Maxime Weygand

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maxime Weygand
Time Maxime Weygand 10 30 33 cropped.jpg
21 gennaio 1867 - 28 gennaio 1965
Nato a Bruxelles, Belgio
Morto a Parigi
Dati militari
Paese servito Francia Francia
Flag of Philippe Pétain, Chief of State of Vichy France.svg Francia di Vichy
Forza armata Francia Esercito francese
Anni di servizio 1887 - 1935 poi 1939 - 1942
Grado Generale d'armata
Guerre Prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale
Battaglie Battaglia di Francia
Decorazioni Grand cross of the Légion d'honneur
Virtuti Militari (2ª Classe)

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Maxime Weygand (Bruxelles, 21 gennaio 1867Parigi, 28 gennaio 1965) è stato un generale francese. È stato un personaggio importante delle due guerre mondiali e membro dell'Académie française.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Weygand è nato il 21 gennaio 1867 a Bruxelles, da genitori ignoti. Sono state fatte molte ipotesi sull'identità dei suoi genitori. Secondo Charles Fouvez che ha scritto nel 1967 il libro Le Mystère Weygand, egli sarebbe il figlio illegittimo del re Leopoldo II del Belgio e della contessa Kosakowska, sposa d'un nobile russo d'origine lituana. Secondo Bernard Destremeau, autore d'una biografia di Weygand pubblicata negli anni ottanta, vi sarebbero almeno quattro ipotesi, fra le quali la più verosimile, perché basata sulle confidenze dello stesso re Alberto II, sarebbe che Weygand fosse nato dal colonnello Van der Smyssen e dall'imperatrice Carlotta del Messico. Fu affidato fin dalla nascita ad una nutrice: Madame Saget, che l'allevò fino all'età di sei anni, quando il giovane Maxime viene condotto in Francia, dove diviene il pupillo di David Cohen di Leon, commerciante ebreo di Marsiglia. Stranamente, Weygand nelle sue Mémoires non fa alcun cenno ai suoi tutori, mentre rende grandi omaggi alla sua governante e al cappellano del suo liceo che gli hanno trasmesso la fede cattolica.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi effettuati in diversi licei entra con il nome di Maxime de Nimal all'Accademia militare di Saint-Cyr come allievo straniero (belga) ne esce nel 1887 con il grado di sottotenente di cavalleria e viene assegnato al 4º reggimento dei Dragoni. Il 18 octobre 1888, Maxime de Nimal è riconosciuto da un contabile, impiegato di David Cohen, tale François-Joseph Weygand (1846-1915), nato da un'antica famiglia alsaziana di Rhinau. Questa legittimazione gli fornisce una vera identità e gli consente, secondo i suoi desideri, di acquisire immediatamente la nazionalità francese. Maxime tuttavia non avrà mai alcuna relazione personale con questo padre adottivo.

La carriera militare lo conduce a Chambéry, Saint-Étienne, Lunéville, Saumur, Niort et Nancy.

Tenente nel 1891, è nominato capitano nel settembre 1896. Al momento dell'affare Dreyfus, si schiera fra gli antidreyfus partecipando ad una sottoscrizione a favore della vedova del colonnello Henry che si era suicidato quando fu scoperta la sua falsificazione del documento che accusava Dreyfus. Questa iniziativa costa a Weygand l'unica sanzione che abbia mai subito: quattro giorni di arresti, inflitti dietro ordine del ministro della Guerra, Charles de Freycinet, « per aver preso parte a una sottoscrizione che aveva carattere politico ».

Due anni dopo, il 12 novembre 1900, mentre è capitano presso il 9º reggimento Dragoni à Vitry-le-François, sposa a Noyon, nell'Oise, Marie-Renée-Joséphine de Forsanz, di ventiquattro anni, figlia del colonnello comandante il reggimento. Nasceranno due figli: Édouard, nato nel 1901, che diverrà industriale, e Jacques, nato nel 1905, che seguendo le orme del padre intraprenderà la carriera militare, Jacques Weygand raggiungerà il grado di maggiore ma lascerà l'esercito dopo la Liberazione.

Dal 1902 al 1907, e dal 1910 al 1912, periodi durante i quali è promosso maggiore (maggio 1907) e dopo tenente colonnello (maggio 1912), Maxime Weygand è istruttore à l'École de cavalerie de Saumur. Nel 1913, diventa cavaliere della Légion d'honneur ed entra al Centro des hautes études militaires, dove lo nota il generale Joffre.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della prima guerra mondiale, Weygand è tenente colonnello e comandante in seconda del 5º reggimento ussari, a Nancy, con il quale il partecipa alla battaglia di Morhange. Tuttavia, a seguito della rapida riorganizzazione dei comandi francesi voluta dal generale Joffre per evitare una probabile disfatta, è promosso colonnello e destinato dal 28 agosto 1914 presso il generale Foch, che lo nomina suo capo di stato maggiore alla IX Armata il 21 settembre 1914 e poco dopo al gruppo armate del Nord. Promosso generale di brigata nel 1916, Weygand deve, suo malgrado, seguire Foch nella sua temporanea disgrazia durante i primi mesi del 1917: l'accompagna durante una missione confidenziale a Berna per esaminare l'eventualità d'una violazione del territorio elvetico da parte dell'esercito tedesco.

