Simon Wiesenthal

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Tutto il valore del mio lavoro sta nell'ammonimento agli assassini di domani: non avrete mai pace. »
(Simon Wiesenthal[1])
Simon Wiesenthal

Simon Wiesenthal (Bučač, 31 dicembre 1908Vienna, 20 settembre 2005) è stato un ingegnere, scrittore e sopravvissuto alla Shoah austriaco, che dedicò gran parte della sua vita a raccogliere informazioni sui criminali nazisti e a rintracciarli per poterli sottoporre a processo.

I primi anni e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Simon Wiesenthal era un ingegnere civile. Ricevette la laurea dall'Università Tecnica di Praga nel 1932 dopo esser stato rifiutato dal Politecnico di Leopoli a causa delle restrizioni razziali imposte agli studenti ebrei. Nel 1936 sposò Cyla Mueller. Wiesenthal, quando scoppiò la Seconda guerra mondiale, viveva a Leopoli in Polonia. In seguito al patto Molotov-Ribbentrop, Leopoli fu occupata dall'Unione Sovietica. Il patrigno ed il fratellastro di Wiesenthal furono uccisi da membri del NKVD, la polizia segreta sovietica. Wiesenthal stesso fu costretto a chiudere la sua ditta e lavorare in una fabbrica.

Quando la Germania invase l'Unione Sovietica nel 1941, Wiesenthal e la sua famiglia furono catturati dai nazisti ed avviati verso i campi di concentramento. La moglie di Wiesenthal riuscì a nascondere la sua identità ebraica grazie a documenti falsi, che le vennero forniti dalla resistenza polacca in cambio degli schemi degli scambi ferroviari disegnati da Wiesenthal. Simon non fu così fortunato, e fu internato in vari campi di concentramento, dove sfuggì all'esecuzione in varie occasioni.

L'inizio della caccia ai criminali nazisti[modifica | modifica sorgente]

Wiesenthal fu liberato dalle forze statunitensi il 5 maggio 1945 dal campo di concentramento di Mauthausen. Quando i soldati lo trovarono, pesava meno di 45 chilogrammi ed era senza forze. Appena si rimise iniziò a lavorare per conto dell'esercito statunitense, raccogliendo informazioni per i processi contro i crimini di guerra nazisti. Nel 1947 lui ed altri trenta volontari fondarono il "Centro di documentazione ebraica" a Linz, in Austria, per raccogliere informazioni per futuri processi. Quando Stati Uniti ed Unione Sovietica persero interesse nel perseguire ulteriori crimini di guerra, il gruppo fu messo da parte.

Ciò nonostante Wiesenthal continuò con la raccolta di informazioni nel suo tempo libero, mentre lavorava a tempo pieno per aiutare le vittime della Seconda guerra mondiale. Durante questo periodo Wiesenthal fu essenziale per la cattura di uno degli ideatori dell'Endlösung, Adolf Eichmann (il quale divenne l'organizzatore logistico dell'Endlösung dopo aver partecipato alla Conferenza di Wannsee in cui prese corpo tale progetto). Dopo l'esecuzione di Eichmann in Israele nel 1962, Wiesenthal riaprì il "Centro per la documentazione ebraica", che cominciò a lavorare su nuovi casi.

Tra i suoi successi più clamorosi vi fu la cattura di Karl Silberbauer, l'ufficiale della Gestapo responsabile dell'arresto di Anna Frank. La confessione di Silberbauer aiutò a discreditare la voce che Il diario di Anna Frank fosse un falso. In questo periodo Wiesenthal localizzò nove dei sedici nazisti messi sotto processo nella Germania Ovest per l'uccisione degli ebrei di Leopoli, città dove visse egli stesso. Tra gli altri criminali catturati vi furono Franz Stangl, il comandante dei campi di concentramento di Treblinka e Sobibor, ed Hermine Braunsteiner-Ryan, una casalinga che viveva a Long Island, New York, che durante la guerra aveva supervisionato l'uccisione di centinaia di donne e bambini.

Il Centro Wiesenthal[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977 gli fu dedicata l'agenzia per la memoria sulla Shoah, il Centro Simon Wiesenthal (Simon Wiesenthal Center). Il Centro Simon Wiesenthal promuove la consapevolezza dell'antisemitismo, controlla i gruppi neonazisti, gestisce i Musei della Tolleranza a Los Angeles e Gerusalemme, e collabora ad assicurare alla giustizia i criminali nazisti di guerra sopravvissuti.

