Friedrich von Hayek
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Friedrich August von Hayek (Vienna, 8 maggio 1899 – Friburgo, 23 marzo 1992) è stato un economista e filosofo austriaco, tra i più grandi e più prolifici economisti del XX secolo. Esponente storico del liberalismo, è stato uno dei maggiori esponenti della scuola austriaca ed uno dei maggiori critici dell’economia pianificata e centralista. Nel 1974 è stato insignito, insieme a Gunnar Myrdal, del Premio Nobel per l'economia, grazie al suo "lavoro pionieristico sulla teoria monetaria, sulle fluttuazioni economiche e per le fondamentali analisi sull'interdipendenza dei fenomeni economici, sociali e istituzionali"[1]. Nel 1991 ha anche ricevuto la Presidential Medal of Freedom[2].
É considerato uno dei maggiori avversari delle politiche interventiste classiche del pensiero di John Maynard Keynes, nonché uno dei più importanti difensori delle teorie liberali del XX secolo.
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[modifica] Biografia
Hayek nacque a Vienna, in una famiglia aristocratica composta da importanti intellettuali. Suo padre pubblicò il maggiore trattato di botanica mentre lavorava come dottore per lo Stato. La madre era cugina del famoso filosofo Ludwig Wittgenstein. Allo scoppio della Grande guerra, avvenuto nel 1914, Hayek falsificò la propria età per entrare nell'esercito austro-ungarico. Sopravvisse alla guerra senza danni importanti e venne decorato per il suo coraggio. Dopo essersi congedato decise di intraprendere la carriera accademica. Nel 1921 e 1923 ottenne il dottorato rispettivamente in giurisprudenza e scienze politiche all'Università di Vienna e, contemporaneamente, studiò con un interesse fuori dal comune psicologia ed economia. Il pensiero economico hayekiano, inizialmente tendente al socialismo, fu fortemente influenzato durante gli anni di studio, nei quali ebbe come maestri (non solo nell'ateneo) Ludwig von Mises e Friedrich von Wieser.
Dal 1923 al 1924 lavorò come assistente del professore Jeremiah Jenks alla New York University. Successivamente aiutò il governo austriaco a calcolare i dettagli economici e legali dei trattati internazionali che segnarono la fine della Prima guerra mondiale. Diventò poi direttore del Austrian Institute for Business Cycle Research alla London School of Economics and Political Science; nella stessa facoltà, nel 1931, arrivò l'economista Lionel Robbins. Negli anni '30 Hayek divenne molto famoso come teorico economico, nonostante il suo pensiero si discosti notevolmente da quello dominante di allora, il keynesismo.
Nel 1938, non potendo rientrare nella natia Austria a causa dell'annessione della stessa al Terzo Reich, Hayek divenne cittadino britannico, cittadinanza che manterrà per sempre.
Fu proprio in questo periodo che Hayek cominciò a scrivere una delle sue opere più importanti, The Road to Serfdom. Quest'opera, che divenne famosa come secondo volume del trattato intitolato The Abuse and Decline of Reason[3], nasce dall'interesse di Hayek per la visione inglese del nazionalsocialismo, visione che vede questo movimento come una reazione capitalista al socialismo. Questo testo, pubblicato dalla casa editrice Routledge nela marzo 1944, venne scritto tra il 1940 e il 1943 e prese il suo nome dall'opera del pensatore liberale francese Alexis de Tocqueville, Road to servitude[4]. Quando venne pubblicato negli Stati Uniti nel settembre dello stesso anno, ebbe molto più successo di quanto ne ebbe la pubblicazione inglese, nonostante non sia stato ben accolto dalla critica. Il famoso magazine statunitense Reader's Digest ne pubblicò una versione abbreviata nell'aprile 1945 per dargli maggiore attenzione, soprattutto negli ambienti accademici.
Nel 1950 Hayek lasciò la London School of Economics and Political Science per diventare docente alla University of Chicago. In quegli anni formò un importante gruppo di economisti, tra i quali troviamo anche Milton Friedman. Contemporaneamente il suo interesse si spostò dall'economia alla filosofia politica e alla psicologia, anche se continuò a scrivere saggi economici.