Nel maggio 1917, dopo lo scacco subito dal generale Nivelle, Pétain, nuovo comandante in capo, richiama Foch come capo di stato maggior generale. Weygand diviene uno dei sotto capi di stato maggiore ed è promosso generale di divisione a titolo temporaneo. Il 6 e 7 novembre 1917, assieme al maresciallo Foch, partecipa alla Conferenza di Rapallo, convocata per sostenere il fronte italiano dopo la disfatta di Caporetto, nel corso della quale si decidono consistenti aiuti militari all'esercito italiano e la creazione di un Consiglio superiore di guerra interalleato. In seguito alla riunione tenuta a Doullens il 26 marzo 1918, allorché il comando in capo delle armate alleate, con il titolo di generalissimo, è affidato a Foch, Weygand, suo diretto collaboratore, è nominato al posto chiave di maggior generale delle armate alleate. L’ 8, 9 e 10 novembre 1918, Weygand assiste Foch nei negoziati d'armistizio e dà lettura ai tedeschi delle condizioni d’armistizio, nella foresta di Compiègne, nel vagone di Rethondes. Weygand è così un raro esempio nella storia dell'esercito francese, di scalata ai più alti gradi della gerarchia militare, da parte di un ufficiale che non ha mai avuto un comando operativo in battaglia. Ciò sarà ironicamente sottolineato dal generale de Gaulle nelle sue Memorie.

Fra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Guerra sovietico-polacca[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1920, il generale Weygand è nominato consigliere militare di Józef Piłsudski in Polonia. Comanda la « Missione militare francese », un gruppo d'ufficiali francesi mandati in aiuto all'esercito polacco in rotta di fronte alle armate russe. In quel momento la Polonia, che nel 1918 era entrata in guerra contro la Russia bolscevica, era sul punto di essere sconfitta dalle forze sovietiche del maresciallo Tuchačevskij.

L'intervento francese aiutò i Polacchi a vincere la battaglia di Varsavia, dopo la quale i sovietici chiesero un armistizio e i polacchi si annetterono una gran parte dell'Ucraina e della Bielorussia.

Il reale ruolo svolto dalla Missione militare francese è stato messo in discussione. Alcuni ufficiali polacchi hanno sostenuto che la battaglia di Varsavia sia stata vinta solo da essi, prima che la missione francese avesse potuto dare il suo contributo ai piani di battaglia, punto di vista condiviso anche dallo storico Norman Davies. D'altro canto, gli storici francesi sostengono che i numerosi ufficiali francesi della « Missione militare », resi esperti dalle battaglie combattute sul fronte occidentale, abbiano inquadrato e istruito una gran parte dell'esercito polacco e abbiano contribuito alla sua riorganizzazione. Senza considerare che gran parte dell'aviazione polacca era composta da piloti francesi o statunitensi.

In tempo di pace[modifica | modifica wikitesto]

Weygand è promosso generale di Corpo d'armata nel 1920 e generale d'armata nel 1923. In Siria sostituisce il generale Gouraud, nell'incarico di Alto Commissario di Francia. Nel 1924, entra nel “Consiglio superiore di Guerra”. Nel 1925, dirige il “Centro di alti studi militari”. È promosso Capo di Stato maggior generale dell'esercito nel 1930. L'11 giugno 1931, insieme al romanziere Pierre Benoît, è eletto nell'Académie française all'unanimità dei votanti per succedere al maresciallo Joffre al posto 35. Fino al 1935, è vice presidente del Consiglio superiore di Guerra, e in questa veste, denuncia il pericolo hitleriano e condanna il disarmo. Si ritira il 21 gennaio 1935, lasciando il posto al generale Gamelin, ma è mantenuto in servizio senza limite d'età. Nel 1938, manifesta la sua fiducia nella capacità dell'esercito francese di vincere in caso di conflitto.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La Drôle de guerre[modifica | modifica wikitesto]

Dietro sua domanda, Weygand è richiamato in servizio attivo dal presidente Édouard Daladier nell'agosto 1939 per comandare le forze francesi in Medio Oriente. È nominato capo del Teatro d'Operazioni del Mediterraneo Orientale, con l'incarico di coordinare dal suo Quartier generale situato a Beirut, la presenza militare francese nel Levante e nei Balcani. Nell'ottobre 1939, si reca in Turchia, per firmare il trattato di mutua assistenza fra la stessa Turchia, la Francia e la Gran Bretagna. Nei mesi seguenti, tenta di mettere in campo diversi piani d'azione militare volti all'apertura di un fronte d'Oriente che potrebbe prendere alle spalle la Germania e i suoi alleati. In particolare prepara dei progetti di sbarco francesi a Salonicco e in Romania, così come un'offensiva contro i campi petroliferi sovietici del Caucaso, dato che allora l'URSS era legata alla Germania dal Patto Molotov-Ribbentrop. Le forze limitate di cui disponeva (appena tre divisioni) fecero sì che questi piani ambiziosi restassero solo allo stato di progetto.

Il richiamo in Francia e l'assunzione del Comando[modifica | modifica wikitesto]

