Karl Ove Knausgård

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« Che senso avrebbe scrivere se non ci fossero sfide ? »
(Karl Ove Knausgård, intervista a La Repubblica del 14/09/2011 [1])
Karl Ove Knausgård 2010

Karl Ove /kɑɭ ˈuːvə/ Knausgård /ˈknæʉsˌgɔɖ/ (Oslo, 6 dicembre 1968) è uno scrittore norvegese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Oslo, Knausgård è cresciuto tra Tromøya, Arendal e Kristiansand e ha studiato arti e letteratura all'università di Bergen. Attualmente vive in Svezia, a Malmö, con sua moglie e i tre figli. Da ragazzo ha suonato il basso in un gruppo indie-rock e ha recensito diversi libri su riviste underground norvegesi[1].

Ha debuttato nel 1998 con il romanzo Ute av Verden, (Fuori dal mondo, non pubblicato in Italia); per questo libro è stato insignito del Premio letterario della Critica Norvegese (Norwegian Critics Prize for Literature). Si tratta del primo caso di assegnazione del premio a un debuttante.

Il suo secondo romanzo, A Time for Everything, edito nel 2004 (anche questo non pubblicato in Italia) ha vinto svariati premi ricevendo anche una nomina per il Premio letterario del consiglio nordico (Nordic Council's Literature Prize), uno dei premi più prestigiosi a livello letterario per gli stati nordici paragonabile all'IMPAC. Questo romanzo è stato considerato dalla critica newyorchese "Un romanzo strano, irregolare e meraviglioso"[2].

Nel 2009 ha vinto il Brage Prize con il libro La mia lotta - Volume 1 (uscito in Italia nell'ottobre 2010), il primo di sei volumi autobiografici pubblicati in Norvegia tra il 2009 ed il 2010. Il titolo originale del libro è Min Kamp, un accenno ironico a Mein Kampf di Hitler (con cui non ha niente in comune). In totale, i sei volumi corrisponderanno a oltre 3000 pagine. L'uscita di questo romanzo ha suscitato molto scalpore e molti dibattiti in Norvegia soprattutto perché Knausgård ha descritto dettagliatamente la vita privata della sua famiglia e di alcuni suoi amici e conoscenti. Tuttavia il romanzo ha riscosso un grande successo con molte critiche favorevoli prima ancora che l'ultimo volume fosse pubblicato. Può quindi considerarsi uno dei più grandi successi norvegesi mai pubblicati.

In un'intervista radiofonica con l'ex moglie Tonje Aursland, dalla quale è separato e che ha avuto un ruolo centrale in episodi del romanzo Min Kamp, Knausgård ha ammesso di aver fatto svariate volte una sorta di patto col diavolo, sacrificando la sua relazione con parte della sua famiglia e dei suoi amici ha raggiunto un enorme successo. Nell'ottobre 2010 l'ex moglie, durante un documentario radiofonico trasmesso su NRK[3], ha dichiarato quanto fosse stato doloroso leggere nel quinto volume dell'opera del tradimento dell'ex marito; a questo proposito egli ha dichiarato di averla avvertita e di averle fatto leggere il passaggio prima della pubblicazione [1].

I volumi di Min Kamp sono attualmente in traduzione in diverse lingue in tredici paesi. In Danimarca i primi due hanno ricevuto un grande riscontro positivo da parte della critica[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Leonetta Bentivoglio, Il romanzo più lungo del mondo in La Repubblica, 14 settembre 2011, p. 53.
  2. ^ (EN) Ingrid D. Rowland, The Primordial Struggle in The New York Reviews of Books, 14 ottobre 2010.
  3. ^ (NO) Trygve Riiser Gundersen, Knausgård burde være glad in Dagbladet, 3 ottobre 2010.
  4. ^ (NO) Brynjulf Jung Tjønn, Får toppkarakterer i Danmark in NRK, 2 giugno 2010.

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