Dopo aver commentato nel 1955 diversi scritti di John Stuart Mill, Hayek inziò a scrivere un'altra sua opera fondamentale, The Constitution of Liberty[5]. Lavorò su questa opera per quattro anni, fino al maggio 1959. Nel febbraio 1960 venne pubblicata. Hayek spedì una copia all'ex presidente degli Stati Uniti Dwight D. Eisenhower e al vice in carica in quegli anni, Richard Nixon[6].
Dal 1962, fino al suo ritiro del 1968, fu docente all'Università di Friburgo. Fu in questo periodo che cominciò la stesura di Law, Legislation and Liberty, opera divisa in tre volumi, pubblicati nel 1973, 1976 e 1979.
Nel 1974, a seguito della vittoria del Premio Nobel per l'economia, aumentò l'interesse generale intorno ala scuola austriaca. Nel 1984 divenne membro dell'Order of the Companions of Honour (Ordine dei Compagni di Onore) di Elisabetta II del Regno Unito, su decisione dell'allora Primo Ministro britannico Margaret Thatcher per il suo "servizio agli studi economici". Successivamente divenne professore onorario dell'Università di Salisburgo. Nel 1991 ottenne dal presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush la Presidential Medal of Freedom, ovvero uno dei premi civili più onorifici degli Stati Uniti. Morì l'anno dopo a Friburgo, in Germania.
[modifica] Pensiero
[modifica] Teoria del ciclo economico
| Per approfondire, vedi la voce Teoria austriaca del ciclo economico. |
Il ciclo economico e le sue cause ebbero un ruolo fondamentale nell'intera opera di Hayek. Partendo dall'opera misesiana Theory of Money and Credit (1912), nella quale l'economista austriaco applicò il concetto di utilità marginale alla moneta, fondendo anche le teorie della Currency School e dell'economista svedese Knut Wicksell, Hayek teorizzò un'interpretazione del ciclo economico, interpretazione diventata famosa come teoria austriaca del ciclo economico. In Prices and Production (1931) e The Pure Theory of Capital (1941) Hayek spiegò come i cicli economici siano il frutto dell'espansione del credito artificiosa, ossia non legata ad un effettivo aumento del risparmio, effettuata dalle Banche centrali che, a causa di tassi tenuti artificialmente bassi, causa il cosiddetto malinvestment, ossia una collocazione non ottimale degli investimenti.
Tale teoria fu molto criticata da diversi economisti, soprattutto neoclassici e keynesiani.
[modifica] Il problema del calcolo economico
Hayek è stato uno dei maggiori avversari del collettivismo della storia del pensiero economico. Sosteneva che qualsiasi sistema basato su qualsiasi forma di collettivismo si sarebbe dovuto basare per sopravvivere su un'autorità centrale di qualunque tipo. In The Road to Serfdom, e nei suoi successivi lavori, Hayek affermò che un sistema puramente socialista richiede un piano economico centrale e ciò, secondo Hayek, porta inevitabilmente a forme di totalitarismi, perché avrà bisogno di sempre maggiore forza per controllare e dirigere la vita socio-economica di un paese, e perché tutte le informazioni relative ad un qualsiasi sistema sono necessariamente decentralizzate.
Hayek, come diversi economisti prima di lui, tra cui von Mises, sostiene inoltre che qualsiasi economia centralizzate e pianificata, ossia decisa a tavolino da un individuo o da un gruppo di individui, i quali decidono la distribuzione delle risorse, è perdente in partenza, in quanto un unico individuo o un gruppo di individui, dall'alto della loro posizione centrale e centralizzata, non hanno abbastanza informazioni per creare un allocazione ottimale delle risorse. Secondo Hayek, l'unico sistema in grado di dare un allocazione ottimale alle risorse è il sistema di prezzi liberi tipico del libero mercato. In The Use of Knowledge in Society, Hayek spiegò come il meccanismo di prezzi liberi consenta l'unione e la condivisione di conoscenze locali e personali, atraverso il principio di auto-organizzazione. Hayek ideò il termine catallaxy (catallassi) per descrivere un "sistema auto-organizzativo di cooperazione volontaria".
Nella visione di Hayek, il ruolo destinato allo Stato è il mantenimento dello Stato di diritto, accompagnato da un interventismo il più limitato possibile.