Alla metà del mese di maggio 1940, la situazione militare in Francia era così compromessa che il comandante supremo, il generale Maurice Gamelin, giudicato troppo attendista, viene destituito. Il settentatreenne Weygand, che si trova in Siria, è allora chiamato il 17 maggio dal presidente del consiglio Paul Reynaud per sostituirlo. Nella stessa data, il maresciallo Pétain entra nel governo come vice presidente del consiglio. Le divisioni corazzate tedesche, dopo aver rotto il fronte il 13 maggio a Sedan, proseguono la loro avanzata a ovest tagliando in due l'esercito francese e circondandone buona parte in Belgio assieme alle truppe britanniche della B.E.F. - British Expeditionary Force che vi si trovavano al comando del feldmaresciallo Gort. Il 18 maggio Weygand era giunto a Il Cairo per conferire con il generale A. P. Wavell, comandante delle forze armate britanniche in Egitto, quando gli fu comunicato un ordine urgente del primo ministro francese Reynaud lo convocava a Parigi. Weygand partì immediatamente, sperando che il suo aereo potesse raggiungere la capitale francese quella stessa sera, dopo aver effettuato il rifornimento carburante a Tunisi. Purtroppo il volo incappò in forti venti contrari e il pilota dell'aereo dovette invertire la rotta, per effettuare un nuovo rifornimento a Mersa Matruh, in Egitto, perdendo ulteriormente tempo prezioso. L'aereo di Weygand giunse sull'aeroporto di Etampes, in Francia, la mattina del 19 maggio, ma durante la fase di atterraggio il carrello dell'aereo cedette e Weygand dovette uscire dall'aereo arrampicandosi su una torretta della mitragliatrice, ben sballottato ma vivo. Un primo incontro con il Capo di Stato Maggiore, generale Maurice Gamelin, avvenne alle 15.30 di quello stesso giorno presso il Q.G. di Vincennes. Il colloquio tra i due durò alcune ore, nel corso delle quali Gamelin lo informò del quadro generale della situazione. Weygand si rese immediatamente conto della vastità del disastro che incombeva sulla Francia. Nel pomeriggio di quello stesso giorno Weygand si recò a La Ferté-sous-Jouarre, sede del Q.G. del comando del fronte nord-orientale, retto del generale Alphonse Georges, comandante in capo francese del settore nordest. Dopo il colloquio con Georges, Weygand rientrò a Parigi alle 18.30 per incontrare Reynaud ed il Maresciallo Philippe Pétain, che da circa ventiquattr'ore, su esplicita richiesta del primo ministro, era entrato a far parte del governo francese come suo vice. Durante la riunione Reynaud chiese a Weygand di sostituire Gamelin alla testa dell'Armée de Terre, prendendo in mano le redini dell'esercitò. Dopo una lunga discussione, Weygand disse: "Molto bene, accetto la responsabilità che mi conferite. Non sarete sorpreso se non prometto vittoria, e non vi offro nemmeno speranza di vittoria" (1). Con queste parole, in verità non molto ottimistiche, Weygand completamente sfinito si ritirò per andare a dormire. Il mattino dopo (20 maggio), di buon'ora, un fresco e riposato Weygand si reco a Vincennes dove ebbe un freddo e breve colloquio con Gamelin, il quale gli rimise formalmente l'incarico. Il primo atto di Weygand, che ignorava l'esatta situazione del 1º Gruppo di Armate francesi (generale Billotte), fu di annullare l'ultimo ordine (noto come "Ordine personale e segreto n.12"), emanato da Gamelin alle 9.45 del 19 maggio, e diretto Georges, che prevedeva una controffensiva. Da notare che questa direttiva fu l'unico ordine diretto mai dato da Gamelin a Georges, anche se in realtà più che di un ordine si trattava di una serie di considerazioni personali e suggerimenti tattici. I rapporti tra i due generali erano inesistenti, e si parlavano a malapena. Tale ordine aumentò la confusione in cui erano già immersi Georges e i suoi ufficiali subordinati. Tuttavia Weygand emanò immediatamente un altro ordine, che una volta attuato portò qualche conforto ai suoi comandanti sul campo: le strade che portavano al fronte dovevano essere immediatamente sgomberate, i civili avevano il permesso di percorrerle solo tra le sei di sera e la mezzanotte. Se Gamelin avesse preso subito una tale decisione le conseguenze sulle prime fasi della campagna di Francia sarebbero state considerevoli. Fino a quel momento una parte del successo tedesco era dovuto al fatto che i rinforzi alleati, in particolare artiglieria e mezzi corazzati, avevano perso una enorme quantità di tempo per avanzare sulle strade intasate dalle colonne di profughi. Subito dopo si recò al Q.G. di Georges, a La Ferté, dove un breve incontro con il generale lo convinse definitivamente dell'urgenza di avere un colloquio personale diretto con i comandanti del nord, per avere un quadro chiaro e diretto della situazione. nel pomeriggio informò Reynaud della sua decisione. Il progetto era di recarsi in treno ad Abbeville, ma il primo ministro fortunatamente lo dissuase. Weygand ingnorava che le forze corazzate di Guderian avevano, in quel momento, come obbiettivo proprio Abbeville. Weygand accettò di compiere il tragitto in aereo e chiese all'Armée de l'Air di mettergli a disposizione un veloce apparecchio. subito dopo inviò messaggi al re Leopoldo de Belgio, a Lord Gort e al generale Billotte, chiedendo di incontrarsi a Ypres, nel pomeriggio del giorno seguente, il 21 maggio. Weygand considerava di primaria importanza l'incontro con Lord Gort. le intenzioni del comandante del corpo di spedizione britannico B.E.F. dovevano essere al più presto chiarite. Dopo aver concluso i preparativi per l'incontro dell'indomani mattina, Weygand riuscì a dormire poche ore presso il Q.G. di Vincennes. Arrivato sull'aeroporto di Le Bourget alle 6.30 precise apprese, con notevole rabbia, che nessuno aveva comunicato i dettagli della missione. Dopo essersi calmato Weygand improvvisò una riunione in un hangar dell'aeroporto con il capitano Lafitte, suo pilota, ed il capitano Véniel comandante della scorta aerea proveniente dalla base di Buc. prima di tutto il velivolo avrebbe fatto rotta verso Abbeville, seguendo la valle della Somme, poi si sarebbe diretto in direzione di Cambrai o Valenciennes. dopo aver effettuato una ricognizione sull'aerea di Lens-Béthune, l'aereo sarebbe atterrato sull'aeroporto di Norrent-Fontés per fare rifornimento. il comando supremo aveva preso accrdi che Weygand fosse prelevato lì e condotto in automobile fino a Ypres per l'incontro con i comandanti alleati. Alle 9.00 del mattino del 21 maggio, a bordo di un bombardiere Amiot 354 fornito dal centro di collaudo di Saint-Inglevert, Weygand decollò dall'aeroporto di Le Bourget con la scorta di otto caccia Bloch 152 sotto il comando del capitano Victor Véniel. Quando gli aerei giunsero sopra Abbeville sembrava che intorno alla città si stessero svolgendo pesanti combattimenti, con le strade tutt'attorno congestionate di mezzi corazzati e trasporti militari recanti l'insegna, sui tettucci e sulle torrette, delle croci quadrate nere. Ciò costituì uno shock per i francesi con non si erano ancora resi conto che le forze tedesche erano avanzate fino a quel punto. Gli aerei virarono a nordest in direzione di Arras, venendo inquadrati dal fuoco contraereo di un gruppo di corazzati nemici. Alcune schegge di un proiettile da 20 mm penetrarono nell'Amiot, a pochi centimetri da dove si trovava Waygand, seduto al tavolo del navigatore, assorto sulle mappe. Il generale francese non alzò neppure la testa, il pilota diede gas ai propulsori ed il velivolo balzò in avanti, lasciando la pericolosa situazione. la formazione passò a sud di Arras, sorvolando altri convogli militari ma, benché si scorgessero qua e là degli incendi, la situazione appariva tranquilla. A Cambrai, pochi chilometri più in là, la situazione era di tutt'altro genere. Il centro cittadino era avvolto dagli incendi, mentre i combattimenti sembravano estendersi nella campagna circostante, anche se il fumo che si alzava tutt'intorno rendeva difficile osservare chiaramente quello che stava accadendo. Gli aerei furono inquadrati dalla contraerea, e la formazione si diresse verso ovest, puntando su Norrent-Fontés, presso la frontiera con il Belgio. A Norrent-Fontés Weygand trova l'aeroporto presidiato solo da una sentinella, posta a guardia del deposito carburante (circa 20.000 litri stoccati in fusti da 20 litri). Il generale, assieme al suo aiutante di campo, si allontanò dall'aeroporto a bordo di uno scassato camion, guidato dalla sentinella, per cercare un telefono con cui mettersi in contatto con il comando del I Gruppo di Armate. Nel corso della comunicazione, fortemente disturbata, venne a sapere che il generale Billotte aveva mandato alcuni automezzi alla sua ricerca, ma nessuno conosceva la direzione che aveva preso. Rientrato sull'aeroporto, con i tedeschi a circa dieci chilometri di distanza, Weygand diede ordine di decollare per raggiungere il campo d'aviazione di Saint-Inglevort, nei pressi di Calais. Prima della partenza per raggiungere Ypres, Weygand strinse la mano ad ogni pilota, dasndo loro istruzioni di attenderlo fino alle ore 19. Se non fosse rientrato per quell'ora avrebbero dovuto far rientro a Le Bourget senza di lui. Weygand raggiunse subito il Municipio di Calais, dove si trovava il Quartier Generale alleato. Lì ebbe un colloquio con il generale Champon, capo della missione militare francese presso l'esercito belga, il quale gli riferì che re Leopoldo lo avrebbe atteso fino alle ore 15 preso il Municipio di Ypres. Weygand raggiunse Ypres, su strade incredibilmente intasate di profughi, circa alle ore 16.

