Milan Kundera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Milan Kundera

Milan Kundera ([ˈmɪlan ˈkundɛra]; Brno, 1º aprile 1929) è uno scrittore, saggista, poeta e drammaturgo ceco naturalizzato francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Brno, nell'allora Cecoslovacchia (attualmente in Repubblica Ceca), il 1º aprile del 1929, Kundera studiò letteratura e musica a Praga. Suo padre Ludvík (1891-1971) era direttore dell'Accademia musicale di Brno, la JAMU, e un noto pianista. Fin da piccolo Kundera studiò musica, in particolare pianoforte, e la passione per la musica tornerà spesso nei suoi testi letterari. Pubblica le prime poesie ancora adolescente, grazie al cugino Ludvík, poeta di alcuni anni più anziano di lui e, all'epoca, già presente in varie riviste letterarie.

Nato nel 1920, Ludvík Kundera è una figura poliedrica nella cultura ceca, poeta uscito negli anni della Seconda guerra mondiale dalla costola "surrealista" del gruppo RA, prosatore, pittore, traduttore dal tedesco e studioso del Dadaismo. Dopo aver seguito per un anno (a partire dal 1948) i corsi di letteratura all'Università Carlo di Praga, Kundera passa alla Scuola di Cinema, la FAMU, dove si laurea e dove in seguito terrà corsi di letterature comparate. Nel 1948, ancora studente, si iscrisse al Partito comunista, ma ne fu espulso nel 1950 per via di alcune critiche alla sua politica culturale contenute in una lettera a lui indirizzata da un amico; tuttavia nel 1956 fu riammesso, diventando un punto di riferimento importante nella cultura ceca di quegli anni.

Nel decennio successivo si schierò apertamente a favore della cosiddetta Primavera di Praga, e fu per questo costretto a lasciare il posto di docente e, nel 1970, nuovamente espulso dal partito. Nel 2008 un documento rinvenuto nell'archivio della Polizia e ritenuto attendibile testimonia di una sua delazione, nel 1950, nei confronti di un ventenne impegnato in un'ingenua operazione di "spionaggio" tra Germania Ovest e Cecoslovacchia. Il giovane venne condannato a 22 anni di lavori forzati. Kundera ha sempre negato ogni responsabilità nella vicenda. Nel 1975 emigrò in Francia, ove ha insegnato alle università di Parigi e di Rennes, dove oggi vive con la moglie Vera Hrabanková. Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell'oblio, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottenne però quella francese.

Dopo la Primavera di Praga le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia; i suoi romanzi più recenti li ha scritti in lingua francese e non ha concesso a nessuno i diritti di traduzione in lingua ceca. Per questa ragione, l'Autore ha subito forti critiche in Patria, persino negli ambienti del dissenso, sin dall'atto della pubblicazione nel 1984 del suo più clamoroso successo, L'insostenibile leggerezza dell'essere, in Francia. Ma bisognerà attendere sino al 2006 affinché Kundera dia il permesso di pubblicazione del romanzo anche nella Repubblica Ceca, tramite un'edizione anastatica di quella pubblicata in ceco a Toronto già nel 1985.

La scrittura[modifica | modifica sorgente]

Dopo tre volumi di poesia (i primi due alquanto radicati nella realtà politica del tempo), un testo teatrale che sembra forse risentire del pensiero sartriano, e un saggio sulla prosa di Vladislav Vančura, Kundera ottiene un certo successo a partire dal 1963 con il primo dei tre volumi di racconti degli Amori ridicoli (poi riuniti in un unico volume nel 1970), che si fanno notare per la loro satira pungente e corrosiva, e poi soprattutto col suo primo romanzo, Lo scherzo. Uscito nel 1967 mentre il paese sta attraversando i forti cambiamenti che porteranno alla cosiddetta "Primavera di Praga", il libro è un'amara ricostruzione della realtà cecoslovacca del secondo dopoguerra, e vince il premio dell'Unione degli Scrittori Cechi.

Kundera tornerà ancora al teatro con tre opere, l'ultima delle quali sarà Jacques e il suo padrone, variazione da Jacques il Fatalista di Denis Diderot, ma sarà soprattutto il romanzo e la saggistica a interessarlo. Nei successivi romanzi, soprattutto in quelli del periodo francese, Kundera svilupperà un proprio stile personale, quello del "romanzo-saggio", alternando cioè elementi tipicamente narrativi a vere e proprie parentesi saggistiche.

Tra i molti riconoscimenti: il Prix Médicis nel 1973, l'American Common Wealth Award alla carriera nel 1981, il premio Mondello nel 1978, il Jerusalem Prix nel 1985 e la Legion d'Onore nel 1990. Nel 2011 le sue opere sono state raccolte in due volumi, a cura di François Ricard, nella "Bibliothèque de la Pléiade", collana prestigiosa della Gallimard dove solo raramente vengono ammessi autori viventi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Poesia[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

In lingua ceca
In lingua francese

Volumi di racconti[modifica | modifica sorgente]

Articoli e saggi[modifica | modifica sorgente]

Varia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Adattamenti per cinema e TV di suoi racconti e opere teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • Nikdo se nebude smát (1965)
  • Vlasnici kljuceva (1968) - Film TV
  • Já, truchlivý buh (1969)
  • Próxima salida a 50 metros (1995)

Adattamenti dai suoi romanzi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Maria Ripellino, La ballata del compagno spione, "l'Espresso", 19 ottobre 1969
  • Lucio Lombardo Radice, Sul socialismo reale: saggi su Robert Havemann e Milan Kundera, a cura di Luana Benini, prefazione di Fabio Mussi, Editori Riuniti, Roma 1990 ISBN 88-359-3359-5
  • (EN) Maria Nemcova Banerjee, Terminal Paradox: The Novels of Milan Kundera, Boston 1991
  • (FR) Martin Rizek, Comment devient-on Kundera? images de l'ecrivain, ecrivain de l'image, L'Harmattan, Paris 2001
  • Giuseppe Dierna, “Il piacere e l'impegno rivivono in quel capolavoro”, La Repubblica, 4 giugno 2002
  • (FR) François Ricard, Le dernier après-midi d'Agnès: essai sur l'oeuvre de Milan Kundera, Gallimard, Paris 2003
  • Francois Ricard legge "Lo scherzo" di Milan Kundera, trad. Massimo Rizzante, Metauro, Pesaro 2003 ISBN 88-87543-42-9
  • Ilaria Vitali, Aritmetica dell'emigrazione: viaggio nella letteratura dell'esilio e nei problemi della comunicazione attraverso l'opera di Milan Kundera, L'harmattan Italia, Torino 2003 ISBN 88-88684-46-8
  • Květoslav Chvatík, Il mondo romanzesco di Milan Kundera, trad. Stefano Zangrando, postfazione di Massimo Rizzante. In appendice quattro dialoghi di Milan Kundera, Dip. di Scienze filologiche e storiche, Trento 2004 ISBN 88-8443-055-0
  • Walter Nardon, La parte e l'intero: l'eredità del romanzo in Gianni Celati e Milan Kundera, Dipartimento di studi letterari, linguistici e filologici, Trento 2007 ISBN 978-88-8443-178-3
  • Giuseppe Dierna, “Kundera: gli anni misteriosi”, La Repubblica, 27 novembre 2008

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 51691735 LCCN: n80032174