Regime di Vichy

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Categoria: Storia della Francia

Con Regime di Vichy o Governo di Vichy (ufficialmente État français, Stato francese) si indica il governo francese formatosi durante l'occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale. Prende il nome dalla località termale di Vichy nella Francia centro-meridionale, ove s'installò la presidenza.

La suddivisione della Francia durante l'occupazione tedesca

Il Regime di Vichy fu istituito in seguito all'invasione nazista della Francia e all'armistizio da questa stipulato nel 1940. Il governo fu affidato al maresciallo Henri Philippe Pétain (1856 - 1951), già eroe della Grande Guerra, che, nell'intento di attutire le conseguenze della disfatta militare sul Paese, collaborò con i tedeschi dimostrandosi sostanzialmente asservito alle decisioni di Hitler.

A questo governo si contrappose l'opera del generale Charles de Gaulle, fuggito a Londra dopo la disastrosa ritirata di Dunkerque. In un primo periodo il Regime di Vichy ebbe il pieno riconoscimento della comunità internazionale, mentre il semisconosciuto De Gaulle godeva dell'appoggio unicamente della Gran Bretagna, la quale agiva per giunta col malcelato intento di assicurarsi il controllo della flotta e delle colonie francesi.[1]

Dal giugno 1940 al novembre 1942 fu uno stato ufficialmente indipendente e neutrale. L'autorità di Vichy fu compromessa nel novembre 1942 per l'invasione alleata dell'impero d'Oltremare (Operazione Torch), e della conseguente invasione germanica dell'intero territorio metropolitano (Operazione Anton) e della Tunisia. Ma ancora alla vigilia dello sbarco in Normandia il presidente degli Stati Uniti così scriveva[2] al Premier britannico:

« Quando l'America è entrata in guerra, l'unica Francia che conosco stava dalla parte dei tedeschi. »

Fu solo dopo la liberazione di Parigi avvenuta il 25 agosto 1944, e la conseguente dissoluzione di fatto di Vichy, che gli Alleati riconobbero la Francia Libera come governo legittimo del paese.

Con il crollo del fronte germanico in Francia e la caduta successiva del Terzo Reich, il maresciallo Pétain venne accusato di alto tradimento nei confronti della Repubblica francese e condannato a morte, seppur in già veneranda età, dai tribunali del nuovo stato francese ricostruito da Charles de Gaulle. Lo stesso generale de Gaulle, tuttavia, dispose che la condanna a morte al quasi novantenne maresciallo Pétain fosse commutata in una condanna al carcere a vita. L'ex maresciallo fu così internato all'Île d'Yeu, dove morì sei anni dopo.

[modifica] Il governo di Vichy

Per approfondire, vedi la voce Governo del Regime di Vichy.
La nostra battaglia per la Nuova Francia Socialista - Come ci amano!

Il maresciallo Petain fu nominato presidente del consiglio il 16 giugno 1940 ed il 22 firmò a Rethondes l'armistizio con i tedeschi. La Francia fu così divisa in due parti: quella settentrionale, occupata dai tedeschi, e quella meridionale, chiamata zone libre ("zona libera") dal governo di Vichy. Il 10 luglio il parlamento diede pieni poteri al maresciallo per modificare la Costituzione.

Egli decretò la fine della Terza repubblica e diede luogo alla nascita dello Stato Francese, di cui si mise a capo. Il 24 ottobre 1940, Petain non esitò a stringere la mano a Hitler a Montoire, con questo gesto ufficializzando la sua collaborazione con i tedeschi.

Fino al novembre 1942 la Francia di Vichy rimase estranea ad azioni belliche (dovette subire però la distruzione della flotta a Mers-el-Kebir ed il bombardamento di Dakar), si limitò a fornire la Légion des Volontaires Français per l'Operazione Barbarossa. Quando, nel novembre 1942 fu invasa dalla Germania, il più rilevante atto di resistenza fu l'autoaffondamento della flotta francese a Tolone.

Per meglio comprendere la stima di cui godeva il governo di Pétain tra i francesi basti pensare che quando gli inglesi occuparono il Libano solo 6.000 soldati su 31.000 accettarono di aderire alla "Francia libera" di de Gaulle.[3]

Francia 1943

Il nuovo regime proclamò il ritorno ai valori tradizionali: famiglia, patria e lavoro. La società fu riorganizzata. I francesi considerati ostili al potere, cioè i comunisti, i sindacalisti e gli ebrei, furono internati. I tre principali partiti collaborazionisti furono:

[modifica] Note

  1. ^ Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale. Armando Curcio Editore, 1978.
  2. ^ Piero Lugaro, de Gaulle, collana "i protagonisti" di Famiglia Cristiana.
  3. ^ Piero Lugaro, de Gaulle, collana "i protagonisti" di Famiglia Cristiana, p. 83.

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