La conferenza di Ypres[modifica | modifica wikitesto]

Il re del Belgio Leopoldo III si trovava ancora ad Ypres, assieme ad alcuni membri del suo stato maggiore e qualche ministro, quando arrivò Weygand. Mancavano sia il comandante del I Gruppo di Armate, generale Billotte, sia il comandante del B.E.F., Lord Gort. Il solo inglese presente era l'ammiraglio Sir Roger Keyes, che era al seguito del sovrano belga, ma senza alcun potere decisionale. Nelle quattro ore successive Weygand ebbe quattro distinti colloqui con i belgi. Nel primo incontro Weygand cercò inutilmente di convincere Leopoldo III, assistito dal suo aiutante di campo generale Van Overstraten, a ritirate l'esercito belga dalla linea della Schelda, le cui difese erano troppo poco estese, raggiungendo una nuova posizione più ad ovest. Ciò avrebbe permesso di liberare due divisioni inglesi per la progettata offensiva meridionale. Leopoldo obiettò che l'esercito belga era stremato per le lunghe marce, proponendo un piano alternativo che prevedeva di ripiegare su Ostenda, dove le sue forze avrebbero formato una grande "testa di ponte". Weygand cercò nuovamente di persuadere il sovrano a ritirare l'esercito sulla linea del fiume Yser, come già era avvenuto nel 1914. La prima riunione si concluse senza che venisse presa alcuna decisione importante. Purtroppo, secondo il primo ministro belga Hubert Pierlot che vide Leopoldo pochi minuti dopo l'incontro: " il re considerava la posizione delle armate nelle Fiandre quasi, se non del tutto, disperata". A questo punto arrivò il generale Billotte, accompagnato dal comandante del XVI Corpo d'Armata francese, generale Fagalde. Weygand non perse tempo nel delineare il suo obiettivo a Billotte: esso prevedeva l'avanzata della I Armata francese verso sud, da Cambrai, unitamente ad un'offensiva verso nord lanciata dalla forze francesi dalla Somme. La tenaglia avrebbe dovuto chiudersi nella regione di Bapaume. Billotte, esausto e turbato, gli disse apertamente che la I Armata non era in condizioni di lanciare alcun attacco, e, in effetti, avrebbe solamente mandato i suoi uomini al massacro. Secondo lui la sola forza in grado di lanciare una tale controffensiva su larga scala era il Corpo di Spedizione inglese del generale Gort. Tutto dipendeva quindi, dall'atteggiamento di Gort, che non era ancora arrivato a Ypres. Weygand attese il comandante inglese fino alle ore 19, e stava riflettendo sulla possibilità di pernottare ad Ypres, quando l'Ammiraglio Abrial, comandante della Flotta francese del Nord, giunse con la notizia che al generale non sarebbe più stato possibile andarsene in aereo perché vi erano stati pesantissimi bombardamenti sui campi d'aviazione ancora efficienti nella regione. Abrial gli mise a disposizione una torpediniera da 600 tonnellate con cui il generale, raggiunta Dunkerque quando ormai era notte, partì tra le bombe che cadevano sulla rada raggiungendo Cherburg quando albeggiava. Da qui Weygand proseguì il suo viaggio per Parigi su strada, arrivando nella capitale alla 10 del 22 maggio.