Coinvolgimento dei politici in Austria e gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Negli anni settanta fu criticato e ostacolato da politici austriaci quando affermò che molti ministri del governo socialista formato da Bruno Kreisky erano stati membri del Partito nazista nel periodo in cui l'Austria era parte del Terzo Reich. Lo stesso Kreisky, di origine ebraica, apostrofò Wiesenthal come Nestbeschmutzer (letteralmente "uno che sporca il proprio nido", cioè uno che parla male del sistema sociale e politico in cui vive o del proprio paese). Durante gli anni Wiesenthal ricevette molte minacce di morte e nel 1982 fu fatta esplodere una bomba all'esterno della sua abitazione di Vienna da neonazisti tedeschi ed austriaci.

Nell'aprile 2003 Wiesenthal annunciò il suo ritiro, affermando di aver trovato gli sterminatori che stava cercando: "Sono sopravvissuto a tutti loro. Se ne è rimasto qualcuno, sarebbe troppo anziano e debole per sostenere un processo oggi. Il mio lavoro è finito". Secondo Wiesenthal l'ultimo grande criminale austriaco in vita è Alois Brunner, il braccio destro di Eichmann, che si crede essere nascosto in Siria sotto la protezione del regime di Assad.

Wiesenthal passò gli ultimi suoi anni di vita a Vienna, dove sua moglie Cyla morì il 10 novembre 2003 all'età di 95 anni, per cause naturali. Wiesenthal stesso morì nel sonno a Vienna il 20 settembre 2005 e venne sepolto nel cimitero di Herzliya in Israele.

Miscellanea[modifica | modifica sorgente]

  • Il 19 febbraio 2004 la Gran Bretagna decise di premiare con la carica onoraria di cavaliere Wiesenthal in riconoscimento ad una "vita al servizio dell'umanità". La carica di cavaliere riconobbe anche il lavoro del Simon Wiesenthal Center. A Wiesenthal vennero attribuite inoltre la medaglia del Congresso statunitense, la Medaglia Otto Hahn per la Pace tedesca, la medaglia Luxemburg della libertà, la Legione d'onore francese, la croce d'onore austriaca per le arti e le scienze, e le decorazioni dei gruppi della resistenza francesi ed austriaci.
  • Il personaggio di Yacob Lieberman (Ezra nella trasposizione cinematografica) del romanzo di Ira Levin I ragazzi venuti dal Brasile è stato modellato su Wiesenthal. Ebbe anche modo di partecipare in un cameo nel film Dossier Odessa di Frederick Forsyth, dove interpretava appunto se stesso nel ruolo di informatore di Peter Miller, il quale, nel film, era sulle tracce di un criminale nazista, Eduard Roschmann. In realtà il ruolo fu offerto a Wiesenthal che però giudicò eccessivo il coinvolgimento. La parte fu quindi assegnata all'attore israeliano Shmuel Rodensky, come lo stesso Wiesenthal ci dice nel libro "Giustizia, non vendetta".
  • Il 31 maggio 2013 la città di Torino ha intitolato un giardino pubblico in Largo Orbassano alla memoria di Simon Wiesenthal

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Secondo Peter Novick e Yehuda Bauer, Wiesenthal inventò il numero di "vittime non ebree dell'Olocausto", cinque milioni.[2][3][4]. Un articolo del 7 maggio 1991 pubblicato sul Jerusalem Post sosteneva che il precedente capo del Mossad Isser Harel avesse scritto un testo mai pubblicato nel quale si sosteneva che Wiesenthal "non solo non ebbe alcun ruolo nel perseguire Eichmann ma mise in pericolo l'intera operazione Eichmann e fece fallire la cattura programmata del medico di Auschwitz Josef Mengele"[5]. Il manoscritto di Harel nacque, secondo l'autore stesso, dalla frustrazione per il credito guadagnato da Wiesenthal in occasione della cattura di Eichmann. Harel rifiutò di pubblicare il manoscritto, dicendo che "I Nazisti e gli antisemiti sarebbero gli unici contenti di leggere del cacciatore di Nazisti Wiesenthal".

In un articolo successivo, Haim Mass argomentò che le specifiche accuse di Harel contro Wiesenthal potevano essere confutate, e che Wiesenthal iniziò la caccia ad Eichmann fornendo la prima fotografia del colonnello delle SS. Lo stesso Wiesenthal criticò la motivazione addotta da Harel per non aver pubblicato il suo manoscritto, chiedendo: "se è preoccupato che 'i Nazisti e gli antisemiti sarebbero gli unici a essere felici di leggere del cacciatore di Nazisti Wiesenthal', perché egli non esitò a continuare a screditarmi senza riserve sui media? Egli pensa che Nazisti e antisemiti leggano solo libri e non i giornali?"[6].

