Campo di concentramento di Theresienstadt
Coordinate: 50°30′48″N 14°10′1″E / 50.51333°N 14.16694°E Il campo di concentramento di Theresienstadt venne fondato presso la città fortezza di Theresienstadt che attualmente fa parte della Repubblica Ceca, e venne utilizzato dalla Gestapo tedesca durante la Seconda guerra mondiale.
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Storia [modifica]
Theresienstadt era un piccolo insediamento rurale nei dintorni di Praga, tra il 1780 e il 1790 venne qui costruita una fortezza utilizzata nel XIX secolo come prigione per detenuti politici e militari.
Prima guerra mondiale [modifica]
Venne utilizzato come carcere di guerra, vi morì Gavrilo Princip uccisore dell'arciduca Francesco Ferdinando, assassinio che fece crollare l'instabile assetto politico europeo provocando la prima guerra mondiale.
Nel campo furono tenuti prigionieri anche militari italiani catturati: Carlo Salsa, ufficiale d'artiglieria, prigioniero nel campo, preso durante la ritirata di Caporetto, scrisse nel suo diario: "Al campo della truppa, prossimo al nostro, sono concentrati 15.000 soldati: ne muoiono circa 70 al giorno per fame. Spesso questi morti non vengono denunciati subito per poter fruire della loro razione di rancio, i compagni li tengono nascosti sotto i pagliericci fino a che il processo di decomposizione non rende insopportabile la loro presenza."[1]
Seconda guerra mondiale [modifica]
Il 10 giugno 1940 la Gestapo prese il controllo di Theresienstadt e trasformò in prigione la kleine Festung (piccola fortezza) e, dal 24 novembre 1941, l'intera cittadina (grosse Festung, grande fortezza) venne destinata a ghetto dopo essere stata cinta da un muro.
La funzione principale del Lager era quella di collettore per le operazioni di sterminio degli ebrei. Propagandisticamente venne presentato come il modello nazista di insediamento per ebrei, ma nella realtà era un campo di concentramento. Theresienstadt, inoltre, servì da campo di transito per gli ebrei diretti ad Auschwitz e ad altri campi di sterminio.
Il campo venne fondato da uno dei capi delle SS, Reinhard Heydrich e divenne presto il punto di arrivo per un grande numero di ebrei provenienti da tutta la Cecoslovacchia occupata dai tedeschi. I settemila abitanti non-ebrei che vivevano a Theresienstadt vennero espulsi dalla città nell'estate del 1942, rendendo il campo una comunità esclusivamente ebraica e separata.
Il 3 maggio 1945 il controllo del campo venne trasferito dalla Germania alla Croce Rossa e cinque giorni dopo Theresienstadt venne definitivamente liberata dalle truppe sovietiche avanzanti.
Prigionieri [modifica]
Il campo di Theresienstadt venne originariamente concepito per l'imprigionamento di ebrei privilegiati provenienti dalla Germania, dalla Cecoslovacchia e dall'Austria. La città di Theresienstadt era già conosciuta per i numerosi artisti che vi risiedevano e per la ricca vita culturale e, dopo lo scoppio della guerra, molti importanti artisti, diplomatici, letterati e giuristi provenienti dalla Germania, dall'Austria e dalla Cecoslovacchia vi vennero deportati, trovandovi, nella maggior parte dei casi, la morte.
La comunità ebraica di Theresienstadt si assicurò che tutti i bambini deportati potessero continuare il loro percorso educativo. Quotidianamente si tenevano lezioni ed attività sportive; inoltre la comunità riuscì a pubblicare una rivista illustrata, Vedem, che trattava di poesia, dialoghi e recensioni letterarie ed era completamente prodotta da ragazzi di un'età compresa tra i dodici ed i quindici anni. Alla conclusione del conflitto degli oltre 15.000 giovani lettori solo 1.100 erano ancora in vita, ma altre stime riducono ulteriormente il numero a 150.
L'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis creò una classe di disegno per bambini nel ghetto: il risultato di questa attività furono oltre quattromila disegni che Dicker-Brandeis nascose in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa collezione riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Molti di questi disegni possono oggi essere ammirati al Museo ebraico di Praga dove la sezione archivio dell'Olocausto è responsabile dell'amministrazione della collezione di Theresienstadt.
Le condizioni di Theresienstadt erano molto difficili: in una zona precedentemente abitata da 7.000 cechi si trovarono a convivere oltre 50.000 ebrei. Il cibo era scarso e nel 1942 morirono almeno 16.000 persone, inclusa Esther Adolphine (una sorella di Sigmund Freud), che morì il 29 settembre 1942; Heinrich Rauchinger, pittore polacco, Friedrich Münzer (un noto studioso di storia classica tedesco) che morì il 20 ottobre 1942 e due fratelli della nonna del politico americano John Kerry.