La controffensiva[modifica | modifica wikitesto]

Intanto Lord Gort aveva già lanciato, per accordi presi in precedenza con il generale Billotte un limitato contrattacco nel settore di Arras. L'attacco prevedeva l'utilizzo dalla cosiddetta Frankforce al comando del generale Harold Franklyn, che sarebbe stata coadiuvata da un attacco verso Cambrai del V Corpo d'Armata francese del generale René Altmayer. Purtroppo Altmayer, in preda ad una profonda crisi nervosa, non fu in grado di fornire alcun aiuto agli inglesi. La Frankforce attaccò alla 14 del 21 maggio, con forze considerevolmente più ridotte del previsto. Malgrado i successi iniziali l'offensiva si arrestò ben presto. Per Lord Gort, invece, il contrattacco era stato un fallimento e significava la fine di ogni speranza di sfondamento verso sud. Gort non sapeva nulla dei tentativi fatti da Weygand per contattarlo. La sera prima aveva ricevuto copia del telegramma di Churchill all'ammiraglio Keyes, con cui il primo ministro avvisava che Weyfgand voleva vedere re Leopoldo, ma da allora nessuna altra notizia. Si scoprì che il messaggio di Weygand a Gort era andato disperso a causa del caos che regnava nelle comunicazioni. Anche il generale belga van Ovestraten aveva provato a contattare Gort per telefono, senza successo, e alla fine si era deciso ad andare a cercarlo in auto, assieme all'ammiraglio Keyes. Inizialmente si diressero ad Hazebrouk, dove- così era stato riferito loro- si trovava il Quartier Generale di Gort, ma questi non si trovava più lì. Localizzarono il comandante del Corpo di Spedizione a Présques, tra Lilla e Armentières, quindi lo portarono ad Ypres per scoprire che Weygand era partito un'ora prima. Gort fu messo al corrente del piano pffensivo sviluppato da Weygand dal generale Billotte. Il comandante inglese fu ben lungi dell'esserne contento, ma i belgi accettarono, seppur con riluttanza di ritirarsi sul Lys, e Gort fu caldamente invitato a prestare il massimo aiuto al genarale Fagalde. All fine Gort acconsentì, e la riunione terminò così, senza che fossero state raggiunte conclusioni soddisfacenti. Purtroppo sulla via del ritorno per Béthune la vettura di Billotte sbandò e si schiantò contro un camion. Ferito gravemente alla testa Billotte morì due giorni dopo senza aver ripreso conoscenza. Il generale Blanchard, che gli succedette, non aveva assistito alla conferenza d'Ypres, e neppure all'incontro con il comandante del BEF - British Expeditionary Force Lord Gort. Il 21 maggio, dopo che il Capo del Governo, Paul Reynaud aveva elencato ai parlamentari innorriditi i disastri capitati all'esercito francese, presentò i due comandanti che avrebbero dovuto salvare l'onore della Francia: Philippe Patain e Maxime Weygand che possedeva "i segreti del Maresciallo Foch". Al suo rientro a Parigi, la mattina del 22 maggio, Weygand ebbe un incontro nella sala strategica del comando supremo francese a Vincennes con una delegazione inglese di alto livello. Erano presenti il Primo Ministro Winston Churchill, il generale John Dill e Lord Ismay, capo della sezione militare del segretariato del cabinetto di guerra. Weygand impressionò moltissimo la delegazione inglese, che concordò pienamente con il suo piano offensivo, noto sotto l'intestazione di "Operazione generale n.1". Il 24 maggio Weygand dovette rinunciare a ogni offensiva. Le armate franco-britanniche, intrappolate in Belgio, devono cercare la salvezza attraverso Dunkerque.

Il 25 maggio si svolge un consiglio di guerra all'Eliseo, partecipano il presidente della Repubblica Albert Lebrun, il presidente del consiglio Paul Reynaud, il vice presidente del consiglio Philippe Pétain, il ministro della marina César Campinchi e Weygand. Durante questa riunione si avanza per la prima volta l'ipotesi di chiedere un armistizio. Nei giorni seguenti Paul Reynaud, che non intende acconsentire alla richiesta di armistizio, avanza l'idea della creazione d'un ridotto bretone, opzione giudicata irrealizzabile da Weygand.

La conferenza di Briare[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'evacuazione di 340.000 franco-britannici a Dunkerque, la Wehrmacht lancia un'offensiva il 5 giugno contro un esercito francese molto indebolito, perché gran parte dell'armamento è stato perso in Belgio e nelle Fiandre. Il colonnello de Gaulle, promosso generale di brigata, entra nel governo con l'incarico di sottosegretario alla Difesa. Il 10 giugno, il governo francese lascia Parigi dichiarata città aperta. Lo stesso giorno, l'Italia entra in guerra contro la Francia e la Gran Bretagna.