Il collega nella caccia ai Nazisti Tuviah Friedman accusò Wiesenthal di aver raccontato cose non vere per aumentare il suo credito con il caso Eichmann.[7] Il capo dell'ufficio investigazioni speciali (OSI) degli Stati Uniti Eli Rosenbaum scrisse nel suo studio sul caso Waldheim Betrayal: The Untold Story of the Kurt Waldheim Investigation and Coverup:

"In conclusione, il ruolo di Wiesenthal nei casi più grossi sui Nazisti - Mengele, Bormann e naturalmente Eichmann - furono esempi di inettitudine, esagerazione ed autoglorificazione". Rosenbaum descrisse Wiesenthal come "bugiardo congenito" alla biografa di Wiesenthal, Hella Pick.[8] Il predecessore di Rosenbaum alle investigazioni speciali, Neal Sher, rispondendo alla richiesta di Wiesenthal all'OSI di investigare sui criminali di guerra che vivevano negli Stati Uniti, scrisse: "poche delle vostre richieste si sono concluse con un'investigazione[;] la conclusione è... nessuna richiesta giunta dal vostro ufficio ha prodotto l'apertura di un caso da parte dell'OSI".[8] Il controverso[9] autore ucraino-statunitense Myron B. Kuropas denigrò le affermazioni di Wiesenthal sugli Ucraini: "Le truppe bolsceviche non erano capaci ma la cavalleria ucraina era peggio", e: "La popolazione nativa dell'Ucraina cooperò attivamente con la Gestapo e le SS", poiché offrì poche prove di questo.[10]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze austriache[modifica | modifica sorgente]

Gran Decorazione d'Onore in Oro dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca
— 9 giugno 2005
Croce d'Onore per le scienze e per le arti - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore per le scienze e per le arti
— 1993
Medaglia per i contributi alla liberazione dell'Austria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per i contributi alla liberazione dell'Austria
— 1979

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins (Cile)
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 1986
Commendatore dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi)
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 20 luglio 1979[11]
Commendatore dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo)
— 1981
Croce di commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco (Repubblica Ceca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco (Repubblica Ceca)
Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 1985
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
— 19 febbraio 2004
Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti)
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti)
— 17 marzo 1980

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Maria Del Re, Intervista a Simon Wiesenthal, il più famoso "cacciatore" di nazisti, in "Avvenire" del 24/1/1995.
  2. ^ (EN) Peter Novick, Response to Lindemann on polls concerning knowledge of Holocaust, H-Net Discussion Networks, 20 maggio 2000. URL consultato il 13 dicembre 2007.
  3. ^ (EN) Deborah Lipstadt, Transcript of Wash. Post Online Discussion, Deborah Lipstadt's Blog, 24 febbraio 2005. URL consultato il 13 dicembre 2007.
  4. ^ (EN) Jon Petrie, The Secular Word "HOLOCAUST": Scholarly Sacralization, Twentieth Century Meanings, Berkeley Internet Systems. URL consultato il 13 dicembre 2007.
  5. ^ (EN) Schachter, Jonathan "Isser Harel Takes On Nazi-Hunter. Wiesenthal 'Had No Role' In Eichmann Kidnapping." The Jerusalem Post 7 maggio 1991
  6. ^ (EN) Mass, Haim, "Wiesenthal: Redressing the Balance" The Jerusalem Post 10 maggio 1991
  7. ^ (EN) Isser Harel attacks Simon Wiesenthal, Simon Wiesenthal Center. URL consultato il 17 dicembre 2007.
  8. ^ a b (EN) Book Reviews - Fischel Holocaust Genocide Studies, Holocaust and Genocide Studies, 1997. URL consultato il 17 dicembre 2007.
  9. ^ (EN) Chris Rickert, Kuropas maintains he is not an anti-Semite, Daily Chronicle, 3 febbraio 2005. URL consultato il 17 dicembre 2007.
  10. ^ (EN) Myron B. Kuropas, Faces and Places: The Wiesenthal shotgun, The Ukrainian Weekly, 4 maggio 1986. URL consultato il 17 dicembre 2007.
  11. ^ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. URL consultato il 15 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simon Wiesenthal Korrespondenz by Tuviah Friedman (Document-Book), Germany National Bibliothek 2005 H.S.
  • Alan Levy, Il cacciatore di nazisti. Vita di Simon Wiesenthal, Oscar Mondadori, 2007 (titolo originale dell'opera: Nazi Hunter, 1993)
  • Tom Segev, Simon Wiesenthal - Die Biographie. Berlino, Siedler, 2010. ISBN 978-3-88680-858-8
  • Simon Wiesenthal, Operazione nuovo mondo, 1973
  • Simon Wiesenthal, Giustizia, non vendetta. Mondadori, Milano, 1999
  • Simon Wiesenthal, Il girasole. I limiti del perdono. Garzanti Libri,1970

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 111280467 LCCN: n79064620