[modifica] Ordine spontaneo
Hayek, in merito al sistema dei prezzi liberi, sosteneva che tale sistema non sia il frutto di interventi umani volontari, bensì di azioni umane involontarie e spontanee. Sosteneva che "esso sia il risultato di azioni umane ma non di progetti umani". Hayek mette il meccanismo dei prezzi allo stesso livello, per esempio, a quello del linguaggio. Secondo Hayek "il meraviglioso sistema dei prezzi è un meccanismo perfetto per comunicare informazioni con la velocità del vento anche nelle regioni più remote".
In The Fatal Conceit Hayek attribuiva la civilizzazione all'espansione della proprietà privata.
[modifica] Filosofia sociale e politica
Nell'ultima parte della sua carriera Hayek si concentrò su temi riguardanti la filosofia politica e sociale, temi che forniranno le basi per la sua visione in merito ai limiti delle conoscenze umane[7], e del cosiddetto ordine spontaneo. L'economista austriaco ha sempre sostenuto la bontà di una società basata su un ordine di mercato, nella quale lo Stato abbia soprattutto il compito di mantenere l'ordine legale necessario per permettere un mercato libero e pacifico tra individui. Queste idee derivarono dalla filosofia morale tratta dai contributi epistemologici riguardanti i limiti delle conoscenze umane.
Nella sua filosofia della scienza, non dissimile da quella dell'amico Karl Popper, Hayek fu molto critico nei confronti dello scientismo: una falsa comprensione dei metodi della scienza che ha erroneamente forzato le scienze sociali, e che è in pratica l'esatto contrario della vera scienza. A tale teoria Hayek contrappone una visione della scienza del tutto diversa, composta da un complesso di variabili imprevedibili e non di fenomeni lineari. In The Counter-Revolution of Science: Studies in the Abuse of Reason Hayek espone pienamente questa teoria, definita in saggi successivi come "Degrees of Explanation" e "The Theory of Complex Phenomena".
[modifica] Hayek e il conservatorismo
Hayek tornò alla ribalta tra gli anni '80 e '90 con l'ascesa al governo degli Stati Uniti e del Regno Unito di partiti di ispirazione conservatrice. Il Primo Ministro britannico in carica dal 1979 al 1990, Margaret Thatcher, dichiarò più volte di avere in Hayek il suo punto di riferimento filosofico. La Thatcher, dopo aver vinto le elezioni del 1979, decise di nominare come Segretario di Stato per l'industria Keith Joseph, ovvero il presidente dell'Hayekian Centre for Policy Studies. Lo stesso fece Ronald Reagan, il quale scelse diversi economisti hayekiani tra i suoi consiglieri economici[8].
Hayek, in appendice a The Constitution of Liberty, scrisse un saggio intitolato Why I Am Not a Conservative[9], nel quale screditò il conservatorismo per la sua inadeguatezza all'adattamento ai cambiamenti delle relazioni umane. La sua critica era diretta soprattutto al conservatorismo di stampo europeo, il quale spesso ritiene il libero mercato nemico della stabilità sociale e dei valori tradizionali. Hayek si identificava come classical liberal, ma, dato l'utilizzo ormai molto diffuso negli Stati Uniti della parola liberal, in riferimento anche a tendenze di sinistra, viene spesso indicato come libertario, anche se la sua definizione preferita è old whig, definizione presa in prestito da Edmund Burke. Nell'ultima parte della sua vita Hayek diceva: "Sono diventato un whig burkeniano"[10].
[modifica] Influenze e riconoscimenti
Nel 1947 Hayek fu il maggiore organizzatore della Mont Pelerin Society, uno dei maggiori gruppi al mondo di classical liberals. Fu molto importante anche nella creazione dell'Institute of Economic Affairs, think tank di orientamento liberale ispirato al Thatcherismo. Nel suo discorso alla cerimonia del Premio Nobel vinto nel 1974, Hayek, che enfatizzò nei suoi studi la fallibilità delle limitate conoscenze umane in temi sociali ed economici, espresse i suoi timori in merito alla graduale trasformazione dell'economia a semplice scienza, al pari della fisica, della chimica o della medicina.