L'11 giugno, si svolge a Briare un consiglio supremo franco-alleato al quale partecipano Churchill e Eden. Nel corso di questo consiglio, emergono tensioni tra francesi e inglesi, ma anche profonde divergenze tra i militari e i dirigenti politici francesi. I francesi chiedono l'intervento massiccio delle forze aeree della RAF le sole capaci di ribaltare l'andamento della battaglia. Davanti al rifiuto di Churchill che vuole risparmiare le 25 squadriglie di caccia inglesi per la difesa ulteriore del Regno Unito, l'alleanza franco-inglese si spezza. Nondimeno Churchill ottiene da Paul Reynaud l'assicurazione che il governo francese non avrebbe preso alcuna decisione definitiva senza informare i britannici e gli promette che il Regno Unito vincitore avrebbe restaurato la Francia «in her dignity and greatness». Paul Reynaud vuole continuare a tutti i costi la guerra. Abbandonata l'idea del ridotto bretone, pensa al proseguimento dei combattimenti dall'Impero francese, mentre il maresciallo Pétain e il generale Weygand propendono per un armistizio rapido per evitare l'annientamento e l'occupazione totale del paese. Paul Reynaud ricorda a Weygand che la decisione d'un armistizio spetta solo al presidente del consiglio e non dipende affatto dal comandante in capo.

Churchill osserva che l'unico membro del governo francese che non piomba nel totale pessimismo, è de Gaulle, generale di fresca nomina. Come Churchill, questi pensa in termini planetari e non limita affatto questo conflitto, che egli considera mondiale, a una semplice questione franco-tedesca. Weygand crede al contrario di assistere a nient'altro che a un nuovo episodio del ciclo cominciato nel 1870, e, come il maresciallo Pétain, non comprende che la posta del 1940 (la servitù perpetua della Francia in un'Europa nazificata) non ha niente a che vedere con quella del 1870 (perdita di tre dipartimenti) o del 1914. Tanto Churchill, quanto il generale de Gaulle nelle loro memorie descriveranno un Weygand disfattista, anglofobo e antirepubblicano.

L'armistizio[modifica | modifica wikitesto]

Durante le riunioni del Consiglio dei ministri che si svolgono nei giorni seguenti, Weygand ribadisce ufficialmente la necessità d'un armistizio, sia per ragioni militari che civili. Con la disfatta delle armate francesi, accompagnata dall'esodo dei profughi belgi e francesi, Weygand teme che il disordine si diffonda in tutto il paese. L'armistizio gli appare la condizione indispensabile per mantenere l'ordine. Basandosi su un'informazione falsa che non ha verificato, invoca l'insediamento all'Eliseo del capo comunista Maurice Thorez, che sarebbe ritornato dall'URSS nei furgoni della Wehrmacht. Il presidente del consiglio Paul Reynaud gli oppone degli argomenti politici, il pericolo del nazismo, gli accordi con l'Inghilterra. Il maresciallo Pétain appoggia Weygand, invocando l'incompetenza dei civili riguardo alle questioni d'ordine militare. Il governo si divide.

Il 15, a Bordeaux, Paul Reynaud, appoggiato da Georges Mandel accenna ad una possibilità di proseguire la lotta al fianco della Gran Bretagna: l'esercito capitolerebbe nel territorio metropolitano mentre il governo e il parlamento raggiungerebbero l'Africa del Nord. Weygand rifiuta recisamente questa soluzione, che giudica disonorevole per l'esercito, poiché essa avrebbe coinvolto nella sconfitta solo le autorità militari. Gli sembra onorevole solo l'armistizio. Minaccia le sue dimissioni. Come Pétain, giudica ugualmente inconcepibile che il governo lasci il territorio metropolitano francese. Una parte del governo si allinea alla proposta di Camille Chautemps consistente nell'informarsi sulle condizioni d'un eventuale armistizio. Sempre più isolato, Paul Reynaud dà le dimissioni il 16 giugno, lasciando il posto a Philippe Pétain. Questi annuncia il 17 giugno che è stata avanzata una domanda d'armistizio. Lo stesso giorno, Weygand è nominato ministro della Difesa.

Sebbene Weygand non creda in una vittoria del Regno Unito, ormai isolato nella lotta contro la Germania nazista, ordina tuttavia il trasferimento a favore della Gran Bretagna di tutti i contratti d'armamento stipulati dalla Francia presso le industrie belliche statunitensi, così come la consegna nei porti britannici di tutte le armi in corso di spedizione, poiché i porti francesi erano sotto controllo tedesco.

Weygand rifiuta parimenti la dissidenza del generale de Gaulle che giudica prematura e anarchica. Non ammette che de Gaulle pretenda di parlare a nome della Francia. Il 19 giugno, gli ordina di ritornare da Londra, ignorando l'invito a proseguire la guerra che quest'ultimo gli rivolge. Poco dopo, retrocede de Gaulle al grado di colonnello, dopo convoca in sequenza due corti marziali per processarlo, poiché la prima emette una condanna simbolica, lo farà condannare a morte dalla seconda il 2 agosto 1940, perché capo della Francia libera.

Il regime di Vichy[modifica | modifica wikitesto]

Weygand occupa il posto di ministro della Difesa nel governo di Vichy, per tre mesi (da giugno a settembre 1940). In seguito alla battaglia di Mers el Kébir in cui una parte della flotta francese è affondata dagli inglesi, si oppone a quelli che auspicano un rovesciamento di alleanze e uno schieramento a fianco dei tedeschi. Il 16 luglio, si oppone anche ai tedeschi che richiedevano delle basi aeree nel Marocco, l'utilizzazione dei porti del Nordafrica, così come l'uso della ferrovia Rabat-Tunisi o l'impiego della flotta mercantile francese.