Circa 500 ebrei provenienti dalla Danimarca vennero inviati a Theresienstadt nel corso del 1943 e rappresentavano coloro che non erano fuggiti verso la Svezia al momento dell'invasione tedesca. Il loro arrivo ebbe una significativa importanza perché le autorità danesi insistettero presso il governo tedesco affinché la Croce Rossa avesse la possibilità di visitare il ghetto. Questo rappresentò una rara eccezione in quanto molti dei governi europei dell'epoca, impauriti da eventuali reazioni tedesche, non insistettero minimamente sulla sorte e sul rispetto dei propri cittadini di origine ebraica.
Utilizzo propagandistico del campo [modifica]
Il 23 giugno 1944, in seguito alle proteste del governo danese che dall'ottobre 1943 chiede notizie sul destino degli ebrei catturati a Copenaghen, Adolf Eichmann accorda una visita al campo ai rappresentanti della Croce Rossa internazionale al fine di dissipare le voci relative ai campi di sterminio. Per eliminare l'idea di sovrappopolazione del campo molti ebrei vennero ulteriormente deportati verso un tragico destino ad Auschwitz. L'amministrazione del campo si occupò inoltre di costruire falsi negozi e locali al fine di dimostrare la situazione di benessere degli ebrei di Theresienstadt. I danesi che la Croce Rossa visitò erano stati temporaneamente spostati in camere riverniciate di fresco e non più di tre per camera. Gli ospiti poterono apprezzare l'esecuzione dell'opera musicale Brundibar (scritta dal deportato Hans Krása) eseguita dai bambini del campo.
La mistificazione operata nei confronti della Croce Rossa fu così riuscita che i tedeschi girarono un film di propaganda a Theresienstadt le cui riprese iniziarono il 26 febbraio 1944. Diretto da Kurt Gerron (un regista, cabarettista e attore ebreo apparso con Marlene Dietrich nel film L'angelo azzurro), esso era destinato a mostrare il benessere degli ebrei sotto la "benevolente" protezione del Terzo Reich. Sotto minaccia nazista, in cambio del film, il regista ebbe la promessa d'aver salva la vita. Dopo le riprese la maggior parte del cast, e lo stesso regista, vennero deportati ad Auschwitz dove Gerron e sua moglie vennero uccisi nelle camere a gas il 28 ottobre 1944. Il film completo non venne mai proiettato ma alcuni spezzoni vennero utilizzati dalla propaganda tedesca ed oggi ne rimangono solo alcuni frammenti.
Comunemente intitolato Il Führer dona un villaggio agli ebrei, il nome corretto del film è: Theresienstadt. Ein Dokumentarfilm aus dem jüdischen Siedlungsgebiet (in italiano: Terezin: Un documentario sul reinsediamento degli ebrei).
Statistiche [modifica]
Vennero deportati a Theresienstadt circa 144.000 ebrei, dei quali un quarto (33.000) morì nel campo principalmente a causa delle pessime condizioni (fame, stress, e malattie, principalmente di tifo esantematico verso la fine della guerra). Circa 88.000 vennero deportati successivamente ad Auschwitz e presso altri campi di sterminio. Quando la guerra finì solo 17.247 erano sopravvissuti.
Kleine Festung - piccola fortezza [modifica]
La piccola fortezza (in ceco: Malá pevnost, in tedesco: Kleine Festung) faceva parte del complesso di fortificazioni sulla riva sinistra del fiume Ohře e venne utilizzata dalla Gestapo, a partire dal 1940, come prigione (la più grande dell'intero protettorato di Boemia e di Moravia). Essa era separata e non in relazione con il ghetto ebraico che si trovava nella fortezza principale sulla riva destra del fiume. Circa 90.000 persone vi transitarono per essere poi normalmente smistate verso i diversi campi di concentramento. 2.600, però, vi vennero giustiziati, affamati o vi morirono per malattia.
Note [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Campo di concentramento di Theresienstadt
Collegamenti esterni [modifica]
- Ampio resoconto sul lager di Theresienstadt, con date numeri e ricerche
- (EN) Memoriale di Theresienstadt
- (EN) Theresienstadt Initiative Institute
- (EN) Immagini del ghetto e della piccola fortezza
- (EN) L'archivio dell'Olocausto presso il Museo ebraico di Praga