Per Hayek molto importante fu l'amicizia con il filosofo Karl Popper. Queste grandi menti si influenzarono a vicenda e, nel 1944 Popper, in una lettera diretta ad Hayek, scrisse: "Penso di aver appreso da te più di quanto qualsiasi altro pensatore mi abbia trasmesso, a parte Alfred Tarski"[11]. Popper dedicò ad Hayek la pubblicazione intitolata Conjectures and Refutations (1963); successivamente Hayek ricambiò il favore dedicando a Popper Studies in Philosophy, Politics, and Economics, e scrivendo che "sin dalla pubblicazione del 1934 di Logik der Forschung aderì completamente alla teoria generale metodologica popperiana"[12]. Popper partecipò anche all'inaugurazione della Mont Pelerin Society.
Dopo aver influenzato l'approccio all'economia di Margaret Thatcher e, in parte di Ronald Reagan, Hayek negli anni '90 divenne uno degli economisti più influenti e rispettati nell'Europa orientale.
L'influenza del pensiero hayekiano sulle teorie economiche, sociali e filosofiche moderne è innegabile. Ad esempio, la pubblicazione del 1944 di The Road to Serfdom, influenzò molto oppositori del postmodernismo[13].
Anche dopo la sua morte la "presenza" del suo pensiero, specialmente nelle università dove insegnò, è evidente. Alla London School of Economics and Political Science e alla Oxford University è stata creata in suo onore la Hayek Society. Il Cato Institute, think tank per il quale scrisse Hayek, ha dedicato il suo auditorium all'economista austriaco. La stessa cosa è avvenuta alla Universidad Francisco Marroquín di Città del Guatemala.
Hayek è stato citato diverse volte nella recente serie andata in onda sulla BBC, The Trap.
[modifica] Le critiche
Hayek è stato spesso messo sotto accusa tanto da autori liberali, quanto da autori di stampo marxista.
I socialisti l'hanno spesso accusato di avere una visione conservatrice dell'economia. A discapito delle sofisticate argomentazioni che usa per sostenere le sue posizioni, avrebbe considerato il "liberismo come un dogma" e si sarebbe fatto condizionare dalla sua stessa ideologia.
Eric Hobsbawm in merito ad Hayek scrisse:
| « Uomini come Hayek non si erano mai mostrati pragmatici...In realtà personaggi come Hayek erano i fedeli di una religione economica. » | |
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(Il secolo breve)
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A sostegno di queste affermazioni i suoi critici osservano che nemmeno la crisi economica del 1929 incise sulla sua idea che lo Stato non dovesse intervenire nell'economia. Tuttavia a ribadire la correttezza della visione non interventista di Hayek sulla crisi del 1929, arriverà nel 1963 La grande depressione, il trattato con cui l'autorevole esponente della scuola austriaca Murray N. Rothbard sostiene che le reali cause della crisi siano da attribuirsi alle politiche inflazionistiche che la Federal Reserve adottò dal 1921 al 1929.
Per questi motivi Hayek viene accusato spesso di essere il padre del cosiddetto "fondamentalismo di mercato". Margaret Thatcher, dichiarò che Hayek era il suo punto di riferimento intellettuale.
Alcuni hanno tuttavia ritenuto che il neoliberismo fosse una perversione e una volgarizzazione delle idee di Hayek piuttosto che la messa in pratica delle sue teorie economiche.
George Soros, un finanziere molto critico nei riguardi del libero mercato ma ammiratore di Hayek, paragonandolo al filosofo liberale Karl Popper ha scritto:
| « Friedrich von Hayek, le cui idee sono state volgarizzate dai fondamentalisti del mercato dell'ultimo minuto, era un deciso assertore della società aperta. Sia lui che Popper volevano proteggere la libertà dell'individuo dalle minacce che provenivano da dottrine collettivistiche quali il nazionalsocialismo e il comunismo; le loro opinioni divergevano solo su quali fossero i mezzi idonei... Hayek riponeva la sua fiducia nel meccanismo del mercato perché temeva le impreviste conseguenze negative dei controlli pubblici. La sua preoccupazione è stata spinta all'estremo da parte dei suoi seguaci della Scuola di Chicago. La ricerca dell'interesse egoistico è stata eretta a principio universale che permea di sé tutti gli aspetti dell'esistenza » |
Anche Hobsbawm, pur attaccando Hayek, non lo assimila a quelli che chiama "i volgari propagandisti occidentali del sistema capitalistico durante la guerra fredda".