Il 5 settembre, è nominato Delegato generale nell'Africa francese. Nello stretto rispetto delle clausole d'Armistizio, è deciso a opporsi a ogni ingerenza che venga dagli inglesi o dai tedeschi, sia che siano amici o che siano nemici. S'impegna anche a evitare il dilagare della dissidenza di de Gaulle, al quale si sono già allineati il Camerun, il Ciad, il Congo e l'Oubangui Chari. Ostile al governo repubblicano, condivide il progetto di Rivoluzione nazionale di Philippe Pétain e il suo progetto sociale, e applica la politica di Vichy in tutto il suo rigore in Africa del Nord.

In particolare, fa applicare le leggi razziali decise dal governo di Vichy, particolarmente quelle che escludono gli Ebrei dalle funzioni pubbliche, da quasi tutte le attività private e dall'università, e che pongono i loro beni sotto sequestro (vedi: Leggi razziali). Va anche oltre il rigore di Vichy, escludendo, senza alcuna legge, i ragazzi ebrei dalle scuole e dai licei, con l'appoggio del rettore Georges Hardy. Instaura infatti, con una semplice circolare, la n°343QJ del 30 settembre 1941, un «numero chiuso» scolastico che esclude di fatto la quasi totalità dei ragazzi ebrei dalle scuole pubbliche, comprese le scuole elementari, «per analogia con la normativa dell'Università», cosa che non accade neppure sul territorio metropolitano.

Vieta la massoneria, e chiude, con l'appoggio dell'ammiraglio Abrial, nei campi di prigionia del sud dell'Algeria e del Marocco, i volontari stranieri della Legione straniera, gli oppositori del regime, veri o presunti, e i rifugiati stranieri senza contratto di lavoro (anche se entrati regolarmente in Francia).

Contrariamente alle iniziali previsioni di Weygand il Regno Unito resiste vittoriosamente a Hitler, ma egli persiste a pensare, con il maresciallo Pétain, che, anche se la Gran Bretagna non stava per essere battuta, d'altro canto era incapace di vincere la guerra. Weygand condivide il punto di vista di Pétain che aveva predetto al diplomatico americano Robert Murphy che non c'era « altra via d'uscita possibile » dalla guerra che una pace « senza vincitori né vinti ». Durante l'estate del 1941, Weygand si rivolge allo stesso diplomatico americano per spingere gli Stati Uniti a usare la loro influenza a livello mondiale per permettere un'uscita pacifica da questa impasse. Weygand fa nascondere alcuni effettivi e armamenti alle Commissioni d'armistizio italiana e tedesca. Si sforza anche, dopo gli attacchi di Mers-El-Kébir e Dakar, di rafforzare l'esercito francese d'armistizio in Africa, e dà il suo appoggio a René Carmille per L'ammodernamento meccanografico degli uffici di reclutamento. Fa anche passare certe unità coloniali per semplici forze di polizia, e tenta una nuova mobilitazione morale dei francesi, specialmente con la creazione dei «Cantieri della gioventù francese» (creati dal generale de La Porte du Theil), che, nello spirito di Vichy, tentano d'abituare la gioventù a un nuovo ordine morale.

Ma quando apprende, in seguito ad una delazione, che alcuni ufficiali del suo entourage (il comandante Faye, il comandante Dartois, e il capitano Beauffre) progettavano di sottoporgli un piano di rientro in guerra con un aiuto militare americano, li fa arrestare e li manda sotto processo, dicendo: «Non è alla mia età che si diventa un ribelle.»

Tuttavia negozia con gli Americani delle condizioni di approvvigionamento, giungendo ad un accordo siglato con Robert Murphy il 26 febbraio 1941.

Con le sue proteste presso il governo di Vichy, fa fallire i protocolli di Parigi del 28 maggio 1941 firmati da Darlan, e specialmente l'attribuzione ai tedeschi delle basi di Biserta e Dakar, così come una collaborazione militare con lAsse, in caso di aggressione alleata. Da allora, i tedeschi non cesseranno di chiedere il suo siluramento, sebbene il 4º Ufficio della sua Delegazione generale abbia consegnato all'Afrika Korps di Rommel 1.200 camion francesi e altri veicoli facenti parte delle scorte dell'esercito francese (contratto Dankworth del 1941), così come un certo numero di pezzi d'artiglieria pesante, compresi 1.000 proiettili per ogni pezzo.

Nell'ottobre 1941, poco dopo la campagna di Siria in seguito alla quale un quinto degli effettivi è passato alla Francia Libera, esige dai soldati dell'armata d'Africa di prestare giuramento al maresciallo Pétain.

Le pressioni di Hitler sul governo di Vichy per ottenere l'esonero dai suoi incarichi in Africa, sfociano infine nel suo richiamo in Francia nel novembre 1941. Nel novembre 1942, dopo l'invasione alleata dell'Africa del Nord e l'occupazione totale della Francia, Weygand è preso prigioniero dai tedeschi e posto agli arresti in Germania, nel castello d'Itter, che dipende amministrativamente dal campo di Dachau. Vi ritrova Paul Reynaud, Édouard Daladier e Maurice Gamelin, con i quali avrà rapporti tesi. Nel maggio 1945 i prigionieri sono liberati dagli Americani e condotti al quartier generale della 1ª armata francese. Nel momento in cui il generale de Lattre li accoglie, quest'ultimo riceve l'ordine di arrestare le personalità che hanno fatto parte del governo di Vichy, ordine che riguarda Weygand e Jean Borotra. Ricondotto in Francia, Weygand è dapprima internato come sospetto di collaborazione nel carcere di Val-de-Grâce, dopo è liberato nel maggio 1946 e scagionato da ogni responsabilità nel 1948, beneficiando d'un non luogo a procedere su tutti i capi d'imputazione emesso dall'Alta Corte di Giustizia francese.

