Gilbert du Motier de La Fayette

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Il marchese de La Fayette

Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier, Marchese de La Fayette (Chavaniac, 6 settembre 1757Parigi, 20 maggio 1834), è stato un generale e politico francese, fu protagonista sia della rivoluzione americana prima e della rivoluzione francese dopo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gilbert du Motier de La Fayette

Nacque da una famiglia nobile dell'Alvernia; fu scelto dalle autorità francesi nel 1777 per attraversare l'Atlantico e offrire i suoi servizi al Congresso Continentale di Filadelfia.

Fu un amico di George Washington, che divenne il suo modello e combatté insieme a lui nelle battaglie del Brandywine e di Valley Forge. Nel 1779 andò in Francia per accelerare la spedizione di un esercito francese, e tornò per distinguersi ancora nella Battaglia di Yorktown nel 1781.

Partecipò, dapprima alla testa di un esercito personale e poi guidando le armate francesi, alla Guerra di indipendenza americana, segnalandosi per la sua abilità militare. Coraggioso in battaglia e incrollabile nelle avversità, La Fayette divenne popolare in America e la sua fama contribuì a rendere accettabili gli ideali liberali in Europa. In suo onore fu dato il nome La Fayette (o Lafayette) a diverse città e contee degli Stati Uniti d'America.

Tornato in patria, partecipò agli Stati generali del 1789, in seno ai quali assunse una posizione di apertura verso le istanze del terzo stato. Durante la Rivoluzione francese, quindi, ebbe un ruolo di primo piano, almeno per quanto riguarda la prima fase. All'indomani della presa della Bastiglia, infatti, fu nominato per acclamazione comandante della Guardia Nazionale. Nei seguenti tre anni, da liberale ed aristocratico qual era, esercitò la sua influenza nel tentativo di orientare la rivoluzione in senso monarchico-costituzionale, ovvero secondo un indirizzo moderato che riformasse le istituzioni salvando la monarchia. Sembra, fra l'altro, che sia stato proprio lui a chiedere che alle coccarde blu e rosse (gli antichi colori di Parigi) della Guardia Nazionale, venisse unito anche il bianco, colore della casa reale, formando così il tricolore che diventerà la bandiera francese.[1]

Nel luglio 1791 La Fayette, nominato capo della Guardia nazionale francese parigina, ordinò ad essa di aprire il fuoco sulla folla che chiedeva l'abolizione della monarchia. Nel tumulto morirono circa 50 persone e l'episodio, ricordato come il massacro del Campo di Marte, provocò una insanabile frattura fra la componente moderata e quella giacobina della rivoluzione. Nello stesso anno fu inviato a capo di tre armate dell'esercito francese nella guerra contro l'Austria, sul fronte belga, ma tentò di incoraggiare un armistizio, temendo che le truppe francesi sarebbero state duramente sconfitte in uno scontro con gli austriaci.

Si ritirò a vita privata due mesi dopo. L'anno dopo, con il sopravvento dei Giacobini, fu considerato un traditore e dovette espatriare in Belgio. Qui, a Rochefort, fu arrestato dalle autorità militari austriache che lo cedettero ai prussiani, i quali lo trasferirono a Magdeburgo, ove patì una prigionia molto dura. Trasferito ancora a Neisse in Slesia, fu restituito agli austriaci nel maggio del 1795 dopo l'accordo di pace fra Prussia e Francia rivoluzionaria. Fu quindi condotto nella fortezza di Olmütz in Moravia ove subì altri due anni di dura prigionia.[2] Dopo la sconfitta austriaca nella prima campagna d'Italia da parte di Napoleone Bonaparte e gli accordi di Leoben (18 aprile 1797), Napoleone pose come condizione preliminare alle trattative che si sarebbero tenute a Campoformio, la liberazione del marchese di La Fayette e di suoi due compagni di prigionia; cinque mesi dopo La Fayette fu liberato con il divieto di rientrare nel territorio francese.

Tornò alla vita pubblica in Francia nel periodo della Restaurazione come deputato. Fu di nuovo a capo della Guardia Nazionale nell'agosto 1830, svolgendo un ruolo attivo nella Monarchia di Luglio di Luigi Filippo di Francia. Fu poi destituito nel dicembre dello stesso anno dal nuovo governo Laffitte, ritirandosi quindi a vita privata.

Morì nel 1834 e fu sepolto nel Cimitero di Picpus. Viene considerato il primo "eroe dei due mondi"

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La grande popolarità di La Fayette, acquisita per la sua storia sia in America che in Europa, ha fatto sì che il suo nome (nella forma La Fayette o Lafayette) sia stato dato a molti centri abitati e luoghi geografici, a diverse unità militari, principalmente negli Stati Uniti d'America e in Francia, oltre che essere citato in film, serie televisive, videogiochi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le drapeau français - Présidence de la République. URL consultato il 08-02-2009.
  2. ^ Alla moglie, arrestata ed imprigionata per breve tempo due volte in Francia, dopo aver visto ghigliottinare la madre, duchessa d'Ayen, la sorella, viscontessa di Noailles, e la nonna, marescialla di Noailles, fu consentito l'espatrio. Recatasi in Austria ottenne di rimanere con i due figli ad Olmütz per poter assistere il marito.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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