959.
  • Capitalism and freedom, Chicago, University of Chicago Press, 1962.
  • Price theory : a provisional text, London, Frank Cass & Company, 1962.
  • Inflation : causes and consequences, London, Asia Publishing House, 1963.
  • A monetary history of the United States : 1867-1960, coautore Anna Jacobson Schwartz, Princeton, Princeton University Press, 1963.
  • The great contraction 1929-1933, coautore Anna Jacobson Schwartz, Princeton, Princeton University Press, 1965.
  • Essays in positive economics, Chicago, University of Chicago Press, 1966.
  • The balance of payments : free versus fixed exchange rates, Washington, American Enterprise Institute for Public Policy Research, 1967.
  • Dollars and deficits : inflation, monetary policy and the balance of payments, Englewood Cliffs (N.J.), Prentice-Hall, 1968.
  • The optimum quantity of money and other essays, London, MacMillan, 1969.
  • Monetary statistics of the United States : estimates, sources, methods, coautore Anna Jacobson Schwartz, New York, National bureau of economic research distributed by Columbia University Press, 1970.
  • Bright promises, dismal performance : an economist's protest, San Diego, HBJ, 1972.
  • An economist's protest : columns in political economy, Glen Ridge, Thomas Horton and Company, 1972.
  • Social security : universal or selective?, coautore Wilbur J. Cohen, Washington, American Enterprise Institute for Public Policy Research, 1972.
  • Price theory, Chicago, Aldine, 1976.
  • Tax limitation, inflation and the role of government, Dallas, Fisher Institute, 1978.
  • Free to choose : a personal statement , coautore Rose Friedman, London, Secker & Warburg, 1980.
  • From new deal banking reform to world war 2 inflation, coautore Anna Jacobson Schwartz, Princeton, Princeton University Press, 1980.
  • Monetary trends in the United States and the United Kingdom : their relation to income, prices, and interest rates : 1867-1975, Chicago, University of Chicago Press, 1982.
  • Tyranny of the status quo, coautore Rose Friedman, London, Secker and Warburg, 1984.
  • Monetarist economics, Oxford, B. Blackwell, 1991.
  • Money mischief : episodes in monetary history, New York, Harcourt Brace Jovanovich publishers, 1992.
  • Two lucky people : memoirs, coautore Rose Friedman, Chicago, The University of Chicago Press, 1998.
  • Money, inflation and the constitutional position of the central bank, coautore Charles A. E. Goodhart, London, Institute of economic affairs, 2003.
  • Making Chicago price theory : Friedman-Stigler correspondence 1945-1957, a cura di J. Daniel Hammond e Claire H. Hammond, London, Routledge, 2006.

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Contestazione liberale , Firenze, Sansoni, 1975.
  • Nessun pasto è gratis, Torino, Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi, 1978.
  • Il dollaro. Storia monetaria degli Usa (1867-1960), coautore Anna Jacobson Schwartz, titolo originale A monetary history of the United States : 1867-1960, UTET, 1979.
  • Liberi di scegliere, coautore Rose Friedman, Milano, Longanesi, 1981.
  • Per il libero mercato, Milano, Sugarco, 1981.
  • La tirannia dello status quo, Milano, Longanesi, 1984.
  • Manovre monetarie, titolo originale Money mischief, Garzanti Libri, 1992.
  • Metodo, consumo e moneta, Il Mulino, 1996.
  • Capitalismo e libertà, titolo originale Capitalism and freedom con prefazione di Antonio Martino[16], IBL Libri, 2010.

in collaborazione

  • Milton e Rose Friedman Liberi di scegliere Prefazione di Francesco Giavazzi, Mursia Editore ISBN 978-88-6440-160-7

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Presidential Medal of Freedom - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom
— 17 ottobre 1988
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sacro Tesoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sacro Tesoro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scomparso l'economista Milton Friedman, Radio Radicale.it
  2. ^ Forza Italia? Io vi dico sveglia Italia!
  3. ^ Il welfare liberale secondo Milton Friedman
  4. ^ Marco Pannella, Droga: si aggrava il flagello, che fare?
  5. ^ Della Vedova: Friedman, morto il più classico e attuale degli economisti liberali
  6. ^ a b (EN) La lettera a Pinochet di Friedman e risposta del generale
  7. ^ TicinoOnLine.ch: Ex-ministro di Pinochet a Lugano, ignoti devastano la sala della conferenza
  8. ^ come riportato da Antonio Martino, in Milton Friedman. Una biografia intellettuale
  9. ^ Johan Norberg, Defaming Milton Friedman
  10. ^ (EN) http://www.medaloffreedom.com/Chronological.htm
  11. ^ (EN) L'appello di cui Friedman è il primo firmatario
  12. ^ LaVoce.info - Milton Friedman, libero pensatore
  13. ^ Milton Friedman Unraveled, mises.org
  14. ^ Intervista a Murray N. Rothbard
  15. ^ Secondo quanto afferma la Klein in Shock economy
  16. ^ BrunoLeoni.it - Capitalismo e libertà

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Martino, Milton Friedman. Una biografia intellettuale, Soveria Mannelli, Rubbettino; Treviglio, Leonardo Facco, 2005. ISBN 88-498-1316-3.
  • Lanny Ebenstein, Milton Friedman : a biography, New York, Palgrave Macmillan, 2007. ISBN 9781403976277.
  • Mäki, Uskali, The methodology of positive economics : reflections on the Milton Friedman legacy, Cambridge,: Cambridge university Press, 2009. ISBN 9780521867016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 46761275 LCCN: n79117948