Fino alla sua morte, si batterà per ottenere la riabilitazione del maresciallo Pétain e della sua memoria. Quando muore nel 1965, è il decano d'elezione dell'Académie française. Il generale de Gaulle rifiuterà che si svolga per lui una cerimonia solenne agli Invalides, anche se la legge del 27 marzo 1929 prevede che i marescialli di Francia e i generali che hanno avuto il comando in capo o il comando d'un gruppo d'armate o d'un'armata durante la guerra del 1914 possano essere sepolti agli Invalides.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine della Legion d'onore
— 10 luglio 1913
Ufficiale dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'ordine della Legion d'onore
— 10 dicembre 1914
Commendatore dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'ordine della Legion d'onore
— 28 dicembre 1918
Grand'ufficiale dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'ufficiale dell'ordine della Legion d'onore
— 1º settembre 1930
Cavaliere di gran croce dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine della Legion d'onore
— 6 dicembre 1924
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire
— 8 luglio 1930
Croce di guerra del 1914-1918 con due palme di bronzo - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra del 1914-1918 con due palme di bronzo
Croix de guerre des theatres d'operations exterieurs con palma di bronzo - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre des theatres d'operations exterieurs con palma di bronzo
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
Medaglia commemorativa della guerra del 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra del 1914-1918

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'ordine della Corona (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'ordine della Corona (Belgio)
Croix de guerre 1914-1918 (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914-1918 (Belgio)
Croce della Libertà per il comando militare di I classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I classe (Estonia)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
Compagno dell'ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere commendatore dell'ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere commendatore dell'ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito)
Army Distinguished Service Medal (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Army Distinguished Service Medal (Stati Uniti)

Fonti e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacques Weygand, Weygand, mon père
  • Bernard Destremau, Weygand, Parigi, Perrin, 1989 (prefazione di Jean Guitton), e diverse edizioni successive.
  • Guy Raïssac, Un soldat dans la tourmente, ed. Albin Michel, Parigi, 1963.

Guerra sovietico-polacca[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar Vincent d'Abernon, La dix-huitième bataille décisive du monde: Varsavia, 1920, Pression de Hyperion, 1977, ISBN 0-88355-429-1.
  • Piotr Wandycz, Le Général Weygand et la bataille de Varsovie, Journal d'Affaires de l'Europe centrale, 1960
  • Davies Normand, Aigle Blanc, Étoile Rouge: la guerre polono-soviétique, 1919-20, Pimlico, 2003, ISBN 0-7126-0694-7.

Weygand durante la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean-Pierre Azéma et François Bédarida, Vichy et les Français, Parigi, Fayard, 1996.

(1) Paul Badouin, Neuf mois au governement, Editions de la Table ronde, Paris 1948, pp.60-61.

  • Yves Maxime Danan, La Vie politique à Alger, de 1940 à 1944, Librairie générale de Droit et de Jurisprudence, Parigi, 1963.
  • François-Georges Dreyfus, Histoire de Vichy.
  • William Langer, Le jeu américain à Vichy, Plon, Parigi 1948.
  • Général Albert Merglen, Novembre 1942: L'année de la Honte, L'Harmattan, Parigi 1993.
  • Georges Hirtz, Weygand, Années 1940-1965, Georges Hirtz, 2003.
  • Robert Jackson, Dunkerque, Oscar Storia n.528, Mondadori, Milano, 2010.
  • Henri Michel, Vichy, année 40, Robert Laffont, Parigi, 1967.
  • Robert O. Paxton, L'Armée de Vichy, ed. Tallandier, 2004..
  • Alan Shepperd, La guerra lampo in Francia, Osprey Publishing Ltd, 1990.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Maréchal Foch : 1929.
  • Turenne. Parigi: Flammarion, 1930.
  • Le 11 novembre : 1932
  • Histoire militaire de Méhémet-Ali et de ses fils, 2 vol. : 1936
  • Comment élever nos fils : 1937
  • Histoire de l'armée française. Parigi: Flammarion, 1938.
  • La France est-elle défendue ? : 1937
  • Foch : 1947
  • Le général Frère : 1949
  • Mémoires, 1950-1957, Flammarion, 598 p.
    • T.1: Idéal vécu
    • T.2: Mirages et réalités
    • T.3: Rappelé au service
  • Forces de la France : 1951
  • Et que vive la France ! : 1953
  • En lisant les mémoires du Général de Gaulle, 1955, Ed Flammarion, 234 p.
  • L'Arc de Triomphe de l'Étoile : 1960
  • Histoire de l'armée française, 1961, Ed Flammarion, 493 p.
  • L'Armée à l'Académie : 1962
  • L'oncle chinois, incompiuto: 1962
  • Lettres inédites relatives aux testaments de Leurs Majestés le roi Louis XVI et la reine Marie-Antoinette : 1965
  • L'œuvre de Syrie des Sœurs de Saint Joseph de l'Apparition, prefazione del generale Weygand e prologo di Louis Marin, Autore: Luce Camuzet, Ed. Nation, 1931

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Seggio 35 dell'Académie française Successore
Joseph Joffre 1931 - 1965 Louis Leprince-Ringuet

Controllo di autorità VIAF: 2478312 LCCN: n50019318