Hayek scrisse comunque un saggio per distinguere nettamente la sua posizione da quella dei conservatori, intitolato appunto Perché non sono un conservatore (Why I Am Not a Conservative), incluso in appendice al suo libro The Constitution of Liberty.
Hayek è stato molto contestato anche da autori della destra radicale, che hanno visto in lui un difensore di quella modernità capitalista che mette in discussione le comunità tradizionali, le nazioni storiche, i legami di sangue ed etnia. Per Alain de Benoist (forse il massimo esponente della Nouvelle Nouvelle Droite francese), ad esempio, vi sarebbe in Hayek una "tendenza darwinista assai contestabile".
Il pensiero hayekiano, infine, è stato aspramente contestato anche da autori di orientamento libertario (Hans-Hermann Hoppe, Walter Block, Enrico Colombatto, Murray N. Rothbard e altri), che hanno evidenziato le incertezze di un liberalismo non sempre disposto a denunciare l'illegittimità dello Stato e di ogni azione che aggredisca l'individuo e minacci l'autonomia del libero mercato e l'ordine giuridico basato sulla proprietà privata.
Come può rilevarsi, nessun argomento scientifico è riuscito a confutare le tesi del Professore, a tutt'ora anche studiosi non hayekiani sono costretti a darsi ad elaborazioni che prendono atto di un "Socialism after Hayek" (Burczack).
[modifica] Voci correlate
- Scuola austriaca
- Liberalismo
- Libertarismo
- Ludwig von Mises
- Murray N. Rothbard
- Teoria austriaca del ciclo economico
[modifica] Note
- ^ Motivazione del Premio Nobel insignito ad Hayek nel 1974
- ^ Presidential Medal of Freedom, 1991
- ^ Alan Ebenstein, Friedrich Hayek. A Biography. p. 107
- ^ Alan Ebenstein, Friedrich Hayek. A Biography. p. 116
- ^ Alan Ebenstein, Friedrich Hayek. A Biography. p. 195
- ^ Alan Ebenstein, Friedrich Hayek. A Biography. p. 203
- ^ The Use of Knowledge in Society
- ^ Jerry Z. Muller, The Mind and the Market
- ^ Why I Am Not a Conservative
- ^ E. H. H. Green, Ideologies of Conservatism. Conservative Political Ideas in the Twentieth Century
- ^ Hacohen, 2000
- ^ Weimer and Palermo, 1982
- ^ Wolin, 2004
[modifica] Opere
- Monetary Theory and the Trade Cycle, 1929
- Prices and Production, 1931
- Monetary Nationalism and International Stability, 1937
- Profits, Interest and Investment and Other Essays on the Theory of Industrial Fluctuations, 1939
- The Pure Theory of Capital, 1941
- The Road to Serfdom, 1944
- Individualism and Economic Order, 1948
- John Stuart Mill and Harriet Taylor: Their Friendship and Subsequent Marriage, 1951
- The Counter-Revolution of Science: Studies on the Abuse of Reason, 1952
- The Sensory Order: An Inquiry into the Foundations of Theoretical Psychology, 1952
- The Constitution of Liberty, 1960
- Studies in Philosophy, Politics and Economics, 1967
- A Tiger by the Tail, 1972
- Law, Legislation and Liberty: A New Statement of the Liberal Principles of Justice and Political Economy
- Volume I. Rules and Order, 1973
- Volume II. The Mirage of Social Justice, 1976
- Volume III. The Political Order of a Free People, 1979
- Choice in Currency: A Way to Stop Inflation, 1976
- Denationalisation of Money: An Analysis of the Theory and Practice of Concurrent Currencies, 1976
- New Studies in Philosophy, Politics, Economics and the History of Ideas, 1978
- 1980s Unemployment and the Unions, 1980
- The Fatal Conceit: The Errors of Socialism, 1988
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Friedrich von Hayek
[modifica] Collegamenti esterni
- Profilo di Friedrich von Hayek, Ragionpolitica.it
- Bibliografia di Friedrich von Hayek, Società Libera
- Biografia di Friedrich von Hayek, mises.org
- Biografia e bibliografia di Friedrich von Hayek, Econlib
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